La Giornata Elettorale del 22 agosto 2022

La Giornata Elettorale del 22 agosto 2022

Oggi scatta il termine per la presentazione delle liste. I partiti sono al lavoro

Inizia il conto alla rovescia per la presentazione delle liste elettorali in vista del voto di domenica 25 settembre (leggi lo speciale NOMOS sulla Roadap del voto). A poche ore dalla deadline, fissata alle 20.00 di oggi, i partiti sono ancora la lavoro per trovare una quadra. A presentarsi nelle Corti d’Appello sparse nella penisola, che ieri mattina alle 8.00 hanno aperto i battenti dei propri uffici elettorali, sono state infatti le liste minori, come i Gilet arancioni dell’ex generale Antonio Pappalardo e Italexit. Per il movimento dell’ex grillino Gianluigi Paragone, che ha dichiarato di aver superato lo scoglio della raccolta firme, si candideranno la militante di CasaPound Chiara Luce nel Lazio e il leader dei No-Green pass Stefano Puzzer nelle Marche. Nelle liste di Italexit compaiono anche i nomi della ex vice questore no vax Nunzia Schilirò e dell’ex CasaPound Massimo Cristiano in Calabria. Riunione tecnica del centrodestra nella sede di romana di Fratelli d’Italia, in via della Scrofa, per risolvere i complicati incastri dei nomi nei collegi. La Lega è l’unico partito della coalizione ad aver chiuso le liste degli uninominali, mentre negli altri partiti i giochi sono ancora aperti. Dopo giorni di conclave a villa Certosa, residenza estiva di Silvio Berlusconi in Sardegna, Fi si appresta a definire la griglia dei nomi, anche se non è esclusa un’altra notte di trattative. 

Confermata la candidatura nell’uninominale in Basilicata per la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, nonostante i malumori per i big paracadutati dall’alto degli esponenti regionali azzurri, che sostenevano invece il sottosegretario potentino all’Editoria, Giuseppe Moles. Semaforo verde anche per il patron della Lazio Claudio Lotito sul collegio uninominale del Molise al Senato e di Lorenzo Cesa nella stessa posizione per la Camera. Sfida diretta tra Vittorio Sgarbi e Pierferdinando Casini nel collegio uninominale del Senato a Bologna. Scontro in famiglia, invece, in Sicilia, tra Stefania Craxi, candidata nell’uninominale, e il fratello Bobo, che invece correrà per il proporzionale con il centrosinistra. Sul fronte di Impegno civico Luigi Di Maio sarà candidato a Napoli-Fuorigrotta, mentre Vincenzo Spadafora sempre in Campania. Lavori in corso, ancora, anche per Azione, coalizzata con Italia Viva, che nel pomeriggio ha riunito la direzione: il leader Carlo Calenda, a quanto filtra, sarà candidato a Padova dove troverà Anna Maria Bernini, la senatrice di Forza Italia. Anche i 5Stelle consegnano le liste in Lombardia, dove capolista sarà il presidente Giuseppe Conte

FdI conferma i parlamentari uscenti e punta sugli amministratori locali

In una nota Fratelli d’Italia comunica che il partito “ha scelto di comporre le liste cercando di valorizzare al meglio coloro che si sono spesi in questi anni per costruire, insieme al presidente Giorgia Meloni, una proposta di governo credibile per l’Italia”. “Molti saranno coinvolti in prima persona con una candidatura e molti altri che lo avrebbero egualmente meritato non potranno farne parte a causa di un sistema elettorale che non permette di coinvolgere tutti. Lavoreremo per coinvolgere in questa grande stagione tutti quelli che vorranno e potranno. Le scelte si sono orientate valorizzando il lavoro parlamentare che vede la conferma di quasi tutti i parlamentari uscenti”. “I cittadini italiani potranno premiare con il loro consenso uomini e donne provenienti dall’amministrazione e che hanno già dimostrato di saper ben operare nell’interesse delle loro comunità”. 

“Sono, infatti, tanti i sindaci e gli amministratori locali presenti. Sono stati coinvolti rappresentanti delle libere professioni, delle categorie produttive, del mondo della cultura, dello sport, del turismo, dell’agricoltura, dell’associazionismo e del volontariato. A questi si aggiungono esponenti del mondo conservatore. Molte le candidature tradizionalmente legate alla storia di Fratelli d’Italia, ma anche molti gli esponenti che hanno condiviso la necessità di lavorare con spirito patriottico al rafforzamento di questa proposta politica provenienti da altri percorsi. Tra questi nomi come Marcello PeraCarlo Nordio, Eugenia Roccella, Giulio Tremonti, Giuseppe Pecoraro, Maurizio Leo, Antonio Guidi, Giulio Terzi di Sant’Agata, Claudio Barbaro, Renato Ancorotti, Gianmarco Mazzi, Letizia Giorgianni, Fabio Pietrella, Marco Perissa, Elisabetta Lancellotta, Lucio Malan, Lara Magoni e Barbara Merlin. Largo spazio anche ai giovani con le candidature di Fabio Roscani, Chiara La Porta, Nicole Matteoni, Paolo Inselvini, Giulia Baggi e Grazia Di Maggio”.

Il Pd lima le liste. Nuova polemica sui giovani di Letta

Mancano ormai poche ore alla presentazione delle liste elettorali e in casa democratici e progressisti gli ultimi tasselli cominciano a trovare la loro collocazione. Dopo qualche giorno di polemiche sottotraccia si conclude il caso relativo a Stefano Ceccanti. Il costituzionalista, già deputato eletto del Pd la scorsa legislatura, correrà nel collegio uninominale di Pisa alla Camera. “Accetto con gioia la proposta del nostro segretario Enrico Letta. Fin dall’inizio mi ero dichiarato disponibile a correre per questo collegio, che è uno di quelli più incerti a livello nazionale”. Una possibilità che si è aperta dopo la rinuncia di Nicola Fratoianni a correre nel collegio della sua città, Pisa appunto. Il leader di Sinistra italiana sarà capolista nei listini del proporzionale in Toscana, regione nella quale correrà anche Ilaria Cucchi. “Il nostro collegio sicuro è andato a lei”, annuncia Fratoianni. Si tratta dell’uninominale di Firenze al Senato. Sempre in quota rosso-verde si contenderanno due posti per Palazzo Madama i leader di Possibile: l’ex Pd Giuseppe Civati e la segretaria del Partito Beatrice Brignone, entrambi per un uninominale in Emilia-Romagna. 

Nell’uninominale friulano del Senato ci sarà invece l’ex sindaco di Udine Furio Honsell e sempre all’uninominale ma alla Camera ci sarà Bobo Craxi, candidato a Palermo. Curioso il caso che si è creato attorno all’ex presidente del Senato Pietro Grasso “La mia disponibilità era nota ma nessuno mi ha chiamato”, ha dichiarato il già capo politico di Liberi e uguali, partito che ha annunciato la candidatura del deputato uscente Luca Pastorino in Liguria, tra le file dei progressisti. All’interno della coalizione di centrosinistra una querelle è nata attorno alla candidatura della viceministra dell’Economia Laura Castelli di Impegno civico. Pareva pronto per lei un posto all’uninominale alla Camera nel collegio di Novara, una scelta però che avrebbe portato alle dimissioni di Saverio Mazza, attualmente membro della direzione metropolitana dem torinese. Ma Castelli ha presto smentito i rumor: “Scopro dai giornali che sarei candidata all’uninominale di Novara. No grazie, casa mia è Collegno. Darò il mio contributo nei plurinominali”. 

E se sembra volgere al termine la questione liste, non sembrano invece placarsi gli attacchi ai candidati dem che partono dal centrodestra. Dopo il caso del giovane Raffaele La Regina, che ha rinunciato a correre per le critiche subite a causa di vecchi post anti-Israele, ieri è toccato a Rachele Scarpa, capolista in Veneto, e a Marco Sarracino, segretario del Pd a Napoli, finire nel mirino delle polemiche. La prima colpevole, secondo gli avversari di avere posizioni antisemite, il secondo di aver celebrato la rivoluzione comunista in Russia del 17. “Dopo i giovani candidati del Pd che negano il diritto all’esistenza e alla sicurezza di Israele, arriva anche chi inneggia all’Unione sovietica”, scrive Giorgia Meloni e le fa eco Matteo Salvini: “La pupilla di Letta prima attacca Israele e poi programma l’ennesima stangata”, con riferimento a una proposta di patrimoniale. 

È polemica sul dibattito Letta-Meloni. Mentana rilancia un confronto a quattro

Resta alta la tensione sul confronto in tv in vista del voto del 25 settembre. Mentre Enrico Mentana sarebbe pronto a ospitare in prima serata, venerdì 23 settembre su La7, i leader dei quattro poli per un confronto finale, Giuseppe Conte protesta con la Rai per il dibattito a Porta a Porta Meloni-Letta previsto il 22 settembre che esclude gli altri leader. In un post su facebook il capo del M5S scrive di essere pronto a rinunciare alla sua mezz’ora per partecipare a un dibattito con tutti i leader. Mentre accetta l’invito di Enrico Mantana, che ringrazia, per un confronto a 4 (centrodestra, terzo polo, Azione-Iv e Cinque Stelle) su La7 nell’ultima sera della campagna elettorale, Conte è durissimo con la Rai “Apprendo da un’intervista di Bruno Vespa che da tempo Letta e Meloni lavorano a un accordo per fare un confronto da soli, a lume di candela, in prima serata in Rai, servizio pubblico. Questo accordo è stato evidentemente portato avanti escludendo le altre forze politiche, fra cui la mia, il M5S”. E allora, prosegue, “se, come si sostiene nell’intervista, Letta e Meloni hanno rinunciato alla loro mezz’ora in prima serata sul servizio pubblico per fare un’ora di confronto a due, allora a tutti deve essere concessa questa opportunità”. 

Mentre Michele Anzaldi di Iv reclama un intervento dell’Agcom su un appuntamento televisivo non aperto a tutte le forze politiche, Maurizio Lupi (Nci) manda una lettera ai direttori delle testate radiotelevisive perché’ garantiscano appieno la par condicio. Una lettera ai vertici dell’azienda di Viale Mazzini arriva anche da Clemente Mastella, che annuncia un suo sciopero della fame “se le regole sulla parità di accesso fossero disattese”. Sulla prospettiva di un confronto televisivo allargato si dice d’accordo Matteo Salvini “Credo che gli italiani abbiano il diritto di valutare tutte le idee dei partiti, e quindi auspico un dibattito con le principali forze politiche e i loro leader. In un confronto con la presenza di Letta, magari potrei sperare di avere qualche risposta sui vergognosi candidati del Pd che insultano Israele e sulle imbarazzanti risse nel Pd di Roma”, dice il leader della Lega. E Nicola Fratoianni di SI sottolinea che “i talk televisivi non sono repubbliche indipendenti, così come la legge del febbraio 2000 non è mai stata abrogata. A Viale Mazzini dovrebbero ricordarlo sempre”. L’Agcom, nella riunione convocata per mercoledì 24 agosto alle 15.30, dopo la presentazione delle liste elettorali, esaminerà il monitoraggio della campagna elettorale.


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