Insegne: Palazzo Spada illustra i criteri che distinguono quelle di esercizio da quelle di tipo pubblicitario

Insegne: Palazzo Spada illustra i criteri che distinguono quelle di esercizio da quelle di tipo pubblicitario

Nella Sentenza n. 2129 del 9 maggio 2017 del Consiglio di Stato un Comune, proprietario di uno Stadio sito nel proprio territorio, ha costituito in favore di una Società, a seguito di procedura di evidenza pubblica, il diritto di superficie sul predetto Impianto sportivo e sulle aree pertinenziali della durata di 99 anni, con l’obbligo tra gli altri di non mutarne la denominazione. Poi, la Società ha chiesto l’autorizzazione, ai sensi dell’art. 23 del Dlgs. n. 285/92, di installare sulle pareti esterne del settore delle curve, nord e sud, dello Stadio 2 insegne della superficie complessiva di poco più di 65mq., recanti una determinata scritta. I Giudici rilevano che la nozione di insegna di esercizio è circoscritta a quei soli casi in cui l’insegna, con le modalità prescritte dall’art. 47 del Dpr. n. 495/92, serve esclusivamente a segnalare il luogo ove si esercita l’attività di impresa.

Nella definizione dell’insegna di esercizio, l’insegna deve essere collocata in prossimità dell’accesso all’impresa. Tuttavia, nel caso di specie, non si tratta di semplice insegna di esercizio necessaria ai fini della normale attività aziendale, bensì di elemento in grado di svolgere una funzione promozionale dell’attività imprenditoriale e, quindi, di carattere essenzialmente pubblicitario. In conclusione, l’insegna in questione è del tutto priva del collegamento territoriale con la sede dell’attività; si è quindi in presenza di un insegna di tipo pubblicitario che favorisce l’attività imprenditoriale.


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