Indennità di Ordine pubblico dovuta all’emergenza “Covid-19”: secondo il Viminale non è riconoscibile ai titolari di P.o.

Indennità di Ordine pubblico dovuta all’emergenza “Covid-19”: secondo il Viminale non è riconoscibile ai titolari di P.o.

Il Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica sicurezza, con la Circolare 8 ottobre 2020, cui è allegato il Parere n. 555/O.P./0001884/2020/1, ha fornito il tanto atteso chiarimento circa la controversa questione relativa alla possibilità di corrispondere l’indennità di Ordine pubblico anche al personale delle Polizie locali, titolare di Posizione organizzativa, impegnato in servizi operativi esterni connessi all’emergenza epidemiologica da “Covid-19”.

Il Parere fornisce una ricostruzione, approfondita ed esaustiva, delle fonti normative e degli orientamenti interpretativi, emanati nel corso degli anni, con cui sono stati dettagliati i requisiti per il legittimo riconoscimento dell’Indennità di Ordine pubblico. Tuttavia, ai fini della soluzione della specifica problematica posta, il Dipartimento si sofferma sulle norme contrattuali che regolano il trattamento economico accessorio del personale titolare di P.o.

L’indennità di Ordine pubblico mira a ristorare il disagio e il rischio per una tipologia di impiego del personale chiamato a intervenire per le esigenze di tutela dell’Ordine e Sicurezza pubblica, e ha carattere eccezionale e straordinario, in relazione alle emergenze da fronteggiare, non è sovrapponibile, in senso stretto, allo svolgimento di funzioni di direzione di unità organizzative. Per altro verso, afferma il Dipartimento della Pubblica sicurezza, le indicazioni fornite dall’Aran (Orientamento applicativo Ral 1977) nonché la formulazione letterale dell’art. 18 del vigente Ccnl. “Funzioni locali” 21 maggio 2018 portano a ritenere che deroghe ammesse al Principio di onnicomprensività della retribuzione degli incaricati di Posizione organizzativa hanno carattere tassativo, salvo l’ipotesi di cui alla lett. h), che esplicitamente ammette la possibilità di cumulo dei compensi che specifiche disposizioni di legge espressamente prevedano a favore di tale personale, come quelle esemplificativamente elencate dalla medesima lett. h). Anzi, secondo il Dipartimento, tale previsione rafforza implicitamente la scelta normativa della esclusività delle ipotesi di cumulo, ma l’Indennità di Ordine pubblico non sembra ancorabile ad alcuna delle previsioni derogatorie, da cui poter far discendere l’eventuale riconoscimento a favore dei titolari di P.o.

di Alessio Tavanti


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