Introdotto un limite di fatturato per le “Farmacie rurali sussidiate”

 Introdotto un limite di fatturato per le “Farmacie rurali sussidiate”

Nella Sentenza del Consiglio di Stato 31 ottobre 2014, n. 5407, la titolare di una Farmacia ha impugnato avanti al Tar gli atti con i quali l’Asl ha disposto il recupero di somme già liquidate a titolo di sconto agevolato, negli anni 2006/2007/2008 e 2009, per il superamento del tetto massimo di fatturato previsto dall’art. 11 della Legge n. 405/01.

Palazzo Spada, riferendosi al testo originario dell’art. 1, comma 40, della Legge n. 662/96, e tenuto conto delle modifiche introdotte con l’art. 11 del Dl. n. 347/01, evince che anche per le farmacie rurali sussidiate è stato introdotto un limite di fatturato per l’applicazione della deroga all’ordinario regime di sconti, superato il quale tale deroga non risulta applicabile.

I limiti di fatturato previsti (sia per le Farmacie rurali sussidiate che per le altre Farmacie) sono stati ridefiniti prendendo a riferimento non il fatturato complessivo annuo, che include la vendita dei medicinali e di tutti gli altri prodotti normalmente venduti in farmacia (cosmetici, giocattoli per la prima infanzia, ecc.), ma il solo fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale al netto dell’Iva. Peraltro, l’espressione “fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale”, secondo i Giudici, si riferisce a tutte le prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale, comprese quelle di assistenza integrativa. In conseguenza, non può essere condivisa la tesi secondo cui le percentuali dello sconto si riferiscono alle sole specialità medicinali perché le quote di spettanza per i farmacisti sul prezzo di vendita al pubblico fanno riferimento alle specialità medicinali.

Pertanto, anche per le Farmacie rurali sussidiate, ai fini dell’applicazione della deroga all’ordinario regime di sconti, risulta introdotto un limite di fatturato per l’applicazione della deroga.


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