La giornata parlamentare – 13 ottobre

Al Senato

Nella giornata di oggi l’Assemblea e le Commissioni del Senato non terranno sedute. Nel corso della settimana, l’Aula di palazzo Madama ha discusso le mozioni sui monumenti commemorativi di Cristoforo Colombo: nell’ordine del giorno che è stato approvato il Governo viene impegnato ad attivarsi per rappresentare in tutte le opportune sedi istituzionali americane il valore altamente simbolico che il “Columbus day” riveste per le comunità italo-americane.

Approvata con modifiche la Legge Europea 2017

Successivamente l’Aula di Palazzo Madama ha approvato con 118 voti favorevoli, 69 astenuti e 17 contrari le disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea ovvero la Legge europea 2017. Al provvedimento sono stati apportati due emendamenti con il parere contrario della relatrice del Governo, un atto politico, orchestrato principalmente dagli ex di Mdp, che di fatto costringe la legge a ritornare alla Camera. Essa prevede il recepimento di una serie di norme che riguardano il trasporto delle merci, la giustizia e la sicurezza, la fiscalità, il lavoro, la tutela della salute e dell’ambiente e le telecomunicazioni (roaming Ue). La Legge europea di quest’anno consente in particolare la definizione di tre procedure d’infrazione e una serie di casi Eu-Pilot (richieste d’informazione agli Stati che possono prevenire possibili procedure d’infrazione).

Il disegno di Legge introduce, tra l’altro, la riforma delle agevolazioni sui costi elettrici per le industrie energivore. Il nuovo meccanismo, sul quale la Commissione Ue si è già espressa favorevolmente, entrerà in vigore dal 2018 seguendo i criteri, basati su valore aggiunto e internazionalizzazione, che fisserà il ministero dello Sviluppo economico entro 30 giorni dall’approvazione definitiva della norma. Le risorse derivanti dal riordino complessivo del sistema delle agevolazioni sugli energivori e degli oneri rinnovabili per gli anni 2018-2020 sono destinate per un minimo del 50% alla riduzione diretta delle tariffe a carico delle famiglie e delle imprese non energivore. Un’altra proposta di modifica votata dall’Aula apre la strada al negoziato con l’Ue per rivedere le norme sul trattamento fiscale relativo ai cosiddetti gasivori.

Via libera definitivo alla riforma sul diritto fallimentare

Il Senato ha poi approvato definitivamente con 172 favorevoli e 34 astenuti la legge delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi d’impresa e dell’insolvenza. La legge riscrive radicalmente la legge fallimentare del 1942, delega al Governo la riforma delle procedure concorsuali e prevede meccanismi di allerta, che possono essere attivati direttamente dal debitore o d’ufficio dal Tribunale su segnalazione (obbligatoria per fisco e Inps) dei creditori pubblici, per impedire alle crisi aziendali di diventare irreversibili.

Il provvedimento inoltre introduce nuovi e più incisivi spazi per gli strumenti di composizione stragiudiziale al fine di favorire le mediazioni fra debitori e creditori, e prevede una più specifica individuazione del Tribunale competente, tenendo conto anche delle dimensioni e della tipologia delle procedure concorsuali (quelle di maggiori dimensioni sono assegnate direttamente al Tribunale delle imprese); infine prevede una facilitazione nell’accesso ai piani attestati di risanamento e agli accordi di ristrutturazione dei debiti ed elimina la procedura fallimentare sostituendola con la liquidazione giudiziale.

Alla Camera

Nella giornata di oggi l’Assemblea tornerà a riunirsi a partire dalle 9.30 per la discussione di un’interpellanza urgente, mentre le Commissioni non si riuniranno.

La Camera dà il via libera al Rosatellum 2.0

Con 375 voti favorevoli e 215 contrari il Rosatellum 2.0 ha superato il primo, delicato ostacolo della Camera, al termine di un estenuante tour de force durato tre giorni; la battaglia si è svolta in contemporanea su più terreni: in Aula, con tre fiducie e un voto segreto finale, e in piazza, dove il Movimento 5 Stelle ha organizzato una tre-giorni parallela di protesta ma dove si sono anche fatte sentire le sinistre da Mdp Campo Democratico. Ora la legge di riforma elettorale passa al Senato: a palazzo Madama sarà un esame estremamente veloce e al momento non è ancora escluso che il Governo decida di porre nuovamente la fiducia così da evitare che il testo possa essere cambiato e quindi un nuovo ritorno alla Camera.

La nuova legge elettorale è un sistema misto. Nello specifico viene previsto che 231 seggi alla Camera e 109 al Senato siano assegnati in collegi uninominali (36%, mentre i restanti (64%) in collegi plurinominali, con metodo proporzionale tra le liste e le coalizioni che hanno superato le soglie di sbarramento.

Per quanto riguarda le circoscrizioni alla Camera ne sono previste 28, ciascuna suddivisa in collegi uninominali e in uno o più collegi plurinominali. Al Senato sono previste 20 circoscrizioni regionali anch’esse suddivise in collegi uninominali e in uno o più collegi plurinominali.

Sia alla Camera che al Senato nessun candidato può presentarsi in più di 5 collegi plurinominali. Sono inoltre previste specifiche disposizioni per garantire la rappresentanza di genere. Per presentare la lista ciascun partito deve depositare il proprio contrassegno e il programma elettorale con l’indicazione del capo della forza politica. Sia alla Camera sia al Senato i partiti possono presentarsi come lista autonoma o in coalizione. 

La modalità di voto: ogni elettore vota su un’unica scheda che prevede il candidato nel collegio uninominale e il simbolo della lista o coalizione, con a fianco i candidati (da 2 a 4) della parte proporzionale. Le liste plurinominali sono bloccate e non è previsto il voto di preferenza nè quello disgiunto. Se l’elettore votasse solamente per uno dei partiti della coalizione, il voto sarebbe attribuito anche al candidato al collegio uninominale: se l’elettore votasse solamente per il candidato uninominale non scatterebbe alcuna preferenza per i partiti coalizzati, ma il voto sarebbe attribuito proporzionalmente.

Per quanto riguarda l’attribuzione dei seggi nei collegi uninominali di Camera e Senato vince il candidato che consegue il maggior numero di voti. Nei collegi plurinominali della Camera il riparto avviene a livello nazionale, con metodo proporzionale, tra le liste e le coalizioni che abbiano superato le soglie di sbarramento: 3% per le liste singole, 10% per le coalizioni (3% per le liste che sono all’interno di coalizioni che non abbiano superato il 10%). Per le coalizioni non vengono contanti i voti delle liste al di sotto dell’1%. Nei collegi plurinominali del Senato il riparto avviene a livello regionale, con metodo proporzionale; vi accedono le coalizioni che abbiano ottenuto sul piano nazionale il 10% e le liste che abbiano ottenuto sul piano nazionale almeno il 3%, nonché le liste che abbiano conseguito almeno il 20% su base regionale.

 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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