La giornata parlamentare – 27 giugno 2019

La giornata parlamentare – 27 giugno 2019

Sulla procedura il Governo prende tempo, il piano del Mef slitta a lunedì 

Il Governo prende tempo e conta di poter chiudere nel fine settimana la trattativa con l’Europa per evitare la procedura d’infrazione, approfittando anche del rinvio, scontato, di sette giorni concesso da Bruxelles che deciderà martedì prossimo se procedere o meno nei confronti dell’Italia. Il verdetto finale non arriverà comunque prima del 9 luglio quando si riunirà l’Ecofin. Decisivi saranno i contatti a margine del G20 di Osaka dove il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Ministro dell’Economia Giovanni Tria avranno incontri con i partner europei per presentare la proposta italiana anti-procedura con l’obiettivo di chiudere l’accordo per poi tornare a Roma e formalizzare in Consiglio dei ministri il via libera al ddl di assestamento, rinviato a lunedì proprio per questo.

Dal Governo trapela ottimismo sulla possibilità di arrivare a un’intesa ma, se sul 2019 la soluzione sembrerebbe ormai prossima, il nodo resta il 2020 e le garanzie che Bruxelles chiede sugli impegni per il prossimo anno che i partiti di maggioranza, Lega in primis, non sono disposti a concedere già ora poiché vincolerebbero l’azione dell’esecutivo. L’Europa chiede un atto formale che impegni il Governo ed è per questo che si valuta la possibilità di accompagnare la legge di assestamento di bilancio, che per prassi ogni anno viene varata entro il 30 giugno e che può registrare solo variazioni a legislazione vigente, con una relazione al Parlamentoche certifichi nero su bianco la revisione degli obiettivi programmatici indicati nel Def di aprile e quindi la riduzione del deficit dal 2,4% al 2,1%, (ma si potrebbe puntare anche al 2%).

Difficile invece, viene riferito, che si arrivi a indicare i target per il 2020 su cui si sta concentrando la trattativa con Bruxelles. Sul piatto l’Italia può già offrire i 2 miliardi di tagli ai Ministeri previsti dalla clausola della spesa contenuta nella legge di bilancio. Ma per ridurre il rapporto deficit/Pil il Governo italiano punta anche a contabilizzare le maggiori entrate derivanti dalla fatturazione elettronica e dai dividendi delle partecipate e di Cdp. Nella relazione potrebbero essere quantificati anche i risparmi su reddito di cittadinanza quota 100: ieri il Ministro dell’economia Giovanni Tria aveva sottolineato che questi risparmi esistono, risorse che al momento vengono cifrate in 2-3 miliardi, e che si sta lavorando per dimostrarlo all’Europa. Il vero nodo politico restano le garanzie chieste da Bruxelles per il 2020 su cui la maggioranza di Governo deve ancora trovare l’accordo.

Sulla Sea Watch il Governo attacca i Paesi Bassi, ma è scontro Lega-M5S 

Un attacco frontale ai Paesi Bassi e il ritorno della tensione tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. La vicenda Sea Watch, al termine di una giornata segnata da strappi e dichiarazioni di fuoco del leader leghista e di Giorgia Meloni, s’incentra soprattutto su questi due elementi all’interno del Governo. A tarda sera Il caso arriva infatti a Palazzo Chigi dove è oggetto, a margine del Consiglio dei ministri, di un vertice ad hoc tra il premier Giuseppe Conte, il vicepremier Matteo Salvini e il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi nel quale si prende sostanzialmente atto del fatto che l’Olanda, al momento, non è disponibile ad accogliere i migranti della nave comandata da Carola Rackete.

Dopo avere preso atto del passo formale compiuto dall’Ambasciatore italiano all’Aja nei confronti del Governo dei Paesi Bassi, ConteSalvini Moavero “hanno concordato di proseguire nelle iniziative formali volte a verificare l’eventuale condotta omissiva di detto Governo”, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi dopo che, nel pomeriggio il titolare del Viminale aveva definitivo un “atto ostile” l’ingresso in acque italiane della Sea Watch, battente bandiera olandese. E sull’atteggiamento da tenere nei confronti dei partner europei e di Bruxelles Conte, Salvini e pure Di Maio, sono sulla stessa linea. Il premier segue la vicenda, ma, volutamente, sceglie di non pronunciarsi. Il momento è delicato e qualsiasi fibrillazione ulteriore potrebbe essere un ulteriore colpo alla stabilità del governo gialloverde.

L’equilibrio s’incrina quando Luigi Di Maio da un lato accusa la Sea Watch di voler sbarcare nell’Italia giallo-verde e non in Grecia o a Malta “per farsi pubblicità” mentre, dall’altro, non risparmia una stoccata all’alleato. “In mezzo a questo palcoscenico che è diventato il Mediterraneo ci sono gli esseri umani. E se dovremo passare tutta l’estate a litigare con le Ong abbiamo già perso”, sottolinea il leader M5S chiedendo corridoi umanitari e più rimpatri ed europeizzando il tema migranti: “L’Europa deve svegliarsi, Dublino va rivista”. Matteo Salvini, ospite di Porta a Porta, non lesina una dura replica: “Di Maio non è il ministro dell’Interno, si può fare di più, ma le cifre parlano chiaro, i morti sono un decimo di un anno fa” e rilancia alzando lo scontro anche sul caso Ilva e sul tema Autonomia: “Se il M5S continua a dire no è un problema”; se continuano i no, rinforza minaccioso, “ne trarremo le conseguenze”.

Berlusconi vuole il controllo del partito, scontro con Giovanni Toti

Torna altissima la tensione interna a Forza Italia e riesplode la protesta di Giovanni Toti. Dopo l’apertura, la settimana scorsa, di una fase costituente, Silvio Berlusconi ha convocato i suoi coordinatori regionali e lo stato maggiore per ribadire che il partito non deve tentare nessuna fuga in avanti e che è inutile dividersi sulle primarie che non sono ancora sul tavolo. Forza Italia, è il ragionamento dell’ex premier, esiste, ha il suo Presidente, ha le sue regole che rimarranno in vigore sino al Congresso che le cambierà entro l’anno. L’obiettivo di Berlusconi è ristabilire calma e ordine in un partito scosso dalla nomina dei due coordinatori nazionali. La road map che però non convince per nulla il neocoordinatore Giovanni Toti che lasciando Palazzo Grazioli punta i piedi, chiedendo tempi molto più rapidi per portare a termine questa rifondazione.

“O avremo delle risposte concrete sulle regole, sulle primarie e sull’allargamento del partito verso l’esterno entro la manifestazione del 6 – ammonisce Toti – oppure sarà un’inutile perdita di tempo per tutti”. Le sue richieste sono chiare: “Serve arrivare a regole certe entro il Consiglio nazionale del 13 o 16 luglio. Quindi stabilire una data certa anche per il Congresso, entro ottobre, e ripartire subito con il coinvolgimento dell’area moderata del Paese. A questo punto la palla passa al board, il cosiddetto tavolo delle regole, chiamato, di fatto, a stabilire in tempi brevissimi i criteri con cui rifondare e decidere la leadership del partito. Al di là dell’insoddisfazione di Toti, sulla carta dovrebbe partire un processo politico che l’ex premier vorrebbe aperto, inclusivo e democratico, in cui comunque lui resta il leader e le strutture esistenti rimangono nel pieno dei loro poteri sino alla riforma dello statuto.

L’Aula del Senato 

L’Aula del Senato tornerà a riunirsi domani alle 9 per l’esame del decreto crescita approvato la settimana scorsa dalla Camera. Nella seduta di ieri si è svolta la discussione generale, oggi, dopo le repliche di relatori e governo, è attesa la richiesta del voto di fiducia da parte dell’esecutivo. Il decreto deve essere convertito in legge entro sabato 29 giugno. La maggioranza punta al via libero definitivo entro la giornata di domani.

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Giustizia si confronterà sul ddl sui disegni di legge per la tutela delle vittime di violenza di genere. Alle 8.30 le Commissioni Esteri e Politiche dell’Unione Europea, in sede congiunta con le rispettive della Camera, ascolteranno le comunicazioni del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Enzo Moavero Milanesi sugli esiti del Consiglio europeo del 20 e 21 giugno 2019.

L’Aula della Camera 

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per confrontarsi sulla proposta di legge delega relativa all’ordinamento sportivo e sulla pdl per le limitazioni alla vendita dei prodotti agricoli e agroalimentari sottocosto. Dibatterà poi la proposta di legge per la riparazione per ingiusta detenzione ai fini della valutazione disciplinare dei magistrati, la proposta di legge delega al Governo in materia di turismo, le relazioni sulla partecipazione dell’Italia alle missioni internazionali per l’anno 2019 e la proposta di legge per la promozione e il sostegno della lettura.

Le Commissioni della Camera

La Commissione Affari costituzionali proseguirà il ciclo di audizioni nell’ambito dell’indagine conoscitiva su politiche dell’immigrazione, diritto d’asilo e gestione dei flussi migratori. Esaminerà poi la proposta di legge costituzionale in materia di elettorato per l’elezione del Senato. In sede riunita con la Giustizia proseguirà l’esame del decreto sicurezza bis. La Affari Sociali esaminerà la pdl in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem a fini di studio, formazione e ricerca scientifica, e le risoluzioni sul disturbo dello spettro autistico. Infine, la Commissione Agricoltura si confronterà sulle risoluzioni relative alla crisi della filiera cunicola.

 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

Nomos

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