Incentivo alla progettazione: nuovi chiarimenti della Sezione Autonomie sull’art. 93, comma 7-ter, del “Codice”

Incentivo alla progettazione: nuovi chiarimenti della Sezione Autonomie sull’art. 93, comma 7-ter, del “Codice”

Nella Delibera n. 10 del 23 marzo 2016 della Corte dei conti Autonomie, la Sezione è chiamata ad esprimere il proprio avviso sull’interpretazione dell’art. 93, comma 7-ter, del Dlgs. n. 163/06, come introdotto dall’art. 13-bis del Dl. n. 90/14, convertito con modificazioni dalla Legge n. 114/14 e, in particolare, in merito alla possibilità che l’incentivo alla progettazione possa essere corrisposto in relazione ad attività di manutenzione straordinaria, implicanti compiti di progettazione specialistica, anche a seguito delle novità introdotte dal citato art. 13-bis.

La Sezione rileva come il Legislatore sia intervenuto a modificare profondamente la disciplina degli incentivi alla progettazione, ridefinendone gli ambiti di operatività, sia sotto il profilo soggettivo che sotto quello oggettivo.

In riferimento al primo aspetto, è stato limitato l’ambito dei destinatari del nuovo “Fondo” istituito dal citato art. 13-bis, confinandolo innanzitutto alle figure professionali espressamente individuate dalle norme (Responsabile del procedimento ed incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori e dei loro collaboratori) con esclusione di quelle aventi qualifica dirigenziale, per le quali prevale senz’altro il criterio dell’onnicomprensività del trattamento economico. Inoltre, la corresponsione dell’incentivo è stata prevista a vantaggio esclusivo dei soggetti che abbiano effettivamente svolto attività di progettazione non rientranti fra le competenze della qualifica funzionale ricoperta, al fine di riconoscere un differenziale retributivo connesso al maggior carico di lavoro e di responsabilità assunto dai dipendenti dei ruoli tecnici, per lo svolgimento di tali attività.

Sotto il profilo oggettivo, nell’ottica del contenimento delle dinamiche retributive del personale, è stato ridotto del 50% il tetto massimo riconoscibile a favore di ogni singolo dipendente, prima individuato nel trattamento economico annuo lordo. Inoltre, le quote corrispondenti a prestazioni non svolte o comunque non accertate e validate da parte del Responsabile del servizio preposto alla struttura competente, costituiscono economie di spesa.

La Sezione statuisce che la chiara formulazione dell’art. 93 comma 7-ter, desumibile dall’applicazione del fondamentale canone ermeneutico dell’interpretazione letterale non lasci spazio ad altri criteri per così dire sussidiari, che finirebbero inevitabilmente per alterare la voluntas legis, espressa in modo inequivoco dal tenore letterale delle disposizioni. Disposizioni quelle in esame che escludono tout court la riconoscibilità dell’incentivo alla progettazione nei confronti di tutte le attività qualificabili come manutentive, senza differenziazioni di sorta ed a prescindere dalla progettazione, che, come è stato già precisato, risulta strettamente connessa alla realizzazione degli interventi di manutenzione straordinaria. Qualora infatti l’art. 93, comma 7-ter avesse voluto circoscrivere la non remunerabilità alle sole prestazioni tecniche relative ad interventi di manutenzione ordinaria, peraltro già pacificamente ammessa in via pretoria, avrebbe dovuto espressamente disporre in tal senso. Oltre a ciò, la Sezione osserva che, ove limitata ai soli interventi di manutenzione ordinaria, la novella introdotta dall’art. 13-bis del Dl. n. 90/14 sarebbe risultata priva di concreta portata innovativa rispetto al regime antecedente, anche in termini di risparmio di spesa.

Né a diverse conclusioni potrebbe giungersi sulla base dell’art. 3, comma 18, lett. a) e b), della Legge n. 350/03, invocato da alcune Sezioni regionali a sostegno dell’attribuzione dell’incentivo a fronte di una preventiva attività di programmazione, in quanto tale disposizione appare tesa principalmente a limitare l’utilizzo dell’indebitamento alle sole spese di investimento, al fine di una corretta attuazione della golden rule di cui all’art. 119, comma 6, della Costituzione. Peraltro, all’interpretazione della norma nei sensi indicati conduce anche l’evoluzione più recente del quadro normativo, rappresentata dai criteri di delega contenuti nella Legge n. 11/16.

Infine, resta ferma la necessità per gli Enti Locali di adeguare tempestivamente la disciplina regolamentare in materia, nella quale peraltro trova necessario presupposto l’erogazione dei predetti incentivi.

In conclusione, la Sezione afferma che la corretta interpretazione dell’art. 93, comma 7-ter, del Dlgs. n. 163/06, alla luce delle disposizioni recate dal Dl. n. 90/14 e dei criteri individuati dalla Legge-delega n. 11/16, è nel senso dell’esclusione dall’incentivo alla progettazione interna di qualunque attività manutentiva, senza distinzione tra manutenzione ordinaria o straordinaria.


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