Istat: un italiano su cinque è a rischio povertà

by Redazione | 25/11/2015 9:27

Il 19,4% della popolazione italiana è a rischio povertà, una famiglia su 10 (11,6%) è “gravemente deprivata”, e il 12% dei cittadini vive in famiglie a bassa intensità lavorativa. A rivelarlo, con il Comunicato 23 settembre 2015 pubblicato sul proprio portale istituzionale, è l’Istat.

Complessivamente, la stima delle persone a rischio di povertà o esclusione sociale residenti in Italia si attesta nel 2014 al 28,3%. Il dato è in continuità con quello emerso dalle rilevazioni relative all’anno precedente ed è indicativo della quota della popolazione che sperimenta almeno una delle seguenti condizioni: rischio di povertà (calcolato sui redditi 2013), grave deprivazione materiale e bassa intensità di lavoro (calcolata sul numero totale di mesi lavorati dai componenti della famiglia durante il 2013).

Per il secondo anno consecutivo, si registra un lieve miglioramento del dato relativo ai casi di indigenza più radicale. “Scendono – si legge nella Nota – le quote di individui in famiglie che, se lo volessero, non potrebbero permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni (dal 13,9% al 12,6%), una settimana di ferie all’anno lontano da casa (dal 51,0% al 49,5%) o una spesa imprevista pari a 800 euro (dal 40,2% al 38,8%). La stima della grave deprivazione diminuisce soprattutto nel Mezzogiorno, tra i single e le coppie (soprattutto se anziani) e tra le coppie con un solo figlio, anche minore. Ancora grave la condizione dei genitori soli, delle famiglie con almeno tre minori o di altra tipologia, famiglie, queste ultime, che tra il 2013 e il 2014 hanno mostrato un ulteriore deterioramento della loro condizione (dal 15,9% al 20,2%)”.

Sale, di contro, la percentuale di famiglie caratterizzate da una bassa intensità lavorativa. Anche in questo caso, i dati più preoccupanti arrivano dal Sud del Paese, dove si passa dal 18,9% al 20,9%.

Quanto alla stima dei redditi delle famiglie, si assiste una sostanziale stabilità rispetto alla rilevazione 2013 (riferita ai redditi 2012). La Nota parla di “leggero aumento in termini di ammontare e una sostanziale stabilità in termini pro-capite”.

Resta irrisolto il nodo delle disuguaglianze. “Il 20% più ricco delle famiglie residenti in Italia – spiega l’Istat – percepisce il 37,5% del reddito totale, mentre al 20% più povero spetta solo il 7,7%”.

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