La giornata parlamentare – 25 giugno 2019

La giornata parlamentare – 25 giugno 2019

Ue-Italia: si negozia sui numeri, procedura in stand-by 

Nessuna decisione è presa, tranne quella di far sentire all’Italia il fiato sul collo. Dopo il vertice europeo di giovedì e venerdì scorsi, inconcludente per il negoziato sui numeri in corso tra Roma e Bruxelles, la Commissione Ue va avanti per la sua strada, senza accelerare né frenare l’iter della procedura d’infrazione per debito eccessivo che l‘Italia rischia praticamente dal dicembre scorso. Il collegio dei Commissari oggi farà il punto sulla situazione, ma senza prendere decisioni, in attesa di vedere che cosa partorirà il Governo domani. La palla è ora nel campo dell’Italia. I tecnici europei in queste ore stanno dialogando incessantemente con il MEF per confrontare dati che spesso non coincidono: l’impatto delle misure sulla crescita, i ricavi dalla lotta all’evasione, il gettito fiscale, le entrate dalle privatizzazioni, i tagli dalla spending review, i costi effettivi di Quota 100 reddito di cittadinanza.

Per fare tornare i conti, i calcoli devono essere allineati e lo sforzo di queste ore, a Roma, è proprio quello di fornire argomentazioni sufficienti a convincere gli esperti Ue della fondatezza delle previsioni del Governo. Mentre il lavoro tecnico prosegue, i commissari Valdis Dombrovskis e Pierre Moscovici prenderanno la parola nella riunione settimanale della Commissione per mettere al corrente i loro colleghi della situazione italiana. L’annuncio ufficiale della messa del caso Italia all’ordine del giorno del Collegio dà la misura della pressione che Bruxelles vuole mettere su Roma. I Commissari non prenderanno nessuna decisione sul caso ma saranno aggiornati sullo stato del negoziato e in particolare sull’assenza di progressi dopo il vertice europeo e la lettera del premier Giuseppe Conte.

La missiva non toccava nessuno dei punti critici sollevati dalla Ue nel rapporto sul debito e quindi non ha avuto alcun effetto sulla trattativa. Il presidente Jean Claude Juncker, a margine del summit della scorsa settimana, aveva chiarito a Conte che in assenza di azioni concrete e decisioni vincolanti del Governo e del Parlamento la procedura avrebbe fatto il suo corso. Bruxelles quindi non anticiperà la decisione, ma lascerà a Roma ancora sette giorniper definire il suo destino. Il Governo scoprirà le sue carte e nei giorni prossimi il premier Conte incontrerà di nuovo Juncker e i colleghi europei nella riunione del G20 di Osaka. Sarà l’occasione per capire se quanto messo in campo da Roma sarà sufficiente oppure no: se lo fosse, l’Iter della procedura s’interromperebbe subito; in caso contrario, già venerdì i gabinetti di Dombrovskis e Moscovici prepareranno il testo che raccomanda al Consiglio Ecofindi aprire la procedura sanzionatoria.

È scontro su flat tax tra Lega e M5S

Flat taxminibotsalario minimo e non ultimo il traguardo da raggiungere a tutti i costi, evitare la procedura d’infrazione. Il premier Giuseppe Conte e il titolare del Mef Giovanni Tria lavorano a testa bassa con l’obiettivo di portare al Consiglio dei ministri di domani un assestamento di Bilancio, una sorta di nota di aggiornamento al Def anticipata, che attesti un deficit più basso (2 o 2,1 per cento del Pil) per il 2019, da presentare poi in Parlamento, un passaggio che certificherà un miglioramento dei conti per evitare, almeno per ora, la scure dell’Ue. Questo lo schema, ma sui contenuti le due anime del governo giallo-verde fanno davvero fatica a mettersi d’accordo: la Lega spinge sulla flat tax a tutti i costi e il vicepremier Luigi Di Maio apre alla misura in deficit ma avverte Salvini: “Il tema non è anticipare la manovra all’estate o meno, ma capire cosa metterci dentro”.

Il botta e risposta nasce spontaneo con il viceministro dell’Economia Massimo Garavaglia che sarcastico attacca il leader pentastellato: “Le coperture per la flat tax ci sono, ma non lo dico se no Di Maio me le ruba”. Il leader M5S tuona: “Non si deve giocare a nascondino con 15 miliardi per fare la flat tax, devono dirlo agli italiani. Io spero che siano 15 miliardi freschi, di risorse senza che si tolga nulla agli italiani”. Lo scontro si alza e tocca inesorabilmente il tema caro al Movimento 5Stelle: il salario minimo. Il titolare del Mise non molla la presa, ma dal Carroccio arriva la bordata di Garavaglia: “Siamo un po’ preoccupati, l’unica cosa che non si può fare in questo momento è aumentare i costi alle aziende”.

Salvini si tiene alla larga dalle polemiche lasciando al suo vice al Mef la partita. Su una cosa però non transige: “La posizione della Lega e del governo è nel contratto. L’obiettivo è abbassare le tassee bisogna farlo in fretta invece di trascinare a ottobre, novembre e dicembre il dibattito su cosa fare e con che soldi, farlo prima. Perché non a luglio e ad agosto? Io le idee ce le ho chiare”. La pace quindi è armata, con le spade che vengono brandite alla prima occasione, come il vertice di questa sera a Palazzo Chigi sull’Autonomia differenziata. Il premier Conte metterà a sedere attorno al tavolo Salvini, Di Maio e i due ministri competenti, Erika Stefani e Barbara Lezzi. Nessun tema economico quindi, ma solo l’intesa di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, su cui la Lega spinge sull’acceleratore.

Le Olimpiadi invernali 2026 saranno a Torino e Cortina. Critiche al M5S

Con i Giochi a Milano e Cortina la Lega di Matteo Salvini segna un altro gol e stavolta ha al fianco il Pd in un’inedita alleanza del Nord tra i governatori leghisti di Lombardia e Veneto e un sindaco dem. La vittoria della candidatura costringe invece M5S a una difficile salita sul carro, dopo aver escluso Torino dalla corsa delle tre città. Nel clima di trionfo nazionale si sprecano le critiche al Movimento per aver tentato di affossare la sfida come fece Virginia Raggi a Roma con i Giochi estivi 2020 e ci vogliono Sergio Mattarella e Giuseppe Conte per tentare di riportare l’attenzione sull’unità d’intenti del Paese. Resta il sapore di un successo che alcune forze politiche hanno perseguito, Lega e Pd in testa, con i loro alfieri Attilio FontanaLuca Zaia e Beppe Sala.

L’Aula del Senato 

L’aula del Senato dovrebbe tornare a riunirsi alle 16.30 per l’esame del decreto crescita approvato la settimana scorsa dalla Camera ma visto che le Commissioni Finanze e Industria non hanno ancora terminato l’esame molto probabilmente l’inizio del confronto slitterà a domani. Considerando che il decreto è in scadenza il 29 giugno, ci si aspetta un iter spedito e c’è la possibilità che anche in questo passaggio venga deciso di porre la questione di fiducia. Comunque sia, oggi alle 12, è stata convocata la Conferenza dei capigruppo che dovrà stabilire la tempistica dei lavori sul provvedimento.

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionaliesaminerà le proposte di legge costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari, per l’abrogazione del CNEL e sull’iniziativa legislativa popolare e di referendum. La Giustizia si confronterà sul ddl sui disegni di legge per la tutela delle vittime di violenza di genere. La Commissione Finanze, in sede riunita con l’Industria, proseguirà l’esame del decreto crescita.

L’Agricoltura si confronterà sul ddl sulla disciplina delle partecipazioni in società del settore lattiero-caseario e sul ddl relativo alle piccole produzioni agroalimentari locali. In sede riunita con la Territorio ascolterà i rappresentanti delle associazioni ambientaliste in relazione ai disegni di legge sul consumo del suolo e proseguirà il dibattito sull’affare assegnato relativo alla normativa sui nitrati di origine agricola e sul ddl sui tartufi. La Lavoro esaminerà i ddl sul salario minimo orario.

La Commissione Salute proseguirà il ciclo di audizioni sull’affare assegnato relativo all’uso della triptorelina ed esaminerà il ddl sulla sicurezza nelle professioni sanitarie e quello sulla trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie. Infine la Politiche dell’Unione Europea si confronterà sulla legge di delegazione europea 2018.

L’Aula della Camera 

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per la discussione generale delle relazioni sulla partecipazione dell’Italia allemissioni internazionali per l’anno 2019, sulla proposta di legge sulle limitazioni alla vendita dei prodotti agricoli e agroalimentari sottocosto e sulla delega al Governo per la disciplina e il sostegno delle filiere etiche di produzione. Dalle 14 si confronterà sulla ratifica dell’accordo di partenariato e di cooperazione e il protocollo nel settore doganale tra Unione europea e Kazakhstan, sulla ratifica del Trattato del Nord Atlantico sull’adesione della Repubblica della Macedonia del Nord e sull’accordo Italia-Organizzazione internazionale di diritto per lo sviluppo (IDLO) relativo alla sua sede. A seguire esaminerà la proposta di legge per l’istituzione della Giornata nazionale della memoria e del sacrificio alpino, le mozioni per la cura e l’assistenza del paziente oncologico e quella sulle misure per prevenire e contrastare la violenza sui minori.

Dibatterà poi la proposta di legge delega relativa all’ordinamento sportivo, la pdl per le limitazioni alla vendita dei prodotti agricoli e agroalimentari sottocosto, la proposta di legge per la riparazione per ingiusta detenzione ai fini della valutazione disciplinare dei magistrati e la mozione per l’effettiva interruzione dell’esportazione e del transito di armamenti verso l’Arabia saudita e altri paesi coinvolti nel conflitto in Yemen.

Le Commissioni della Camera

La Commissione Affari costituzionali esaminerà la proposta di legge costituzionale in materia di elettorato per l’elezione del Senato e alle 13 ascolterà il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (A.N.AC.) Raffaele Cantone nell’ambito dell’esame delle proposte di legge sui di conflitti d’interessi. In sede riunita con la Giustiziainizierà l’esame del decreto sicurezza bis. La Giustizia, in sede riunita con la Affari Sociali, proseguirà il ciclo di audizioni sulla pdl relativa al rifiuto dei trattamenti sanitari e alla liceità dell’eutanasia. La Cultura esaminerà la pdl per la promozione e il sostegno della lettura e la legge delega sulle disposizioni in materia di ordinamento sportivo e delle professioni sportive.

La Commissione Ambiente ascolterà i rappresentanti dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e della Federazione Carta Grafica nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui rapporti convenzionali tra il Consorzio nazionale imballaggi (CONAI) e l’ANCI alla luce della nuova normativa in materia di raccolta e gestione dei rifiuti da imballaggio. La Attività Produttive esaminerà il programma di utilizzo per l’anno 201, dell’autorizzazione di spesa per lo svolgimento di studi e ricerche per la politica industriale. La Lavoro svolgerà diverse audizioni sulle risoluzioni per la regolazione del rapporto di lavoro tramite piattaforma (gigworking).

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

Nomos

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