La giornata parlamentare – 6 aprile

Dopo che nella giornata di ieri è stato approvato in via definitiva e con voto di fiducia il decreto relativo ai nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017, lAssemblea del Senato tornerà a riunirsi a partire dalle 9.30 per esaminare la relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro, il ddl sul delitto di tortura, il ddl per il riconoscimento della lingua italiana dei segni e il ddl concorrenza.

Per quanto riguarda i lavori delle Commissioni, la Affari costituzionali si confronterà sul decreto, già approvato dalla Camera, sulle disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città. La Commissione Finanze proseguirà l’esame dello schema di decreto legislativo per l’esercizio dell’attività di compro oro e successivamente esaminerà il ddl sul diritto alla restituzione del credito depositato e quello sulle misure fiscali a sostegno delle famiglie.

La Commissione Lavori pubblici proseguirà l’esame dello schema di decreto legislativo sulle disposizioni integrative e correttive al nuovo codice degli appalti. La Commissione Industria in sede riunita con la Territorio ascolterà i rappresentanti dell’Istituto superiore di sanità sul ddl relativo alla composizione prodotti cosmetici.

Per quanto riguarda l’altro ramo del Parlamento, l’ Assemblea della Camera tornerà a riunirsi a partire dalle 9.30 per proseguire l’esame del decreto sull’abrogazione delle disposizioni in materia di lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti. Successivamente saranno discusse le mozioni sulla prevenzione dell’HIV/AIDS e delle malattie sessualmente trasmissibili, la pdl per la prevenzione della radicalizzazione e dell’estremismo jihadista e la proposta di legge, già approvata dal Senato, sulle aree protette. La Camera discuterà poi le mozioni sui poteri speciali al Governo per salvaguardare gli assetti proprietari delle aziende italiane di rilevanza strategica e diverse ratifiche di trattati internazionali.

Quanto ai lavori delle Commissioni, la Affari costituzionali proseguirà l’esame delle 29 proposte di legge per la revisione della legge elettorale e in sede riunita con la Giustizia si confronterà sul decreto, approvato la settimana scorsa dal Senato, relativo alle disposizioni urgenti per l’accelerazione dei procedimenti in materia di protezione internazionale, nonché per il contrasto dell’immigrazione illegale. La Commissione Giustizia esaminerà la pdl sui delitti di truffa e di circonvenzione di persona incapace commessi in danno di persone ultrasessantacinquenni e sulla delega al Governo per la riforma della disciplina sanzionatoria in materia di reati contro il patrimonio culturale.

La Commissione Finanze ascolterà il Presidente e Amministratore delegato di Equitalia Ernesto Maria Ruffini sulle tematiche relative al contrasto dell’evasione fiscale e si confronterà sullo schema di decreto legislativo relativo alle disposizioni per l’esercizio delle attività di compro oro. La Commissione Ambiente si confronterà sullo schema di decreto legislativo sulla valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, sullo schema di decreto legislativo sulle disposizioni integrative e correttive al nuovo codice degli appalti e su quello relativo alla commercializzazione dei prodotti da costruzione.

La Commissione Trasporti proseguirà l’esame dello schema di decreto legislativo sulla razionalizzazione dei processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, finalizzata al rilascio di un documento unico. La Commissione Affari sociali proseguirà l’esame della pdl per l’impiego delle persone anziane per lo svolgimento di lavori di utilità sociale. La Politiche dell’Unione Europea in sede riunita con la Attività Produttive giovedì ascolterà la Commissaria europea per il Commercio Cecilia Malmström sulle politiche commerciali, con particolare riferimento alle pratiche di dumping e alle misure di difesa commerciale.

Caos in Commissione Affari Costituzionali del Senato. Ieri doveva essere il giorno dell’elezione del nuovo Presidente della Commissione e così è effettivamente stato salvo che anziché essere eletto il candidato del Partito Democratico Giorgio Pagliari è stato eletto quello di Alleanza Popolare Salvatore Torrisi senza che vi fosse un accordo politico. Grazie al voto segreto ilcandidato del Pd ha ottenuto solamente 11 preferenze mentre quello di Ap che ne ha prese 16. A suo favore tutte le opposizioni da Forza Italia al Movimento 5 Stelle ma non solo, perché a pesare sono stati anche i voti di diversi esponenti della maggioranza.

Quello che è accaduto è un fatto politico molto importante. Innanzitutto perché la Commissione fra qualche mese dovrà affrontare la discussione per la riforma della legge elettorale e soprattutto perché getta un ombra sulla tenuta stessa della maggioranza. La tensione fra le forze politiche è altissima e ciascuna accusa l’altra di essere venuta meno ai patti.

I capigruppo del Pd Luigi Zanda ed Ettore Rosato hanno immediatamente commentato la vicenda sparando letteralmente a zero: “Siamo da tempo abituati all’uso del voto segreto non più su questioni di coscienza, quanto per manovre politiche sempre più volgari e ipocrite. Questa volta si è superato il limite. Il fronte politico che oggi si è formato per l’elezione del nuovo presidente della Commissione riunisce in una singolare unità tutta l’opposizione. A voto palese litigano e si insultano, a voto segreto si muovono insieme. Oggi a questo inedito nuovo fronte si sono aggiunti, lo dicono i numeri,pezzi di maggioranza. Certamente non del Pd. La lealtà in maggioranza non è un optional e gli accordi vanno rispettati sempre. Basta capirsi.”

Intanto il Partito Democratico ha provato immediatamente di trovare una soluzione e ha sin da subito iniziato a fare pressioni su Angelino Alfano e il suo partito perché faccia dimettere il neopresidente della Commissione. Al contempo però ha chiesto un incontro con il Presidente del ConsiglioPaolo Gentiloni e al presidente della Repubblica Sergio Mattarella: “Vogliamo confrontarci sulla maggioranza di Governo. Fare una valutazione sulla situazione politica e sui fatti politici”, spiega Matteo Orfini. Alfano intanto ha parlato con Gentiloni e ha chiesto ufficialmente al suo senatore dirinunciare all’incarico senza mancare però di accusare l’alleato di Governo di essere il colpevole di quanto accaduto.

Durissima anche la reazione dell’ex Premier e Segretario del Pd Matteo Renzi che in serata ha attaccato duramente: “La legge elettorale ce la scordiamo, ma c’è anche un problema per la maggioranza di governo. Cosa fa Gentiloni, come pensa di andare avanti?”. Parole forti che fanno seguito a quelle lanciate da tutti i fedelissimi renziani al Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan alla riunione del Gruppo alla Camera sul Def e la manovra correttiva. Questi attacchi messi in fila potrebbero rappresentare l’inizio di una nuova strategia in vista delcongresso ma soprattutto delle prossime elezioni politiche.

Il Ministro dell’economia ieri sera è intervenuto davanti alle Commissioni Bilancio, Lavori Pubblici e Industria di Camera e Senato sui criteri utilizzati per la formazione delle liste dei candidati per il rinnovo degli organi sociali in rilevanti società a partecipazione pubblica. Padoan ha difeso sia le scelte di rinnovamento, come per Poste e Leonardo, sia quelle di continuità, come nei casi di Eni ed Enel; per l’ex Finmeccanica ha sottolineato che Francesco Profumo, designato AD al posto di Mauro Moretti, “non ha solo esperienza ma anche visione internazionale e potrà aiutare a riproporre una proiezione internazionale della società”.

Quanto a Poste, il Ministro ha sottolineato che il compito del nuovo management, a partire dall’Amministratore Delegato Del Fante, sarà quello di “coniugare il mantenimento del servizio postale universale con modalità nuove con il miglioramento della capacità di operare”. Padoan ha assicurato che le nomine sono state fatte in piena trasparenza e rispettando l’equilibrio di genere, e che tutti i candidati rispondono ai requisiti di onorabilità, indipendenza e professionalità previsti dall’apposita direttiva sulle nomine.

L’audizione di ieri è stata anche l’occasione per ribadire che il programma di privatizzazioni andrà avanti e che sarà riconfermato nel Def che verrà presentato fra pochi giorni. Esse secondo Padoan saranno utili non solo per far cassa e ridurre il debito ma anche per rendere più efficienti le società pubbliche. Una posizione opposta a quella di una parte consistente del Partito Democratico.

 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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