La giornata parlamentare – 6 agosto 2019

La giornata parlamentare – 6 agosto 2019

Il Decreto Sicurezza Bis è legge: la maggioranza tiene

“Una bella giornata a prescindere dai numeri e mi piace che questa giornata cada il 5 agosto che per chi è stato a Medjugorje rappresenta il compleanno della Vergine Maria. Sono convinto che sia un bel regalo all’Italia e anche al resto del mondo”. Matteo Salvini festeggia la sua seconda bandierina, tutta leghista, in poco più di un anno di Governo, portando a casa il secondo provvedimento a contrasto dell’immigrazione clandestina e indirizzato ad aumentare la sicurezza del Paese fornendo più mezzi e soldi alle forze dell’ordine. “Meno Carola e più Oriana Fallaci” dice il capo del Viminale, cosciente del fatto che la resa dei conti all’interno del Governo è per ora solo rimandata. Il leader del Carroccio insomma libera il decreto sicurezza bis del peso politico legato alla tenuta del Governo e lo catapulta, con tutta la sua forza, sulla mozione a firma M5S per fermare il Tav. L’avvertimento risuona forte e chiaro: “Sono stanco degli insulti che mi arrivano da mesi non dalle opposizioni ma dagli alleati”.

Il decreto è legge e come previsto i numeri non sono un problema. In Senato il dl incassa la fiducia con 160 voti favorevoli, 57 contrari e 21 astenuti, sfiorando di fatto la maggioranza assoluta di 161. A fare la differenza sono infatti gli assenti visto che dei 321 senatori solamente 289 erano presenti. Il quorum si attesta a 109 e la maggioranza lo supera di gran lunga al netto dei dissidenti che alla fine, in contrasto con il gruppo pentastellato, decidono di non partecipare al voto; assenti risultano infatti i cinque noti alle cronache: Elena FattoriMatteo ManteroVirginia La MuraMichela Montevecchi e Lello Ciampolillo. Anche Vittoria Deleddanon ha partecipato essendo malata da tempo. Tra le fila della Lega mancano all’appello Umberto Bossi e Massimo Candura (in licenza matrimoniale). Confermato invece il no degli ex M5S Paola NugnesCarlo Martelli e Gregorio De Falco.  

L’asse Lega-M5S, che sulla carta aveva a disposizione 165 voti, regge grazie a solo tre provenienti dal gruppo Misto che non hanno mai fatto mancare il sostegno al Governo. Tra le curiosità l’assenza in aula di tutti i senatori a vita tra cui il presidente emerito Giorgio Napolitano, l’ex premier Mario MontiCarlo RubbiaElena CattaneoLiliana Segre e Renzo Piano. Chi invece si aspettava l’ennesima spaccatura all’interno di Forza Italia è rimasto deluso: i cosiddetti totiani hanno seguito le indicazioni del gruppo azzurro dichiarando il non voto ma mantenendo la presenza in aula per non abbassare il quorum e lo hanno fatto con la benedizione dello stesso governatore della Liguria. 

Astenuti invece i senatori di Fratelli d’Italia, una scelta, spiega Giorgia Meloni, “coerente con quella fatta alla Camera di votare sì al decreto Sicurezza bis e no alla fiducia al Governo. La nostra priorità è sempre quella di dare risposte agli italiani”. Il Partito Democratico ha invece risposto con un no compatto e indossando delle magliette bianche con l’immagine di un uomo gettato in un cestino della spazzatura e la scritta: “Non sprechiamo l’umanità”. Si è però fatta sentire l’assenza di Matteo Renzi.

Nel M5S cresce il malessere aspettando il voto sul Tav

Salvini ci sta sfiancando, ci sta logorando”. Per tutta la giornata nei corridoi del Senato, impegnato a discutere e a votare il dl sicurezza bis, è un coro unanime all’interno del Movimento 5 stelle. Sotto traccia non si nasconde lo scontento. Il pressing del vicepremier della Lega sul dl sicurezza bis è stato fortissimo, quello sul Tav è sempre più pressante. Sul dl sicurezza i vertici M5S sono riusciti a limitare in qualche modo il dissenso dei dieci che avevano minacciato di far cadere il Governo. 

Il vero scontro ci sarà domani sulle mozioni relative al Tav. “Noi non abbiamo alcun timore di andare al voto. Se la Lega vuole far saltare tutto il 7 agosto si assumerà le sue responsabilità” sottolineano diversi parlamentari M5S. Il ministro dell’Interno è tranchant: una mozione contro la Torino-Lione è un documento di sfiducia al premier Giuseppe Conte. Parole che hanno irritato e non poco i pentastellati: “Ora non vuole neanche farci combattere la nostra sterile battaglia. È un documento che impegna il Parlamento non il governo, nel momento in cui verrà bocciato noi ne prenderemo atto” ha ribadito Danilo Toninelli.

Berlusconi punta alla crisi per ricompattare FI

Il travaglio interno a Forza Italia è solo sopito e Silvio Berlusconi dalla Sardegna lo lascia decantare, osservando con un occhio la coda della tempesta nel partito azzurro e con l’altro lo stato di salute nel Governo. L’ordine di scuderia arrivato direttamente da Villa Certosa è “mettere in atto quanto è possibile per far cadere l’esecutivo” di Giuseppe Conte. Il messaggio che deve essere dato è quello che Fi non è una stampella della maggioranza, come invece ha certificato Fratelli d’Italia

Il Cav vuole prendere le distanze, mettere in difficoltà il Governo anche solo dando una spintarella verso la crisi. È questo l’obiettivo che ha guidato la decisione del gruppo a palazzo Madama di essere presenti in aula per il voto sul dl sicurezza, per non far abbassare il quorum, ma nello stesso tempo non partecipare al voto. Lo stesso, molto probabilmente sarà fatto con le mozioni sul Tav, con un no secco a quella a firma 5 Stelle, nel tentativo di costringere la Lega a dimostrare che esiste un’altra maggioranza pronta a guidare il Paese, facendo fede al mandato degli elettori del centrodestra del 4 marzo del 2018. 

Il leader azzurro con una crisi di Governo è certo di ricompattare anche il partito. Il voto anticipato non farebbe altro che serrare le fila perché nessuno si avventurerebbe, a due mesi dalle urne, con un nuovo partito o movimento. Resta il fatto che, mentre con Giovanni Toti i rapporti si sono chiusi e anche in modo violento, il chiarimento con Mara Carfagna ancora non c’è stato. Berlusconi è rimasto colpito e deluso dalle dichiarazioni bellicose dell’ex coordinatrice nazionale e attende un passo in avanti da parte sua che cancelli gli attacchi delle ultime settimane.

L’Aula del Senato 

Dopo che nella giornata di ieri è stato approvato definitivamente, con voto di fiducia, il decreto sicurezza bis, l’aula del Senato tornerà a riunirsi alle 12.00 per l’esame del decreto sul personale delle fondazioni lirico-sinfoniche, sul sostegno al settore del cinema e dell’audiovisivo e sul finanziamento delle attività del Ministero per i beni e le attività culturali e per lo svolgimento della manifestazione UEFA Euro 2020, e della proposta di legge delega in materia di ordinamento sportivo.

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Giustizia dibatterà il ddl relativo all’affido dei minori, quello per il procedimento monitorio abbreviato e il disegno di legge sulle disposizioni in materia di lite temeraria. La Bilancio proseguirà l’esame dello schema di decreto del Presidente della Repubblica sull’’amministrazione e la contabilità delle Amministrazioni pubbliche. La Commissione Istruzione concluderà l’esame della legge delega al Governo in materia di ordinamento sportivo e concluderà i lavori sul cosiddetto decreto Mibact. La Territorio, in sede riunita con l’Agricoltura, si confronterà sulla normativa sui nitrati di origine agricola, anche con riferimento alla situazione in Campania. 

Alla Camera 

Nell’arco di questa settimana l’Assemblea della Camera non si riunirà. I lavori dell’Aula di Montecitorio riprenderanno, al termine della pausa estiva, lunedì 9 settembre quando saranno esaminate la proposta di legge costituzionale per la riduzione del numero dei parlamentari, la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dell’onorevole Diego Sozzani (FI), la pdl per l’attribuzione a soggetti pubblici della proprietà della Banca d’Italia, diverse ratifiche di trattati internazionali e la mozione di sfiducia nei confronti del Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Anche le Commissioni riprenderanno i lavori a settembre ad eccezione dell’Attività Produttive che oggi ascolterà i rappresentanti di Fim-Cisl, Fiom-Cgil, Uilm e Uglm, sulle prospettive industriali del sito di Taranto ed esaminerà il ddl sull’attività di estetista, la disciplina dell’esecuzione di tatuaggi e piercing e lo svolgimento delle attività di onicotecnico e di truccatore.

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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