La giornata parlamentare – 2 novembre

 

Oggi e per tutti i rimanenti giorni della settimana le Assemblee di Camera e Senato e le rispettive Commissioni non si riuniranno per consentire a tutti i partiti di partecipare alla campagna elettorale per la Regione Sicilia che domenica 5 novembre sarà chiamata al voto.

Grasso apre la sessione di Bilancio

Martedì il Presidente del Senato Piero Grasso ha svolto le comunicazioni sul contenuto della legge di bilancio 2018 e successivamente, come di consueto, ha assegnato alla Commissione Bilancio il provvedimento in sede referente dando così ufficialmente inizio alla sessione di bilancio, l’ultima di questa legislatura.

Il Presidente di Palazzo Madama, in base al parere espresso dalla Commissione Bilancio, ha disposto lo stralcio di diverse disposizioni che andranno a costituire autonomi disegni di legge. Nello specifico si tratta di misure che riguardano la velocizzazione delle procedure esecutive e la limitazione dei motivi di opposizione al decreto ingiuntivo, la protezione cibernetica e a sicurezza, l’uso efficiente dello spettro e la transizione alla tecnologia 5G, l’equo compenso degli avvocati e l’inserimento dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani nell’elenco delle organizzazioni combattentistiche che ricevono un contributo economico dallo Stato.

Le consuete audizioni preliminari, cui parteciperanno membri delle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, dovrebbero svolgersi nelle giornate di lunedì 6 e martedì 7 novembre; la settimana dal 6 al 10 novembre sarà riservata ai lavori delle Commissioni per l’espressione dei rispettivi pareri.

Parallelamente, la Commissione Bilancio inizierà l’esame della manovra economica in sede referente. Il termine per la presentazione degli emendamenti potrebbe essere fissato alle 12 di venerdì 10 novembre; l’obiettivo sarà quello di chiudere il confronto in Commissione entro il pomeriggio di martedì 21 novembre per essere così approvata dall’Aulaentro sabato 25 novembre.

La strada è stretta per il Governo

La partita del Governo si gioca ormai su due fronti: il primo è quello della Legge di Bilancio, il secondo è quello delle numerose leggi che attendono di essere approvate dal Parlamento. In mezzo, però, ci sono i numeri della maggioranza che non rassicurano, soprattutto al Senato dove la situazione è estremante precaria. Ancora oggi si fanno sentire le tensioni generate dalla fiducia alla legge elettorale: al Partito Democratico l’approvazione del Rosatellum con cinque fiducie è costato l’addio di Pietro Grasso, dimessosi dal gruppo.

Sul primo fronte, quello della manovra economica, Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ostenta sicurezza: “Siamo davanti a un passaggio importantissimo. Abbiamo una legge di Bilancio equilibrata, che accompagna il percorso di crescita che stiamo attraversando, che non grava sulle famiglie e sulle imprese e che va nella direzione giusta. Sono convinto che questa percezione sarà condivisa dal Parlamento, nell’ambito di una dialettica normale. I numeri sono necessari e ci saranno”.

Parole incoraggianti se non fosse per la pioggia di critiche arrivate dal principale alleato di Governo del Partito Democratico e cioè da Area Popolare. Il partito di Alfano, già impegnato a riaffermare la propria diversità rispetto al partito di Renzi, accusa direttamente il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan di non aver inserito nella manovra sufficienti misure a tutela della famiglia e incentivo alla natalità: a pesare maggiormente sarebbe la scomparsa del cosiddetto bonus bebè. Critiche a parte sembra davvero difficile che si possa aprire una vera e propria crisi di Governo.

A rincarare la dose ci hanno pensato anche i bersaniani di Mdp. Sebbene ormai fuori dalla maggioranza i loro voti sono ancora determinanti, una consapevolezza che ha spinto i rappresentanti di Mdp a presentare 28 emendamenti al decreto fiscale per chiedere, tra l’altro, l’abolizione del superticket, lo stop alla rottamazione delle cartelle di Equitalia e il rinvio a giugno della decisione sullo scatto automatico dell’età pensionabile, proposte che se non approvate saranno ripresentate alla legge di bilancio.

Sul secondo punto, quello cioè delle numerose leggi che attendono di essere approvate dal Parlamento, la questione per la maggioranza è molto seria ed il tempo stringe. Fra i provvedimenti, che per la maggior parte sono pendenti al Senato, ci sono lo Ius soli, quello sul fine vita, la proposta di legge sulla Cannabis terapeutica senza dimenticare quella sul consumo del suolo, sulle aree protette e il ddl Lorenzin. Molte di queste proposte sono altamente divisive, basti pensare a quelle sulla cittadinanza o sul testamento biologico fortemente criticata da Alternativa Popolare.

Salvini, Berlusconi e Meloni si incontreranno

In casa del Centro Destra, dopo mesi di tira e molla e di accuse reciproche, Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni si vedranno a Catania per fare il punto sulle alleanze di Centro Destra. I tre domani pomeriggio saranno impegnati in tre comizi separati in sostegno al candidato di centrodestra alla regione Sicilia Nello Musumeci.

 

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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