La giornata parlamentare – 26 giugno 2019

La giornata parlamentare – 26 giugno 2019

Salvini rilancia la flax tax come condizione per andare avanti con il M5S

Non è affatto un caso che il giorno dopo l’assegnazione a Milano e Cortina delle Olimpiadi invernali del 2026 nei gruppi parlamentari della Lega sia tornata la voglia di voto anticipato. L’ipotesi, da settimane negata da Matteo Salvini, sembrerebbe voler sfruttare il consenso ottenuto alle Europee e alle amministrative per accelerare sui dossier sul tavolo: autonomiaTav flat tax; su questi tre fronti il Ministro dell’Interno non è più disponibile a frenare e anzi in questi ultimi giorni starebbe pressando non poco l’alleato di Governo. Lo scopo è quello di mettere alla prova le intenzioni e la voglia di portare a casa risultati concreti di Luigi Di Maio e Giuseppe Conte.

Ed è questo il senso dietro al mantra ripetuto da giorni dal vice premier leghista, ovvero di anticipare la manovra economica d’autunno alla fine dell’estate. L’azzardo, che ha già un precedente del 2008 quando al Mef c’era Giulio Tremonti e al Governo il centrodestra, ha lo scopo di far scoprire da subito le carte agli alleati. Matteo Salvini vuole capire subito se e i 5 stelle vogliono fare veramente la flat tax perché in caso contrario l’unica soluzione sarebbe il voto anticipato. In buona sostanza, se c’è l’intenzione di portare avanti i provvedimenti, bene, altrimenti meglio andare alle urne: è il ragionamento dei leghisti.

Lo spettro del voto anticipato agita il M5S e Lega

In queste ore nel Movimento 5 stelle sta crescendo la preoccupazione che la Lega voglia rompere. “Chi rompe riconsegna il Paese in mano ai tecnici”, ha ribadito Di Maio in più occasioni. “Fino a quando non si chiuderà la finestra del voto ci aspettiamo sempre delle sorprese”, spiega un esponente del Movimento, che indica la scadenza clou alla data del 19 luglio. “Non si capisce – è, invece, l’interrogativo che si pongono Forza Italia e Fratelli d’Italia– perché Salvini non voglia staccare la spina. Così rischia di perdere il suo consenso elettorale in poco tempo”.

Tra i dirigenti di via Bellerio non è un mistero che si stia allargando il partito del voto, guidato, com’è noto, dal più scettico degli scettici, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. Le sue critiche alla proposta dei mini-bot, targata Claudio Borghi, sono state digerite dal partito, derubricate a semplici battute, ma sono il segnale di un nervosismo internodivenuto evidente nel post voto. Così come sono emerse più nette le critiche leghiste alla squadra di governo: non solo ai componenti M5S, come il titolare alle Infrastrutture Danilo Toninelli o la vice ministra al Tesoro Laura Castelli, ma anche a qualche collega di partito. Per esempio, non ci sarebbe troppo entusiasmo per quanto fatto finora all’Agricoltura da Gian Marco Centinaio, così come potrebbe traslocare alle Politiche europee Lorenzo Fontana. Insomma la situazione dentro la maggioranza è fluida e al momento c’è chi parla ancora di rimpasto.

Sull’autonomia c’è grande tensione nel Governo

Dopo una giornata di scontri sulla Tav e di crescente tensione, ieri sera a Palazzo Chigi si è tenuto un vertice di maggioranza nel quale è letteralmente esploso lo scontro tra Lega e M5S. A discutere di autonomia c’erano il premier Giuseppe Conte, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, sostituito poi da Giancarlo Giorgetti, i ministri Erika Stefani e Riccardo Fraccaro, il viceministro Massimo Garavaglia e il sottosegretario Stefano Buffagni.

La trattativa è in salita, perché il testo proposto dal Carroccio e pronto per essere presentato in Cdm, non soddisfa la componente M5S del Governo. E così è arrivata la fumata nera: tutto rinviato alla prossima settimana, quando ci sarà un nuovo vertice. Le fonti leghiste attaccano: “Sull’Autonomia i 5 stelle fanno muro e si nascondo dietro ai burocrati. Ennesima riunione a vuoto. Bloccano qualsiasi iniziativa”. Le fonti M5S replicano: “L’autonomia è nel contratto e si farà. Le riunioni servono per far condividere le cose. Quando si governa in due le cose di fanno in due. Quindi nessun blocco”. In risposta all’accelerazione del Carroccio sulla questione dell’Autonomia i pentastellati hanno risposto con l’intenzione di voler chiedere la revoca della concessione ad Autostrade.

Conte al lavoro per evitare la procedura di infrazione

Nella contesa, ormai cronica, tra M5S e Lega, il premier Giuseppe Conte non è intervenuto in alcun modo in questi giorni. L’unico obiettivo del presidente del Consiglio è quello di evitare la procedura di infrazione per disavanzo eccessivo. È concentrato dunque sui problemi del Paese e dunque sulla delicata questione dei mini-bot, sull’ipotesi dell’anticipo della manovra, sulle coperture della flat tax e sulle polemiche legate all’autonomia, il premier ha scelto un basso profilo, anche se da giorni ha avvertito le forze di Governo a mantenere toni rassicuranti che non danneggino la stabilità dei conti pubblici proprio in un momento in cui è in corso un confronto con Bruxelles. Il premier punta a chiudere l’intesa con i suoi due vicepremier prima di partire per il G20. Questa sera volerà ad Osaka, dove dal 27 al 29 giugno incontrerà i leader europei e dovrebbe, tra l’altro, avere in programma bilaterali con i leader di Stati UnitiIndia ed Egitto.

Questa sera, in Consiglio dei ministri verrà completata l’operazione sull’assestamento di bilancio, con la relazione alle Camere. Giovanni Tria si è detto ottimista: “La nostra politica molto prudente ci sta portando in modo naturale entro livelli di sicurezza del deficit e non c’è bisogno di tagliare nulla dei programmi di spesa già approvati semplicemente perché stanno andando meglio le entrate e ci sono minori uscite in base ai programmi di spesa approvati”. Per il futuro, “l’idea è quella di tenere il deficit basso e continuare con l’obiettivo di diminuzione del debito non attraverso l’innalzamento delle tasse ma attraverso minori spese correnti”, ha sottolineato ancora il Ministro dell’Economia. La partita è ancora aperta, la Commissione ha preso tempo fino al 2 luglio.

 

L’Aula del Senato

L’aula del Senato tornerà a riunirsi domani alle 16.30 per l’esame del decreto crescita approvato la settimana scorsa dalla Camera. Alla ripresa dei lavori ci sarà la discussione e il voto su una questione pregiudiziale presentata dalle opposizioni e poi la discussione generale fino alle 21. La richiesta di fiducia è attesa per domani mattina.

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Giustizia si confronterà sul ddl sui disegni di legge per la tutela delle vittime di violenza di genere. La Commissione Finanze, in sede riunita con l’Industria, concluderà l’esame del decreto crescita. La Lavoro esaminerà i ddl sul salario minimo orario.

L’Aula della Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 11 per confrontarsi sulle mozioni per l’effettiva interruzione dell’esportazione e del transito di armamenti verso l’Arabia saudita e altri paesi coinvolti nel conflitto in Yemen, sulla proposta di legge delega relativa all’ordinamento sportivo e sulla pdl per le limitazioni alla vendita dei prodotti agricoli e agroalimentari sottocosto. Dibatterà poi la proposta di legge per la riparazione per ingiusta detenzione ai fini della valutazione disciplinare dei magistrati, la proposta di legge delega al Governo in materia di turismo e le relazioni sulla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali per l’anno 2019. Come di consueto alle 15 svolgerà le interrogazioni a risposta immediata.

Le Commissioni della Camera

La Commissione Affari costituzionali proseguirà il ciclo di audizioni sulla pdl per l’attuazione della separazione delle carriere giudicante e requirente della Magistratura e alcune audizioni sulla pdl per la promozione del regolare soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari. In sede riunita con la Giustizia inizierà l’esame del decreto sicurezza bis. La Giustizia esaminerà la pdl sulla circonvenzione di persone anziane. La Cultura esaminerà la pdl per la promozione e il sostegno della lettura. La Commissione Ambiente svolgerà diverse audizioni sulla pdl relativa ai principi generali in materia di rigenerazione urbana ed esaminerà la pdl sull’impiego di unità da pesca per la raccolta dei rifiuti solidi dispersi in mare e per la tutela dell’ambiente marino.

La Trasporti ascolterà i rappresentanti di Confindustria Radio Televisioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulle nuove tecnologie delle telecomunicazioni, con particolare riguardo alla transizione verso il 5G e alla gestione dei big data. La Attività Produttive esaminerà il programma di utilizzo, per l’anno 2019, dell’autorizzazione di spesa per lo svolgimento di studi e ricerche per la politica industriale. La Affari Sociali proseguirà il ciclo di audizioni sull’utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e sulle risoluzioni relative alle misure volte a garantire l’effettiva tutela della salute mentale. La Commissione Agricoltura si confronterà sulla pdl di delega al Governo per la disciplina, la valorizzazione e la promozione delle pratiche colturali fuori suolo applicate alle coltivazioni idroponica e acquaponica, su quelle relative alla valorizzazione della produzione enologica e gastronomica italiana e sulla pdl per la disciplina, la promozione e la valorizzazione delle attività del settore florovivaistico.

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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