Iva e sostituzione d’imposta: il trattamento fiscale delle somme dovute a seguito di contenzioso ad un Avvocato difensore di se stesso

Testo del quesito:

Qual è la giusta applicazione dell’Iva e della ritenuta Irpef ad un Avvocato che chiede la liquidazione delle spese legali a seguito di una pratica di contenzioso col Comune, in cui si è autodifeso ? In questo caso l’Avvocato rientra inoltre nel regime forfettario”.

La risposta dei ns. esperti.

Per il caso di specie occorre ricordare in primo luogo che il Legislatore fiscale, mentre all’art. 3, comma 3, del Dpr. n. 633/1972 (prestazioni gratuite di servizi o per autoconsumo), fa riferimento esplicito al solo Imprenditore, all’art. 2, comma 5, del medesimo Decreto (cessioni gratuite di beni o per autoconsumo) fa riferimento esplicito, sia all’Imprenditore che al Professionista.

In passato l’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 914-47/2016 del 10 marzo 2016, aveva appunto sostenuto l’esclusione da Iva proprio richiamando tali norme.

In sostanza, il Legislatore fiscale ad oggi ha recepito solo parzialmente l’art. 26 della Direttiva 2006/112/CE, che fa riferimento generico al “soggetto passivo”, limitando per i Professionisti l’autoconsumo soggetto a Iva alle sole cessioni di beni.

Pertanto, nel caso in esame l’operazione non risulta soggetta ad Iva (trattandosi di autoconsumo su prestazione di servizio professionale), mentre il Comune in qualità di sostituto d’imposta dovrebbe, almeno in via generale, trattenere e versare la ritenuta Irpef del 20% (non nel caso di specie, ma soltanto perché il Professionista rientra nel regime forfettario, rilasciando comunque la CU e rilevando la fattispecie nel Modello “770”, come previsto dalle Istruzioni ministeriali).

Con la stessa logica occorre a ns. avviso inoltre includere nella somma da erogare anche tutte le tipologie di spesa, escludendo la Cassa previdenziale.

di Francesco Vegni