La giornata parlamentare – 15 luglio 2020

La giornata parlamentare – 15 luglio 2020

All’alba arriva l’intesa su autostrade: escono Benetton entra Cdp 

Dopo giorni di trattative e polemiche, con fino all’ultimo sul tavolo del premier Giuseppe Conte l’arma della revoca, arriva il passo indietro dei Benetton che apre all’accordo su Autostrade per l’Italia. L’intesa passa dall’ingresso di Cdp con il 51%, che renderà di fatto Aspi una public company, e da una revisione complessiva della concessione, dai risarcimenti alle tariffe. È l’alba quando, dopo sei ore di riunione assai tesa e dure discussioni, il Consiglio dei ministri dà mandato a Cassa depositi e prestiti per avviare, entro il 27 luglio, il percorso che dovrebbe portare all’uscita progressiva dei Benetton, prima scendendo al 10-12% dell’azionariato, poi con un’ulteriore diluizione in coincidenza con la quotazione in borsa di Aspi. Ai Ministri Roberto Gualtieri Paola De Micheli viene dato il mandato a definire gli altri aspetti dell’accordo. L’ultima trattativa tra il premier e i Benetton si consuma nella notte, nel corso di un Cdm infuocato: in Cdm Gualtieri ha portato la nuova proposta di Aspi, ma non basta, e parte così una lunga e durissima negoziazione, che porta l’azienda a inviare al Governo quattro diverse lettere nel corso per perfezionare una bozza di intesa. Conte e anche i Cinque stelle, per la parte dell’assetto societario, si dichiarano subito insoddisfatti: l’uscita graduale di Benetton richiederà una negoziazione dai tempi troppo lunghi, secondo fonti pentastellate. Il clima a Palazzo Chigi è molto pesante. Il Cdm viene aperto alle 23.00 e sospeso poco dopo. 

Appare evidente che Conte sul dossier Autostrade si gioca molto. L’intervista al Fatto Quotidiano ha segnato un cambio di passo nella sua strategia. E, prima del Cdm, il premier non cambia linea: “O Aspi accetta le condizioni che il Governo le ha già sottoposto o ci sarà la revoca”, è l’ultimo avvertimento prima della riunione di Palazzo Chigi. Il premier non è disposto a fare passi indietro sul taglio delle tariffe autostradali, sulla modifica dell’articolo 35 del decreto Milleproroghe che riduce da 23 a 7 miliardi l’indennizzo in caso di revoca, sulle norme per sollevare lo Stato dalle richieste risarcitorie legate al ponte Morandi e sul diritto di recesso, per il futuro, in caso di gravi inadempienze del concessionario risarcendo solo gli investimenti non ammortizzati. Ma la novità che permette alla trattativa di sbloccarsi riguarda l’azionariato: i Benetton danno la disponibilità allo scorporo di Autostrade rispetto ad Atlantia, al contemporaneo ingresso di Cdp in Aspi e alla successiva quotazione in Borsa. Il processo, che secondo fonti di Governo si consumerebbe nel giro di sei mesi o un anno, avverrebbe in due fasi: nella prima Cdp entrerebbe con il 51% e ci sarebbe lo scorporo che porterebbe il peso della famiglia Benetton tra il 10 e il 12%, soglia sotto la quale non si entra in Cda; nella seconda ci sarebbe la quotazione che dovrebbe portare a una società con un azionariato diffuso alto, fino al 50%, in cui potrebbero entrare nuovi soci abbassando ulteriormente il peso della famiglia Benetton. Il M5S chiede fino all’ultimo garanzie che Benetton esca davvero dall’azienda. La revoca della concessione non viene tolta dal tavolo, visto che gli aspetti tecnici del negoziato dovranno essere perfezionati, ma appare ormai molto lontana. 

La maggioranza trova l’accordo anche sulla modifica ai decreti Salvini

Dopo settimane di tensione ieri sera la maggioranza ha trovato l’intesa sulle modifiche ai decreti sicurezza di Salvini. Secondo questo è stato deciso a settembre verrà presentato un decreto legge sull’immigrazione che cancellerà buona parte delle misure contenute nei decreti; il vice ministro dell’Interno Matteo Mauri ha spiegato: “I prossimi giorni saranno utili per approfondire alcuni aspetti tecnici da parte delle forze politiche, che verranno affrontati nella riunione della settimana prossima”.  

Per il momento però l’accordo prevede l’eliminazione delle multe milionarie alle navi ong con la trasformazione dell’illecito da penale ad amministrativo, l’allargamento delle maglie che consentono di arrivare alla protezione umanitaria, la revisione del sistema di accoglienza Siproimi, la possibilità per i richiedenti asilo di iscriversi all’anagrafe comunale; vengono ampliati i permessi speciali a chi rischia di subire “trattamenti inumani e degradanti” nel proprio Paese, a chi necessita di cure mediche, a chi proviene da Paesi in cui sono avvenute “gravi calamità”; si dimezzano i tempi di trattenimento nei Cpr (da 180 a 90 giorni); si riorganizza il sistema di accoglienza secondo due livelli (uno di prima assistenza l’altro anche con l’integrazione) e si prevedono strutture con piccoli numeri gestite da Comuni e allargate ai richiedenti asilo; viene introdotta la convertibilità di diverse tipologie permessi di soggiorno in permessi per motivi di lavoro; si interviene sulla tenuità del fatto riguardo le ipotesi di violenze a Pubblico ufficiale.

Speranza: misure anti Covid fino al 31/7. Conte parlerà in Parlamento

La partita “non è vinta”, la fase di emergenza non è “finita né archiviata. Roberto Speranza si presenta alle Camere e ribadisce la linea, invitando tutte le forze politiche a non dividersi e a non sottovalutare una situazione internazionale molto preoccupante”. Il ministro della Salute annuncia la proroga delle misure di prevenzione attualmente in vigore fino al prossimo 31 luglio con un nuovo Dpcm nel quale il Governo prolungherà l’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi, quello di rispettare i protocolli di sicurezza definiti per la riapertura dei luoghi di lavoro e il divieto di assembramenti, le sanzioni penali per chi viola l’obbligo di quarantena, il divieto di ingresso o la quarantena per chi arriva da Paesi extra Ue e i controlli più stringenti su aeroporti, porti e luoghi di confine. Speranza torna poi sul capitolo stato d’emergenza, che da giorni agita le opposizioni: “Voglio essere molto chiaro: al momento nessuna decisione è stata assunta. Dovrà riunirsi il Consiglio dei Ministri e, personalmente, sono profondamente convinto che il Parlamento debba essere pienamente protagonista del percorso decisionale, nel rapporto di fiducia che lo lega al Governo”, scandisce.  

Sul tema sarà Giuseppe Conte direttamente a confrontarsi con deputati e senatori. Il Governo, comunque, è al lavoro sui nuovi strumenti da mettere in campo per affrontare l’emergenza. Al momento, ammette Speranza, nessuna ipotesi può essere esclusa, sia in termini di procedure sia di tempi. Resta sul tavolo l’idea di una proroga fino al 31 ottobre dei poteri speciali attribuiti al Governo, ma è possibile che alla fine si arrivi a misure più soft di gestione della convivenza con il virus: “Io sono convinto che lo stato di emergenza non possa che essere legato a un periodo eccezionale e limitato della vita del Paese. Quello che ci preme è essere pronti. Non avere intoppi o ritardi. Poter essere tempestivi nelle procedure”. Le opposizioni, intanto, restano all’attacco: “Il Covid è stata un’emergenza ospedaliera che ora è finita. Lo dicono i numeri. Smettetela di terrorizzare l’Italia e gli italiani e di dipingere l’Italia come un lazzaretto. Rischiate di fare più danni per fame di quanto non ne abbia fatto il virus negli ospedali. Non potete tenere un Paese sotto ricatto. Il solo annuncio della proroga dello stato di emergenza al 31 dicembre sta provocando un danno di decine di milioni. Chi paga? Conte?”, tuona Matteo Salvini, mentre FI esige rispetto: “Finora è prevalso il caos, l’approssimazione e l’arroganza nel Governo e negli Enti preposti agli interventi contro l’epidemia” attacca Maurizio Gasparri “mentre il Parlamento, come ha rilevato giustamente la presidente del Senato, è diventato un luogo invisibile, scavalcato e ignorato”. 

L’Aula del Senato

L’assemblea del Senato tornerà a riunirsi alle 9.30 per l’esame del decreto rilancio approvato la settimana scorsa dalla Camera. Alle 15.00 ascolterà le comunicazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista del Consiglio europeo straordinario del 17 e 18 luglio 2020

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, l’Industria, con la Lavori Pubblici, proseguirà il ciclo di audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’intelligenza artificiale. La Politiche dell’UE proseguirà il confronto sulla legge di delegazione europea. Come deciso dalla Conferenza dei Capigruppo dell’8 luglio, oggi le Commissioni permanenti voteranno per il rinnovo dei rispettivi uffici di presidenza. Nello specifico alle 19.00 dalla 1a alla 7a Commissione e alle 21.00 dall’8a alla 14a. Questa prassi, che avviene a metà di ogni legislatura, è stata introdotto come forma di riequilibrio nel caso di cambio degli equilibri politici. In questo caso infatti molti degli attuali presidenti furono scelti dalla maggioranza targata Lega-M5S che sosteneva il governo Conte I.

L’Aula della Camera

Dopo che nella seduta di ieri è stato approvato definitivamente il decreto legge sulle ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19, l’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.00 per le comunicazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista del Consiglio europeo straordinario del 17 e 18 luglio 2020; a seguire inizierà l’esame delle deliberazioni del Cdm in merito alla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali, e della proposta di legge per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minoriCome di consueto alle 15.00 svolgerà le interrogazioni a risposta immediata.

Le Commissioni della Camera

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali esaminerà la pdl per la revisione della legge elettorale.  La Giustizia, con la Finanze, si confronterà sull’Atto europeo per la prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. La Commissione Esteri esaminerà lo schema di documento triennale di programmazione e d’indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo, riferito agli anni 2019-2021. La Difesa esaminerà il documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulle condizioni del personale militare impiegato nell’operazione Strade Sicure. La Finanze esaminerà la pdl per l’istituzione di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali per gli incrementi di reddito realizzati rispetto all’anno precedente e svolgerà diverse audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui mercati finanziari al servizio della crescita economica. La Cultura, con la Trasporti, si confronterà sulla proposta d’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sulla diffusione intenzionale, seriale e massiva di informazioni false. L’Ambiente esaminerà gli schemi di decreto legislativo sulle discariche di rifiuti e sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. 

L’Attività Produttive dibatterà sullo schema di decreto ministeriale per la ripartizione per l’anno 2020 del fondo derivante dalle sanzioni amministrative irrogate dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato da destinare a iniziative a vantaggio dei consumatori. La Lavoro esaminerà la pdl sulla rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro; si confronterà poi in sede di comitato ristretto sulle pdl per l’accertamento della rappresentatività delle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro privati e sul codice delle pari opportunità tra uomo e donna. La Affari Sociali proseguirà il confronto sulla pdl l’istituzione della Giornata dei camici bianchi e svolgerà delle audizioni sulle ricadute sociali dell’emergenza epidemiologica, con particolare riferimento alle problematiche dell’infanzia, degli anziani e delle persone con disabilità. Infine la Politiche dell’Ue proseguirà le audizioni sul Programma di lavoro della Commissione per il 2020-Un’Unione più ambiziosa e sulla Relazione programmatica sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea nell’anno 2020. Come per il Senato, oggi le Commissioni permanenti voteranno per il rinnovo dei rispettivi uffici di presidenza; nello specifico, alle 19.00 dalla 1a alla 7a Commissione e alle 21.00 dall’8a alla 14a.

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