La giornata parlamentare – 17 ottobre 2019

La giornata parlamentare – 17 ottobre 2019

Levata di scudi contro la plastic tax: Confidustria, serve solo a far cassa

Mentre il Ministro dell’ambiente Sergio Costa afferma che tutti i ministri quando si approcciano a una norma devono “immaginare un investimento” quest’ultimo “deve sempre avere un taglio ambientale senza mai rinunciare a una visione ambientaleConfindustria alza le barricate contro l’introduzione della tassa sugli imballaggi in plastica, la cd. plastic tax. Secondo viale dell’Astronomia “la misura non ha finalità ambientali, penalizza i prodotti e non i comportamenti, e rappresenta unicamente un’imposizione diretta a recuperare risorse ponendo ingenti costi a carico di consumatori, lavoratori e imprese”. Secondo il presidente Vincenzo Boccia, “le imprese già oggi pagano il contributo ambientale Conai per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica per 450 milioni di euro all’anno, 350 dei quali vengono versati ai Comuni per garantire la raccolta differenziata”. 

Gli industriali affermano inoltre che il sistema di tassazione individuato dal Governo rischierebbe di essere non solo antieconomico ma anche non sostenibile dal punto di vista ambientale perché andrebbe a indebolire il buon funzionamento del Sistema dei consorzi per la gestione e il riciclo degli imballaggi. Il Governo dovrà necessariamente mediare su questo punto: a fronte dei 15 miliardi di risorse da individuare a copertura degli interventi nella manovra di bilancio, 2 miliardi arrivano dalla rimodulazione selettiva delle agevolazioni fiscali e dei sussidi dannosi per l’ambiente, nonché l’aumento della tassazione sugli imballaggi di plastica. In particolare, la plastic tax dovrebbe garantire, secondo via XX Settembre, 800 milioni nel 2020 e 1,4 miliardi a regime.

M5S, Perilli nuovo capogruppo al Senato. Alla Camera la situazione è in alto mare

Gianluca Perilli, vicecapogruppo uscente, ex consigliere regionale nel Lazio ed ex membro del direttorio romano è il nuovo capogruppo a Palazzo Madama del M5S. Battuto di tre voti (47 a 44), l’ex ministro dei Trasporti già capogruppo ad inizio legislatura, Danilo Toninelli. Il vincitore della contesta è un esponente considerato vicino alla cerchia ortodossa, ma stimato anche dai governisti, mentre Toninelli fa riferimento alla frangia pentastellata rimasta esclusa dalla ripartizione delle cariche all’interno del nuovo Governo. 

Alla Camera, dove il regolamento è differente e non è previsto il ballottaggio nemmeno dopo due votazioni (come successo al Senato), le urne, per la seconda volta, non hanno portato alla scelta del nuovo capogruppo. Il voto ha portato il favorito Francesco Silvestri a 86 preferenze seguito da RaffaeleTrano con 72 preferenze, entrambi molto lontani dal quorum fissato a 109 voti a causa dell’alto numero di schede bianche (19) e nulle (24). Silvestri, attuale vicecapogruppo, è ben visto dai vertici del partito tanto da essere indicato come punto di raccordo con la giunta romana. Inoltre, è ritenuto un mediatore in quanto ha lavorato per tenere dentro la sua squadra anche elementi ortodossi, come Riccardo Ricciardi, suo potenziale vice. La sua candidatura però non ha convinto del tutto l’ala governista tanto da tutti non riuscire a intercettare i tutti voti che nel turno precedente erano confluiti su Anna Macina, molto vicina a Luigi Di Maio. 

L’elezione di Raffaele Trano, l’avversario di Silvestri nella lotta alla successione di Francesco D’Uva, passato al ruolo di questore di Montecitorio al posto del neoministro Federico D’Incà, potrebbe “infastidire” di più Di Maio a causa della sua matrice più “movimentista”. Chi potrebbe decidere le sorti della contesa, a quanto si apprende, sarebbero i parlamentari che “aspettano la prima occasione utile per lasciare il gruppo”. A pensare all’addio sarebbero i deputati Cubeddu, De Toma, Rossini e Trizzino, il cui mal di pancia viene imputato al non essere stato eletto questore.

Gelo tra Mattarella e Trump: nessun passo indietro sui dazi

La proposta del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non trova sponda alla Casa Bianca: per Donald Trump non ci sarà negoziato sui dazi, tuttalpiù una rimodulazione per venire incontro all’Italia. Nel corso dell’incontro, allargato al ministro degli Esteri Luigi Di Maio e al Vicepresidente Mike Pence, si è parlato, oltre che dei dazi, anche di Cina, caccia F-35 (l’Italia ne ha definitivamente avallato l’acquisto), Nato (per Trump l’impegno italiano è minimo, mentre Mattarella ha specificato come l’Italia sia il quinto contributore finanziario dell’alleanza) e tecnologia 5G

Mattarella propone quindi di fermare la probabile escalation di “ritorsioni e contro ritorsioni” a partire dal caso Airbus per intavolare una trattativa che tocchi diversi temi. Ma la risposta di Trump è stata negativa: i dazi non sono una ritorsione ma un risarcimento. Tante differenze anche sul tema dei curdi: Mattarella condanna con forza l’azione di Erdogan, per Trump la priorità è riportare a casa i propri soldati. Insomma, i rapporti tra i due paesi rimangano amichevoli anche se condizionati dall’approccio anti-europeo del leader americano. 

Al Senato 

Nella giornata di oggi l’aula del Senato non si riunirà. I lavori dell’Assemblea di palazzo Madama riprenderanno martedì prossimo alle 9.30. Le Commissioni del Senato torneranno a riunirsi la settimana prossima.

Alla Camera 

Nella giornata di oggi non è prevista una riunione dell’aula della Camera. Come di consueto, si riunirà domani alle 9.30 quando verranno svolte le interpellanze urgenti. Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali in sede riunita con la Difesa inizierà l’esame dello schema di decreto sulla revisione dei ruoli delle Forze di polizia. In sede riunita con la Trasporti invece proseguirà l’esame del ddl di conversione del decreto in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica. La Commissione Esteri ascolterà una delegazione di rappresentanti dei popoli indigeni dell’Amazzonia sull’impegno dell’Italia nella Comunità internazionale per la promozione e tutela dei diritti umani e contro le discriminazioni. La Bilancio svolgerà in sede riunita con la Affari costituzionali l’audizione del Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, sulle linee programmatiche. 

La Finanze ascolterà invece i rappresentanti di Federcarrozieri e MO’ BAST in materia di definizione dei premi relativi all’assicurazione obbligatoria per i veicoli a motore. La Commissione Affari sociali preseguirà l’esame della delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e la dote unica per i servizi e ascolterà Corrado Bonifazi, dirigente di ricerca del Centro nazionale delle ricerche (CNR) e i rappresentanti dell’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (INAPP).

il governo approva salvo intese dl fiscale e legge di bilancio

Dopo una vera e propria maratona notturna, il Cdm ha approvato il Documento programmatico di bilancio (Dpb) da inviare alla Commissione europea e ha dato l’ok “salvo intese” alla legge di Bilancio per il 2020 e al decreto fiscale collegato alla manovra. I capisaldi della manovra dell’esecutivo riguardano la sterilizzazione dell’aumento dell’Iva, la conferma di Quota 100 (voluta dal M5S) la riduzione delle tasse solo per i lavoratori che vale circa 2 miliardi (come voleva il Pd). La misura bandiera voluta dal premier Giuseppe Conte sul tetto al contante c’è: si passa da 3000 a 2000 euro nel 2020 e 2021, per poi scendere a 1000 euro negli anni successivi. A questo si lega nel dl fiscale una norma che prevede multe per i commercianti che non accettano carte e bancomat e una serie di incentivi per il pagamento con moneta elettronica (superbonus, lotterie, ecc.) e disincentivi come il carcere per gli evasori.

La manovra comprende anche un sostegno alle famiglie (Ape Social, Opzione Donna e gratuità degli asili nido), cancellazione del superticket in sanità e proroga delle detrazioni per la riqualificazione energetica, gli impianti di micro-cogenerazione e le ristrutturazioni edilizie. Le coperture della manovra, che dovrebbe superare i 30 miliardi, saranno garantite da flessibilità sul deficit, spending rewiew, abolizione dei sussidi ambientalmente dannosilotta all’evasione fiscale e dal maggior gettito dalle imposte delle partite Iva.

Il dibattito tv Salvini-Renzi tra slogan e discorsi già sentiti

Nella terza Camera del Paese dopo la partita Lichtenstein-Italia è andato in onda il confronto tv tra Matteo Renzi e Matteo Salvini. Era dal 2005 che Porta a Porta non ospitava un evento del genere. All’epoca, in epoca di maggioritario, si sfidarono i candidati premier Silvio Berlusconi e Romano Prodi. Nell’ora e mezza di botta e risposta, i due Matteo hanno sfoderato il loro classico repertorio: da una parte il leghista si è concentrato sulla rivendicazione delle politiche attuate dallo stesso governo (Quota 100porti chiusi, legittima difesa, lotta alle disabilità, …) mentre il fondatore di Italia Viva si è concentrato nel marcare le differenze con l’altro Matteo parlando dei 49 milioni, della scarsa partecipazione dell’avversario ai voti in Senato, della diversa visione della globalizzazione (speranza contro paura) e della rivendicazione di quanto fatto durante i governi Renzi e Gentiloni.

Si è trattato di un dibattito molto autoreferenziale in cui sia Salvini sia Renzi hanno parlato principalmente al loro potenziale elettorato: da una parte Matteo Salvini ha cercato di consolidare la propria posizione in quella fetta di italiani che sono visceralmente contrari all’attuale Governo e che vedono nella Lega l’unica alternativa; dall’altra parte, Matteo Renzi ha strizzato l’occhio agli elettori moderati di centrodestra e di centrosinistra che secondo l’ex premier non hanno più una casa politica e che vedrebbero in un partito “centrista” come Italia Viva un naturale approdo. 

Mattarella negli Usa per discutere dei dazi su agroindustria italiana

Il presidente Mattarella è partito per gli Stati Uniti accompagnato dai ministri Luigi Di Maio e Paola Pisano per incontrare il Presidente Donald Trump e la speaker della Camera, Nancy Pelosi a Washington per poi recarsi a San Francisco per partecipare ad un convegno sull’innovazione. L’obiettivo del viaggio è rilanciare le relazioni tra i due paesi alla luce delle complicazioni intervenute dopo i dazi americani sui prodotti dell’agroindustria italiana. La controparte americana molto probabilmente chiederà delucidazioni all’Italia per quanto riguarda la questione della Nuova Via della Seta e gli investimenti cinesi nel 5G in Italia. Il viaggio del Capo dello Stato si inserisce nel quadro turbolento del Russiagate e alla vigilia dell’audizione di Giuseppe Conte al Copasir prevista per la settimana prossima in cui il premier risponderà alle domande del neopresidente, il leghista Raffaele Volpi.

L’Aula del Senato

L’Aula del Senato tornerà a riunirsi alle 9.30 per la discussione di una ratifica di un trattato internazionale. Successivamente, alle 10.30 il Presidente del Consiglio svolgerà le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre 2019. A seguire l’Aula del Senato discuterà il ddl recante disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali in sede riunita con la Difesa si confronterà sullo schema di decreto sulla revisione dei ruoli delle Forze di polizia. La Commissione Agricoltura in sede riunita con la Territorio continuerà l’esame dei ddl sul consumo di suolo. Le Commissioni Industria insieme alla Lavoro voterà gli emendamenti al ddl di conversione del decreto per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali. 

Nomos

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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