La giornata parlamentare – 30 ottobre

La giornata parlamentare – 30 ottobre

Domani la manovra sarà inviata alle Camere

Ieri pomeriggio da Palazzo Chigi arriva il segnale atteso: domani la manovra, varata in Cdm il 15 ottobre, sarà inviata alle Camere, dopo il vaglio della Ragioneria e del Mef. È un atto dovuto ma anche un tentativo di accelerare per dissipare la sensazione di caos nella maggioranza. Ed è anche la conferma che il Governo va avanti come programmato, almeno per ora perché, mentre mettono a punto le misure, Giuseppe Conte e Giovanni Tria sono al lavoro per preparare l’ultima mediazione con l’UE.

L’orizzonte è quello dell’Ecofin del 6 novembre: la via è stretta, ma si tratta. Dopo un lungo vertice domenicale e dopo aver lanciato un segnale distensivo sulle banche, Luigi Di Maio e Matteo Salvini non hanno partecipato alle riunioni con Conte, Tria e i sottosegretari al Mef Laura Castelli e Massimo Garavaglia, e per un giorno hanno taciuto sulla manovra. Distendere il clima, non alimentare nuove fiammate dei mercati, mostrare il volto costruttivo del Governo. Da qui parte la strategia messa a punto sull’asse tra via XX Settembre e Chigi, accogliendo anche l’invito del Quirinale ad abbassare i toni e di Mattarella a “lavorare coesi”.

Se si placa la tempesta sui mercati, almeno nei prossimi giorni, si guadagna forza rispetto a Bruxelles e ci sono più margini per sminare lo scontro che ha avvelenato il clima. I moderati del Governo, sia di area pentastellata che leghista, non escludono che si possa mettere sul tavolo un abbassamento del deficit di un decimale o due (dal 2,4%, al 2,3 o 2,2%) anche se da Palazzo Chigi smentiscono che questa ipotesi sia sul tavolo delle riunioni di Conte e Tria.

Un punto di snodo sarà l’incontro che il premier dovrebbe avere lunedì prossimo con Jean Claude Juncker. L’arrivo, annunciato per domani, della manovra alle Camere sembra dare corpo a quanto annunciato dal ministro Paolo Savona: all’Ue verrà mandata una fotocopia. Ma in realtà al ddl manca un pezzo importante: le norme su quota 100 e reddito di cittadinanza. E non è un dato marginale, perché per il varo delle leggi collegate alla manovra che li disciplineranno c’è tempo fino al 31 gennaio: se ci si prenderà tutto quel tempo non solo le misure partiranno un po’ più avanti del previsto, ma ci sarà tempo fino all’ultimo per limare.

 

Rai, ancora stallo sulle nomine

La partita delle nomine della Rai non si è affatto chiusa, anzi, sembrerebbe complicarsi. I membri del Cda di Viale Mazzini aspettavano i curricula dei nuovi direttori di Tg e Reti entro il pomeriggio di lunedì ma l’attesa è stata vana. L’accordo tra i due leader del governo giallo-verde Luigi Di Maio e Matteo Salvini non è stato trovato ed è sempre più probabile che, mancando una linea politica, sia proprio l’amministratore delegato Fabrizio Salinia dover sciogliere i vari nodi che si sono intrecciati sulle dirigenze della Rai. L’aspetto più spinoso della questione resta il telegiornale della rete ammiraglia, con una serie di veti lanciati dalla Lega ai nomi proposti da M5S: prima il no di Federica Sciarelli, poi quello a Giuseppina Paterniti, tacciata dai leghisti come troppo europeista, quindi non adatta alla carica.

Salini sarebbe pronto, quindi, a giocarsi la carta dell’esterno, quella di cui tanto si parla nei corridoi di viale Mazzini: Francesco Piccinini, attuale direttore di Fanpage.it, giornale online con sede a Napoli, potrebbe essere il nome per uscire dallo stallo, ma incontrerebbe non poche contrarietà dentro e fuori l’azienda. Con l’incertezza per il Tg1 a cascata si potrebbero rimescolare anche le carte per le altri reti e telegiornali: il Tg2 torna a essere conteso tra Gennaro Sangiuliano e Giuseppe Carboni, mentre per il Tg3 Luca Mazzà potrebbe vedersela con Federica Sciarelli. Altro tasto dolente è Rainews24: Simona Sala, quirinalista e giornalista politica, è sempre in pool, anche se i leghisti vorrebbero un profilo più distaccato dal Quirinale.

Allarme decreto sicurezza. Di Maio, uniti a testuggine

Non si placa la pressione dei cosiddetti dissidenti del M5S sul decreto sicurezza. Al momento sono quattro i senatori pentastellati che hanno presentato diversi emendamenti per modificare significativamente il provvedimento ma sembra probabile che il fronte dei contrari si possa allargare ulteriormente con l’arrivo del decreto in Aula. Luigi Di Maioperò non ha ancora gettato la spugna e ha provato a sedare la rivolta interna, contrattando miglioramenti, ascoltando i riottosi, avvisando i più tenaci. Stretto all’angolo dalla politica imposta dal contratto di governo e dall’offensiva leghista, suona l’allarme e chiama le sue truppe a stringersi compatte per difendersi dall’assedio.

Siamo sotto attacco” e dunque, dobbiamo essere compatti. Molto compatti. Fusi insieme. Come lo era la testuggine romana” ha avvertito il capo politico del Movimento che al contempo ha ordinato agli scettici interni di rientrare nei ranghi, pena una scomunica ufficiale che li porterebbe davvero fuori dal M5S. “Siamo seduti dalla parte giusta della Storia e se avanzeremo insieme compatti anche la vittoria di questa battaglia sarà nostra”. Ma i fronti aperti in casa del Movimento 5 Stelle sono diversi: nei giorni scorsi è scoppiato il caso Tap e Tav mentre in queste ora sta montando la contrarietà ad alcune parti del decreto fiscale. Questa mattina la sottosegretaria al Mef Laura Castelli proverà a dialogare con i gruppi in Commissione dopo il warning lanciato a fine settimana dalla presidente della Finanze Carla Ruocco e dal senatore Elio Lannutti sui valori M5s traditi con l’inserimento del condono del provvedimento.

Anche sul dl sicurezza le diplomazie sono al lavoro per evitare corti circuiti che potrebbero comportare conseguenze non solo nei rapporti con la Lega ma anche interni al M5s. “Il mio compito è quello di portare il Governo a realizzare il contratto di governo e i punti che ha a cuore il M5S. Qualsiasi altro comportamento non è da M5s e non sarà assecondato” ha avvertito Luigi Di Maio. Il messaggio sugli obiettivi prioritari del Governo è stato recapitato e compreso dai riottosi che tuttavia non sembrano intenzionati a fare un passo indietro.

Il momento è così delicato che anche il Carroccio in queste ore evita di infierire sugli alleati di governo e sulla mossa di Di Maio, giudicata una manifestazione di debolezza. Per Matteo Salvini la priorità resta ora il decreto sicurezza e glissa su tanti altri nodi che stanno venendo al pettine: quello sul condono a Ischia, ad esempio, su cui medita ulteriori correttivi, sul ddl anticorruzione che vorrebbe cambiare, fino alla Tav.

L’Aula del Senato

L’aula del Senato questa settimana non si riunirà. I lavori riprenderanno lunedì 5 novembre con l’esame del decreto sicurezza e immigrazione.

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Affari Costituzionali proseguirà l’esame sul decreto sicurezza e immigrazione. Alle 15 la Commissione Bilancio, con la Politiche dell’Unione Europea, proseguirà l’audizione del Ministro per il Sud Barbara Lezzi sulle linee programmatiche del suo Dicastero. La Finanze si confronterà e svolgerà alcune audizioni sul decreto fiscale. A seguire proseguirà l’esame del ddl per il contrasto al finanziamento delle mine anti persona e dello schema di decreto legislativo contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno. La Lavori pubblici esaminerà lo schema di decreto legislativo sulla fatturazione elettronica negli appalti pubblici. La Commissione Agricoltura ascolterà i rappresentanti del Consorzio italiano biogas (CIB) sulle opportunità dell’utilizzo di risorse agricole per la produzione di bioenergia.

La Lavoro svolgerà delle audizioni sul ddl relativo al Caregiver familiare. La Salute svolgerà delle audizioni sul ddl relativo ai disturbi del comportamento alimentare e sul disegno di legge relativo alle disposizioni in materia di prevenzione vaccinale. La Politiche dell’Unione Europeaproseguirà l’esame sulla legge di delegazione europea 2018 e sulla relazione consuntiva sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea riferita all’anno 2017. Alle 15.30 di oggi ascolterà i rappresentanti di SIAE, ANIE, AIFA e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sulla legge europea 2018.

L’Aula della Camera

L’Assemblea della Camera tornerà a riunirsi alle 9.30 per proseguire l’esame del decreto legge per la città di Genova, la sicurezza della rete nazionale delle infrastrutture e dei trasporti, e gli eventi sismici del 2016 e 2017.

Le Commissioni della Camera

La Commissione Affari costituzionali si confronterà sulla pdl, in quota all’opposizione, sulle nuove norme in materia di cittadinanza. La Difesa esaminerà il Documento programmatico pluriennale per la Difesa per il triennio 2018-2020. La Ambiente esaminerà la proposta di legge per la gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque. La Attività produttive proseguirà il ciclo di audizioni sulla proposta di legge sulla disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali. La Lavoro svolgerà alcune audizioni sulle risoluzioni per l’incremento delle risorse finanziarie a favore di lavoratori esposti all’amianto; a seguire si confronterà sulle risoluzioni per attuare il nono e definitivo intervento di salvaguardia in favore dei lavoratori cosiddetti esodati. La Affari Sociali svolgerà diverse audizioni sulla proposta di legge sulla trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie.

 

 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

Nomos

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