Iva: i corsi di nuoto per ragazzi non rientrano nella nozione di “insegnamento scolastico” e quindi tra le attività educative esenti

by Redazione | 05/11/2021 11:27

Corte di Giustizia UE – Sentenza 21 ottobre 2021, n. C-373/19

La nozione di “insegnamento scolastico o universitario”, ai sensi dell’art. 132, paragrafo 1, lett. i) e j), della Direttiva 2006/112/CE del Consiglio, 28 novembre 2006, relativa al Sistema comune d’Imposta sul valore aggiunto, deve essere interpretata nel senso che essa non comprende l’insegnamento del nuoto impartito da una Scuola di nuoto. 

È quanto sancito dalla Corte di Giustizia UE con la Sentenza in commento, in conseguenza della quale possiamo concludere che, con riferimento alla normativa italiana, ai corsi di nuoto impartiti dalle Scuole si applica il regime di imponibilità Iva 22% e non il regime di esenzione Iva ex art. 10, n. 20), Dpr. n. 633/1972.

Il citato art. 132, paragrafo 1, lett. i) e j), della Direttiva 2006/112/CE, stabilisce quanto segue:

gli Stati membri esentano le operazioni seguenti: (…)

i) l’educazione dell’infanzia o della gioventù, l’insegnamento scolastico o universitario, la formazione o la riqualificazione professionale, nonché le prestazioni di servizi e le cessioni di beni con essi strettamente connesse, effettuate da enti di diritto pubblico aventi lo stesso scopo o da altri organismi riconosciuti dallo Stato membro interessato come aventi finalità simili;

j) le lezioni impartite da insegnanti a titolo personale e relative all’insegnamento scolastico o universitario;

(…)”.

Tale norma prevede esenzioni le quali, come dispone il Titolo del Capo in cui tale articolo figura, sono dirette a favorire talune attività di interesse pubblico. Tuttavia – ricorda la Sentenza – tali esenzioni non riguardano tutte le attività di interesse pubblico, ma solo quelle che vi sono elencate e descritte in modo particolareggiato. Secondo la giurisprudenza della Corte, le citate esenzioni costituiscono nozioni autonome del diritto dell’Unione, volte ad evitare divergenze nell’applicazione del Sistema dell’Iva da uno Stato membro all’altro.

La Corte ha già dichiarato che i termini con i quali sono state designate le esenzioni di cui all’art. 132 della Direttiva 2006/112 devono essere interpretati restrittivamente, dato che tali esenzioni costituiscono deroghe al Principio generale stabilito dall’art. 2 della direttiva stessa, secondo cui l’Iva è riscossa per ogni prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso da un soggetto passivo. Tuttavia, questa regola d’interpretazione restrittiva non significa che i termini utilizzati per specificare le esenzioni di cui al menzionato art. 132 debbano essere interpretati in modo da privare le esenzioni stesse dei loro effetti.

Va rilevato che l’art. 132, paragrafo 1, lett. i) e j), della Direttiva 2006/112 non contiene alcuna definizione della nozione di “insegnamento scolastico o universitario”.

Ciò posto, la Corte ha dichiarato, per un verso, che la trasmissione di conoscenze e di competenze tra un docente e gli studenti è un elemento particolarmente importante dell’attività di insegnamento. Per altro verso, la Corte ha precisato che la nozione di “insegnamento scolastico o universitario” ai sensi della Direttiva 2006/112 non si limita ai soli insegnamenti che si concludono con esami volti all’ottenimento di una qualifica o che consentono di acquisire una formazione per l’esercizio di un’attività professionale, ma comprende altre attività in cui l’istruzione viene fornita nelle scuole o nelle università per sviluppare le conoscenze e le attitudini degli allievi o degli studenti, purché tali attività non abbiano carattere puramente ricreativo.

Pertanto, la nozione di “insegnamento scolastico o universitario”, ai sensi dell’art. 132, paragrafo 1, lett. i) e j), della Direttiva 2006/112, include attività che si distinguono tanto per la loro specifica natura, quanto per il contesto in cui sono esercitate.

Ne consegue che, mediante tale nozione, il Legislatore dell’Unione ha inteso fare riferimento ad un determinato tipo di sistema di insegnamento, che è comune a tutti gli Stati membri, indipendentemente dalle caratteristiche specifiche di ogni sistema nazionale. Di conseguenza, la nozione di “insegnamento scolastico o universitario” ai fini del regime Iva si riferisce in generale “a un sistema integrato di trasmissione di conoscenze e di competenze avente ad oggetto un insieme ampio e diversificato di materie, nonché all’approfondimento e allo sviluppo di tali conoscenze e di tali competenze da parte degli allievi e degli studenti, di pari passo con la loro progressione e con la loro specializzazione in seno ai diversi livelli costitutivi del sistema stesso”.

È alla luce di tali considerazioni che occorre verificare se l’insegnamento del nuoto, impartito da una Scuola di nuoto, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, possa rientrare nella nozione di “insegnamento scolastico o universitario”, ai sensi dell’art. 132, paragrafo 1, lett. i) e j), della Direttiva 2006/112.

Nel caso di specie, il Giudice comunitario ha osservato che, “benché l’insegnamento del nuoto impartito da una Scuola di nuoto, quale quello di cui trattasi nel procedimento principale, presenti un’indubbia importanza e persegua un obiettivo di interesse pubblico, esso costituisce comunque un insegnamento specialistico ed impartito ad hoc, che non equivale, di per se stesso, alla trasmissione di conoscenze e di competenze aventi ad oggetto un insieme ampio e diversificato di materie, nonché al loro approfondimento e al loro sviluppo, caratterizzanti l’insegnamento scolastico o universitario”.

di Francesco Vegni

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