La Giornata Parlamentare del 25 luglio 2022

La Giornata Parlamentare del 25 luglio 2022

L’Aula del Senato

L’Assemblea del Senato tornerà a riunirsi domani alle 16.30 per le comunicazioni del Presidente Elisabetta Casellati.

Le Commissioni del Senato

Per quanto riguarda le Commissioni, la Esteri e la Difesa dibatteranno sulla relazione analitica sulle missioni internazionali in corso e sulla deliberazione del Consiglio dei ministri in merito alla partecipazione dell’Italia a ulteriori missioni. Sul medesimo tema domani alle 9.00, assieme alle rispettive della Camera, ascolteranno i Ministri degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Luigi Di Maio e della Difesa Lorenzo Guerini. La Lavori Pubblici esaminerà il decreto per la sicurezza e lo sviluppo delle infrastrutture, dei trasporti e della mobilità sostenibile, nonché in materia di grandi eventi e per la funzionalità del Ministero. 

La Industria esaminerà lo schema di decreto ministeriale sui criteri e modalità per l’ingresso consapevole nel mercato dei clienti finali di energia elettrica e gas interessati dal superamento dei regimi di prezzi regolati, nonché criteri per assicurare la fornitura di energia elettrica alle microimprese che, alla data del 1° gennaio 2023, non avranno scelto un fornitore sul mercato libero. La Salute esaminerà lo schema di decreto legislativo sulla prevenzione e controllo delle malattie animali che sono trasmissibili agli animali o all’uomo.

L’Aula della Camera

Questa settimana l’Assemblea della Camera esaminerà la Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021, il decreto-legge per le semplificazioni fiscali, la proposta di legge costituzionale per il riconoscimento delle peculiarità delle Isole e il superamento degli svantaggi derivanti dall’insularità. A seguire si confronterà sul Conto consuntivo della Camera dei deputati per l’anno finanziario 2021 e del Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l’anno finanziario 2022.

Le Commissioni della Camera

Per quanto riguarda le Commissioni, la Esteri esaminerà la ratifica ed esecuzione dei Protocolli al Trattato del Nord Atlantico sull’adesione della Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia e, con la Difesa, dibatterà sulla relazione analitica sulle missioni internazionali in corso e sulla deliberazione del Consiglio dei ministri in merito alla partecipazione dell’Italia a ulteriori missioni. La Bilancio si confronterà sul rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2021 e sulle disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2022. 

La Attività Produttive esaminerà lo schema di decreto ministeriale sui criteri e modalità per l’ingresso consapevole nel mercato dei clienti finali di energia elettrica e gas interessati dal superamento dei regimi di prezzi regolati, nonché criteri per assicurare la fornitura di energia elettrica alle microimprese che, alla data del 1° gennaio 2023, non avranno scelto un fornitore sul mercato libero. La Affari Sociali, con la Agricoltura, esaminerà lo schema di decreto legislativo sulla prevenzione e controllo delle malattie animali che sono trasmissibili agli animali o all’uomo. 

Letta cerca di ricostruire un’alleanza con sinistra e centristi e senza M5S

Per Enrico Letta la rottura con il M5S è “irreversibile”. Il segretario Pd è al lavoro sulla lista Democratici e progressisti con cui provare a battere le destre: il dialogo c’è già con Articolo Uno, con i Verdi Sinistra italiana, con i socialisti e con quelle realtà fuori dai partiti che col Pd hanno condiviso il percorso delle agorà, ma i lavori sono in corso. Il Nazareno appare disponibile a cercare vie comuni coi transfughi di Forza Italia. Poi ci sono Carlo Calenda e Matteo Renzi: una ricucitura col primo è data come più probabile che col secondo ma nulla è scontato. Azione e Più Europa oggi presenteranno il loro “appello a cittadini e partiti”, quindi anche al Pd: “Non c’è alcuna preclusione a discutere di programmi” apre Calenda, ma poi elenca un po’ di punti su cui dice di non essere d’accordo coi dem, tra cui il rigassificatore di Piombino e il reddito di cittadinanza. La costruzione delle alleanze nel centrosinistra partirà domani dalla relazione di Enrico Letta in direzione nazionale, mentre oggi è in programma una riunione con i segretari regionali. Sono ore di organizzazione della campagna, su un programma elettorale che al Nazareno assicurano essere in via di definizione: per Letta “Il tema della salvaguardia dell’ambiente sarà centrale ed è profondamente collegato con la questione salariale”, il segretario Pd assicura: “In questo momento ho gli occhi di tigre. Non ho nessuna intenzione di perdere le elezioni”. Il refrain è: la scelta sarà o noi o Giorgia Meloni

Il Pd deve fare i conti con un centrodestra che nei sondaggi parte in vantaggio e che andrà alle urne unito, con una legge elettorale che premia le coalizioni. Per questo il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni chiede a Letta e a Conte “uno sforzo per costruire un’alleanza”. Ma sui 5 stelle Letta è irremovibile. E non per un problema personale: “Non mi sono pentito di aver dialogato coi 5 stelle, perché c’è stata un’evoluzione. Ma poi Giuseppe Conte ha abbandonato quella evoluzione”. Il Nazareno ritiene che il presidente 5 stelle punti a un ritorno alle origini, al tempo definito della verginità politica, con una “vanificazione impietosa del percorso di istituzionalizzazione fatto dal M5S”; il riaffacciarsi di Alessandro Di Battista ne sarebbe una conferma. In questo quadro i pontieri del Pd sono al lavoro per considerare e dare forma a ogni possibile alleanza con i centristi e alla sua sinistra; rimane il fatto che per il momento non ci sarà un vero e proprio candidato premier, una figura, magari terza, su cui aggregare il consenso, un fattore che se non risolto potrebbe ridurre le potenzialità della futura coalizione.

Mercoledì ci sarà il vertice di centrodestra su leadership, regole e programma

Regole per la premiership e per la suddivisione delle quote nei collegi e un primo chiarimento su programma elettorale e, soprattutto, sui ruoli dei leader in campo. Mercoledì, se tutto verrà confermato, il centrodestra si riunirà per il primo vertice ufficiale di coalizione e lo farà in una sede istituzionale come richiesto da Giorgia Meloni. Ci sarà Silvio Berlusconi, già sceso in campo con la prima bozza del programma elettorale, che intende condividere, e pronto a fare la sua parte, non solo con la sua candidatura per il Senato dove potrebbe ambire alla Presidenza. Ma è il nodo della premiership quello più delicato: la leader di Fdi, la più accreditata dai sondaggi a ottenere quei voti in più per candidarsi a Palazzo Chigi in caso di vittoria dell’alleanza, già protesta: “Con la campagna elettorale è ripartita, puntuale come sempre, la macchina del fango contro me e Fratelli d’Italia. Aspettatevi di tutto in queste settimane, perché sono consapevoli dell’imminente sconfitta e useranno ogni mezzo per tentare di fermarci”. 

D’altra parte, non ci sono solo le preoccupazioni che da un paio di giorni il New York Times esplicita dalle sue pagine per la possibile vittoria di “un’alleanza dominata da nazionalisti e populisti di estrema destra”. Ad amplificare i timori della leader di Fdi ci sono anche le ipotesi, sorrette dalla sua disponibilità a mettersi a disposizione della coalizione, sull’indicazione di Antonio Tajani per la presidenza del Consiglio: “Noi chiediamo pari dignità, chiediamo non cambino le regole né sui collegi né su come si sceglie un candidato. O si vince insieme e si perde insieme” chiarisce in tv Ignazio La RussaMatteo Salvini rassicura i due alleati: Berlusconi “può aspirare a qualsiasi incarico” mentre per la premiership conferma la vecchia intesa: “Chi prende più voti indica il premier”. Forza Italia, d’altra parte, ha ora urgente necessità di rassicurare gli elettori moderati ed evitare, dopo lo strappo sul governo Draghi, la corsa e i prossimi giorni ci diranno quali sono i reali equilibri interni alla colazione e se Giorgia Meloni riuscirà a costruire una vera e propria leadership capace di aggregare e stemperare le tensioni. 


Nomos

A cura di Nomos Centro Studi parlamentari

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