La giornata parlamentare – 12 marzo 2020

La giornata parlamentare – 12 marzo 2020

Il Governo ha deciso: tutta Italia sarà zona rossa. Chiusi negozi, bar, ristoranti

L’Italia si ferma: bar, ristoranti, mense e negozi chiusi; garantiti approvvigionamento alimentare, farmacie, servizi essenziali (banche, poste, assicurazioni) e trasporti; fabbriche aperte ma con misure di sicurezza: ora cominciano a chiudere anche i simboli del Paese come gli stabilimenti della Fca a Melfi, Cassino e Pomigliano o la moda. Una nuova stretta colpisce tutta l’Italia fino al 25 marzo, con l’obiettivo di fermare il contagio: rinunce, annunciate dal premier Giuseppe Conte, che “stanno dando un grande contributo al Paese” nella lotta al coronavirus e che faranno sì che l’Italia “ce la farà”. È arrivato in tarda serata il nuovo decreto del presidente del Consiglio che raccoglie le istanze di misure più dure avanzate in primo luogo dalla Lombardia, ma fatte proprie dalle regioni più colpite, tanto che il governatore del Veneto Luca Zaia a caldo dice: “Chiederò ai veneti rigore sulle nuove misure, ma non ci sono alternative”. “Ha prevalso il buonsenso”, gli fa eco il collega lombardo Attilio Fontana, mentre Matteo Salvini si dice “soddisfatto da italiano”. 

Sull’entità delle misure, e sul loro allargamento a tutta la penisola, si è aperto il confronto nell’esecutivo che deve tener conto delle diverse sensibilità al suo interno. Al Partito Democratico, che era orientato all’inasprimento delle misure in tutta Italia, si era sovrapposto Italia Viva che chiedeva di prendere con calma una decisione univoca ma definitiva. “Non si può chiudere tutto, alcune attività vanno limitate” aveva invece apertamente detto il vice ministro allo Sviluppo Economico Stefano Buffagni. È toccato a Giuseppe Conte mediare tra le diverse posizioni, valutando tutte le richieste: “Non affidiamoci a scelte emotive, non vorrei che s’iniziasse a chiedere misure restrittive e un domani il Paese si dovesse svegliare e accorgersi che si è concentrato su un obiettivo prioritario, la salute, ma si sono tralasciati altri interessi costituzionali, primo tra tutti il lavoro”. 

Ai cittadini che si chiedono ancora come comportarsi nel quotidiano, “il consiglio è sempre lo stesso: uscire per lo stretto necessario e indispensabile”, ripete Borrelli, sottolineando che anche chi si muove a piedi “deve portare l’autocertificazione”. Quanto ai luoghi di lavoro (s’incentiva ulteriormente quello agile e l’utilizzo delle ferie), l’unica vera misura di sicurezza è la distanza di un metro. Nel caso non sia possibile rispettarla “vanno utilizzate le mascherine chirurgiche”. E proprio per rafforzare la filiera della distribuzione degli strumenti sanitari arriverà da Conte la nomina di un Commissario delegatoDomenico Arcuri, Ad di Invitalia: “Avrà ampi poteri di deroga, lavorerà per rafforzare soprattutto la produzione, la distribuzione di attrezzature per terapia intensiva e sub intensiva. Avrà anche il potere di creare e impiantare nuovi stabilimenti per la produzione di queste attrezzature e sopperire alle carenze sin qui riscontrate. Il Commissario Arcuri si coordinerà con il dottor Borrelli che sta facendo un incredibile lavoro”. 

Crescono ancora gli ammalati e i decessi

D’altra parte i dati non lasciano margine: i duemila malati in più in un solo giorno (ma inclusi i 600 che la Lombardia non aveva comunicato martedì per un ritardo nei risultati dei test) stanno a testimoniare che la curva di crescita del coronavirus non si arresta ancora. I numeri, d’altronde, da giorni confermano che la situazione è seria: a oggi sono 10.590 i malati, più della metà in Lombardia che ha anche il più alto numero di ricoverati in terapia intensiva, 560 su un totale di 1.028; i decessi sono arrivati a 827 (di cui 617 in Lombardia), altri 196 in 24 ore. I guariti, invece, sono meno del 10% del totale dei contagiati: 1.045 su 12.462. “Abbiamo dei numeri che fanno sì che i dati possano apparire come un numero elevato, ma in realtà la crescita odierna è nel trend dei giorni scorsi” ha detto il Commissario Angelo Borrelli spiegando il perché di una crescita che, finora, non si era mai registrata. 

25 miliardi contro Coronavirus, venerdì il Cdm varerà le prime misure

Venticinque miliardi per far fronte all’emergenza Coronavirus: il Governo mette in campo più del triplo delle risorse ipotizzate neanche una settimana fa. Il premier Giuseppe Conte e il ministro Roberto Gualtieri hanno annunciato per domani un decreto legge con le prime misure per oltre 12 miliardi: le altre risorse saranno usate per step successivi. L’emergenza si fa pandemia, le limitazioni ai movimenti dei cittadini crescono e con esse i contraccolpi economici; il Governo mette in campo ogni mezzo possibile per farvi fronte, in un clima di unità nazionale: il Parlamento all’unanimità ha autorizzato l’esecutivo a spendere fino a 25 miliardi, di cui 20 in deficit, anche a costo di sforare il tetto finora inscalfibile del 3% nel rapporto tra deficit e Pil. Il Paese è solido e la tenuta dei conti sostenibile, assicura il ministro dell’Economia, ma l’emergenza è senza precedenti e bisogna fronteggiare le difficoltà di famiglie e imprese, con una “caduta del pil” che si prevede per “almeno due mesi”. L’annuncio fa scendere lo spread sotto quota 200, a 192 punti base. 

“Lo Stato non si dimentica di voi”, è il messaggio che intanto Giuseppe Conte invia sui social network agli italiani preoccupati per le ricadute dello stop. Con il ministro dell’Economia, dopo un Consiglio dei ministri di primo mattino, annuncia al Paese che arriveranno domani misure che porteranno il deficit al 2,7% e interverranno su quattro direttrici: sostegno alla sanità, con circa 2 miliardi, e alla Protezione civile; sostegno al lavoro, con cassa integrazione speciale e congedi parentali, per far sì che “nessuno perda il lavoro a causa del virus”; sostegno alla liquidità, a partire dai mutui di famiglie e imprese; interventi sulle scadenze fiscali, anche in preparazione di meccanismi di “ristoro di territori e imprese”. In più si studia lo sblocco d’investimenti e cantieri con supercommissari e il rinvio delle nomine al vertice delle società partecipate, con la proroga degli attuali dirigenti. Sulle misure Conte annuncia nuovi tavoli con l’opposizione.  

In un Parlamento che si riunisce a ranghi ridotti e con i timori accresciuti dal primo deputato positivo al Coronavirus, tutti i partiti sanciscono l’unità nazionale, con un voto unanime (un solo astenuto, Vittorio Sgarbi) sia alla Camera che al Senato. Il Governo è stato autorizzato dal Parlamento a usare un 1,1% di deficit ulteriore rispetto al 2,2% previsto: vuol dire arrivare, se servirà, fino al 3,3% di deficit (ma Gualtieri dice che potrebbe non servire, anche per effetto delle misure che l’Ue metterà in campo). Il Ministro spegne gli unici accenni di polemica in Commissione sulla prossima firma del Mes e invita a non strumentalizzare, spiegando che l’Eurogruppo parlerà del Coronavirus, non del trattato. Matteo Salvini tiene una vena polemica scommettendo che alla fine serviranno 100 miliardi e chiede al Governo “più coraggio”; Giorgia Meloni vorrebbe “chiudere tutto”; Matteo Renzi, che invoca una zona rossa europea, torna a puntare il dito contro gli errori di comunicazione del Governo. Ma l’unità nazionale regge: il governo prepara le misure. 

Conte potrà contare sul pieno appoggio dell’UE

Giuseppe Conte questa volta sa di poter contare su una grande apertura dell’Unione Europea: l’intero continente si prepara a fronteggiare la pandemia Coronavirus e Bruxelles, spiega, è pronta a fare “tutto quello che è necessario, con ogni strumento a disposizione”. “Siamo tutti italiani”, conferma la presidente della Commissione in un videomessaggio indirizzato al nostro Paese. Ursula Von Der Leyen avrebbe voluto essere a Roma ma poi ha optato per una videoconferenza con Conte e garantisce non solo l’apertura di Bruxelles alle richieste dell’Italia ma anche la necessità di “trarre lezioni dall’esperienza italiana”. Scende in campo anche Angela Merkel, ora alle prese con l’emergenza nel suo Paese: in una situazione straordinaria va concessa tutta la flessibilità necessaria per sostenere l’Italia e il suo sistema sanitario, dice. Di “iniziative straordinarie europee” parla anche il commissario Paolo Gentiloni, non solo misure a sostegno dell’economia: si lavora a una task force europea contro il diffondersi del contagio. 

Nomos

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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