La giornata parlamentare – 13 giugno

La giornata parlamentare – 13 giugno

Il Cdm ha nominato 45 fra viceministri e sottosegretari

A una settimana da quando il Governo del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ottenuto la fiducia dalle Aule di Camera e Senato, ieri il Cdm ha dato il via libera alla nomina di 45 tra viceministri sottosegretari che giureranno oggi alle 13 a Palazzo Chigi. I viceministri sono 6 e i sottosegretari 39; di questi 25 provengono dal Movimento 5 stelle e 17 dalla Lega. Ci sono poi 2 tecnici (Michele Geraci e Luciano Barra Caracciolo) e un rappresentante degli italiani all’estero del Maie.

Il premier Giuseppe Conte potrà contare su una nutrita squadra, perché alla Presidenza del Consiglio dei ministri arrivano Guido Guidesi della Lega e i pentastellati Vincenzo Santangelo e Simone Valente ai Rapporti con il Parlamento e democrazia diretta, al fianco del ministro Riccardo Fraccaro.

Mattia Fantinati (M5S) si occuperà di Pubblica amministrazione, Stefano Buffagni (M5S) alla fine ha ottenuto la delega agli Affari regionali e autonomie, Giuseppina Castiello (Lega) al Sud, il cinquestelle Vincenzo Zoccano a Famiglia e disabilità, Luciano Barra Caracciolo agli Affari europei con Paolo Savona, il fedelissimo di Di Maio Vincenzo Spadafora alle Pari opportunità e giovani, mentre all’attuale presidente della Commissione speciale del Senato Vito Crimi (M5S), è stata affidata la delega all’editoria e non quella ai servizi come sembrava certo in un primo momento.

Al Ministero degli Esteri per affiancare Enzo Moavero Milanesi sono stati nominati i pentastellati Emanuela Claudia Del Re, esperto di Medio Oriente, Manlio Di StefanoRicardo Antonio Merlo (Maie) e Guglielmo Picchi della Lega. Nessun viceministro all’Interno: al Viminale, di supporto all’azione di Matteo Salvini, ci saranno i leghisti Stefano Candiani e Nicola Molteni, mentre a bilanciare la quota del Carroccio sono stati scelti Luigi Gaetti e Carlo Sibilia.

Al ministero della Giustizia vanno i sottosegretari Vittorio Ferraresi(M5S) e Jacopo Morrone (Lega), mentre alla Difesa arrivano l’esperto M5S Angelo Tofalo, già membro del Copasir nella scorsa legislatura, e Raffaele Volpi per il Carroccio. All’Economia e finanze sono stati scelti due viceministri, Laura Castelli in quota Cinquestelle e Massimo Garavaglia per la Lega; sottosegretari sono il pentastellato Alessio Villarosa e l’ex sindaco di Padova Massimo Bitonci (Lega).

Numeroso anche il team che sarà d’aiuto al ministro Luigi Di Maio, sulle cui spalle gravano ben tre deleghe di peso: allo Sviluppo economico vanno il leghista Dario Galli (viceministro) e i sottosegretari Andrea Cioffi e Davide Crippa (M5S), oltre a Michele Geraci, tecnico in quota Carroccio. Al Lavoro e politiche sociali, poi, sono stati nominati Claudio Cominardi (M5S) e Claudio Durigon(Lega). Il ministro delle Infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli potrà contare sul supporto di due pezzi da novanta della Lega, Edoardo Rixi e Armando Siri, oltre al pentastellato Michele Dell’Orco. Al Miur sono stati nominati dal Cdm sottosegretari Lorenzo Fioramonti Salvatore Giuliano entrambi del Movimento 5 Stelle.

Per il dicastero dei Beni culturali sono stati scelti come sottosegretari Lucia Borgonzoni della Lega e il pentastellato Gianluca Vacca, nel rispetto delle quote, così come anche al ministero della Salute sono stati scelti Armando Bartolazzi (M5S) e Maurizio Fugatti (Lega). Due sottosegretari anche alle Politiche agricoleFranco Manzato (Lega) e Alessandra Pesce (M5S), già capo della segreteria tecnica dell’ex viceministro Andrea Olivero. Infine, all’Ambiente, al fianco di Sergio Costa il Consiglio dei ministri ha nominato Vannia Gava (Lega) e Salvatore Micillo (M5S).

Ora si apre il confronto per le Commissioni di Camera e Senato

L’assegnazione delle deleghe a viceministri e sottosegretari avverrà in settimana, molto probabilmente entro domani sera. Il giuramento dei nuovi 45 membri del governo Conte, invece, avverrà oggi alle 13 a palazzo Chigi. Dopo aver completato la squadra di Governo, ora Matteo Salvini e Luigi Di Maio si concentreranno sulle presidenze delle Commissioni permanenti di Camera e Senato per far partire i lavori parlamentari.

Il primo passaggio sarà quello dell’indicazione, da parte di ciascun gruppo, dei componenti di ciascuna Commissione permanente; al Senato il termine è stato fissato alle 20 di lunedì prossimo. Una volta che le Commissioni saranno insediate si passerà alle votazioni per l’elezione del nuovo Ufficio di presidenza: questo passaggio potrebbe avvenire tra la prossima settima e quella successiva, tutto dipende dall’accordo politico che M5S e Lega troveranno nei prossimi giorni.

Nel frattempo resta lo scontro sulle presidenze delle Commissioni di garanzia e in particolare su Copasir vigilanza Rai. Alla Capigruppo di palazzo Madama si è deciso che verrà considerato parte dell’opposizione anche chi si è astenuto sul voto di fiducia al Governo: la mossa consentirà a Fratelli d’Italia di ambire alla guida della Commissione di controllo sull’operato dei Servizi, un fatto giudicato estremamente grave dal Partito Democratico che è pronto a dare battaglia e a non appoggiare un esponente di Forza Italia alla presidenza della Commissione di vigilanza della Rai.

Proseguono i lavori alla Camera e Senato

Nella giornata di oggi, l’aula del Senato si riunirà alle 11.15 per l’informativa urgente del Ministro dell’interno Matteo Salvini sulla vicenda della nave Aquarius. La Commissione speciale svolgerà diverse audizioni sul decreto legge sulle ulteriori misure urgenti per gli eventi sismici dell’agosto 2016.

L’Assemblea di Montecitorio tornerà a riunirsi a partire 15 per l’elezione di un Vicepresidente e di un Questore, poltrone rimaste vacanti a seguito delle dimissioni del leghista Lorenzo Fontana diventato Ministro per la famiglia e le disabilità, e del pentastellato Riccardo Fraccaro, anche lui Ministro del Governo Conte per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta. Successivamente l’Aula esaminerà il decreto legge sulle crisi aziendali. La Commissione Speciale si confronterà sul decreto, già approvato dal Senato, su Alitalia.

 

 

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