La giornata parlamentare – 13 luglio

Oggi al Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi a partire dalle 16.30 per proseguire l’esame del decreto vaccini. Dopo una giornata di profonde polemiche e tensioni politiche ieri è arrivata l’intesa tra Pd e Fi: non è stata fatta nessuna richiesta di voto segreto e il Governo non ha posto la questione di fiducia. Dopo una serie d’incontri tra il capogruppo di FI a Palazzo Madama Paolo Romani e la ministra della Salute Beatrice Lorenzin si è raggiunto un accordo sui temi più caldi del provvedimento tanto che Dem e forzisti hanno fatto fronte comune contro l’unico tentativo concreto di ostacolare il provvedimento, la richiesta di non passaggio agli articolipresentata dal M5S e respinta con 199 no contro 63 sì (oltre ai pentastellati, infatti, hanno contestato il decreto anche Lega, Gal e Ala). Oggi inizierà l’esame degli oltre 300 emendamentipresentanti ed è annunciato un accanito ostruzionismo che potrebbe far slittare l’approvazione del decreto anche di due settimane visto l’arrivo in Aula del decreto Mezzogiorno. Alle 16 saranno svolte le interpellane e interrogazioni.

Per quanto riguarda i lavori delle Commissioni, la Affari Costituzionali, in sede riunita con la Giustizia, svolgerà diverse audizioni nell’ambito dell’esame del disegno di legge che regola le ineleggibilità e le incompatibilità dei magistrati e dei soggetti decaduti da una carica politica. La Commissione Bilancioproseguirà l’esame sul decreto per la crescita economica nel Mezzogiorno anche se il voto degli emendamenti inizierà solamente a partire da lunedì prossimo. La Commissione Lavori pubblici ascolterà il Direttore del Servizio di Polizia Stradale e l’Autorità di regolazione dei trasporti sugli Atti europei relativi agli autoveicoli pesanti adibiti al trasporto di merci su strada.

La Commissione Industria riprenderà l’esame del ddl, già approvato dalla Camera, sul commercio equo e solidale ma soprattutto proseguirà l’esame del ddl concorrenza e del ddl sull’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza. In sede riunita con la Territorio, ascolterà i rappresentanti dell’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione (ISIN) sullo schema decreto legislativo sulla sicurezza degli impianti nucleari; si confronterà poi sull’affare assegnato relativo alle asimmetrie competitive per l’industria europea.

La Commissione Territorio si confronterà sul ddl, già approvato dalla Camera, relativo alle aree protette e successivamente esaminerà gli Atti europei su termovalorizzazione e piano d’azione nell’economia circolare. Infine la Commissione Politiche dell’Unione Europea proseguirà l’esame della legge di delegazione europea per il 2016.

Oggi alla Camera

Per quanto riguarda l’altro ramo del Parlamento, dopo che nella giornata di ieri il Governo ha superato il voto di fiducia, con 318 voti favorevoli, 178 contrari e un solo astenuto, sul decreto legge per la liquidazione coatta amministrativa di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca, l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi a partire dalle 9 per le dichiarazioni di voto e il voto finale del decreto.

Ma la maggioranza dovrà fare i conti con l’opposizione da parte del M5S, che dopo la protesta inscenata in aula con cori, salvadanai e striscioni all’annuncio della fiducia, ieri ha messo in atto l’ostruzionismo, presentando oltre 80 ordini del giorno che ogni deputato ha chiesto di illustrare, allungando quindi i tempi. Il testo su cui è stata posta la fiducia è quello uscito giovedì scorso dalla Commissione, che aveva dato il via libera e il mandato al relatore senza votare gli emendamenti.

A seguire, anche se sembra molto improbabile possano essere discussi, saranno esaminate la proposta di legge sulle misure per la prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo violento di matrice jihadista, le mozioni sulla trasparenza dei contratti derivati stipulati dal Ministero dell’economia e delle finanze e laRelazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea riferita all’anno 2017 e sul Programma di lavoro della Commissione per il 2017, predisposta dalla Commissione Politiche dell’Unione Europea. Successivamente saranno discusse la Legge europea 2017, la proposta di legge per l’abolizione dei vitalizi e sulla nuova disciplina dei trattamenti pensionistici dei membri del Parlamento e dei consiglieri regionali, e la pdl sul reato di propaganda del regime fascista e nazifascista.

Quanto ai lavori delle Commissioni, la Affari costituzionali esaminerà la pdl per la modifica del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali e la pdl per l’acquisto di veicoli di servizio elettrici da parte delle Pubbliche Amministrazioni. La Commissione Giustizia, in sede riunita con la Affari sociali, proseguirà l’esame, in sede di comitato ristretto, della pdl per la legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis e dei suoi derivati.

La Commissione Finanze esaminerà la pdl per l’estinzione agevolata dei debiti pregressi insoluti delle persone fisiche e delle piccole e medie imprese verso gli Istituti di credito e, in sede riunita con la Attività produttive, riprenderà l’esame della pdl per il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali a uso turistico-ricreativo. La Commissione Cultura esaminerà il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulla bigliettazione degli spettacoli dal vivo e quello sull’edilizia scolastica in Italia.

La Commissione Attività produttive esaminerà la pdl per la tutela dei consumatori in materia di fatturazione a conguaglio per l’erogazione di energia elettrica, gas e servizi idrici. La Commissione Lavoro ascolterà i rappresentanti della Corte dei conti sulle proposte di legge relative all’ordinamento e alla struttura organizzativa dell’Istituto nazionale della previdenza sociale e dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

La Affari sociali proseguirà l’esame del ddl Lorenzin sulla sperimentazione clinica di medicinali, l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, il riordino delle professioni sanitarie e sulla dirigenza sanitaria del Ministero della salute. Infine la Commissione Agricoltura si confronterà sullo schema di decreto legislativo sul mercato interno del riso.

Notizie incoraggianti dalla Commissione Europea

La Commissione europea ha dato il suo via libera, non ancora ufficiale ma sostanziale, allo sconto chiesto dall’Italia sulla manovra economica del prossimo anno. L’aggiustamento dei conti potrà essere meno pesante del previsto, purché’ l’Italia assicuri il rispetto di due raccomandazioni fondamentali: il calo del debito e la riduzione della spesa pubblica. La lettera con cui Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici hanno risposto alle richieste avanzate a fine maggio da Pier Carlo Padoan prelude, di fatto, a un via libera al Documento programmatico di bilancio che il Mef presenterà in autunno insieme alla Nota di aggiornamento del Def.

Senza dare peso alle polemiche degli ultimi giorni sulla proposta del segretario del Partito Democratico Matteo Renzi di alzare al limite l’asticella del deficit, la Commissione non dà cifre e non esprime giudizi sullo 0,3% di correzione ritenuto adeguato dal Tesoro in sostituzione dello 0,6% previsto dalle regole.

Attuando gli interventi necessari per disinnescare l’aumento dell’Iva utilizzato come clausola di salvaguardia, l’ Italia risparmierebbe circa 9 miliardi che avrebbe dovuto usare a quello scopo. Nella lettera la Commissione Ue segue le logiche ripercorse dall’Italia nella richiesta e assicura che utilizzerà un certo margine di discrezione considerando le deviazioni dal percorso di aggiustamento previsto. Nella sua valutazione terrà conto “in modo equilibrato” dei due obiettivi ritenuti ormai paritari: sostenere la ripresa e garantire la sostenibilità di bilancio.

Ottenuto lo sconto l’Italia dovrà fare la sua parte erispettare le raccomandazioni Ue. Nel 2018 un’ulteriore riduzione del deficit nominale rispetto ai risultati già conseguiti, sebbene inferiore a quella indicata nel Def, consentirebbe al Governo di proseguire in una politica in qualche modo espansiva per l’economia. L’idea di fondo è quella di poter continuare a ridurre le tasse, intervenendo sul cuneo fiscale, anche se ieri Padoan ha ribadito che “Bisogna valutare con attenzione come usare lo spazio fiscale, se limitato. Non tutti i tagli delle tasse hanno gli stessi effetti su crescita e occupazione”.

 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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