La giornata parlamentare – 30 marzo

Dopo che nella giornata di ieri è stato approvato con voto di fiducia il decreto relativo alla protezione internazionale e al contrasto dell’immigrazione illegale, l’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi a partire dalle 9.30 per proseguire l’esame del ddl per l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario. Successivamente discuterà la relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro, il ddl, già approvato dalla Camera, per l’introduzione del delitto di tortura nell’ordinamento italiano e a seguire esaminerà il ddl per il riconoscimento della lingua italiana dei segni. Come di consueto alle 16 si svolgeranno le interrogazioni.

Per quanto riguarda i lavori delle Commissioni, la Bilancio proseguirà l’esame del decreto, approvato la settimana scorsa dalla Camera, sui nuovi interventi urgenti per gli eventi sismici 2016-2017. La Commissione Territorio si confronterà sugli schemi di decreto relativi al VIA per i progetti pubblici e privati e alla commercializzazione dei prodotti da costruzione.

Secondo il calendario, anche se bisognerà attendere la prova dei fatti, la prossima settimana il ddl concorrenza potrebbe essere esaminato dall’Aula. Il Governo e la maggioranza starebbero ancora lavorando sui molti nodi da sciogliere. Sul tavolo ci sarebbero sostanzialmente due opzioni: quella di portare in Aula il testo approvato dalla Commissione Industria sostanzialmente blindato e procedere direttamente al voto oppure, come più probabile, quella di presentare in Aula il pacchetto di una trentina di emendamenti messo a punto da Governo e relatori e prevedere un passaggio del provvedimento in Commissione per poi tornare in Assemblea e licenziare il nuovo testo. In entrambi i casi sembra scontata la richiesta della fiducia sul provvedimento.

La decisione è legata sia al timore d’incidenti di percorso che potrebbero allungare ulteriormente i tempi di approvazione del Ddl presentato dal Governo in Parlamento nell’aprile 2015, approvato dalla Camera a ottobre 2015 e dalla Commissione del Senato a fine luglio 2016. Va inoltre segnalato che l’accelerazione per l’approvazione della legge sulla concorrenza è stata fortemente spinta dal Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, una decisione che ha provocato un durissimo scontro con l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Per quanto riguarda l’altro ramo del Parlamento, dopo che nella giornata di ieri è stata approvata in via definitiva la proposta di legge per la protezione dei minori stranieri non accompagnati e quella di ratifica dell’accordo tra Italia e Slovenia sulla linea del confine di Stato, l’ Assemblea della Camera tornerà a riunirsi a partire dalle 9.30 per proseguire l’esame della pdl su candidabilità, eleggibilità e ricollocamento dei magistrati. Successivamente si confronterà sulla proposta di legge, già approvata dal Senato, relativa alle aree protette, sulla proposta di legge per il distaccodeicomuni di Montecopiolo e Sassofeltrio dalla Regione Marche e loro aggregazione alla Regione Emilia-Romagna, e sull’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta sull’espulsione e sul rimpatrio della moglie e della figlia di un dissidente politico kazako.

Infine discuterà le mozioni sui poteri speciali del Governo per salvaguardare gli assetti proprietari delle aziende italiane di rilevanza strategica, quelle in materia di politiche attive del lavoro, con particolare riferimento al potenziamento dei centri per l’impiego, quelle relative all’identificazione dei migranti deceduti nella traversata del Mediterraneo e quella in materia di robotica e intelligenza artificiale.

Quanto ai lavori delle Commissioni, la Affari costituzionali proseguirà l’esame delle 29 proposte di legge per la revisione della legge elettorale e della pdl per la prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista. In sede riunita con la Giustizia si confronterà sul decreto, approvato ieri dal Senato, relativo alle disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale e per il contrasto dell’immigrazione illegale.

La Commissione Giustizia esaminerà la proposta di legge, già approvata dal Senato, su Codice penale, Codice di procedura penale e ordinamento penitenziario. In sede riunita con la Affari Sociali, riprenderà l’esame della pdl sulla legalizzazione della coltivazione, della lavorazione e della vendita della cannabis, e della pdl per il contrasto del fenomeno del cyberbullismo.

La Commissione Finanze ascolterà il Comandante generale della Guardia di finanza, generale Giorgio Toschi, e il Presidente e Amministratore delegato di Equitalia Ernesto Maria Ruffini sulle tematiche relative al contrasto dell’evasione fiscale. La Commissione Ambiente si confronterà sullo schema di decreto legislativo sulla valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati e su quello relativo alla commercializzazione dei prodotti da costruzione.

La Commissione Lavoro esaminerà il decreto per l’abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica di quelle sulla responsabilità solidale in materia di appalti. La Commissione Affari Sociali si confronterà sul ddl Lorenzin relativo alla sperimentazione clinica di medicinali, alle disposizioni per l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, al riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute.

Con l’avvicinarsi del 10 aprile, giorno nel quale il Governo dovrà presentare il Def e successivamente la manovra correttiva, aumentano le tensioni politiche interne alla maggioranza che sostiene il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Da una parte c’è il Ministro dell’economia Pier Carlo Padoan che vorrebbe, per rispondere alle richieste di correzione dei conti imposte dalla Commissione Europea, non solo effettuare dei tagli significativi alle spese ma aumentare le accise su alcol, tabacchi e benzina. Questa linea si scontra da settimane con quella dell’azionista di maggioranza del Governo,Matteo Renzi: per l’ex premier il punto di partenza è non alzare di una virgola l’imposizione fiscale, sia che si tratti di accise che di Iva. Ma a questa linea si oppone nettamente Pierluigi Bersani e tutto il Movimento Democratici Progressisti: per gli ex Pd la priorità sarebbe tornare a fare investimenti pubblici, intervenire con decisione nelle politiche di welfare e sulla sanità soprattutto rilanciando il tema della progressività dell’imposizione fiscale.

Nel complesso incastro tra documento programmatico e aggiustamento chiesto da Bruxelles l’esecutivo è ancora alle prese con il rebus risorse. Sul Def il confronto vero inizierà martedì prossimo, quando Padoan parteciperà all’assemblea del gruppo Pd alla Camera per fare il punto sulle intenzioni del Governo. Quello che è certo è che andranno trovati, e anche in fretta, i fondi per 0,2 punti di Pil per abbattere il deficit strutturale considerando anche che un rialzo delle stime di crescita, che per il 2017 potrebbero passare dall’1% all’1,1%, non serviranno a ridurre in modo tangibile i 3,4 miliardi necessari.

Per ora le ipotesi in campo sono l’ampliamento dello split payment, che attende il via libera Ue e che potrebbe portare un po’ più di un miliardo, e nuovi tagli della spesa pubblica, ma un miliardo potrebbe arrivare anche dalla ripresa della spending review. Sul tavolo restano ancora le accise: il Governo starebbe studiando un piano per un piccolo ritocco di quelle dei tabacchi, dalla quale potrebbe recuperare 200 milioni, e forse sugli alcolici. Escluso categoricamente invece un intervento sulle accise della benzina.

Quello che è certo è che la riforma della legge elettorale entrerà nel vivo solo dopo la conclusione del congresso del Partito Democratico. A certificarlo la conferenza dei capigruppo di Montecitorio che ha stabilito, con l’impegno di tutti, l’inizio della discussione in aula della nuova legge a inizio maggio con l’idea di approvarla definitivamente entro la pausa estiva. Nonostante l’insistenza del Pd sul Mattarellum, i numeri, soprattutto al Senato, sono incerti. Ieri anche Andrea Orlando, in corsa per la leadership del Pd, ha espresso dubbi sulle reali chance del ritorno al Mattarellum con il rischio che si vada a votare con il sistema uscito dalle sentenze della Consulta. M5S ma anche Mdp sono tornati a denunciare come il Parlamento sia diventato una succursale del congresso dem. Ma la realtà dei numeri impone di fatto di aspettare l’esito delle primarie del 30 aprile con un nuovo segretario legittimato che decida la linea del partito.

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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