Lavori pubblici: inammissibilità della perizia di variante

by Redazione | 18/11/2014 12:57

Nel Parere n. 35 del 2 settembre 2014 viene richiesto all’Anac un parere in merito alla possibilità di riconoscere all’Ati aggiudicataria, nell’ambito di una variante in corso d’opera approvata dalla stazione appaltante, la riserva relativa ai maggiori costi per conferimento in discarica, vale a dire i costi sostenuti dall’appaltatore per il trasporto ed il conferimento a discarica dei materiali provenienti dagli scavi smaltiti regolarmente con formulari presso una discarica autorizzata. L’Anac ritiene che la perizia di variante non sia ammissibile secondo la normativa di Settore ed osserva che le varianti in corso d’opera si sostanziano in modifiche del progetto dal punto di vista tipologico, strutturale e funzionale, per la cui ammissibilità è necessaria una previa manifestazione di volontà della Stazione appaltante, mediante preventiva previsione contenuta nel bando di gara e l’individuazione dei relativi requisiti minimi, che segnano i limiti entro i quali l’opera proposta dal concorrente costituisce un aliud rispetto a quella prefigurata dalla Pubblica Amministrazione. Inoltre, sono illegittime le perizie di variante redatte al fine di recepire le richieste dell’impresa a seguito di definizione di accordo bonario sottoscritto dalle parti. Nel caso di specie,l’Anac non ritiene configurato il presupposto costitutivo della variante in corso d’opera, normativamente identificato nell’errore o omissione di progettazione, che peraltro possono fondare lo jus variandi soltanto quando esse pregiudichino, totalmente o parzialmente, la realizzazione dell’opera ovvero la sua utilizzazione, circostanza questa non evincibile dagli atti del procedimento.

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