La trasformazione delle P.A. passa per la comunicazione digitale: criticità e prospettive all’alba dell’avvio del Pnrr

La trasformazione delle P.A. passa per la comunicazione digitale: criticità e prospettive all’alba dell’avvio del Pnrr

Tavolo Tecnico Monotematico del Progetto Next generation Ue – Europa Comune del Progetto “Next Generation EU EuroPA – Comune”, organizzato da Centro Studi Enti Locali in collaborazione con il Dipartimento Economia e Management dell’Università degli Studi di Pisa

Una delle principali missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) è quella della “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura” nelle pubbliche amministrazioni.

La comunicazione e la relazione digitale con cittadini, professionisti e imprese da parte degli enti pubblici deve diventare la chiave di volta e l’acceleratore per una vera trasformazione delle organizzazioni pubbliche; i servizi digitali e le piattaforme abilitanti devono diventare gli strumenti cardine per il cambiamento verso una nuova cultura digitale.

Di questo tema abbiamo parlato lo scorso 20 maggio insieme a referenti istituzionali e tecnici del settore che hanno fornito al Censtro Studi Enti Locali e ai numerosi iscritti al Progetto interessanti spunti nell’affrontare il “digitale” e le importanti sfide che caratterizzeranno il prossimo futuro della P.A..

La formazione, il capitale umano e la condivisione di esperienze sono la base sul quale impostare un piano di progettazione per gli Enti Locali. I fondi in arrivo del Pnrr saranno inefficaci se non ci sarà una svolta di mentalità e una maggiore consapevolezza nell’affrontare una pianificazione capace di portare la P.A. nell’era del digitale.

In breve, riassumiamo quelli che sono stati gli interventi del primo tavolo monotematico relativo al Progetto Next generation Ue – Europa Comune.

Nicola Tonveronachi, Centro Studi Enti Locali: “Pianificare l’utilizzo dei fondi previsti con una cultura digitale fatta di coraggio e determinazione

“C’è una consapevolezza di fronte alle sfide che ci attendono: è questo il tempo dell’azione. Dovremo essere capaci di pianificare le azioni per essere in grado di utilizzare al meglio gli ingenti fondi previsti dal Next Generation EU, altrimenti questo piano resterà l’ennesimo spreco di risorse”. Questo il pensiero condiviso da Nicola Tonveronachi, Amministratore Delegato di Centro Studi Enti Locali.

Se la pianificazione è elemento essenziale per poter usufruire al meglio dei fondi previsti, una nuova cultura del digitale all’interno della P.A. è fondamentale per immaginare la “cosa pubblica” di domani.

“La base di partenza è una evoluzione culturale della Pubblica Amministrazione rispetto al tema del digitale – prosegue Tonveronachi -. Accanto a questo punto di partenza necessario per una reale trasformazione digitale, seguono altri due punti. Il primo riguarda il rafforzamento del capitale umano in termini qualitativi e quantitativi. Infine, è necessario rafforzare la propria determinazione nel voler raggiungere l’obiettivo di una amministrazione pubblica digitale efficiente per cittadini e imprese.

È necessario essere proattivi nel voler attivare quelle modifiche organizzative e tecnologiche interne ai vari Enti, nonostante permanga la consapevolezza delle oggettive difficoltà e restrizioni burocratiche (in particolare al necessario aggiornamento del Cad).

Se la cultura del digitale entrerà dentro le Pubbliche amministrazioni, saranno loro stesse a portare al legislatore la propria esperienza e i suggerimenti per intervenire in modo sistemico sulle riforme necessarie. Queste, allora, non saranno una imposizione verticale dall’alto, ma al contrario rappresenteranno l’insieme delle esperienze messe in campo dagli 8.000 Comuni italiani.

Melchionda, Palazzo Chigi: “Importanza digitalizzazione oggi è pari a quella della costruzione dell’Autostrada del Sole negli anni ‘60

Il Pnrr è una “occasione d’oro tipica di tutti i post-qualcosa: post-pandemia, post-bellico. Sono occasioni di rinascita, di ricostruzione. Sono treni che non bisogna lasciar passare”. È quanto dichiarato da Michele Melchionda, Responsabile della transizione al digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ex Commissario di governo per l’attuazione dell’agenda digitale.

“I responsabili per la transizione al digitale – ha osservato Melchionda – si sono trovati in un momento veramente incredibile dal punto di vista dell’occasione: c’è la possibilità di lasciare veramente un segno importante nella revisione complessiva della Pubblica Amministrazione. Non è una opzione, un qualcosa che possiamo scegliere di fare o non fare. L’utilizzo del digitale nelle pubbliche amministrazioni ha lo stesso peso che ha avuto negli anni ‘60 la costruzione dell’Autostrada del Sole. Ha cambiato la vita, la struttura commerciale del Paese, il modo di pensare e fare impresa. Ha cambiato il volto del Paese”.

Non si richiede ai dipendenti pubblici di “saper pilotare aeroplani ma soltanto di sapere dove andare, saper fare il biglietto e al massimo pilotarlo”.

Scarica la presentazione di Michele Melchionda, Responsabile della transizione al digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri

Gullo, Ministero P.A.: “Il Pnrr fornirà risorse, ma servono competenze

“Per cambiare la P.A. servono tempi, competenze e fondi. Il Pnrr fornirà le risorse in quantità sufficiente, ma per poter realizzare qualunque azione servono competenze. Occorre che i decisori locali comprendano quanto sia importante pianificare oggi il futuro dei servizi per trasformare il panorama intorno a loro.  Sarà necessario che le realtà più piccole si aggreghino per colmare le lacune reciproche e mettere insieme le proprie competenze. Inoltre, è importante aderire alle piattaforme centrali già ad oggi funzionanti come Spid, Fatturazione elettronica, Sistema sanitario elettronico e Anagrafe nazionale”. 

Questa una delle riflessioni portate da Elio Gullo, Direttore dell’Ufficio per l’innovazione e la digitalizzazione del Dipartimento Funzione Pubblica.

La digitalizzazione della P.A. si compone di due parti: quella visibile ai cittadini attraverso i servizi offerti e quella nascosta che ne rappresenta il cuore. Il digitale efficace è quello che evita di duplicare dati e permette a diversi sistemi di dialogare per scambiare informazioni in modo da offrire all’utente il servizio migliore.

Le competenze mancanti sono, secondo Gullo, di diversa natura. Mancano le competenze di base, di management e di e-leadership per capire cosa serva per progettare i servizi digitali; mancano competenze specialistiche per avere programmatori capaci di attuare le azioni pianificate; mancano competenze digitali complementari di base e professionali per permettere ai dipendenti degli Enti locali di svolgere l’attività della P.A. digitale in modo efficace e sicuro.

Scarica la presentazione di Elio Gullo, Direttore dell’Ufficio per l’innovazione e la digitalizzazione del Dipartimento Funzione Pubblica

Livio Gigliuto, Osservatorio Nazionale sulla Comunicazione Digitale: “Da indagine su comunicazione social nelle P.A. emerge costante crescita di utilizzo strumenti digitali”

Durante il Tavolo, Livio Gigliuto, Direttore dell’Osservatorio Nazionale sulla Comunicazione Digitale, ha presentato i dati di un’indagine condotta con PA Social sulla gestione della comunicazione social all’interno delle Pubbliche Amministrazioni.

Da tale indagine emerge una crescita costante relativa all’utilizzo degli strumenti digitali. Se, infatti, la quasi totalità degli Enti ha un proprio sito istituzionale, il 59% ha un account Facebook che, nel 50% dei casi, rappresenta uno strumento di informazione e risposta istantanea ai quesiti dei cittadini.

Per quanto riguarda la gestione dei social media delle Pubbliche Amministrazioni, la quasi totalità degli Enti (circa l’80%) ha una figura dedicata e si è dotata di una social media policy. Nella maggioranza dei casi i social media manager delle P.A. sono giovani sotto i 44 anni di età, ma non sempre il titolo di studio è connesso al mondo della comunicazione digitale. Inoltre, la maggior parte di loro sono uomini (più del 60%). 

Art Alishani, Commissione Ue: “Infrastrutture ci sono ma capitale umano trascina Italia in fondo a classifica Ue”

Se rispetto ai servizi pubblici digitali, l’Italia ha buone prestazioni, in linea con la media europea, di fatto poi soltanto un cittadino su 3 (il 32%) si relaziona effettivamente in rete con la P.A. e il 17% degli italiani non hanno mai utilizzato internet in vita loro.

Questi i principali motivi che hanno trascinato il nostro Paese agli ultimi posti della classifica del “Digital Economy and Society Index”, l’indice attraverso il quale la Commissione Ue misura il grado di digitalizzazione dei paesi membri.

A illustrare i dati che emergono dal Desi, è stato Art Alishani, DG Connect, Commissione Ue.

“L’Italia – ha detto Alishani – si colloca all’ultimo posto della classifica Desi rispetto al capitale umano. Mancano le capacità digitali sia di livello base e avanzato”. I servizi internet utilizzati sono per la stragrande maggioranza circoscritti all’ascolto di musica, l’utilizzo di social network, la lettura di news e l’utilizzo di videogiochi e video ma sul piano dell’utilizzo dei servizi messi a disposizione in rete dalla P.A. il Paese è ampiamente al di sotto della media UE.

Scarica la presentazione di Art Alishani, DG Connect, Commissione Ue

Cesare Ciabatti: Esperto in digital transformation: “Una trasformazione culturale verso il digitale è essenziale per costruire la P.A. di domani”

Le frammentazioni che, spesso, si possono incontrare all’interno dei territori, secondo Cesare Ciabatti, esperto in digital transformation, sono dannose e non aiutano quel necessario scambio di idee e risorse tra Enti differenti. “Risorse, competenze e bisogni, spesso, sono complementari tra enti dello stesso territorio. Per questo è necessario attivare azioni sinergiche per il trasferimento delle competenze e per attivare momenti formativi di cui possano beneficiare numerose amministrazioni. Molto spesso, infatti, le realtà più piccole non hanno le risorse per costruire internamente soluzioni digitali di qualità”.

“Per questo motivo – prosegue Ciabatti – è necessario attivare un cambio di mentalità negli Enti basato sulla condivisione”. Cambiare l’organizzazione e le tecnologie all’interno degli Enti significa effettuare uno sforzo che sarà ampiamente ripagato dall’adozione di nuovi processi più veloci, performanti e trasparenti.

“Stiamo vivendo già la trasformazione digitale e, di conseguenza, dobbiamo cambiare l’attuale assetto normativo e rivedere le regole basate sui processi cartacei. Se ogni Ente non avvia un proprio piano di Trasformazione digitale con obiettivi e priorità, la quotidianità del lavoro e i numerosi cambiamenti rischieranno di far perdere questa occasione che, oggi, è irrinunciabile”.

Fabrizio Lupone, Esperto in digital transformation e conservazione documentale: “L’utente al centro della digitalizzazione della P.A.”

“La trasformazione che è in corso non è facile, ma possibile. Gli Enti possono essere affiancati da facilitatori competenti capaci di aiutarli nello sviluppo delle competenze e in attività formative”.

Secondo Fabrizio Lupone, esperto in digital transformation e conservazione documentale, per attivare una amministrazione digitale efficiente è necessario costruire una nuova cultura della P.A. dove cittadini, imprese e professionisti sono al centro. Per farlo, è importante partire dall’adozione di processi organizzativi interni basati su piattaforme abilitanti già esistenti come PagoPA, Spid e Cie.

È, inoltre, necessaria una forte collaborazione tra gli Enti e un dialogo tra sistemi digitali diversi integrati all’interno dei servizi offerti.

Scarica la presentazione di Fabrizio Lupone, Esperto in digital transformation e conservazione documentale

Le testimonianze delle esperienze locali legate alla digitalizzazione delle P.A.

Oltre agli interventi in presenza e a distanza dei relatori, durante il tavolo tecnico sono state presentate esperienze locali di realtà che si sono confrontate con la digitalizzazione.

È il caso del Comune di Palermo, del Comune di Guidonia Montecelio, del Comune di Siena e dell’esperienza del Consorzio IT S.p.A. (Cremona)

Consorzio IT S.p.A (CREMONA), Andrea Tironi

Andrea Tironi, referente tecnico e partner di Consorzio IT S.pA. (Cremona), intervenuto alla discussione del tavolo con un video contributo, si sofferma sul caso dei numerosi e piccoli Enti Locali dispersi sul territorio.
“I piccoli Comuni con dimensione, ad esempio, di 500 abitanti, non possono pensare di erogare servizi digitali creati in modo indipendente. È necessario aggregare le risorse con realtà che condividono le stesse problematiche per attivare servizi di qualità al cittadino e alle imprese del territorio”.
Oltre a questo aspetto, Tironi crede che il Pnrr rappresenti un aiuto importante per portare avanti la digitalizzazione della P.A.: “In futuro, questa dovrà essere capace di fornire risposte concrete al cittadino. Questo, grazie al digitale, deve avere il diritto di attivare una pratica online e conoscere costantemente lo stato di avanzamento e i soggetti che l’hanno in carica in modo trasparente”.

Comune di Palermo, Antonio Le Donne e Paolo Petralia Camassa
Secondo Antonio Le Donne, Segretario generale e Direttore generale del Comune di Palermo, per attivare una strategia digitale di successo all’interno delle P.A., serve una forte volontà da parte dell’amministrazione dal punto di vista politico e burocratico, ma anche una qualità della risorsa umana che consenta l’attivazione di tutti i processi di informatizzazione e innovazione.
“Durante la pandemia – afferma Le Donne -, il Comune di Palermo ha collocato in lavoro agile 3600 dipendenti su 6500. Abbiamo spostato gli applicativi sul web cosicché i dipendenti potessero collegarsi da remoto. Abbiamo, inoltre, impartito linee guida ed effettuato sedute addestrative. stato, infine, importante costruire un modello differente di prestazione per portare avanti il lavoro comunale in forme diverse”.
Secondo Paolo Petralia Camassa, Assessore all’Innovazione Comune di Palermo, “il vero scoglio che si individua nel processo di digitalizzazione è la consapevolezza dell’importanza di tale attività e la formazione alle competenze digitali. La sfida è, infatti, quella di far recepire quanto i servizi digitali siano in grado di semplificare la vita ai cittadini. Anche su quest’ultimo aspetto, i fondi del Pnrr saranno fondamentali”.

Comune di Siena, Michele Pinzuti

Michele Pinzuti, Segretario generale del Comune di Siena, è intervenuto in videoconferenza raccontanto l’esperienza formativa attivata presso il proprio Ente. “La digitalizzazione è un argomento fondamentale per le Pubbliche Amministrazioni: rappresenta il futuro e la meta verso cui tendere gli sforzi di programmazione.

A Siena abbiamo scelto di investire sulla formazione del nostro personale costruendo uno spazio condiviso anche con i cittadini. Insieme al Centro Studi Enti Locali, vogliamo sviluppare un profondo programma di formazione che riesca a portare avanti con consapevolezza l’immenso valore della digitalizzazione per creare una P.A. capace di semplificare i servizi e il dialogo con cittadini e lavoratori.

Dobbiamo rimuovere i pregiudizi e i timori sul digitale attraverso la conoscenza e la formazione per permettere ai dipendenti di lavorare in sicurezza e vivere la Pubblica Amministrazione come un soggetto capace di far crescere le persone e le relazioni con gli altri”.

Comune di Guidonia Montecelio, Nicola Sciarra

Nicola Sciarra, Assessore al Bilancio del Comune di Guidonia Montecelio, ha presentato lo scenario in cui si sta muovendo il proprio Ente per attivare una digitalizzazione capace di offrire ai cittadini servizi efficienti. “Il Pnrr pone dinanzi a noi grandi prospettive. Il nostro Ente sta realizzando importanti innovazioni per la Transizione digitale capaci di offrire servizi semplificati ai cittadini. Stiamo basando l’evoluzione dei nostri sistemi e servizi sulla crescita della cultura digitale interna al nostro Ente attraverso la formazione e la riorganizzazione. Grazie ad un accordo con la Federazione Italiana Tabaccai, ad esempio, i cittadini possono stampare presso i tabacchi documenti che, altrimenti, avrebbero dovuto richiederli soltanto in Comune”.

Sciarra prosegue descrivendo come Guidonia Montecelio stia impostando la propria attività nel rafforzare la struttura tecnologica e il personale grazie ai fondi che arriveranno dal Pnrr.


Per maggiori informazioni sul Progetto Next Generation EU – EuroPA Comune: https://www.entilocali-online.it/next-generation-eu-europa-comune-il-progetto-di-centro-studi-enti-locali/


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