Iva: esenti le prestazioni di supporto amministrativo alle attività di vaccinazione anti “Covid-19” in quanto “strettamente connesse”

by Redazione | 02/09/2021 10:24

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta n. 541 del 9 agosto 2021 ha fornito chiarimenti in ordine al regime di esenzione Iva applicabile alle prestazioni di supporto amministrativo alle attività di vaccinazione anti “Covid-19” se “strettamente connesse”, svolte a favore delle Asl.

In particolare, nel caso di specie il servizio comprende le attività di accettazione, di registrazione dati su apposito gestionale, di stampa etichette e di rilascio certificati vaccinali.

L’Agenzia delle Entrate ha ricordato che l’art. 1, comma 453, della Legge n. 178/2020 (“Legge di bilancio 2021”, vedi Entilocalinews n. 2 dell’8 gennaio 2021), stabilisce che, “in deroga al n. 114) della Tabella A, Parte III, allegata al Dpr. n. 633/1972, le cessioni di vaccini contro il ‘Covid-19’, autorizzati dalla Commissione Europea o dagli Stati membri, e le prestazioni di servizi strettamente connesse a tali vaccini sono esenti dall’Imposta sul valore aggiunto, con diritto alla detrazione dell’Imposta ai sensi dell’art. 19, comma 1, del Dpr. n. 633/1972, dal 20 dicembre 2020 al 31 dicembre 2022

Tale disposizione trova la sua base giuridica nella Direttiva (UE) 2020/2020 del Consiglio del 7 dicembre 2020, che ha modificato la Direttiva 2006/112/CE prevedendo, in materia di Iva, misure transitorie applicabili ai vaccini contro il “Covid-19”, e ai dispositivi medico-diagnostici in vitro del “Covid-19”.

In base alla recente Direttiva, gli Stati membri possono adottare, fino al 31 dicembre 2022, un’aliquota ridotta o l’esenzione da Iva con diritto a detrazione:

– per la fornitura di dispositivi medico-diagnostici in vitro per “Covid-19” e per i servizi strettamente connessi a tali dispositivi;

– per la fornitura di vaccini contro il “Covid-19” e per i servizi strettamente connessi a tali vaccini purché si tratti di vaccini contro il “Covid-19” autorizzati dalla Commissione o dagli Stati membri.

La Direttiva 2020 citata delinea il contesto di riferimento e gli obiettivi che si prefigge il Legislatore comunitario all’interno di una strategia complessiva tesa a favorire ed accelerare la diffusione delle vaccinazioni, a prezzi abbordabili, con facilità di accesso e il più velocemente possibile.

Per quanto concerne le “prestazioni di servizi strettamente connesse” agli strumenti di diagnostica in vitro per “Covid-19”, è utile richiamare la Risposta n. 354 del 2021, nella quale – con riferimento alla disposizione di cui al comma 452 dell’art. 1 della “Legge di bilancio 2021” – l’Agenzia ha affermato che “è ragionevole ritenere incluse in questo ambito le prestazioni aventi ad oggetto l’effettuazione sia di tamponi antigenici rapidi svolte con l’ausilio di un Medico o di un Infermiere, sia di test sierologici rapidi effettuati senza l’intervento di un operatore socio-sanitario”. Inoltre, “come già precisato nella Circolare 26/E del 15 ottobre 2020, a proposito delle cessioni gratuite aventi ad oggetto i beni indicati nell’art. 124 a favore di uno dei soggetti di cui all’art. 10, comma 1, n. 12, del Decreto Iva, la norma temporanea di maggior favore, che prevede l’esenzione senza pregiudizio del diritto alla detrazione, prevale sull’esenzione ordinaria, che determina, invece, un pro-rata di detraibilità”.

Appare dunque possibile adottare un’interpretazione logico sistematica che, prendendo spunto da quanto sopra riportato in merito al comma 452, porta a ritenere incluse nell’ambito delle “prestazioni di servizi strettamente connesse a tali vaccini”, di cui al successivo comma 453 dell’art. 1 della “Legge di bilancio 2021”, i servizi di supporto amministrativo alle attività di vaccinazione anti “Covid-19”, comprendenti l’accettazione, la registrazione dati su apposito gestionale, le stampe delle etichette e il rilascio dei certificati vaccinali, svolti a favore dell’Asl. Infatti detti servizi, indispensabili per l’efficiente perseguimento degli scopi terapeutici perseguiti, sono senz’altro funzionali a facilitare e consentire un migliore accesso della cittadinanza alla campagna vaccinale nel modo più ampio, più veloce e meno oneroso possibile. Di conseguenza, questi servizi possono essere acquistati dall’Asl in esenzione da Iva, senza pregiudizio, in capo al prestatore, del diritto alla detrazione dell’Iva ai sensi dell’art. 19, comma 1, del Dpr. n. 633/1972.

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