“Legge di bilancio 2023”: il commento alle disposizioni di maggior interesse per Enti Locali e Società pubbliche

“Legge di bilancio 2023”: il commento alle disposizioni di maggior interesse per Enti Locali e Società pubbliche

Con il via libera del Senato, arrivato il 29 dicembre 2022, dal 30 dicembre scorso è in vigore la “Legge di bilancio 2023”.

La Legge, rubricata “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025”, è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 303 del 29 dicembre 2022 e prevede uno stanziamento di circa Euro 35 miliardi, dei quali Euro 21 in deficit sono destinati a mitigare il “caro energia”.

La Manovra interviene inoltre, rispettivamente, in materia di Pensioni, ampliamento della flat tax per i lavoratori autonomi, taglio del Cuneo fiscale, Tregua fiscale, e prevede una stretta sul “Reddito di cittadinanza” e l’innalzamento del tetto delle transazioni in contanti.

Numerose anche le disposizioni che impattano sul Comparto pubblico locale, tra cui:

  • i contributi destinati agli Enti territoriali per ammortizzare il peso dei rincari di Energia e Gas;
  • lo spostamento al 30 aprile 2023 del termine di approvazione del bilancio di previsione degli Enti locali per il triennio 2023-2025;
  • la disposizione diretta ad esentare dal pagamento dell’Imu i proprietari di immobili occupati che abbiano presentato regolare denuncia;
  • la cancellazione dei crediti esattoriali (fino a Euro 1.000) iscritti a ruolo tra il 2000 e il 2015 da parte degli Enti Locali, limitatamente alle quote accessorie (sanzioni e interessi);
  • l’emolumento accessorio una tantum previsto per il solo 2023;
  • le risorse stanziate per far sì che il “caro materiali” non freni la realizzazione delle Opere pubbliche;
  • l’istituzione del “Fondo ciclovie urbane intermodali”;
  • lo stanziamento di Euro 1 milione per avviare attività di ricognizione e valutazione di Strutture scolastiche in dismissione, dotate di apposito Certificato di agibilità, da destinare allo svolgimento delle attività scolastiche per l’Anno scolastico 2023-2024.

Di seguito il commento alle principali novità introdotte dalla Manovra per gli Enti Locali e le Società pubbliche.

Commi 2-9 – Contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, in favore delle Imprese per l’acquisto di Energia elettrica e Gas naturale

Sono prorogati al primo trimestre del 2023, con percentuali incrementate, alcuni crediti di imposta già concessi nel 2022 dai Dl. n. 4, n. 17, n. 21, n. 50, n. 115, n. 144 e n. 176, al fine di contrastare l’aumento dei costi dell’Energia elettrica e del Gas in capo alle Imprese, ed estesi alle spese relative all’Energia e al Gas sostenute fino a dicembre 2022.

Nello specifico, è riconosciuto un contributo straordinario, sotto forma di credito di imposta, alle Imprese a forte consumo di Energia elettrica, a condizione che i costi della componente energetica abbiano un incremento superiore al 30% rispetto al medesimo periodo del 2019. L’agevolazione è pari al 45% delle spese sostenute per la componente energetica acquistata ed effettivamente utilizzata nel primo trimestre 2023. L’agevolazione viene inoltre riconosciuta anche alle “Imprese energivore”, per le quali il credito di imposta è determinato con riguardo al prezzo convenzionale dell’Energia elettrica pari alla media, relativo al primo trimestre 2023, del Pun.

È inoltre attribuito alle Imprese dotate di contatori di Energia elettrica di potenza pari o superiore a 4,5 kWh, diverse da quelle “energivore”, un contributo straordinario, sotto forma di credito di imposta, pari al 35%.

Alle Imprese gasivore è riconosciuto un contributo straordinario, sotto forma di credito di imposta, pari al 45%, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici.

È riconosciuto alle Imprese diverse da quelle gasivore un contributo straordinario, sotto forma di credito di imposta, pari al 45%, per la spesa sostenuta per l’acquisto del Gas nel primo trimestre 2023.

Le disposizioni chiariscono che, per fruire di tali contributi straordinari, le Imprese non energivore e non gasivore, nel caso in cui si riforniscano dallo stesso fornitore dal quarto trimestre del 2019, devono fare richiesta al proprio fornitore di una comunicazione che riporti il calcolo dell’incremento del costo della componente energetica e l’ammontare del credito d’imposta spettante per il primo trimestre del 2023.

È disposto il termine di utilizzo dei crediti di imposta al 31 dicembre 2023.

Comma 10 – Interventi per l’Efficientamento energetico

Il comma 10 riconosce la detrazione nella misura del 110% (cd. “Superbonus”) anche per le spese per l’installazione di Impianti solari fotovoltaici se realizzata da Onlus, dalle Organizzazioni di Volontariato e dalle Associazioni di promozione sociale iscritte nel Registro nazionale e nei Registri regionali e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, in aree o strutture non pertinenziali, anche di proprietà di terzi.

Commi 11-12 – Azzeramento degli oneri generali di Sistema nel Settore elettrico per il primo trimestre 2023

L’Arera provvede ad annullare, per il I trimestre 2023, le aliquote relative agli oneri generali di Sistema elettrico applicate alle utenze domestiche e alle utenze non domestiche in bassa tensione. Per tali finalità è disposto un importo pari a Euro 963 milioni per l’anno 2023.

Comma 13 – Riduzione dell’Iva e degli oneri generali nel Settore del Gas per il primo trimestre 2023

Si dispone l’estensione della riduzione dell’aliquota Iva al 5% per la somministrazione di Gas metano usato per combustione per usi civili e industriali contabilizzate nelle fatture emesse per i consumi stimati o effettivi dei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2023. Qualora le somministrazioni siano contabilizzate sulla base di consumi stimati, l’aliquota Iva del 5% si applica anche alla differenza derivante dagli importi ricalcolati sulla base dei consumi effettivi riferibili, anche percentualmente, ai mesi di gennaio, febbraio e marzo 2023.

Comma 14 – Riduzione Iva somministrazioni Energia termica prodotta con Gas metano

La norma prevede che la riduzione dell’aliquota Iva al 5% per le somministrazioni di Gas nel primo trimestre del 2023 si estenda anche alle somministrazioni di Energia termica prodotta con Impianti alimentati a Gas naturale nell’ambito di un “Contratto servizio energia”.

Comma 15 – Riduzione dell’Iva e degli oneri generali nel Settore del Gas per il primo trimestre 2023

La norma autorizza la spesa di Euro 3.543 milioni per il 2023 per contenere per il primo trimestre dell’anno 2023 gli effetti degli aumenti dei prezzi nel Settore del Gas naturale.

Comma 16 – Estensione riduzione Iva al Settore del Teleriscaldamento

Il comma 16 riduce dal 22% al 5% l’aliquota Iva sulle forniture di servizi di Teleriscaldamento contabilizzate nelle fatture emesse per i consumi stimati o effettivi dei mesi di gennaio, febbraio e marzo dell’anno 2023. Se le forniture sono contabilizzate sulla base di consumi stimati, l’aliquota Iva del 5% si applica anche alla differenza derivante dagli importi ricalcolati sulla base dei consumi effettivi riferibili, anche percentualmente, ai mesi di gennaio, febbraio e marzo dell’anno 2023.

Commi 17-19 – Misure in materia di Bonus sociale elettrico e gas

Sono modificati i requisiti di accesso ai Bonus sociali nel Settore elettrico e del Gas, con l’aumento da Euro 12.000 a Euro 15.000 della soglia Isee per accedere alle agevolazioni per l’anno 2023. Inoltre, per il primo trimestre 2023, le agevolazioni relative alle tariffe dell’Energia elettrica rivolte ai clienti domestici economicamente svantaggiati sono rideterminate dall’Arera.

Commi 24-28 – Misure di contenimento delle conseguenze derivanti dagli aumenti dei prezzi nel Settore del Gas naturale

È prevista l’istituzione di un “Fondo” con una dotazione finanziaria, per l’anno 2023, pari a Euro 220 milioni, da destinare al contenimento delle conseguenze derivanti agli utenti finali dagli aumenti dei prezzi nel Settore del Gas naturale. 

Per compensare i costi sostenuti dal responsabile del bilanciamento del Gas naturale, inoltre, è autorizzata la spesa di Euro 802 milioni per l’anno 2023.

Comma 29 – Contributi per maggiore spesa per Energia e Gas in favore degli Enti territoriali

Per garantire la continuità dei servizi erogati, è riconosciuto agli Enti Locali un contributo straordinario a valere su apposito “Fondo” del Ministero dell’Interno con dotazione di Euro 400 milioni per l’anno 2023 (Euro 350 milioni da destinare ai Comuni e Euro 50 milioni alle Città metropolitane e delle Province).

La ripartizione del “Fondo” tra gli Enti interessati sarà stabilita con Decreto del Ministro dell’Interno da adottare entro il 31 marzo 2023, sulla base della spesa per utenze di Energia elettrica e Gas, rilevata tenendo anche conto dei dati risultanti dal Siope.

Commi 30-38 – Attuazione del Regolamento (Ue) 2022/1854 del Consiglio 6 ottobre 2022, relativo a un Intervento di emergenza per far fronte ai prezzi elevati dell’Energia

In attuazione del Regolamento (Ue) 2022/1854 del Consiglio, la “Legge di bilancio 2023” prevede l’applicazione, dal 1° dicembre 2022 al 30 giugno 2023, di un tetto sui ricavi di mercato ottenuti dalla produzione e vendita dell’Energia elettrica

Tali somme sono poi versate ad apposito capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato fino a concorrenza dell’importo complessivo di Euro 1.400 milioni e degli eventuali maggiori oneri derivanti dai crediti d’imposta. Le maggiori somme affluite all’entrata sono riassegnate ad un apposito “Fondo”, da istituire nello Stato di previsione del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, per il finanziamento di misure a sostegno dei clienti finali di Energia elettrica che attenuino l’impatto su questi ultimi dei prezzi elevati dell’Energia elettrica. 

Commi 41-44 – Riduzione dei consumi di Energia elettrica

È istituito un servizio di riduzione dei consumi di Energia elettrica, su base concorsuale, mediante procedura aperta a tutti i clienti o gruppi di clienti, che ha l’obiettivo di selezionare i soggetti che assumono l’impegno di ridurre i consumi elettrici fino al 31 marzo 2023.

Comma 72 – Aliquota Iva per prodotti dell’Infanzia e per la protezione dell’igiene intima femminile 

Con una modifica alla Tabella A, Parte II-bis, del Dpr. n. 633/1972, viene ridotta al 5% l’aliquota Iva per l’acquisto di assorbenti e tamponi, eliminando inoltre la condizione che siano prodotti compostabili o lavabili, nonché quella per latte in polvere o liquido per l’alimentazione dei lattanti o dei bambini nella prima infanzia, condizionato per la vendita al minuto; per preparazioni alimentari di farine, semole, semolini, amidi, fecole o estratti di malto per l’alimentazione dei lattanti o dei bambini, condizionate per la vendita al minuto (Codice NC1901 10 00); per pannolini per bambini; per seggiolini per bambini da installare negli autoveicoli.

Comma 73 – Riduzione dell’Iva applicabile sul pellet

Tale norma assoggetta ad aliquota Iva ridotta al 10% la cessione dei pellet, in luogo dell’aliquota ordinaria al 22%.

Commi 81-82 – Esenzione Imu su immobili occupati

La disposizione è diretta ad esentare dal pagamento dell’Imu i proprietari di immobili occupati che abbiano presentato regolare denuncia. Nello specifico, viene aggiunta la lett. g-bis) all’art. 1, comma 759, della Legge n. 160/2019, nella quale viene indicato che sono esenti dal pagamento dell’Imu gli immobili non utilizzabili né disponibili, per i quali sia stata presentata denuncia all’autorità giudiziaria in relazione ai reati di cui agli artt. 614, comma 2 (violazione di domicilio), e 633 (invasione di terreni ed edifici), del Cp, o per la cui occupazione sia stata presentata denuncia o iniziata azione giudiziaria penale.

Il soggetto passivo dovrà comunicare all’Ente, secondo modalità telematiche che verranno stabilite con apposito Decreto Mef da emanarsi entro il 1° marzo 2023, il possesso dei requisiti che danno diritto all’esenzione e quando lo stesso diritto viene meno.

Per ristorare i Comuni viene istituito un “Fondo” di Euro 62 milioni a decorrere dall’anno 2023.

Comma 152 – Disposizioni sanzionatorie in materia di Iva

La disposizione modifica il comma 9-bis dell’art. 6 del Dlgs. n. 471/1997, disciplinando la responsabilità di cessionario o committente nell’ipotesi di cessione di crediti Iva inesistenti, nei casi in cui il cessionario applichi l’inversione contabile per operazioni esenti, non imponibili o comunque non soggette a Imposta. In tale circostanza, in sede di accertamento, vengono cancellati, sia il debito computato da tale soggetto nelle liquidazioni Iva, che la detrazione operata nelle liquidazioni anzidette.

La norma in esame esclude l’applicazione di questo regime e prevede invece che il cessionario o il committente siano soggetti a responsabilità con riferimento all’Iva che non avrebbero potuto detrarre solo quando le operazioni inesistenti imponibili sono state determinate da un intento di evasione o di frode del quale sia provato che il cessionario o committente era consapevole.

La sanzione amministrativa applicata in questo caso è pari al 90% dell’ammontare della detrazione compiuta ovvero, in caso di applicazione dell’Iva in misura superiore a quella effettiva, erroneamente assolta dal cedente o prestatore, il cessionario o il committente è punito con la sanzione amministrativa compresa fra Euro 250 e Euro 10.000.

Commi 153-159 – Definizione agevolata delle somme dovute a seguito del controllo automatizzato delle Dichiarazioni

Le somme dovute dal contribuente a seguito del controllo automatizzato (cd. “avvisi bonari”) delle Dichiarazioni relative ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2019, al 31 dicembre 2020, e al 31 dicembre 2021, richieste con le Comunicazioni previste dagli artt. 36-bis del Dpr. n. 600/1973, e 54-bis del Dpr. n. 633/1972, per le quali il termine di pagamento non è ancora scaduto al 1° gennaio 2023, ovvero non siano decorsi 30 giorni dal ricevimento dell’Avviso o della Comunicazione definitiva, contenente la rideterminazione in sede di autotutela delle somme dovute, a seguito dei chiarimenti forniti dal contribuente o dal sostituto d’imposta, possono essere definite con il pagamento delle Imposte e dei contributi previdenziali, degli interessi e delle somme aggiuntive. Sono inoltre dovute le sanzioni nella misura del 3% senza alcuna riduzione sulle Imposte non versate o versate in ritardo, in luogo del 30% ridotto ad 1/3.

Il pagamento può essere effettuato in un’unica soluzione entro 30 giorni, oppure a rate. Le rate, trimestrali, possono essere erogate in un numero massimo di 20.

In caso di mancato pagamento in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, delle somme dovute, la definizione non produce effetti e si applicano le ordinarie disposizioni in materia di sanzioni e riscossione.

Per quanto riguarda le somme oggetto di pagamenti rateali ancora in corso, le stesse possono essere definite con il pagamento del debito residuo a titolo di imposte e contributi previdenziali, interessi e somme aggiuntive, ivi comprese le sanzioni al 3%. Anche in questo caso, in caso di mancato pagamento in tutto o in parte, alle prescritte scadenze, delle somme dovute, la definizione non produce effetti e si applicano le ordinarie disposizioni in materia di sanzioni e riscossione.

Per le fattispecie in analisi, i termini di decadenza per la notificazione delle cartelle di pagamento sono prorogati di 1 anno.

Commi 166-173 – Regolarizzazione irregolarità formali

Le irregolarità, le infrazioni e l’inosservanza di obblighi o adempimenti, di natura formale, che non rilevano sulla determinazione della base imponibile ai fini Ires, Irap e Iva e sul pagamento di tali Tributi, commesse fino al 31 ottobre 2022, possono essere regolarizzate mediante il versamento di una somma pari a Euro 200 per ciascun periodo d’imposta cui si riferiscono le violazioni.

Il pagamento della somma sopra riportata è eseguito in 2 rate di pari importo da versare, rispettivamente, entro il 31 marzo 2023 e il 31 marzo 2024.

La regolarizzazione si perfeziona con il pagamento delle somme dovute ai sensi del comma 2 e con la rimozione delle irregolarità od omissioni.

Sono esclusi dalla regolarizzazione gli atti di contestazione o irrogazione delle sanzioni emessi nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria di cui all’art. 5-quater del Dl. n. 167/1990.

Con riferimento alle violazioni formali commesse fino al 31 ottobre 2022, oggetto di un processo verbale di constatazione, i termini di decadenza sono prorogati di 2 anni.

Sono escluse dalla regolarizzazione le violazioni già contestate in atti divenuti definitivi al 1° gennaio 2023.

Con successivo Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate verranno disciplinate le modalità di attuazione delle disposizioni contenute nei commi in parola.

Commi 174-178 – Ravvedimento speciale delle violazioni tributarie

Con riferimento ai Tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, in deroga all’ordinaria disciplina del “ravvedimento operoso”, le violazioni diverse da quelle definibili ai sensi precedenti commi da 153 a 159 e da 166 a 173, riguardanti le Dichiarazioni relative al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021 e a periodi d’imposta precedenti, possono essere regolarizzate con il pagamento di 1/18 del minimo edittale delle sanzioni irrogabili previsto dalla legge, oltre all’imposta e agli interessi dovuti.

Il versamento delle somme dovute può essere effettuato in 8 rate trimestrali di pari importo con scadenza della prima rata fissata al 31 marzo 2023. Sulle rate successive alla prima, da versare, rispettivamente, entro il 30 giugno, il 30 settembre, il 20 dicembre e il 31 marzo di ciascun anno, sono dovuti gli interessi nella misura del tasso legale. La regolarizzazione è consentita sempreché le violazioni non siano state già contestate, alla data del versamento di quanto dovuto o della prima rata, con atto di liquidazione, di accertamento o di recupero, di contestazione e di irrogazione delle sanzioni.

La regolarizzazione si perfeziona con il versamento di quanto dovuto ovvero della prima rata entro il 31 marzo 2023 e con la rimozione delle irregolarità od omissioni. Il mancato pagamento, in tutto o in parte, di una delle rate successive alla prima entro il termine di pagamento della rata successiva comporta la decadenza dal beneficio della rateazione e l’iscrizione a ruolo degli importi ancora dovuti, nonché della sanzione di cui all’art. 13 del Dlgs. n. 471/1997, pari al 30% dell’importo non versato. In tali ipotesi, la cartella di pagamento deve essere notificata, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del 3° anno successivo a quello di decadenza della rateazione.

Con successivo Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate verranno disciplinate le modalità di attuazione delle disposizioni contenute nei commi in parola.

Commi 179-185 – Adesione agevolata e definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento

Sempre con riferimento ai Tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, per gli accertamenti con adesione di cui agli artt. 2 e 3, del Dlgs. n. 218/1997, relativi a processi verbali di constatazione redatti ai sensi dell’art. 24, della Legge n. 4/1929, e notificati entro la data del 31 marzo 2023, nonché relativi ad avvisi di accertamento e ad avvisi di rettifica e di liquidazione non impugnati e ancora impugnabili al 1° gennaio 2023 e a quelli notificati successivamente, entro il 31 marzo 2023, le sanzioni si applicano nella misura di 1/18 del minimo previsto dalla legge. Per tali ultime fattispecie, le disposizioni sono applicabili anche agli atti di recupero non impugnati e ancora impugnabili al 1° gennaio 2023 e a quelli notificati dall’Agenzia delle Entrate successivamente, entro il 31 marzo 2023, con il pagamento delle sanzioni nella misura di 1/18 delle sanzioni irrogate e degli interessi applicati, entro il termine per presentare il ricorso.

Le disposizioni si applicano anche agli atti di accertamento con adesione relativi agli inviti di cui all’art. 5-ter, del Dlgs. n. 218/1997, notificati entro il 31 marzo 2023.

Gli avvisi di accertamento e gli avvisi di rettifica e di liquidazione non impugnati e ancora impugnabili al 1° gennaio 2023, e quelli notificati dall’Agenzia delle Entrate successivamente ma entro il 31 marzo 2023, sono definibili in acquiescenza ai sensi dell’art. 15, del Dlgs. n. 218/1997 entro il termine ivi previsto, con la riduzione ad 1/18 delle sanzioni irrogate.

Le somme dovute possono essere versate anche ratealmente in un massimo di 20 rate trimestrali di pari importo entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre successivo al pagamento della prima rata. Sulle rate successive alla prima sono dovuti gli interessi al tasso legale.

È esclusa la compensazione prevista dall’art. 17 del Dlgs. n. 241/1997, nonché gli atti della procedura di collaborazione volontaria di cui all’art. 5-quater del Dl. n. 167/1990.

Commi 186-205 – Definizione agevolata delle controversie tributarie

I commi da 186 a 205 prevedono che le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello innanzi alla Corte di Cassazione, possono essere definite, a domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio o di chi vi è subentrato o ne ha la legittimazione, con il pagamento di un importo pari al valore della controversia, così come stabilito dall’art. 12, comma 2, del Dlgs. n. 546/1992.

In caso di ricorso pendente iscritto nel primo grado, la controversia può essere definita con il pagamento del 90% del valore della controversia.

In caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate nell’ultima o unica Pronuncia giurisdizionale non cautelare depositata al 1° gennaio 2023, le controversie possono essere definite con il pagamento:

a) del 40% del valore della controversia in caso di soccombenza nella Pronuncia di primo grado;

b) del 15% del valore della controversia in caso di soccombenza nella Pronuncia di secondo grado.

In caso di accoglimento parziale del ricorso o comunque di soccombenza ripartita tra il contribuente e l’Agenzia delle Entrate, l’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni è dovuto per intero relativamente alla parte di atto confermata dalla Pronuncia giurisdizionale e in misura ridotta, per la parte di atto annullata.

Le controversie tributarie pendenti innanzi alla Corte di Cassazione, per le quali l’Agenzia delle Entrate risulti soccombente in tutti i precedenti gradi di giudizio, possono essere definite con il pagamento di un importo pari al 5% del valore della controversia. Le controversie relative esclusivamente alle sanzioni non collegate al Tributo possono essere definite con il pagamento del 15% del valore della controversia in caso di soccombenza dell’Agenzia delle Entrate nell’ultima o unica Pronuncia giurisdizionale non cautelare, sul merito o sull’ammissibilità dell’atto introduttivo del giudizio, con il pagamento del 40% negli altri casi. In caso di controversia relativa esclusivamente alle sanzioni collegate ai Tributi cui si riferiscono, per la definizione non è dovuto alcun importo relativo alle sanzioni qualora il rapporto relativo ai Tributi sia stato definito anche con modalità diverse dalla presente definizione agevolata.

La definizione agevolata si applica alle controversie in cui il ricorso in primo grado è stato notificato alla controparte entro il 1° gennaio 2023 e per le quali alla data della presentazione della domanda il processo non si sia concluso con pronuncia definitiva.

La definizione agevolata si perfeziona con la presentazione della domanda e con il pagamento degli importi dovuti entro il 30 giugno 2023. In caso di superamento di Euro 1.000 è ammesso il pagamento rateale, con applicazione delle disposizioni dell’art. 8 del Dlgs. n. 218/1997, in un massimo di 20 rate trimestrali di pari importo, con decorrenza dal 1° aprile 2023 e da versare, rispettivamente, entro il 30 giugno 2023, il 30 settembre, il 20 dicembre e il 31 marzo di ciascun anno.

Nel caso di versamento rateale, la definizione agevolata si perfeziona con la presentazione della domanda e con il pagamento degli importi dovuti con il versamento della prima rata entro il termine previsto del 30 giugno 2023. Qualora non ci siano importi da versare, la definizione si perfeziona con la sola presentazione della domanda.

La domanda di definizione agevolata, da effettuarsi entro il 30 giugno 2023, è esente dall’Imposta di bollo ed è effettuata per ogni controversia autonoma, ovverosia quella relativa a ciascun atto impugnato. Dagli importi dovuti ai fini della definizione agevolata si scomputano quelli già versati a qualsiasi titolo in pendenza di giudizio. Gli effetti della definizione perfezionata prevalgono su quelli delle eventuali pronunce giurisdizionali non passate in giudicato anteriormente al 1° gennaio 2023.

Le controversie definibili non sono sospese, salvo che il contribuente faccia apposita richiesta al Giudice, dichiarando di volersi avvalere della definizione agevolata. In tal caso, il processo è sospeso fino al 10 luglio 2023, ed entro la stessa data il contribuente ha l’onere di depositare copia della domanda di definizione e del versamento degli importi dovuti o della prima rata. In tal caso, il processo è dichiarato estinto e le spese processuali rimangono a carico della parte che le ha anticipate.

Per le controversie definibili sono sospesi per 9 mesi i termini di impugnazione, anche incidentale, delle Pronunce giurisdizionali e di riassunzione, nonché per la proposizione del controricorso in Cassazione che scadono tra il 1° gennaio 2023 e il 31 luglio 2023.

L’eventuale diniego della definizione deve essere notificato entro il 31 luglio 2024 con le modalità previste per la notificazione degli atti processuali. Il diniego è impugnabile entro 60 giorni dalla notificazione del medesimo dinanzi all’Organo giurisdizionale presso il quale pende la controversia.

Qualora la parte interessata non presenti Istanza di trattazione entro il 31 dicembre 2024, il processo è dichiarato estinto, con Decreto del Presidente dell’Organo giurisdizionale presso il quale pende la controversia. La definizione agevolata perfezionata dal coobbligato giova in favore degli altri, compresi quelli per i quali la controversia non sia più pendente.

Resta ferma, in alternativa, la definizione agevolata dei giudizi tributari pendenti innanzi alla Corte di Cassazione di cui all’art. 5 della Legge n. 130/2022.

Ciascun Ente territoriale può stabilire, entro il 31 marzo 2023, l’applicazione delle disposizioni sopra riportate alle controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte il medesimo o un suo Ente strumentale.

Commi 206-212 – Conciliazione agevolata delle controversie tributarie

In alternativa alla definizione agevolata di cui ai precedenti commi da 186 a 205, le controversie pendenti al 1° gennaio 2023 innanzi alle Corti di Giustizia tributaria di primo e di secondo grado aventi ad oggetto atti impositivi in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, possono essere definite, entro il 30 giugno 2023, con l’accordo conciliativo “fuori udienza” di cui all’art. 48 del Dlgs. n. 546/1992. All’accordo conciliativo si applicano le sanzioni ridotte a 1/18 del minimo previsto dalla legge, gli interessi e gli eventuali accessori.

Il versamento delle somme dovute ovvero, in caso di rateizzazione, della prima rata deve essere effettuato entro 20 giorni dalla data di sottoscrizione dell’accordo conciliativo. Si applicano le disposizioni previste dall’art. 8 del Dlgs. n. 218/1997 con un massimo di 20 rate trimestrali di pari importo da versare entro l’ultimo giorno di ciascun trimestre successivo al pagamento della prima rata.

In caso di mancato pagamento delle somme dovute o di una delle rate entro il termine di pagamento della rata successiva, il contribuente decade dal beneficio e il competente ufficio provvede all’iscrizione a ruolo delle residue somme dovute a titolo di imposta, interessi e sanzioni, nonché della sanzione del 30%, aumentata della metà e applicata sul residuo importo dovuto a titolo di imposta.

Commi 213-218 – Rinuncia agevolata dei giudizi tributari pendenti in Cassazione

Sempre in alternativa alla definizione agevolata di cui ai precedenti commi da 186 a 205, i commi da 213 a 218 introducono l’istituto della “rinuncia agevolata” alle controversie tributarie in cui è parte l’Agenzia delle Entrate e che sono pendenti in Corte di Cassazione, la cui opzione dovrà essere effettuata entro il 30 giugno 2023. La rinuncia avviene mediante definizione transattiva con la controparte di tutte le pretese azionate in giudizio. Con la “rinuncia agevolata” si dispone il pagamento delle somme dovute per le imposte, gli interessi e gli accessori, ma con sanzioni ridotte ad 1/18 del minimo previsto dalla legge., nelle controversie tributarie pendenti al 1° gennaio 2023 innanzi alla Corte di Cassazione, in cui è parte l’Agenzia delle Entrate, aventi ad oggetto atti impositivi, il ricorrente, entro il 30 giugno 2023, può rinunciare al ricorso principale o incidentale a seguito dell’intervenuta definizione transattiva con la controparte di tutte le pretese azionate in giudizio.

Commi 219-221 – Regolarizzazione degli omessi pagamenti di rate dovute a seguito di acquiescenza, accertamento con adesione, reclamo/mediazione e conciliazione giudiziale

La norma introdotta dal comma 219 consente di regolarizzare l’omesso o carente versamento di alcune somme riferite a Tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate. La regolarizzazione si perfeziona con l’integrale versamento di quanto dovuto entro il 31 marzo 2023, ovvero in un massimo di 20 rate di pari importo, e consente al contribuente di corrispondere la sola imposta senza sanzioni e interessi. È previsto che, nel caso di mancato perfezionamento della regolarizzazione, il competente Ufficio procede all’iscrizione a ruolo dei residui importi dovuti a titolo di imposta, interessi e sanzioni, nonché della sanzione prevista per ritardati ovvero omessi versamenti, pari al 30% delle somme dovute.

Più nel dettaglio, il comma 219 consente la regolarizzazione dell’omesso o carente versamento di somme riferite a Tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate:

a) delle rate successive alla prima relative alle somme dovute a seguito di accertamento con adesione o di acquiescenza degli avvisi di accertamento e degli avvisi di rettifica e di liquidazione, nonché a seguito di reclamo e mediazione ai sensi dell’art. 17-bis, comma 6, Dlgs. n. 546/1992, scadute al 1° gennaio 2023 e per le quali non è stata ancora notificata la cartella di pagamento ovvero l’atto di intimazione, mediante il versamento integrale della sola imposta;

b) degli importi, anche rateali, relativi alle conciliazioni di cui agli artt. 48 e 48-bis, del Dlgs. n. 546/1992 scaduti al 1° gennaio 2023 e per i quali non è stata ancora notificata la cartella di pagamento ovvero l’atto di intimazione, mediante il versamento integrale della sola imposta.

La regolarizzazione si perfeziona con l’integrale versamento di quanto dovuto entro il 31 marzo 2023 oppure di un numero massimo di 20 rate trimestrali di pari importo con scadenza della prima rata il 31 marzo 2023. In caso di mancato perfezionamento della predetta regolarizzazione, non si producono gli effetti di cui ai medesimi commi e il competente ufficio procede all’iscrizione a ruolo dei residui importi dovuti a titolo di imposta, interessi e sanzioni, nonché della sanzione del 30% applicata sul residuo importo dovuto a titolo di imposta. In tali ipotesi la cartella deve essere notificata entro il termine di decadenza del 31 dicembre del 3° anno successivo a quello in cui si è verificato l’omesso versamento integrale o parziale di quanto dovuto.

Commi 222-230 – Stralcio dei carichi fino a Euro 1.000 affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015

I commi da 222 a 230 introducono una nuova forma di stralcio dei carichi affidati all’Agente nazionale della riscossione. Nello specifico, sono automaticamente annullati, alla data del 31 gennaio 2023, i debiti di importo residuo al 1° gennaio 2023, fino ad Euro 1.000, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli Agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2015, da parte delle Amministrazioni statali, dalle Agenzie fiscali, e dagli Enti pubblici previdenziali, ancorché ricompresi nelle precedenti “definizioni agevolate”.

Ai fini del conseguente discarico, senza oneri amministrativi a carico dell’Ente creditore, e dell’eliminazione dalle relative scritture patrimoniali, l’Agente della riscossione trasmette agli Enti interessati, entro il 30 giugno 2023, l’elenco delle quote annullate. Gli Enti creditori, sulla base dell’elenco trasmesso dall’Agente della riscossione, adeguano le proprie scritture contabili in ossequio ai rispettivi princìpi contabili vigenti, deliberando i necessari provvedimenti volti a compensare gli eventuali effetti negativi derivanti dall’operazione di annullamento. Restano definitivamente acquisite le somme versate anteriormente alla data dell’annullamento.

Dal 1° gennaio 2023 e fino alla data dell’annullamento è sospesa la riscossione dei debiti in parola.

Restano ferme, per i debiti ivi contemplati, le disposizioni di cui al precedente stralcio di cui all’art. 4, del Dl. n. 118/2019, e all’art. 4, commi da 4 a 9, del Dl. n. 41/2021.

Si applicano le disposizioni che stabiliscono che ai crediti annullati non si applicano gli artt. 19 e 20 del Dlgs. n. 112/1999 in materia di discarico per inesigibilità e reiscrizione nei ruoli e, fatti salvi i casi di dolo, non si procede a giudizio di responsabilità amministrativo e contabile.

Il comma 226 esclude dall’annullamento automatico: le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato dichiarati illegali, i crediti derivanti da Pronunce di condanna della Corte dei conti e le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di Provvedimenti e Sentenze penali di condanna, le risorse proprie tradizionali dell’Unione Europea, vale a dire i dazi e i diritti doganali e i contributi provenienti dall’imposizione di diritti alla produzione dello zucchero, l’Iva riscossa all’importazione.

Il comma 227 prevede, per quanto riguarda i singoli carichi affidati nel periodo considerati dagli Enti diversi dagli Enti previdenziali, dalle Amministrazioni statale e dalle Agenzie fiscali, che l’annullamento automatico opera limitatamente alle somme dovute a titolo di interessi per ritardata iscrizione a ruolo, sanzioni e interessi di mora. L’annullamento non opera con riferimento alla sorte capitale e alle spese per procedure esecutive e di notificazione della cartella.

Le disposizioni del comma 227, per quanto riguarda le sanzioni amministrative (comprese quelle per violazioni del “Codice della strada”), si applicano limitatamente agli interessi, compresi quelli della cd. “maggiorazione” di cui all’art. 27, comma 6, della Legge n. 689/1981.

Ai sensi del comma 229, gli Enti di cui al comma 227 (compresi gli Enti Locali) possono stabilire di non applicare le disposizioni ivi contenute con Provvedimento adottato entro il 31 gennaio 2023. Lo stesso dovrà essere comunicato all’Agente della riscossione entro 10 giorni dalla data di adozione mediante le modalità che saranno individuate dallo stesso Agente.

Il comma 230 sospende la riscossione dell’intero ammontare dei debiti di cui ai commi 227 e 228 dal 1° gennaio 2023 e fino alla data del 31 marzo 2023.

Commi 231-252 – Definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022

Fermo restando quanto previsto dai precedenti commi da 222 a 227, i debiti risultanti dai singoli carichi affidati agli Agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 giugno 2022 possono essere estinti senza corrispondere le somme affidate all’Agente della riscossione a titolo di interessi e di sanzioni, e le somme aggiuntive di cui all’art. 27, comma 1, del Dlgs. n. 46/1999, e le somme maturate a titolo di aggio, versando le somme dovute a titolo di capitale e quelle maturate a titolo di rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notificazione della cartella di pagamento.

Il pagamento delle somme è effettuato in unica soluzione, entro il 31 luglio 2023, ovvero nel numero massimo di 18 rate, la prima e la seconda delle quali, ciascuna di importo pari al 10% delle somme complessivamente dovute ai fini della definizione, con scadenza rispettivamente il 31 luglio e il 30 novembre 2023 e le restanti, di pari ammontare, con scadenza il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2024.

In caso di pagamento rateale sono dovuti, a decorrere dal 1° agosto 2023, gli interessi al tasso del 2% annuo. Non si applicano le disposizioni di cui all’art. 19 del Dpr. n. 602/1973, in materia di rateazione delle somme iscritte a ruolo.

L’Agente della riscossione rende disponibili ai debitori, nell’area riservata del proprio sito internet istituzionale, i dati necessari a individuare i carichi definibili.

Il debitore manifesta all’Agente della riscossione la sua volontà di procedere alla definizione rendendo, entro il 30 aprile 2023, apposita dichiarazione, con le modalità, esclusivamente telematiche, che lo stesso Agente pubblicherà sul proprio sito web entro il 20 gennaio 2023. Nella dichiarazione il debitore indica l’eventuale pendenza di giudizi aventi ad oggetto i carichi in essa ricompresi e assume l’impegno a rinunciare gli stessi giudizi, che, dietro presentazione di copia della dichiarazione e nelle more del pagamento delle somme dovute, sono sospesi dal giudice. L’estinzione del giudizio è subordinata all’effettivo perfezionamento della definizione e alla produzione, nello stesso giudizio, della documentazione attestante i pagamenti effettuati; in caso contrario, il giudice revoca la sospensione su istanza di una delle parti. La domanda potrà essere integrata entro il 30 aprile 2023.

Ai fini della determinazione dell’ammontare delle somme da versare, si tiene conto esclusivamente degli importi già versati a titolo di capitale compreso nei carichi affidati e a titolo di rimborso delle spese per le procedure esecutive e di notificazione della cartella di pagamento.

A seguito della presentazione della dichiarazione, relativamente ai carichi definibili che ne costituiscono oggetto:

a) sono sospesi i termini di prescrizione e decadenza;

b) sono sospesi, fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute a titolo di definizione, gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni in essere alla data di presentazione;

c) non possono essere iscritti nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi quelli già iscritti alla data di presentazione;

d) non possono essere avviate nuove procedure esecutive;

e) non possono essere proseguite le procedure esecutive precedentemente avviate, salvo che non si sia tenuto il primo incanto con esito positivo;

f) il debitore non è considerato inadempiente ai fini di cui agli artt. 28-ter e 48-bis, del Dpr. n. 602/1973;

g) si applica la disposizione di cui all’art 54, del Dl. n. 50/2017, ai fini del rilascio del Durc.

Il comma 241 dispone che entro il 30 giugno 2023, AdE-R comunica ai debitori che hanno presentato la dichiarazione l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, nonché quello delle singole rate e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse. Tale comunicazione è resa disponibile ai debitori anche nell’area riservata del sito internet dell’Agente della riscossione.

Il pagamento delle somme dovute per la definizione può essere effettuato:

a) mediante domiciliazione sul conto corrente eventualmente indicato dal debitore;

b) mediante moduli di pagamento precompilati;

c) presso gli sportelli dell’agente della riscossione.

Limitatamente ai debiti definibili per i quali è stata presentata la dichiarazione:

a) alla data del 31 luglio 2023 le dilazioni sospese sono automaticamente revocate;

b) il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute a titolo di definizione determina l’estinzione delle procedure esecutive precedentemente avviate, salvo che non si sia tenuto il primo incanto con esito positivo.

In caso di mancato ovvero di insufficiente o tardivo versamento superiore a 5 giorni, dell’unica rata ovvero di una di quelle in cui è stato dilazionato il pagamento delle somme, la definizione non produce effetti e riprendono a decorrere i termini di prescrizione e di decadenza per il recupero dei carichi oggetto di dichiarazione. In tal caso, relativamente ai debiti per i quali la definizione non ha prodotto effetti, i versamenti effettuati sono acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto a seguito dell’affidamento del carico e non determinano l’estinzione del debito residuo, di cui l’Agente della riscossione prosegue l’attività di recupero.

Possono essere compresi nella definizione agevolata anche i debiti risultanti dai carichi affidati agli Agenti della riscossione che rientrano nei procedimenti instaurati a seguito di Istanza presentata dai debitori, ai sensi del Capo II, Sezione I, della Legge n. 3/2012 (“Codice della crisi d’impresa”) con la possibilità di effettuare il pagamento del debito, anche falcidiato, con le modalità e nei tempi eventualmente previsti nel decreto di omologazione.

Per le sanzioni amministrative, comprese quelle per violazioni del “Codice della strada”, le disposizioni della “definizione agevolata” in commento si applicano limitatamente agli interessi, compresi quelli della maggiorazione di cui all’art. 27, comma 6, della Legge n. 689/1981, n. 689, e alle somme maturate a titolo di aggio.

Alle somme occorrenti per aderire alla definizione che sono oggetto di procedura concorsuale nonché di tutte le procedure di composizione negoziale della crisi d’impresa, si applica la disciplina dei crediti prededucibili.

Possono essere estinti, anche se con riferimento ad essi si è determinata l’inefficacia della relativa definizione, anche i debiti relativi ai carichi affidati agli Agenti della riscossione dal 2000 al 2017 oggetto di dichiarazioni rese ai sensi delle precedenti “definizioni agevolate”.

A seguito del pagamento delle somme dovute, l’Agente della riscossione viene automaticamente discaricato dell’importo residuo. Al fine di consentire agli Enti creditori di eliminare dalle proprie scritture patrimoniali i crediti corrispondenti alle quote discaricate, lo stesso Agente della riscossione trasmette, entro il 31 dicembre 2028, l’elenco dei debitori che si sono avvalsi delle disposizioni del presente articolo e dei Codici tributo per i quali è stato effettuato il versamento.

Le misure della “definizione agevolata” in parola, per quanto riguarda gli Enti previdenziali, anche privati di cui al Dlgs. n. 509/1994 e al Dlgs. n. 103/1996, sono applicate previa apposita Deliberazione adottata dai medesimi Enti e pubblicata sui rispettivi siti web istituzionali entro il 31 gennaio 2023, ed entro la medesima le Deliberazioni deve essere trasmesse all’Agente della riscossione a mezzo Pec.

Per gli Enti Locali, l’eventuale maggiore disavanzo determinato della presente “definizione agevolata” e delle misure di “stralcio” disposte dai precedenti commi da 222 a 230 può essere ripianato in non più di 5 annualità, in quote annuali costanti, secondo le modalità previste dal Dm Mef 14 luglio 2021.

Commi 253-254 – Disposizioni in materia di Comunicazioni di inesigibilità

La norma rimodula i termini per la Comunicazione di inesigibilità relative alle quote affidate agli Agenti della riscossione, non prevedendo solamente un differimento delle scadenze attualmente previste per adeguarle ai tempi di chiusura della nuova misura di definizione agevolata, ma introducendo anche una contrazione del calendario complessivo dei termini di invio delle comunicazioni.

Si riconosce inoltre la possibilità per l’Agente della riscossione di presentare le predette Comunicazioni di inesigibilità anche anteriormente alle scadenze fissate al verificarsi di alcuni specifici casi di palese inesigibilità.

Nello specifico, il comma 253, apportando una modifica all’art. 1, comma 684, della Legge n. 190/2014, dispone che le Comunicazioni di inesigibilità relative alle quote affidate agli Agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2022, sono presentate:

  • ruoli consegnati negli anni dal 2000 al 2005: entro il 31 dicembre 2028;
  • ruoli consegnati dal 2006 al 2010: entro il 31 dicembre 2029;
  • ruoli consegnati dal 2011 al 2015: entro il 31 dicembre 2030;
  • ruoli consegnati dal 2016 al 2020: entro il 31 dicembre 2031;
  • ruoli consegnati dal 2021 al 2022: entro il 31 dicembre 2032.

L’Agente della riscossione, ai sensi del nuovo comma 684-bis, può però presentare in qualsiasi momento le Comunicazioni di inesigibilità relative alle quote di inesigibilità nei seguenti casi:

  1. intervenuta chiusura del Fallimento, in presenza di debitore fallito;
  2. assenza di beni del debitore risultante alla data di accesso al Sistema informativo del Mef, in qualunque momento effettuato dall’Agente della riscossione;
  3. intervenuta prescrizione del diritto di credito;
  4. esaurimento delle attività di recupero di cui all’art. 19, comma 2, lett. d) e d-bis), del Dlgs. n. 112/1999;
  5. mancanza di nuovi beni rispetto a quelli con riferimento ai quali, nel biennio antecedente, le attività di cui alla precedente lett. d) sono state esaurite con esito parzialmente o totalmente infruttuoso;
  6. rapporto percentuale tra il valore dei beni del debitore risultanti alla data dell’accesso di cui alla precedente lett. b) e l’importo complessivo del credito per cui si procede inferiore al 5%.

E’ introdotto altresì un nuovo comma – il 684-ter – che dispone che nei casi di presentazione anticipata della Comunicazione di inesigibilità si applicano le previsioni dei seguenti commi:

– 684, secondo periodo, e 685, relativi a tempi e modalità di restituzione all’Agente della riscossione delle spese, rispettivamente, afferenti alle procedure esecutive effettuate dall’anno 2000 all’anno 2010 e maturate negli anni 2000-2013 per le procedure poste in essere per conto dei Comuni;

– 688, relativo all’applicabilità degli artt. 19 e 20 del Dlgs. n. 112/1999, con la precisazione che, al ricorrere delle condizioni previste al comma 684-bis, lett. e) ed f), in deroga a quanto stabilito dallo stesso art. 19, il mancato svolgimento delle attività di recupero non costituisce causa di perdita del diritto al discarico. Relativamente a tali comunicazioni il controllo di cui al comma 687, secondo periodo, può essere avviato dal giorno successivo a quello di presentazione. La lett. c) modifica il comma 686 al fine di prevedere che, fino alla presentazione della comunicazione di inesigibilità prevista al comma 684, l’Agente della riscossione è facoltizzato a procedere alla riscossione delle somme non pagate, anche nei casi previsti al comma 684-bis, alle sopra descritte lett. e) e f). La lett. d) abroga il comma 4 dell’art. 68, del Dl. n. 18/2020 in materia di sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’Agente della riscossione che prevedeva, tra l’altro, che le comunicazioni di inesigibilità relative alle quote affidate agli Agenti della riscossione nell’anno 2018, nell’anno 2019, nell’anno 2020 e nell’anno 2021 sono presentate, rispettivamente, entro il 31 dicembre 2023, entro il 31 dicembre 2024, entro il 31 dicembre 2025 e entro il 31 dicembre 2026.

Commi 256-263 – Potenziamento dell’Amministrazione finanziaria: servizi informatici strumentali al Servizio nazionale della riscossione

Le disposizioni riconoscono all’Agenzia delle Entrate la possibilità di indire procedure concorsuali pubbliche volte al reclutamento di nuovo personale, in aggiunta alle assunzioni già autorizzate o consentite ai sensi della legislazione vigente, anche in deroga alle norme vigenti sul reclutamento delle figure professionali e sulla mobilità nelle Amministrazioni pubbliche.

Nello specifico, il comma 256 consente all’Agenzia delle Entrate, nel biennio 2023-2024, in aggiunta alle vigenti facoltà assunzionali, di assumere con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, un contingente di personale pari a 3.900 unità.

Secondo il comma 258, per ottimizzare i Sistemi informatici dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, entro il 31 dicembre 2023 dovrà trasferire le attività relative all’esercizio dei Sistemi ICT, demand and delivery riscossione Enti e contribuenti e demand and delivery servizi corporate, alla Società Sogei Spa, mediante cessione del ramo di azienda. Dalla data di cessione del ramo d’azienda, le attività trasferite sono erogate da Sogei Spa sulla base di apposite Convenzioni.

Viene inoltre disciplinato il regime del personale con contratto di lavoro subordinato alle dipendenze di Agenzia delle Entrate-Riscossione, assegnato alle specifiche unità che compongono il ramo di azienda al momento della cessione, che viene trasferito a Sogei Spa senza soluzione di continuità, con applicazione della Contrattazione collettiva di primo e secondo livello applicata presso Sogei Spa e con salvezza di eventuali differenze retributive specificatamente riscontrate con riferimento ai soli trattamenti minimi previsti dai Ccnl applicati prima e dopo la cessione. Le operazioni di cessione sono esenti da imposizione fiscale

Le modalità applicative delle predette disposizioni verranno stabilite con apposito Decreto Mef.

Comma 277 – Incremento delle detrazioni fiscali prevista per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici

Il comma 277 incrementa da Euro 5.000 ad Euro 8.000 per l’anno 2023 l’importo della detrazione prevista per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore, alla Classe A per i forni, alla Classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla Classe F per i frigoriferi e i congelatori, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione.

Comma 281 – Esonero parziale dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori dipendenti

La disposizione introduce una misura di sostegno al reddito per dipendenti pubblici e privati, relativamente ai periodi di paga dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, consistente in un esonero sulla quota dei contributi previdenziali a carico dei lavoratori pari al 2% se la retribuzione imponibile, parametrata su base mensile per 13 mensilità e considerato il rateo di tredicesima per il mese di dicembre, non eccede l’importo mensile di Euro 2.692,00, e al 3% fino a Euro 1.923,00.

Comma 283 – Disposizioni sul trattamento di pensione anticipata flessibile (“Quota 103”)

In via sperimentale è introdotta un’ulteriore fattispecie di pensionamento anticipato (“Quota 103”) alla quale si può accedere maturando, entro il 31 dicembre 2023, un’età anagrafica di almeno 62 anni e un’anzianità contributiva di almeno 41 anni a condizione che il valore lordo mensile del trattamento di pensione anticipata non sia superiore a 5 volte il trattamento minimo.

I dipendenti delle P.A. di cui all’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/2001:

– che maturano entro il 31 dicembre 2022 i requisiti, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dal 1° agosto 2023;

– che maturano dal 1° gennaio 2023 i requisiti, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi 6 mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi e comunque non prima del 1° agosto 2023.

La domanda di collocamento a riposo deve essere presentata all’Amministrazione di appartenenza con un preavviso di 6 mesi.

Limitatamente al diritto alla pensione previsto da “Quota 103” non trova applicazione l’art. 2, comma 5, del Dl. n. 101/2013, ai sensi del quale per i lavoratori dipendenti delle P.A. il limite ordinamentale, previsto dai singoli Settori di appartenenza per il collocamento a riposo d’ufficio, non è modificato dall’elevazione dei requisiti anagrafici previsti per la pensione di vecchiaia e costituisce il limite non superabile, se non per il trattenimento in servizio o per consentire all’interessato di conseguire la prima decorrenza utile della pensione ove essa non sia immediata, al raggiungimento del quale l’Amministrazione deve far cessare il rapporto di lavoro o di impiego se il lavoratore ha conseguito, a qualsiasi titolo, i requisiti per il diritto a pensione.

Comma 284 – Anticipo pensionistico e erogazione Tfs/Tfr dipendenti pubblici

La disposizione interviene sul comma 1 dell’art. 23 del Dl. n. 4/2019, per includervi il riferimento al nuovo art. 14.1, per cui il Tfs/Tfr per i dipendenti delle P.A. è comunque erogato al momento in cui tale diritto maturerebbe a seguito del raggiungimento dei requisiti ordinari di accesso al Sistema pensionistico, disciplinati dall’art. 24 del Dl. n. 201/2011.

Comma 286 – Incentivi al trattenimento in servizio dei lavoratori

Per i lavoratori dipendenti che, pur avendo maturato i requisiti per l’anticipo pensionistico di cui alla predetta “Quota 103”, rimangono in servizio, viene meno l’obbligo di versamento all’Ente previdenziale dei contributi a carico del lavoratore e del datore di lavoro. Pertanto, i lavoratori possono rinunciare all’accredito contributivo della quota dei contributi a proprio carico relativi all’Assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti e alle forme sostitutive e esclusive della medesima. In conseguenza dell’esercizio della predetta facoltà viene meno ogni obbligo di versamento contributivo da parte del datore di lavoro a tali forme assicurative della quota a carico del lavoratore, a decorrere dalla prima scadenza utile per il pensionamento prevista dalla normativa vigente e successiva alla data dell’esercizio della predetta facoltà. Con la medesima decorrenza il predetto importo viene quindi corrisposto interamente al lavoratore.

Il successivo comma 287 demanda ad apposito Decreto interministeriale la definizione delle relative modalità di attuazione.

Commi 288-291 – “Ape sociale

E’ prorogata al 31 dicembre 2023 la misura di accesso anticipato alla pensione, denominato “Ape sociale”. L’istituto, introdotto in via sperimentale dalla “Legge di bilancio 2017”, prevede un’indennità a carico dello Stato erogata dall’Inps a soggetti in determinate condizioni che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta. L’indennità è corrisposta fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia.

L’importo erogato è pari alla rata mensile di pensione calcolata al momento dell’accesso alla prestazione se inferiore a Euro 1.500 o pari a Euro 1.500 se superiore. L’indennità, erogata per 12 mensilità, non è soggetta a rivalutazione né a integrazione al trattamento minimo.

Comma 292 – “Opzione donna

Il comma 292 estende la possibilità di optare per il regime sperimentale alle lavoratrici che maturano i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2022, introducendo alcune modifiche alla versione precedente che prevedeva l’accesso alla pensione con almeno 57 anni di età (58 anni per le lavoratrici autonome) e 35 anni di anzianità.

Il requisito anagrafico viene portato a 60 anni, con riduzione di un anno per ogni figlio nel limite massimo di 2 anni, a condizione che si trovino in una delle seguenti situazioni:

– assistono un parente disabile;

– abbiano una riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74%

– siano lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese in crisi (in tale ultimo caso il requisito anagrafico è pari a 58 anni a prescindere dal numero dei figli).

Comma 306 – Disposizioni in materia di “lavoro agile” per soggetti fragili 

La disposizione in commento ha previsto, fino al 31 marzo 2023, la possibilità di espletamento della prestazione lavorativa in modalità “agile” per i lavoratori dipendenti pubblici e privati affetti dalle patologie e condizioni individuate dal Decreto del Ministro della Salute di cui all’art. 17, comma 2, del Dl. n. 221/2021. Il datore di lavoro assicura lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità “agile” anche attraverso l’adibizione a diversa mansione compresa nella medesima Categoria o Area di inquadramento, come definite dai Contratti collettivi di lavoro vigenti, senza alcuna decurtazione della retribuzione in godimento. Resta ferma l’applicazione delle disposizioni dei relativi Contratti collettivi nazionali di lavoro ove più favorevoli. 

Commi 309 e 310 – Revisione del meccanismo di indicizzazione per gli anni 2023 e 2024 ed estensione per le pensioni minime delle misure di supporto per contrastare gli effetti negativi dell’inflazione

Per gli anni 2023-2024, è introdotta una disciplina speciale per l’indicizzazione dei trattamenti pensionistici, confermando una perequazione automatica pari al 100% della variazione dell’Indice del costo della vita per i trattamenti di importo fino a 4 volte il trattamento minimo Inps e riconoscendo una perequazione in misura variabile da 80 a 35 punti percentuali (in luogo della forbice attualmente prevista che varia dal 90 al 75%), in relazione a determinate classi di importo del complesso dei trattamenti che variano da 5 a 10 volte il trattamento minimo Inps (comma 1). Inoltre, è stato previsto un incremento transitorio dei trattamenti pensionistici, pari all’1,5% per le mensilità del 2023 e al 2,7% per quelle del 2024, per i casi in cui il complesso di tali trattamenti in capo ad un soggetto sia pari o inferiore al trattamento pensionistico minimo (comma 2).

Comma 323 – Misure di semplificazione in materia di Isee

Sono apportate modifiche all’art. 10 del Dlgs. n. 147/2017. In particolare, è confermata la possibilità di presentare la Dsu nella modalità non precompilata soltanto fino al 31 dicembre 2022. Inoltre, a decorrere dal 1° luglio 2023, è prevista che la presentazione della Dsu da parte del cittadino prioritariamente avvenga in modalità precompilata fermo restando la possibilità di presentare la Dsu nella modalità ordinaria.

È inoltre abrogato il comma 3 del predetto Decreto.

Commi 324-329 – Rifinanziamento del “Fondo sociale per Occupazione e Formazione” e relativi utilizzi

È incrementato il “Fondo sociale per Occupazione e Formazione” di cui all’art. 18, comma 1, lett. a), del Dl. n. 185/2008, di Euro 250 milioni annui a decorrere dall’anno 2023. 

Al fine del completamento dei Piani di recupero occupazionale sono stanziati ulteriori Euro 70 milioni per l’anno 2023, a valere sul “Fondo sociale per Occupazione e Formazione”, da ripartire tra le Regioni. Queste possono destinare, nell’anno 2023, le risorse stanziate in aggiunta a quelle residue dei precedenti finanziamenti, alle medesime finalità dell’art. 44, comma 11-bis, del Dlgs. n. 148/2015, nonché a quelle dell’art. 53-ter del Dl. n. 50/2017. 

Sono inoltre disposte ulteriori risorse per il predetto “Fondo” da destinare all’integrazione salariale per trattamento di sostegno del reddito di cui all’art. 44 del Dl. n. 109/2018, ai lavoratori del Settore ittico, dei call center e della gestione delle bonifiche.

Commi 330-333 – Emolumento accessorio una tantum per i dipendenti pubblici

E’ previsto, per il solo anno 2023, un incremento per la Contrattazione collettiva nazionale, in applicazione dell’art. 48, comma 1, del Dlgs. n. 165/2001, e per i miglioramenti economici del personale statale in regime di diritto pubblico, di Euro 1.000 milioni destinato all’erogazione di un emolumento accessorio una tantum, da corrispondere per 13 mensilità, da determinarsi nella misura dell’1,5% dello stipendio con effetti ai soli fini del trattamento di quiescenza.

Tali aumenti sono ripartiti con uno o più decreti del Mef sulla base del personale in servizio al 1° gennaio 2023.

Per il personale dipendente degli Enti Locali, gli oneri sono posti a carico dei rispettivi bilanci, ai sensi dell’art. 48, comma 2, del Dlgs. n. 165/2001.

Commi 340-341 – Rifinanziamento del “Fondo” di sostegno alle donne vittime di violenza

La norma prevede l’incremento del “Fondo per le Politiche relative ai diritti e alle pari opportunità” di Euro 1.850.000 per il 2023 da destinare alle finalità di cui “Fondo per il reddito di libertà delle donne vittime di violenza”. I criteri di ripartizione delle risorse devono essere stabiliti con un futuro Dpcm.

Commi 342-354 – Modifiche alla disciplina delle prestazioni occasionali

Il comma 342 apporta le seguenti modificazioni all’art. 54-bis del Dl. n. 50/2017 (che disciplina le prestazioni occasionali con l’istituzione del “contratto di prestazione occasionale” – Cpo – e del Libretto di famiglia): 

  • la lett. a), intervenendo sul comma 1, lett. b), eleva da Euro 5.000 a Euro 10.000 il limite massimo dei compensi per prestazioni occasionali erogabili complessivamente da ciascun utilizzatore; 
  • la lett. b), inserendo il comma 1-bis, stabilisce che le disposizioni di cui al comma 1 (che definiscono i limiti e le condizioni per l’utilizzo o la prestazione di lavoro occasionale) si applicano, entro i limiti stabiliti dal citato art. 54-bis, anche alle attività lavorative di natura occasionale svolte nell’ambito delle attività di discoteche, sale da ballo, night-club e simili, di cui al Codice Ateco 93.29.1.; 
  • la lett. c) abroga il comma 8-bis, ai sensi del quale per prestazioni da rendere a favore di imprese del settore agricolo, il prestatore è tenuto ad autocertificare, nell’apposita piattaforma informatica, di non essere stato iscritto nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli; 
  • la lett. d), intervenendo sul comma 14, lett. a), eleva da 5 a 10 il numero massimo di lavoratori subordinati a tempo indeterminato che si possono avere alle proprie dipendenze per poter ricorrere a contratti di prestazione occasionale ed elimina conseguentemente l’eccezione prevista per le Aziende alberghiere e le Strutture ricettive che operano nel Settore del Turismo, per le quali il limite era fissato a 8 lavoratori; 
  • la lett. e), intervenendo sul comma 14, elimina la deroga attualmente prevista (per determinati soggetti, purché non iscritti nell’anno precedente negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli) al divieto di ricorrere al contratto di prestazione occasionale da parte delle imprese del settore agricolo. 

I commi da 343 a 354 riguardano le prestazioni occasionali in tale ultimo Settore, molto delicato, con una nuova disciplina ad hoc che mira a tutelare maggiormente i lavoratori.

Si coglie l’occasione, al fine di evitare errori interpretativi, per ricordare che le “prestazioni occasionali” (definibili anche come “lavoro accessorio”) di cui all’art. 54-bis del Dl. n. 50/2017, oggetto della norma in commento, differiscono dalle “prestazioni di lavoro autonomo occasionale” disciplinate dall’art. 2222 del Codice civile.

Queste ultime sono caratterizzate dallo svolgimento in via occasionale, dietro corrispettivo, di un’opera o di un servizio in via del tutto occasionale, con assenza quindi di professionalità (intesa come assenza di abitualità) e di subordinazione nei confronti del committente.

Tali prestazioni dal punto di vista fiscale rientrano nei “redditi diversi” di cui all’art. 67, comma 1, lett. l, del Dpr. n. 917/1986 (Tuir), sono escluse da Iva ai sensi dell’art. 5 del Dpr. n. 633/1972, sono soggette ad iscrizione alla gestione separata Inps e versamento dei contributi (1/3 a carico del prestatore, 2/3 a carico del committente) se superano la soglia annua di Euro 5.000 di cui all’art. 44, comma 2, del Dl. n. 269/2003 (Legge n. 326/2003).

Inoltre, le Amministrazioni pubbliche, ai sensi dell’art. 10-bis, comma 1, del Dlgs. n. 446/1997, devono versare l’Irap retributiva all’8,5% sui compensi corrisposti a tale tipologia di prestatori.

In merito a tali ultime prestazioni ricordiamo che dal 21 dicembre 2021 vige l’obbligo (non previsto invece per le prestazioni occasionali di cui all’art. 54-bis del Dl. n. 50/2017), di cui all’art. 14 del Dlgs. n. 81/2008, come modificato dall’art. 13 del Dl. n. 146/2021 (Legge n. 215/2021), di comunicarle all’Ispettorato territoriale del lavoro competente in base al luogo di esecuzione della prestazione, a mezzo posta elettronica ordinaria. Da tale obbligo sono tuttavia escluse le Amministrazioni pubbliche, come chiarito dal Ministero del Lavoro con una Faq contenuta nella Nota Prot. n. 109 del 27 gennaio 2022, in base alla quale le P.A. e gli Enti pubblici non economici sono esonerati dall’adempimento “in quanto esso si riferisce esclusivamente ai committenti che operano in qualità di imprenditori, con conseguente esclusione della pubblica amministrazione, ivi compresi gli Enti pubblici non economici secondo l’elencazione rinvenibile nell’art. 1, comma 2, del Dlgs. n. 165/2001”. 

Commi 357-359 – Assegno unico universale e congedo parentale

Dal 1° gennaio 2023, per ciascun figlio di età inferiore a un anno, gli importi sono incrementati al 50%. Tale incremento è inoltre riconosciuto per i nuclei con 3 o più figli di età compresa tra 1 e 3 anni, per i livelli di Isee fino ad Euro 40.000.

L’indennità corrisposta per il congedo parentale è elevata, per la madre lavoratrice, per una durata massima di un mese fino al sesto anno di vita del bambino, all’80% della retribuzione.

Commi 360-361 – Alfabetizzazione mediatica e digitale

È istituito, per promuovere Progetti di alfabetizzazione mediatica e digitale e Progetti educativi a tutela dei minori, realizzati da fornitori di servizi di media e dai fornitori di Piattaforme di condivisione video, un “Fondo” con una dotazione di Euro 1 milione per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025.

Commi 362-364 – “Fondo” per le Periferie inclusive

Per favorire l’Inclusione sociale delle Persone con disabilità e per contrastare i fenomeni di marginalizzazione nelle aree periferiche delle grandi Città è istituito il “Fondo per le Periferie inclusive”, con una dotazione pari a Euro 10 milioni per l’anno 2023. Il “Fondo”, destinato a Comuni con popolazione superiore a 300.000 abitanti, mira al finanziamento di Progetti finalizzati all’Inclusione sociale di persone con disabilità nelle Periferie e al miglioramento del livello di autonomia.

Commi 366-368 – Contributo straordinario in favore degli Enti del “Terzo Settore

Il comma in questione aumenta la dotazione del “Fondo” per il riconoscimento di un contributo straordinario in proporzione all’incremento dei costi dell’Energia termica ed elettrica registrato nel terzo trimestre 2022 rispetto al medesimo periodo dell’anno 2021 di ulteriori 5 milioni (rispetto ai 170 milioni iniziali) per favorire la concessione di un contributo destinato, in via esclusiva, alle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza che erogano servizi socio-sanitari e socio-assistenziali in regime semiresidenziale e residenziale in favore di anziani.

Commi 369-379 e 383 – Misure per fronteggiare l’aumento del costo dei materiali per le Opere pubbliche

Per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione, nonché dei carburanti e dei prodotti energetici, registrati a seguito dell’aggiornamento, per l’anno 2023, dei Prezzari regionali di cui all’art. 23, comma 16, del Dlgs, n. 50/2016 (“Codice dei Contratti pubblici”) e in relazione alle procedure di affidamento delle Opere pubbliche avviate dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023, la dotazione del “Fondo per l’avvio di Opere indifferibili” di cui all’art. 26, comma 7, del Dl. n. 50/2022 è incrementata, rispettivamente, di Euro 500 milioni per il 2023, di Euro 1.000 milioni per il 2024, di Euro 2.000 milioni per l’anno 2025, di Euro 3.000 milioni per l’anno 2026 e di Euro 3.500 milioni per l’anno 2027.

Per le medesime finalità e a valere sulle risorse del “Fondo per l’avvio delle Opere indifferibili”, agli Interventi degli Enti Locali finanziati con risorse previste dal “Pnrr” nonché dal “Pnc” è preassegnato, in aggiunta all’importo assegnato con il relativo Decreto di assegnazione, un contributo calcolato nella misura del 10% dell’importo di cui al citato Decreto. Alla preassegnazione accedono, su base semestrale, gli Enti Locali attuatori, che avviano le procedure di affidamento delle Opere pubbliche dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023.

Entro il 10 gennaio 2023 e il 10 giugno 2023 le Amministrazioni statali finanziatrici individuano, sulla base dei dati presenti nei Sistemi informativi della Ragioneria generale dello Stato, l’elenco degli Enti Locali potenzialmente destinatari della preassegnazione, completo dei Codici unici di progetto (Cup). Tale elenco viene pubblicato nel sito internet istituzionale dell’Amministrazione statale finanziatrice entro i medesimi termini. Entro i successivi 20 giorni gli Enti Locali accedono all’apposita Piattaforma informatica già in uso presso il Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato al fine di confermare la preassegnazione. La mancata conferma equivale a rinuncia alla preassegnazione. Con Decreto del Ragioniere generale dello Stato, da adottare, rispettivamente, entro il 15 febbraio 2023 e il 15 luglio 2023, è approvato l’elenco degli Interventi per i quali sia stata riscontrata attraverso i Sistemi informativi della RgS la conferma di accettazione della preassegnazione. Tale Decreto costituisce titolo per l’accertamento delle risorse a bilancio.

Le Regioni, entro il 31 marzo 2023, devono procedere all’aggiornamento dei Prezzari regionali di cui all’art. 23, comma 16, del Dlgs. n. 50/2016. In caso di inadempienza da parte delle Regioni, i prezzari sono aggiornati, entro i successivi 15 giorni, dalle competenti articolazioni territoriali del Mit, sentite le Regioni interessate.

Ai fini dell’accesso al “Fondo”, i Prezzari regionali aggiornati si applicano alle procedure di affidamento per Opere pubbliche ed Interventi per le quali siano effettuate pubblicazione dei Bandi o dell’Avviso per l’indizione della procedura di gara, ovvero l’invio delle Lettere di invito finalizzate all’affidamento di lavori e alle medesime procedure di affidamento avviate, rispettivamente, dal 1° gennaio 2023 al 30 giugno 2023 e dal 1° luglio 2023 al 31 dicembre 2023.

Per fronteggiare i maggiori costi derivanti dall’aggiornamento dei Prezzari, le Stazioni appaltanti devono preliminarmente procedere alla rimodulazione delle somme a disposizione indicate nel quadro economico degli interventi. Per le medesime finalità, le Stazioni appaltanti possono altresì utilizzare le somme disponibili relative ad altri Interventi ultimati di competenza delle medesime Stazioni appaltanti e per i quali siano stati eseguiti i relativi collaudi o emessi i certificati di regolare esecuzione, nel rispetto delle procedure contabili della spesa e nei limiti della residua spesa autorizzata disponibile alla data del 1° gennaio 2023.

L’accesso al “Fondo” è consentito esclusivamente per far fronte al maggior fabbisogno derivante dall’applicazione dei Prezzari aggiornati relativamente alla voce “lavori” del Quadro economico dell’Intervento ovvero con riguardo alle altre voci del medesimo quadro economico, qualora le stesse siano determinate in misura percentuale all’importo posto a base di gara e il loro valore sia funzionalmente e strettamente collegato all’incremento dei costi dei materiali. L’accesso alle risorse del “Fondo” è consentito anche con riguardo all’incremento dei prezzi delle forniture di materiali da costruzione che siano funzionalmente necessarie alla realizzazione dell’Opera.

Possono accedere al “Fondo” gli Interventi finanziati con risorse statali o europee, secondo un preciso ordine prioritario che prevede, tra l’altro:

a) gli Interventi finanziati, in tutto o in parte, con le risorse del “Pnrr”;

b) gli Interventi integralmente finanziati la cui realizzazione deve essere ultimata entro il 31 dicembre 2026 relativi al “Pnc”;

c) gli Interventi per i quali sia stata presentata per l’anno 2022 Istanza di accesso al “Fondo” e per i quali non sia stata avviata nel termine prefissato la relativa procedura di affidamento.

La determinazione della graduatoria semestrale degli Interventi, qualora l’entità delle richieste pervenute superi l’ammontare delle risorse disponibili del “Fondo”, costituenti limite di spesa, tiene conto del seguente ordine di priorità:

  • della data prevista di pubblicazione dei Bandi o dell’Avviso per l’indizione della procedura di gara ovvero dell’invio delle Lettere di invito che siano finalizzate all’affidamento di lavori;
  • dell’ordine cronologico di presentazione delle domande da parte delle Stazioni appaltanti e validate dalle Amministrazioni statali finanziatrici degli Interventi o titolari dei relativi Programmi di investimento.

Con Decreto Mef, da adottare entro 30 giorni dalla data del 1° gennaio 2023, saranno determinati:

a) le modalità e il termine semestrale di presentazione, attraverso apposita Piattaforma informatica già in uso presso il Dipartimento RgS, delle domande di accesso al “Fondo” da parte delle Stazioni appaltanti;

b) i contenuti delle domande e delle istanze;

c) le informazioni del quadro economico di ciascun Intervento da fornire ai fini dell’accesso al “Fondo”;

d) le procedure di verifica delle do-mande da parte delle Amministrazioni statali finanziatrici degli Interventi;

e) la procedura di determinazione delle graduatorie semestrali e di assegnazione delle risorse del “Fondo”;

f) le modalità di trasferimento delle risorse del “Fondo”;

g) le modalità di utilizzo delle eventuali economie derivanti da ribassi di asta e di recupero delle risorse eventualmente divenute eccedenti a seguito di una variazione in diminuzione del livello dei prezzi.

Le disposizioni in esame si applicano esclusivamente ai soggetti tenuti all’applicazione del “Codice dei Contratti pubblici”.

Il comma 383 interviene sulla disciplina (prevista dall’art. 13-bis del Dl. n. 148/2017) relativa alle Infrastrutture autostradali A22 Brennero-Modena, A4 Venezia-Trieste, A28 Portogruaro-Pordenone e raccordo Villesse-Gorizia, nella parte in cui si prevede che le Convenzioni di concessione per la realizzazione delle Opere e la gestione delle Tratte autostradali citate hanno durata trentennale e sono stipulate dal Mit con le Regioni e gli Enti Locali che hanno sottoscritto gli appositi Protocolli di intesa in data 14 gennaio 2016, che potranno anche avvalersi, nel ruolo di Concessionario, di Società “in house”, esistenti o appositamente costituite, nel cui capitale non figurino privati. L’intervento operato dal comma in esame è volto ad integrare la disposizione richiamata precisando che, nel caso di Società “in house” appositamente costituite e fino al momento dell’effettivo trasferimento della concessione, non trova applicazione il divieto di talune operazioni societarie (quali “sottoscrivere aumenti di capitale, effettuare trasferimenti straordinari, aperture di credito, né rilasciare garanzie a favore delle società partecipate, con esclusione delle società quotate e degli istituti di credito, che abbiano registrato, per 3 esercizi consecutivi, perdite di esercizio ovvero che abbiano utilizzato riserve disponibili per il ripianamento di perdite anche infrannuali”) disposto dell’art. 14, comma 5, primo periodo, del Dlgs. n. 175/2016.

Commi 384-388 – Misure in materia di mezzi di pagamento

È elevata da Euro 1.000 a Euro 5.000 la soglia prevista per il trasferimento di denaro contante.

Le Associazioni di categoria maggiormente rappresentative dei soggetti che effettuano l’attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi e dei prestatori dei servizi di pagamento e dei gestori di circuiti e di schemi di pagamento determinano in via convenzionale termini e modalità di applicazione dei relativi rapporti, in maniera da garantire livelli di costi che risultino equi e trasparenti. 

Con un successivo Decreto ministeriale sarà istituto un Tavolo permanente fra le Categorie interessate preordinato a valutare soluzioni per mitigare l’incidenza dei costi delle transazioni elettroniche di valore fino a Euro 30 a carico degli esercenti che presentino ricavi e compensi relativi all’anno di imposta precedente di ammontare non superiore ad Euro 400.000. 

In caso di mancata applicazione delle condizioni e delle commissioni fissate ai sensi dell’Accordo definito, è dovuto da parte dei prestatori di servizi di pagamento e dei gestori di circuiti e di schemi di pagamento, per l’anno 2023, un contributo straordinario pari al 50% degli utili derivanti dalle commissioni e da altri proventi per le transazioni inferiori al limite di valore di Euro 30. Il contributo è riversato ad apposito “Fondo” destinato a misure dirette a contenere l’incidenza dei costi a carico degli esercenti attività di impresa, arti o professioni, i cui ricavi e compensi relativi all’anno d’imposta precedente siano di ammontare non superiore a Euro 400.000, per le transazioni di valore fino a Euro 30.

Comma 422 – Rifinanziamento per il completamento delle attività di digitalizzazione e altri servizi

Ai fini del completamento delle attività previste per la digitalizzazione della trasmissione e ricezione dei segnali radiotelevisivi, sono incrementate le risorse di cui all’art. 1, comma 1039, lett. d), della Legge n. 205/2017, in misura pari ad Euro 4,5 milioni per l’anno 2023 e ad Euro 6 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025.

Commi 434-435 – Reddito alimentare

È istituito, nello Stato di previsione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il “Fondo per la sperimentazione del Reddito alimentare”, con la dotazione di Euro 1,5 milioni per l’anno 2023 e di Euro 2 milioni annui a decorrere dall’anno 2024. Il “Fondo” è destinato a finanziare la sperimentazione del “Reddito alimentare” nelle Città metropolitane quale misura per contrastare lo spreco e la povertà alimentare, mediante l’erogazione, a soggetti in condizioni di povertà assoluta, di pacchi alimentari realizzati con l’invenduto della distribuzione alimentare, da prenotare mediante una applicazione e ritirare presso un Centro di distribuzione o presso il proprio domicilio nel caso di soggetti appartenenti a categorie fragili.

Commi 450-451 – Agevolazioni per l’acquisto di alimentari di prima necessità

È istituito un “Fondo” con una dotazione di Euro 500 milioni per l’anno 2023, destinato a sostenere l’acquisito di beni alimentari di prima necessità dei soggetti con un Isee non superiore a Euro 15.000. I criteri e le modalità di individuazione dei beneficiari del “Fondo” sono demandati ad un successivo Decreto del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.

Comma 458 – Disposizioni in materia di revisione dei prezzi

Il comma 458 apporta modifiche all’art. 26 del Dl. n. 50/2022, il quale reca disposizioni per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione, dei carburanti e dei prodotti energetici, nonché per assicurare la realizzazione degli Interventi finanziati in tutto o in parte con le risorse del “Pnrr” e del “Pnc”.

La norma, in relazione agli Appalti pubblici di lavori aggiudicati sulla base di offerte con termine finale di presentazione entro il 31 dicembre 2021, prevede che lo stato di avanzamento dei lavori afferente alle lavorazioni eseguite e contabilizzate dal Direttore dei lavori ovvero annotate, sotto la responsabilità dello stesso, nel Libretto delle misure dal 1° gennaio 2022 fino al 31 dicembre 2022, sia adottato, anche in deroga alle specifiche clausole contrattuali, applicando i prezzi aggiornati del Prezzario regionale ovvero, nelle more del predetto aggiornamento, incrementando del 20% le risultanze dei predetti Prezzari regionali.

I maggiori importi sono riconosciuti dalle Stazioni appaltanti nella misura del 90%, utilizzando nel limite del 50%:

– le risorse appositamente accantonate per imprevisti nel Quadro economico di ogni Intervento, fatte salve le somme relative agli impegni contrattuali già assunti;

– le eventuali ulteriori somme a disposizione della medesima Stazione appaltante e stanziate annualmente relativamente allo stesso Intervento;

– le somme derivanti da ribassi d’asta, qualora non ne sia prevista una diversa destinazione sulla base delle norme vigenti;

– le somme disponibili relative ad altri interventi ultimati di competenza della medesima Stazione appaltante e per i quali siano stati eseguiti i relativi collaudi o emessi i Certificati di regolare esecuzione.

In caso di insufficienza delle risorse, le Stazioni appaltanti provvedono:

a) a valere sulle risorse del “Fondo” di cui all’art. 7, comma 1, Dl. n. 76/2020 (per gli Interventi finanziati con le risorse del “Pnrr”), la cui dotazione viene aumentata di Euro 1.000 milioni per l’anno 2022 e Euro 500 milioni per l’anno 2023;

b) a valere sulle risorse del “Fondo” di cui all’art.1-septies, comma 8, del Dl. n. 73/2021, la cui dotazione viene aumentata di Euro 500 milioni per l’anno 2022 e Euro 550 milioni per l’anno 2023.

Il comma 458 in commento aggiunge che, ai fini dell’accesso alle risorse del “Fondo” di cui all’art. 1-septies, comma 8, del Dl. n. 73/2021, limitatamente agli stati di avanzamento concernenti le lavorazioni eseguite o contabilizzate dal direttore dei lavori ovvero annotate, sotto la responsabilità dello stesso, nel Libretto delle misure dal 1° agosto 2022 e fino al 31 dicembre 2022, le Stazioni appaltanti trasmettono, entro il 31 gennaio 2023, con le modalità stabilite dal Decreto Mit, in luogo della copia dello stato di avanzamento dei lavori, il Prospetto di calcolo del maggiore importo dello stato di avanzamento dei lavori rispetto all’importo dello stato di avanzamento dei lavori determinato alle condizioni contrattuali, firmato dal Direttore dei lavori e vistato dal Rup.

Sempre il comma 458 in commento aggiunge i commi da 6-bis a 6-sexies all’art. 26 del Dl. n. 50/2022, prevedendo che, dalla data di entrata in vigore della stessa disposizione, per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione, dei carburanti e dei prodotti energetici, per gli Appalti pubblici di lavori aggiudicati sulla base di offerte con termine finale di presentazione entro il 31 dicembre 2021, lo stato di avanzamento dei lavori afferente alle lavorazioni eseguite e contabilizzate dal Direttore dei lavori ovvero annotate, sotto la responsabilità dello stesso, nel Libretto delle misure dal 1° gennaio 2023 fino al 31 dicembre 2023, sia adottato, anche in deroga alle specifiche clausole contrattuali, applicando i prezzi aggiornati del prezzario regionale ovvero, nelle more del predetto aggiornamento, dell’ultimo prezziario adottato (prevedendo altresì di provvedere all’eventuale conguaglio, in aumento o in diminuzione, in occasione del pagamento degli stati di avanzamento dei lavori afferenti alle lavorazioni eseguite o contabilizzate dal Direttore dei lavori ovvero annotate, sotto la responsabilità dello stesso, nel Libretto delle misure a seguito dell’aggiornamento del Prezzario).

I maggiori importi sono riconosciuti dalle Stazioni appaltanti nella misura del 90%, utilizzando nel limite del 50%:

– le risorse appositamente accantonate per imprevisti nel Quadro economico di ogni Intervento, fatte salve le somme relative agli impegni contrattuali già assunti;

– le eventuali ulteriori somme a disposizione della medesima Stazione appaltante e stanziate annualmente relativamente allo stesso Intervento;

– le somme derivanti da ribassi d’asta, qualora non ne sia prevista una diversa destinazione sulla base delle norme vigenti;

– le somme disponibili relative ad altri Interventi ultimati di competenza della medesima Stazione appaltante e per i quali siano stati eseguiti i relativi collaudi o emessi i Certificati di regolare esecuzione.

In caso di insufficienza delle risorse, le Stazioni appaltanti che non hanno avuto accesso al “Fondo” di cui all’art. 7, comma 1, Dl. n. 76/2020, e al “Fondo” di cui all’art.1-septies, comma 8, del Dl. n. 73/2021, accedono al “Fondo per la prosecuzione delle Opere pubbliche” di cui all’art. 7, comma 1, del Dl. n. 76/2020, che è ulteriormente incrementato con una dotazione di Euro 1.100 milioni per l’anno 2023 e di Euro 500 milioni per l’anno 2024.

La norma si applica anche agli appalti pubblici di lavori i cui Bandi o Avvisi siano stati pubblicati dal 1° gennaio 2022 fino al 31 dicembre 2022 e che non abbiano accesso al “Fondo per l’avvio di Opere indifferibili” relativamente alle lavorazioni eseguite o contabilizzate dal Direttore dei lavori ovvero annotate, sotto la responsabilità dello stesso, nel libretto delle misure, dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023.

Viene poi modificato il comma 8 del citato art. 26, al fine di chiarire che la disposizione circa l’utilizzo dei Prezzari aggiornati dalla Stazione appaltante si applica in relazione agli Accordi-quadro di lavori con termine finale di presentazione dell’offerta entro il 31 dicembre 2021 e non a quelli già aggiudicati ovvero efficaci dalla data di entrata in vigore del Dl. n. 50/2022.

Inoltre, è modificato il comma 12 del medesimo art. 26 al fine di prevedere l’estensione di un anno (fino al 31 dicembre 2023) dell’applicazione dell’incremento del 20% agli importi delle lavorazioni eseguite e contabilizzate fino al 31 dicembre 2023 in relazione ai contratti affidati a contraente generale dalle società del Gruppo Ferrovie dello Stato e da Anas Spa le cui opere sono in corso di esecuzione.

Infine, viene modificato il comma 13 sempre dell’art. 26 che, relativamente alle istanze presentate e all’utilizzo effettivo delle risorse, autorizza il Mef ad apportare le occorrenti variazioni compensative annuali tra le dotazioni finanziarie previste a legislazione vigente, nel rispetto dei saldi di finanza pubblica. Tale termine viene esteso di un anno prevedendo il triennio 2022-2024.

Commi 459-470 – Unificazione degli strumenti residuali di pianificazione e di programmazione delle Infrastrutture secondo criteri di rendimento

I commi 459-470 disciplinano le procedure di pianificazione e programmazione secondo criteri di coerenza, di misurazione del rendimento atteso e di certezza dei tempi di realizzazione concernenti le Infrastrutture che:

a) non rivestono carattere prioritario per lo sviluppo del Paese ai sensi dell’art. 200 del Dlgs. n. 50/2016;

b) non sono finanziate con le risorse del “Fondo per lo Sviluppo e la Coesione” o dei Fondi strutturali europei;

c) non sono comprese nel “Pnrr” e nel “Pnc”;

d) non sono comprese nei Contratti di programma stipulati dal Mit con Rete ferroviaria italiana Spa e con l’Anas Spa.

La pianificazione e la programmazione delle Infrastrutture indicate è disposta con Decreto Mit, di concerto con il Mef, nel quale sono stabiliti gli Obiettivi di Sviluppo infrastrutturale del Paese da ripartire tra le Macro-aree territoriali del Nord, del Centro e del Sud.

Per la pianificazione e la programmazione delle Infrastrutture è istituito, nello Stato di previsione del Mit, il “Fondo per le Infrastrutture ad alto rendimento” (“Fiar”), con una dotazione iniziale di Euro 100 milioni per l’anno 2023 e di Euro 60 milioni per l’anno 2024.

Con uno o più Decreti Mit si provvederà all’individuazione degli Interventi da finanziare a valere sul “Fiar”, alla disciplina relativa all’erogazione delle risorse e alla revoca delle risorse stesse in caso di mancato utilizzo nei termini previsti dai cronoprogrammi.

Una quota non superiore al 2,5% delle risorse del “Fiar” è destinata a Progetti di riqualificazione delle Infrastrutture urbane o di miglioramento della qualità del Decoro urbano di competenza degli Enti Locali. A tale fine, il Mit, di concerto con il Mef, predispone un Bando per stabilire:

a) la procedura per la presentazione dei Progetti;

b) la documentazione da allegare ai Progetti da parte dei Comuni interessati;

c) i criteri di valutazione dei progetti, tra i quali:

· il miglioramento della qualità del Decoro urbano e del Tessuto sociale e ambientale, anche mediante Interventi di ristrutturazione edilizia, con particolare riferimento allo sviluppo dei Servizi sociali ed educativi e alla promozione delle attività culturali, didattiche e sportive;

· la tempestiva esecutività degli Interventi sulla base dei dati risultanti nei Sistemi informativi del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato;

· la capacità di coinvolgimento di soggetti e finanziamenti pubblici e privati nonché di attivazione di un effetto moltiplicatore del finanziamento pubblico nei confronti degli Investimenti privati.

Una apposita Commissione istituita con Decreto Mit provvederà a selezionare i Progetti presentati ai fini della successiva ripartizione delle risorse finanziarie, ivi comprese quelle a valere sul “Fiar”.

Commi 477-478 – Trasporto pubblico locale e trasporto rapido di massa

È rifinanziato il “Fondo per il sostengono al trasporto pubblico locale”, per l’importo di Euro 100 milioni per il 2023 e 250 milioni per il 2024 fine di contribuire alla compensazione della riduzione dei ricavi tariffari relativi ai passeggeri degli effetti negativi in termini di riduzione dei ricavi a seguito dell’epidemia del “Covid-19”. Inoltre, sono stanziate risorse per il completamento della linea “C” della metropolitana di Roma per un totale di Euro 2 miliardi e 200 milioni.

L’erogazione è subordinata alla presentazione, da parte del Commissario straordinario ed entro il 28 febbraio 2023, di un quadro aggiornato dell’avanzamento dell’opera e di un cronoprogamma.

Commi 479-482 – “Fondo” ciclovie urbane intermodali

È istituito un “Fondo” per lo sviluppo delle ciclovie urbane intermodali con una dotazione di Euro 2 milioni per il 2023 e 4 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025, destinato al finanziamento di interventi per la realizzazione, nel territorio urbano, di nuove Ciclovie e di Infrastrutture di supporto in connessione a Reti di Trasporto pubblico locale e ferroviario, effettuati dai Comuni, dalle Città metropolitane e dalle Unioni di Comuni. Le modalità di erogazione delle risorse sono definite con Decreto Mit emanato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della “Legge di bilancio”. I Comuni, le Città metropolitane e le Unioni di Comuni, all’atto di richiesta di accesso al “Fondo” devono dimostrare di aver approvato in via definitiva strumenti di pianificazione relativi allo sviluppo strategico della rete ciclabile urbana.

Commi 487-493 – Collegamento stabile, viario e ferroviario tra la Sicilia e il Continente

È qualificato come Infrastruttura prioritaria e di preminente interesse nazionale il collegamento stabile, viario e ferroviario tra la Sicilia e il Continente (c.d. “Ponte sullo Stretto”). Sono sospesi quindi i giudizi civili pendenti con il contraente generale e gli altri Soggetti affidatari dei servizi connessi alla realizzazione del Ponte.

La Società Stretto di Messina è autorizzata, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della “Legge di bilancio”, a definire la rinuncia al contenzioso. Viene revocato lo stato di liquidazione della Società con effetto dalla rinuncia al contenzioso.

È autorizzata la spesa di Euro 50 milioni per l’anno 2023, da trasferire a Rete Ferroviaria Italiana S.p.a. e ad Anas S.p.a., in proporzione alla quota di partecipazione nella Società Stretto di Messina S.p.a., al fine di sottoscrivere aumenti di capitali o diversi strumenti, idonei al rafforzamento patrimoniale.

Commi 494-496 – Misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dalla Insularità

Al fine di riconoscere le peculiarità delle Isole e promuovere le misure necessarie a rimuovere gli svantaggi derivanti dall’Insularità, è istituito un “Fondo” con una dotazione di Euro 5 milioni per l’anno 2023 e di Euro 15 milioni a decorrere dall’anno 2024 per garantire un completo ed efficace Sistema di collegamenti aerei per la Sicilia e per la Sardegna destinato ai cittadini residenti nel territorio siculo e sardo.

Comma 497 – Sospensione dell’aggiornamento biennale sanzioni amministrative previsto dal Codice della strada

A partire dal 1° gennaio 2023, e per gli anni 2023 e 2024 viene sospeso l’aggiornamento biennale delle sanzioni amministrative pecuniarie al “Codice della strada” in base all’Indice Istat.

Comma 514 – Strade sismi

È autorizzata una spesa complessiva di Euro 400 milioni per il periodo 2023-2027, di cui Euro 50 milioni per l’anno 2023 e 2027 e Euro 100 milioni per gli altri anni per la realizzazione di interventi sulle strade statali delle aree dei crateri sismici 2009 (Abruzzo) e 2016 (Centro-Italia).

Commi 532-534Disposizioni in materia di remunerazione delle Farmacie

Al fine di salvaguardare la rete di prossimità rappresentata dalle Farmacie italiane, è prevista l’adozione di un Decreto interministeriale, che riconosca, a decorrere dal 1° marzo 2023, una remunerazione aggiuntiva in favore delle Farmacie per il rimborso dei farmaci erogati in regime di Ssn, nel limite di Euro 150 milioni  annui a decorrere dall’anno 2023.

Il suddetto Decreto dovrà essere emanato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della “Legge di bilancio 2023”.

Comma 580 – “Fondo alloggi studenti universitari fuori sede

La disposizione rifinanzia, per l’anno 2023 con Euro 4 milioni e per l’anno 2024 con Euro 6 milioni, il “Fondo” destinato ai sensi della normativa vigente alla copertura dei fabbisogni alloggiativi degli studenti universitari fuori sede.

Comma 584 – Incremento dei fondi per le iniziative e i servizi delle Afam a beneficio degli studenti con disabilità

Al fine di consentire alle Istituzioni dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam) di garantire i servizi e le iniziative in favore degli studenti con disabilità, invalidità superiore al 66% o con certificazione di disturbo specifico dell’apprendimento, a decorrere dall’anno accademico 2023/2024, i “Fondi” destinati al funzionamento amministrativo e alle attività didattiche delle medesime Istituzioni sono incrementati di Euro 1 milione annui. Con tali risorse si intende favorire la partecipazione degli studenti con disabilità ai corsi di studio, avvalendosi di docenti opportunamente formati attraverso percorsi specifici sulla didattica musicale inclusiva.

Commi 603-606 – “Fondo” per accrescere il livello e l’offerta professionale nel turismo

Al fine di favorire il miglioramento della competitività dei lavoratori del Comparto del Turismo, nonché di agevolare l’inserimento nel mercato del lavoro di altri professionisti del settore, è istituito nello Stato di previsione del Ministero del Turismo un “Fondo per accrescere il livello professionale nel turismo”, con una dotazione pari Euro 5 milioni per l’anno 2023 e Euro 8 milioni in ciascuno degli anni 2024 e 2025.

Le risorse sono destinate: alla riqualificazione del personale, ad azioni di supporto all’inserimento nel mercato del lavoro e ad azione volte ad ampliare i bacini di offerta del lavoro.

Commi 607-609 – “Fondo piccoli Comuni a vocazione turistica

È istituito, nello Stato di previsione del Ministero del Turismo, il “Fondo piccoli Comuni a vocazione turistica”, con una dotazione di Euro 10 milioni per il 2023 e Euro 12 milioni per gli anni 2024 e 2025.

Tale “Fondo” è destinato a finanziare Progetti per la valorizzazione dei Comuni con meno di 5.000 abitanti classificati a vocazione turistica dall’Istat; l’obiettivo è quello di incentivare Interventi innovativi di Accessibilità, Mobilità, Rigenerazione urbana e Sostenibilità ambientale.

Commi 611-612 – “Fondo per il Turismo sostenibile

Al fine di potenziare gli interventi finalizzati alla promozione dell’ecoturismo e del turismo sostenibile è istituito il “Fondo per il turismo sostenibile”, con una dotazione pari a Euro 5 milioni per l’anno 2023 e Euro 10 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025.

Le risorse sono destinate alla promozione di forme di Turismo sostenibile, alla creazione di Itinerari turistici innovativi, alla destagionalizzazione del Turismo, alla promozione del Turismo intermodale e al supporto alle Strutture ricettive e Imprese turistiche nel conseguimento di certificazioni di sostenibilità.

Commi 613-620 – Misure a sostegno dello Sport

Il Legislatore conferma e potenzia alcuni Provvedimenti già “sperimentati” per il sostegno dello Sport, centrale nel tessuto sociale ed economico nel territorio nazionale.

Fondo unico a sostegno del Movimento sportivo”: sono previsti, a partire dal 2023, incrementi del “Fondo unico a sostegno del movimento sportivo italiano” [ex art. 1, comma 369, “Legge di bilancio 2018”] nella misura di Euro 2 milioni, di cui Euro 1 milione destinato a sostenere la maternità delle atlete non professioniste.

Sport Bonus”: confermato, vista la rilevanza di disporre di Strutture sportive efficienti su tutto il territorio nazionale, lo “Sport Bonus”, il credito d’imposta per erogazioni liberali in denaro effettuate da privati a favore di Interventi di manutenzione e restauro di Impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove Strutture sportive pubbliche (in conformità ai commi 621-626, della “Legge di bilancio 2019”). Il credito d’imposta è pari al 65% dell’importo erogato e spetta solo in caso di erogazioni effettuate nei confronti dei soli titolari di reddito d’impresa, è utilizzabile in 3 quote annuali di pari importo, già a partire dall’anno 2023, con la modalità della “compensazione” di cui all’art. 17 del Dlgs. n. 241/1997. Lo “Sport bonus” non è cumulabile con altre agevolazioni previste per le stesse liberalità e non si rileva ai fini dell’Imposta sui redditi e dell’Irap [le specifiche tecniche per l’utilizzo del credito sono contenute nel Dpcm. 30 aprile 2019, G.U. n. 124 del 29 maggio 2019].

Bonus sponsorizzazioni sportive”: confermato e prolungato anche il “Bonus sponsorizzazioni sportive” [ex art. 81, Dl. n. 104/2020, e da ultimo modificato dal “Decreto Sostegni ter”], il credito d’imposta sarà valido per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2023 al 31 marzo 2023. Per il I° trimestre 2023 il contributo riconosciuto, sotto forma di credito d’imposta, non può essere comunque superiore Euro a 10.000.

La misura agevolativa è destinata a lavoratori autonomi, imprese ed enti non commerciali che effettuano investimenti, nel periodo su indicato, in sponsorizzazioni e campagne pubblicitarie in favore di leghe, Società sportive professionistiche, Associazioni sportive dilettantistiche iscritte al Registro Coni. Il credito d’imposta è pari al 50% degli stessi Investimenti in pubblicità o sponsorizzazioni non inferiori a Euro 10.000 ed è anch’esso utilizzabile mediante “compensazione”.

Fondo unico a sostegno del potenziamento del Movimento sportivo italiano”: per sostenere, in seguito all’emergenza sanitaria ed al “caro prezzi”, le Associazioni e le Società sportive dilettantistiche, gli Enti di promozione sportiva, le Federazioni, ecc., viene ulteriormente incrementato di Euro 25 milioni per l’anno 2023 il “Fondo unico a sostegno del potenziamento del Movimento sportivo italiano” [istituito con l’art. 7, comma 1, del Dl. n. 144/2022, convertito con modificazioni dalla Legge 17 novembre 2022]. Lo strumento finanziario eroga contributi a fondo perduto in favore dei soggetti di cui sopra che gestiscono Impianti sportivi e Piscine per far fronte, in particolare, all’aumento dei costi dell’energia termica ed elettrica.

Fondo “Sport e Periferie”: incrementato di Euro 50 milioni, per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026, il Fondo “Sport e Periferie” (ex art. 1, comma 362, “Legge di bilancio 2018”), al fine di potenziare l’attività sportiva nazionale e lo sviluppo della stessa in aree svantaggiate e zone periferiche urbane con l’obiettivo di rimuovere gli squilibri economico sociali e incrementare la Sicurezza urbana.

Fondi speciali per lo Sport”: con la finalità di contribuire al perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile nel quadro dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, sia in ambito economico che sociale ed ambientale, e per favorire la crescita sostenibile e inclusiva e la possibile Transizione ecologica ed energetica del Settore Sport, la dotazione del “Fondo speciale” (di cui all’art. 5, Legge n. 1295/1957) viene incrementata di Euro 50 milioni per ciascuno degli anni dal 2023 al 2026, di cui Euro 10 milioni per l’anno 2023 per le finalità di cui all’art. 28, comma 4, del Dl. n. 159/2007. Di conseguenza, si potenziano ulteriormente i Fondi speciali per lo Sport erogati dall’Istituto per il credito sportivo (Ics), il quale li gestisce separatamente e li rivolge alla concessione di contributi in conto interessi e garantisce i finanziamenti per l’impiantistica sportiva.

Istituto per il credito sportivo – (Ics)”: al fine di assicurare la continuità della promozione e del sostegno delle attività di soggetti pubblici e privati nello sport e nella cultura, l’Ics (istituito con Legge n. 1295/1951957) è trasformato in S.p.a. denominata “Istituto per il credito sportivo e culturale Spa”, società che succede nei rapporti attivi e passivi, nonché nei diritti e negli obblighi dell’Istituto medesimo esistenti alla data di efficacia della trasformazione.

La società “Istituto per il credito sportivo e culturale Spa” può compiere, nei limiti della disciplina vigente, operazioni strumentali alle finalità perseguite, anche per il tramite di società controllate, comprese la promozione e la gestione di fondi mobiliari e immobiliari nonché operazioni commerciali, industriali, ipotecarie, mobiliari, immobiliari e finanziarie.

Commi 627-628 – Finanziamento a favore di Sport e Salute per il progetto “Bici in Comune

È autorizzata a favore della Società Sport e salute la spesa di Euro 3 milioni per l’anno 2023, e di Euro 5,5 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025 per il Progetto “Bici in Comune”. Il progetto, realizzato in collaborazione con Anci, intende favorire la promozione della mobilità ciclistica quale strumento di uno stile di vita sano e attivo, nonché del cicloturismo.

Comma 629 – “Fondo disabilità

Il “Fondo” di cui all’art. 1, comma 333 della Legge 27 dicembre 2019, n. 160, è incrementato di Euro 200.000 nell’anno 2023.

Comma 630 – Misure a sostegno della Cultura

La norma sostituisce l’art. 1, comma 357, della Legge n. 234/2021, relativo alla “Carta elettronica per spese culturali” da parte dei diciottenni. 

Al fine di consentire l’acquisto di biglietti per rappresentazioni teatrali e cinematografiche e spettacoli dal vivo, libri, abbonamenti a quotidiani e periodici, musica registrata, prodotti dell’editoria audiovisiva, titoli di accesso a musei, mostre ed eventi culturali, monumenti, gallerie, aree archeologiche e parchi naturali nonché per sostenere i costi relativi a corsi di musica, di teatro, di danza o di lingua straniera sono assegnate, a decorrere dall’anno 2023:

  • una “Carta della cultura Giovani” utilizzabile nell’anno successivo a quello del compimento del diciottesimo anno di età per tutti i residenti nel territorio nazionale appartenenti a nuclei familiari con Isee non superiore a Euro 35.000.
  • una “Carta del merito”, utilizzabile dagli iscritti agli Istituti di istruzione secondaria superiore o equiparati che abbiano conseguito, non oltre l’anno di compimento del diciannovesimo anno di età, il diploma finale con una votazione di almeno 100 centesimi.

Commi 639-641 – Accademia dei Lincei

Il comma 639 esenta l’Accademia dei Lincei dalle Imposte immobiliari, anche relativamente agli immobili non direttamente utilizzati per le proprie finalità istituzionali.

Il comma 640, a decorrere dal 1° gennaio 2023, stabilisce che per l’Accademia dei Lincei trovano applicazione le disposizioni di esenzione previste ai fini Imu relativamente agli immobili posseduti e utilizzati dagli enti non commerciali e destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciale delle attività indicate dall’art. 7, comma 1, lett. i) del Dlgs. n. 504/1992, come disposto dall’art. 1, comma 759, lett. g), e comma 770, della Legge n. 160/2019.

Ai fini del ristoro ai Comuni interessati dalle minori entrate derivanti dall’applicazione delle disposizioni sopra riportate, è istituito un “Fondo” con dotazione di Euro 2,1 milioni, il cui riparto verrà disciplinato da apposito Decreto MinInterno, da adottarsi entro il 28 febbraio 2023.

Commi 669-671 – Accoglienza profughi dall’Ucraina

È prorogata al 3 marzo 2023 la durata dello Stato di emergenza di rilievo nazionale in relazione all’esigenza di assicurare soccorso e assistenza alla popolazione ucraina. È inoltre soppresso il termine del 31 dicembre 2022 come scadenza della durata massima del contributo di sostentamento in favore di persone titolari di protezione temporanea che hanno provveduto ad autonoma sistemazione, con conseguente autorizzazione alla rimodulazione, da parte del Dipartimento della Protezione civile, delle misure di assistenza e accoglienza in favore dei profughi ucraini.

Commi 676-677 – Interventi per il potenziamento della Sicurezza urbana

Per potenziare gli Interventi in materia di Sicurezza urbana, è autorizzata una spesa pari Euro 15 milioni, per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, per l’installazione, da parte dei Comuni, di Impianti di videosorveglianza.

Commi 678-679 – Ampliamento della rete dei Centri di permanenza per il rimpatrio – Cpr

Sono stanziati Euro 42 milioni per l’ampliamento della Rete dei Centri di permanenza per i rimpatri degli stranieri irregolari. In particolare, al fine di assicurare la più efficace esecuzione dei Decreti di espulsione dello straniero, il Ministero dell’Interno è autorizzato ad ampliare la Rete dei Centri (Cpr) di cui all’art. 14, comma 1, del Dlgs. 25 luglio 1998, n. 286. Le risorse relative alle spese per la costruzione, l’acquisizione, il completamento, l’adeguamento e la ristrutturazione di immobili e infrastrutture destinati a Centri di trattenimento e di accoglienza, sono incrementate di Euro 5.397.360 per l’anno 2023, di Euro 14.392.960 per l’anno 2024, di Euro 16.192.080 per l’anno 2025. Per le ulteriori spese di gestione derivanti dall’applicazione della norma relative alle spese per l’attivazione, la locazione, la gestione dei centri di trattenimento e di accoglienza sono incrementate di Euro 260.544,00 per l’anno 2023, di Euro 1.730.352,00 per l’anno 2024 e di Euro 4.072.643,00 per l’anno 2025.

Comma 691 – Rifinanziamento “Programma sperimentale Mangiaplastica

Al fine di contenere la produzione di rifiuti in plastica attraverso l’utilizzo di eco-compattatori, è previsto il rifinanziamento del “Fondo” denominato “Programma sperimentale Mangiaplastica”, per un importo di Euro 6 milioni di Euro per l’anno 2023 e di Euro 8 milioni per l’anno 2024.

Commi 692-693 – Finanziamenti per Interventi in materia di acque reflue oggetto delle Sentenze di condanna della Corte di Giustizia dell’Unione Europea

È autorizzata la spesa di Euro 10 milioni nel 2023, Euro 20 milioni nel 2024, Euro 30 milioni nel 2025 e di Euro 50 milioni nel 2026 a favore del Commissario unico per la depurazione al fine di garantire la dotazione finanziaria necessaria per la realizzazione degli Interventi sui Sistemi fognari e depurativi volti a dare esecuzione alle Sentenze di condanna della Corte di Giustizia dell’Unione Europea sul trattamento delle acque reflue urbane. 

Le risorse finanziarie destinate al completamento di adeguati Sistemi di Reti fognarie e trattamento delle acque reflue da destinare alle Regioni Sicilia, Campania e Calabria oggetto delle Sentenze di condanna della Corte di giustizia dell’Unione Europea sul trattamento delle acque reflue urbane, sono trasferite sulla contabilità speciale intestata al predetto Commissario per la realizzazione degli Interventi di collettamento, fognatura e depurazione delle acque reflue.

Commi 695-696 – “Fondo per il contrasto al consumo di suolo

Per consentire la programmazione e il finanziamento di interventi per la rinaturalizzazione dei suoli degradati o in via di degrado in ambito urbano e periurbano è istituito il “Fondo per il contrasto al consumo di suolo”, con lo stanziamento, rispettivamente, di Euro 10 milioni per il 2023, Euro 20 milioni per il 2024, Euro 30 milioni per il 2025 e Euro 50 milioni per ciascuno degli anni 2026 e 2027.

Comma 697- Interventi mitigazione rischio idrogeologico Regione Calabria

Per sostenere gli Interventi in conto capitale della Regione Calabria finalizzati alla mitigazione del rischio idrogeologico e idraulico è disposta l’assegnazione finanziaria, nell’ambito del “Fondo per lo Sviluppo e la Coesione” della programmazione 2021-2027, di 50 milioni per l’anno 2023, 100 milioni per l’anno 2024, 170 milioni per l’anno 2025 e di 120 milioni per l’anno 2026. 

Comma 730 – Misure a favore dei territori delle Marche colpiti dagli eccezionali eventi meteorologici verificatisi a partire dal giorno 15 settembre 2022

Ad integrazione delle risorse assegnate dalla legislazione vigente, per far fronte agli eventi meteorologici nel territorio delle Province di Ancona e Pesaro-Urbino e dei Comuni ricadenti nella parte settentrionale della Provincia di Macerata, limitrofi alla Provincia di Ancona, è autorizzata la spesa di Euro 100 milioni per ciascuno degli anni 2023 e 2024.

Comma 731 – Misure a favore del Comune di Maratea

In relazione agli eventi calamitosi dei mesi di ottobre e novembre 2022 è autorizzata la spesa di Euro 1 milione per l’anno 2023 e di Euro 2 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025 per gli Interventi di messa in sicurezza del territorio e ristoro delle attività economiche.

Commi 732-733 – Sisma Molise e Sicilia 2018

Il termine di scadenza dello Stato di emergenza conseguente all’evento sismico del 26 dicembre 2018 è ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2023, con un’autorizzazione di spesa pari ad Euro 2,6 milioni per l’anno 2023.

Commi 734-737 – Sisma Ischia 2017

È prorogata fino al 31 dicembre 2023 la gestione straordinaria per le aree danneggiate dal sisma che ha interessato l’Isola di Ischia nel 2017.

Commi 738-745 – Sisma Italia centrale 2016

Per accelerare i processi di ricostruzione, è prorogato lo Stato d’emergenza fino al 31 dicembre 2023 con un incremento del “Fondo per le emergenze nazionali” di Euro 150 milioni per il 2023.

Commi 764-769 – Disposizioni in favore dei territori dell’Emilia-Romagna colpiti dagli eventi sismici verificatisi nel 2012

Per garantire la continuità delle procedure connesse con l’attività di ricostruzione, a seguito degli eventi sismici di maggio 2012, di cui Dl. n. 74/2012, è stato ulteriormente prorogato al 31 dicembre 2023 il termine di scadenza dello stato di emergenza. Per tutto l’anno 2023, al fine di assicurare il completamento delle attività connesse alla situazione emergenziale, si applicano le disposizioni previste all’art. 3-bis, comma 2, del Dl. n. 113/2016, autorizzando l’assunzione di personale con contratto di lavoro flessibile nel limite di spesa di Euro 9.500.000.

I termini relativi degli interventi emergenziali sono prorogati al 31 dicembre 2023, ed in riferimento agli oneri derivanti dall’assunzione di personale per il 2023, questi sono previsti nel limite di Euro 200.000.

Per gli Enti Locali colpiti dagli eventi sismici del maggio 2012, individuati dall’art. 2-bis, comma 43, del Dl. n. 148/2017, si applica anche nell’anno 2023 la sospensione prevista dall’art. 1, comma 456, della Legge n. 208/2015, degli oneri relativi al pagamento delle rate dei mutui concessi dalla Cassa DD.PP. Spa trasferiti al Mef in attuazione dell’art. 5, commi 1 e 3, del Dl. n. 269/2003 (“Trasformazione della Cassa Depositi e Prestiti in Società per azioni”), da corrispondere nell’anno 2023, compresi quelli il cui pagamento è stato differito ai sensi dell’art. 1, comma 426, della Legge n. 228/2012 (“Legge di stabilità 2013”), dell’art. 1, comma 356, della Legge n. 147/2013 (“Legge di stabilità 2014”), e dell’art. 1, comma 503, della Legge n. 190/2014 (“Legge di stabilità 2015”).

È prorogata, fino alla definitiva ricostruzione e agibilità dei fabbricati interessati, e comunque non oltre il 31 dicembre 2023, l’esenzione dall’applicazione dell’Imposta municipale propria per i Comuni dei territori dell’Emilia-Romagna, della Lombardia e del Veneto, individuati ai sensi dell’art. 1, comma 1, del predetto Dl. e dall’art. 67-septies del Dl. n. 83/2012, come eventualmente rideterminati dai Commissari delegati; l’esenzione dall’applicazione dell’Imposta municipale propria prevista dall’art. 8, comma 3, secondo periodo.

Per l’anno 2023, in merito a spese relative al funzionamento, all’assistenza tecnica, al contributo di autonoma sistemazione, all’assistenza alla popolazione e agli interventi sostitutivi per gli eventi sismici che hanno colpito i territori dell’Emilia-Romagna nel 2012, è autorizzata la spesa di Euro 14,2 milioni.

Commi 770-773 – Sisma Abruzzo 2009

È prorogato lo Stato d’emergenza, con relativa allocazione di fondi, così come è prorogata la gestione straordinaria fino al 31 dicembre 2025.

Inoltre, sono stanziati contributi straordinari come segue:

  • Comune de L’Aquila: Euro 20 milioni per l’anno 2023, Euro 18 milioni il 2024, ed Euro 15 milioni per il 2025;
  • Comuni del cratere sismico: Euro 2 milioni per l’anno 2023, Euro 1,8 milioni per il 2024, ed Euro 1,5 milioni per il 2025.

Comma 774 – Incremento del “Fondo di solidarietà comunale

Viene incrementato, modificando i commi 448 e 449 dell’art. 1 della Legge n. 232/2016, il “Fondo di solidarietà comunale” (“Fsc”) di spettanza dei Comuni per l’anno 2023 di Euro 50 milioni, oltre che aumentata di ulteriori Euro 50 milioni la quota da destinarsi a specifiche esigenze di correzione nel riparto del “Fsc” stesso.

Comma 775 – Applicazione al bilancio di previsione 2023 della quota libera dell’avanzo 2022

Per il protrarsi degli effetti economici negativi della crisi ucraina, in via eccezionale e limitatamente all’anno 2023, gli Enti Locali possono approvare il bilancio di previsione con l’applicazione della quota libera dell’avanzo di amministrazione accertato con l’approvazione del rendiconto 2022.

La norma, per permettere anche l’applicazione di quanto qui sopra disposto, proroga il termine per l’approvazione del bilancio di previsione 2023-2025 al 30 aprile 2023, successivamente e difformemente a quanto già determinato con Dm. 13 dicembre 2022, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 295 del 19 dicembre 2022, con il quale il termine di approvazione era stato fissato al 31 marzio 2022.

Commi 776-778 – “Fondo per il potenziamento di iniziative di sicurezza urbana

E’ istituito un “Fondo” di Euro 4 milioni per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025 per il potenziamento delle iniziative in materia di Sicurezza urbana da parte dei Comuni, volte all’installazione e alla manutenzione di Sistemi di sorveglianza tecnologicamente avanzati, dotati di software di analisi video per il monitoraggio attivo con invio di allarmi automatici a Centrali delle Forze di Polizia o di Istituti di vigilanza privata convenzionati, finalizzati alla repressione dei fenomeni di criminalità e al controllo del territorio.

Von Dm. Interno, da adottare entro il 1° marzo 2023, sono disciplinate le modalità di presentazione delle richieste da parte dei Comuni interessati e i criteri per il riparto delle risorse del suddetto “Fondo”, tenendo conto:

  1. dell’Indice di delittuosità della Provincia di appartenenza del Comune;
  2. dell’Indice di delittuosità del Comune;
  3. dell’incidenza dei fenomeni di criminalità diffusa nell’area urbana da sotto-porre a videosorveglianza.

Il riparto delle risorse dovrà essere destinato per il 60% ai Comuni appartenenti alle Regioni di “Obiettivo Convergenza Italia”.

Commi 779-780 – Risorse per la progettazione e l’assistenza tecnica specialistica in favore dei Comuni

Inserito il comma 51-ter, all’art. 1, della Legge n. 160/2019, che ora prevede l’incremento, di Euro 50 milioni per l’anno 2023 e di Euro 100 milioni per ciascuno degli anni 2024 e 2025, delle risorse assegnate agli Enti Locali.

Per assicurare l’attuazione degli Interventi previsti dal “Pnrr”, per i Comuni con popolazione inferiore a 10.000 abitanti, il Mef ha istituito un “Fondo” di Euro 10 milioni per ogni anno dal 2023 al 2026 per finanziare iniziative di assistenza tecnica specialistica. Apposite Linee-guida saranno emanate dalla RgS entro il 31 gennaio 2023, che disciplineranno le modalità e i termini di comunicazione alla RgS sopra richiamato da parte dei Comuni

Nel caso in cui le risorse non risultino sufficienti a soddisfare le richieste degli Enti, le risorse verranno ripartite con criteri proporzionali. Le risorse a favore dei Comuni saranno assegnate con uno o più Decreti Mef-RgS.

Alla conclusione degli Interventi, se il Comune non utilizzerà tutto il contributo assegnato, l’importo non utilizzato dovrà essere riversato ad apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato.

Comma 781 – Disapplicazione delle sanzioni per non copertura minima del costo dei “servizi a domanda individuale

La norma dispone, in considerazione della situazione straordinaria di emergenza determinatasi relativamente alla spesa per utenze di Energia elettrica e Gas, la inapplicazione della sanzione di cui all’art. 243, comma 5, del Tuel (sanzione pari all’1% delle entrate correnti risultanti dal rendiconto della gestione del penultimo esercizio finanziario precedente a quello in cui viene rilevato il mancato rispetto dei predetti limiti minimi di copertura) agli Enti Locali soggetti ai controlli centrali in materia di copertura del costo dei “servizi a domanda individuale”, di cui agli artt. 243, comma 2, e 243-bis, comma 8, lett. b, del Tuel, che per l’esercizio finanziario 2022 non riescano a garantire la copertura minima del costo di alcuni servizi, ai sensi di quanto previsto dall’art. 243, comma 2, lett. a), b) e c), del Tuel (Certificazione attestante: il costo complessivo della gestione dei “servizi a domanda individuale” in misura non inferiore al 36%, il costo complessivo della gestione del “Servizio di acquedotto” coperto con la relativa tariffa in misura non inferiore all’80%, il costo complessivo della gestione del “Servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani” interni ed equiparati coperto con la relativa tariffa).

Comma 782 – Limite anticipazione di Tesoreria Enti Locali a 5/12

Prorogata anche per il 2024 e il 2025 la possibilità per gli Enti Locali di fare ricorso all’anticipazione fino al limite di 5/12, continuando ad elevare il limite ordinamentale di 3/12 previsto dall’art. 222 del Tuel.

Comma 783 – Termine per la verifica dell’Accordo per il ripiano del disavanzo fra Comuni capoluogo di Città metropolitana e Presidenza del Consiglio dei Ministri

È prorogata dal 31 gennaio al 31 dicembre 2023 la prima verifica dell’Accordo per il ripiano del disavanzo e per il rilancio degli Investimenti tra il Sindaco dei Comuni capoluogo di Città metropolitana e il Presidente del Consiglio dei Ministri, in cui il Comune si è impegnato per tutto il periodo in cui risulta beneficiario dei contributi pro-risanamento (ex comma 567 della Legge n. 234/2021) ad assicurare, per ciascun anno, risorse proprie pari ad almeno 1/4 del contributo annuo, da destinare al ripiano del disavanzo e al rimborso dei debiti finanziari, e ad attuare una serie di misure individuate nell’Accordo stesso.

Comma 785 – Conguaglio finale a seguito di Certificazione per i ristori per il “Covid-19

È sostituito il quarto periodo dell’art. 106, comma 1, del Dl. n. 34/2020, che ora indica che con Dm. Interno, da adottare entro il 31 ottobre 2023, sono individuati i criteri e le modalità per la verifica a consuntivo della perdita di gettito e dell’andamento delle spese, provvedendo all’eventuale regolazione dei rapporti finanziari tra Comuni e tra Province e Città metropolitane, ovvero tra i 2 predetti Comparti, mediante apposita rimodulazione dell’importo assegnato nel biennio 2020 e 2021, e che le eventuali risorse ricevute in eccesso dagli Enti territoriali sono versate all’entrata del bilancio dello Stato.

Comma 786 – Disposizioni in materia di Tasi

Il comma 786 apporta una modifica alla norma che introduceva i ristori per la soppressione della Tasi a partire dall’anno 2020. L’art. 1, comma 554, della Legge n. 160/2019, prevedeva i ristori a favore dei Comuni fino al 2022, mentre il comma 786 in commento stabilizza a regime il contributo di Euro 110 milioni  riconosciuto ai Comuni.

Comma 787- Disposizioni in materia di Imposta di soggiorno

Il presente comma 787 riscrive il contenuto dell’art. 4, comma 1-bis, del Dlgs. n. 23/2011, in materia di Imposta di soggiorno. Nello specifico, rimane inalterata la disposizione secondo la quale i Comuni capoluogo di Provincia che, in base all’ultima rilevazione resa disponibile da parte delle Amministrazioni pubbliche competenti per la raccolta e l’elaborazione di dati statistici, abbiano avuto presenze turistiche in numero 20 volte superiore a quello dei residenti, l’Imposta può essere applicata fino all’importo massimo di cui all’art. 14, comma 16, lett. e), del Dl. n. 78/2010.

L’intervento innovativo rispetto alla disciplina previgente sta nell’individuazione dei Comuni, che nel precedente testo doveva essere effettuata mediante Decreto Mef, mentre la nuova disposizione dispone che i predetti Comuni devono fare riferimento ai dati pubblicati dall’Istat riguardanti le presenze turistiche medie registrate nel triennio precedente all’anno in cui viene deliberato l’aumento dell’Imposta. Per il triennio 2023-2025 si considera la media delle presenze turistiche del triennio 2017-2019.

Comma 788 – Adeguamento dei termini per l’attuazione del “Federalismo regionale” alle scadenze previste dal “Pnrr

Il comma 788 modifica il Dlgs. n. 68/2011:

  • l’art. 2, comma 1, proroga al 2027 o ad un anno antecedente qualora ricorrano le condizioni di cui Dlgs. n. 68/2011, la rideterminazione con Dpcm. dell’Addizionale regionale all’Irpef; dal medesimo anno sono ridotte, per le Regioni a Statuto ordinario, le aliquote dell’Irpef di competenza statale, mantenendo inalterato il prelievo fiscale complessivo a carico del contribuente;
  • l’art. 4, commi 2 e 3, proroga fino al 2026 l’aliquota di Compartecipazione Irpef calcolata in base alla normativa vigente, al netto di quanto devoluto alle Regioni a Statuto speciale e delle risorse UE. A decorrere dall’anno 2027, l’aliquota sarà determinata con le modalità previste dall’art. 15, commi 3 e 5 (Compartecipazione al gettito Iva), primo periodo, al netto di quanto devoluto alle Regioni a Statuto speciale e delle risorse UE;
  • l’art. 7, commi 1 e 2, prevede ora che solo a decorrere dall’anno 2027 o da un anno antecedente ove ricorrano le condizioni di cui al Dlgs. n. 68/2011, vengano soppressi tutti i trasferimenti statali di parte corrente e, ove non finanziati tramite il ricorso all’indebitamento, in conto capitale, alle Regioni a Statuto ordinario aventi carattere di generalità e permanenza e destinati all’esercizio delle competenze regionali;
  • l’art. 15, commi 1, 2 e 5, stabilisce, sempre a partire solo dal 2027 o da un anno antecedente ove ricorrano le condizioni di cui al Dlgs. n. 68/2011, in conseguenza dell’avvio del percorso di graduale convergenza verso i costi standard, che le fonti di finanziamento delle spese delle Regioni saranno:
  • la Compartecipazione all’Iva;
  • quote dell’Addizionale regionale all’Irpef, come rideterminata secondo le modalità previste dall’art. 2, comma 1, Dlgs. n. 68/2011;
  • l’Irap, fino alla data della sua sostituzione con altri tributi;
  • quote del “Fondo perequativo di compartecipazione all’Iva”;
  • le entrate proprie, nella misura convenzionalmente stabilita nel riparto delle disponibilità finanziarie per il servizio sanitario nazionale per l’anno 2010.

Comma 789 – Attribuzione alla gestione ordinaria degli Enti Locali in dissesto della competenza a rimborsare le anticipazioni di liquidità

Si prevede che non competa all’Organo straordinario di liquidazione del dissesto degli Enti Locali l’amministrazione, oltre che delle anticipazioni di Tesoreria di cui all’art. 222 e dei residui attivi e passivi relativi ai fondi a gestione vincolata, ai mutui passivi già attivati per investimenti (ivi compreso il pagamento delle relative spese), e l’amministrazione dei debiti assistiti dalla garanzia della delegazione di pagamento di cui all’art. 206, ora anche l’amministrazione delle anticipazioni di liquidità previste dal Dl. n. 35/2013 e dal Dl. n. 34/2020, e strumenti finanziari assimilabili.

Comma 790 – Sostegno agli Enti in deficit strutturale per caratteristiche socio-economiche della collettività e del territorio

La norma incrementa di Euro 2 milioni il “Fondo” di cui all’art. 53, comma 1, del Dl. n. 104/2020 (“Sostegno agli Enti in deficit strutturale per caratteristiche socio-economiche della collettività e del territorio in attuazione della Sentenza Corte Costituzionale n. 115/2020”); tale incremento deve essere destinato ai Comuni con popolazione fino a 35.000 abitanti il cui “Piano di riequilibrio finanziario” di durata decennale sia stato approvato dalla Corte dei conti per l’anno 2014.

Commi 791-798 – Determinazione dei “livelli essenziali delle prestazioni” (“lep”) ai fini dell’attuazione dell’art. 116, comma 3, della Costituzione per la competenza legislativa concorrente delle Regioni

Ai fini della completa attuazione dell’art. 116, comma 3, della Costituzione riguardante l’iniziativa legislativa delle Regione nelle attribuzioni di funzioni in materie a disciplina “concorrente” (limitatamente all’organizzazione della Giustizia di pace, norme generali di Istruzione, e tutela dell’Ambiente), vengono determinati dei “livelli essenziali delle prestazioni” (“lep”) concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, ai sensi dell’art. 117, comma 2, lett. m), della Costituzione, quale soglia di spesa costituzionalmente necessaria e invalicabile per erogare le prestazioni sociali di natura fondamentale, assicurare uno svolgimento leale e trasparente dei rapporti finanziari fra lo Stato e le Autonomie territoriali, favorire un’equa ed efficiente allocazione delle risorse collegate al “Pnrr”, e il pieno superamento dei divari territoriali nel godimento delle prestazioni inerenti ai diritti civili e sociali. Il rispetto di tali “livelli essenziali delle prestazioni” costituisce condizione necessaria per l’attribuzione di ulteriori funzioni.

Per tale finalità è istituita, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, la Cabina di regia per la determinazione dei “lep”. La Cabina di regia sarà presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri, che potrà delegare il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie. Alla Cabina di regia parteciperanno, oltre al Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, il Ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il “Pnrr”, il Ministro per le Riforme istituzionali e la Semplificazione normativa, il Mef, i Ministri competenti per le materie di cui all’art. 116, comma 3, della Costituzione, il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, il Presidente Upi e il Presidente Anci, o loro delegati.

Entro 3 mesi dall’entrata in vigore della “Legge di bilancio”, la Cabina di regia dovrà:

a) effettuare una ricognizione della normativa statale e delle funzioni esercitate dallo Stato e dalle Regioni a statuto ordinario in ognuna delle materie di cui all’art. 116, comma 3, della Costituzione;

b) effettuare una ricognizione della spesa storica a carattere permanente dell’ultimo triennio, sostenuta dallo Stato in ciascuna Regione per l’insieme delle materie di cui all’art. 116, comma 3, della Costituzione, per ciascuna materia e per ciascuna funzione esercitata dallo Stato;

c) individuare le materie o gli ambiti di materie che sono riferibili ai “lep” sulla base delle ipotesi tecniche formulate dalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard;

d) determinare i “lep” sulla base delle ipotesi tecniche formulate dalla Commissione tecnica per i fabbisogni standard, e predisposte secondo il procedimento e le metodologie per questi previste ex art. 5, comma 1, lett. a), b), c), e) e f), del Dlgs. n. 216/2010, ed elaborate con l’ausilio della Sose Spa, in collaborazione con l’Istat e con la Struttura tecnica di supporto alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome presso il Centro interregionale di studi e documentazione (Cinsedo) delle Regioni.

Entro 6 mesi dalla conclusione di tali attività la Cabina di regia predisporrà uno o più Schemi di Dpcm. con cui sono determinati, anche distintamente, i “lep” e i correlati costi e fabbisogni standard nelle materie di cui all’art. 116, comma 3, della Costituzione.

Ciascun Dpcm. sarà adottato su proposta del Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, di concerto con il Mef, previa intesa in Conferenza unificata.

Qualora le attività della Cabina di regia non si concludessero entro i predetti termini, il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, d’intesa con il Mef, nominerà un Commissario entro i 30 giorni successivi, per il completamento delle attività non perfezionate.

La Cabina di regia e il Commissario si avvarrà del Nucleo “Pnrr” Stato-Regioni di cui all’art. 33 del Dl. 6 novembre 2021, n. 152, con funzioni di Segreteria tecnica, cui partecipa un Rappresentante tecnico per il Mef e un Rappresentante per ciascuna delle Amministrazioni competenti per le materie di cui all’art. 116, comma 3, della Costituzione, nonché della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, dell’Upi e dell’Anci.

Commi 799-804 – Segreteria tecnica per i “lep

Presso il Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri è istituita una Segreteria tecnica, della quale si avvalgono la Cabina di regia e, se nominato, il Commissario per la determinazione dei “lep”.

La Segreteria tecnica è costituita da un contingente di 12 unità di personale e alle sue attività partecipano un Rappresentante per ciascuna delle Amministrazioni competenti per le materie di cui all’art. 116, comma 3, della Costituzione, nonché un Rappresentante della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, uno dell’Upi e uno dell’Anci.

Ai fini del supporto tecnico della RgS al perseguimento degli Obiettivi di cui ai “lep” nonché per la realizzazione delle Missioni M1C1-119 e M1C1-120 del “Pnrr”, il Mef-RgS è autorizzato a reclutare un contingente di 10 unità di personale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Comma 805 – Commissione per i fabbisogni standard

La Commissione per i fabbisogni standard di cui all’art. 1, comma 29, della Legge n. 208/2015, è ampliata da 12 a 14 membri.

Commi 816-818 – Disposizioni in materia di regolazione finanziaria con le Regioni

Sostituito il terzo periodo dell’art. 1, comma 322, della Legge n. 296/2006, che ora stabilisce che fino al 2022 la regolazione finanziaria per le maggiori entrate per i trasferimenti erariali per le Regioni sarà definita con Decreto Mef, da emanare entro il 28 febbraio 2023; nel caso di assenza dei dati definitivi, per l’anno 2022 si utilizzano i dati relativi all’annualità 2021.

È sostituito anche il terzo periodo del comma 64 dell’art. 2 del Dl. n. 262/2006, che analogamente prevede che fino al 2022 la regolazione finanziaria per i trasferimenti erariali in favore delle Regioni è definita con Decreto Mef, da emanare entro il 28 febbraio 2023; qualora non fossero a disposizione i dati definitivi, per l’anno 2022 dovranno essere utilizzati i dati relativi all’anno 2021.

Per ciascun anno dall’esercizio 2023 all’esercizio 2029 si dovrà procedere alle regolazioni finanziarie di cui sopra per singole annualità, fatta salva la facoltà regionale di disporre anticipatamente la regolazione di più annualità.

Inoltre, in caso di controversie definite con Sentenza passata in giudicato ovvero con transazione, relative all’accertamento del diritto di una Regione al riversamento diretto del gettito derivante dall’attività di recupero fiscale riferita ai Tributi propri derivati e alle Addizionali alle basi imponibili dei Tributi erariali, di cui all’art. 9, comma 1, del Dlgs. n. 68/2011, l’Agenzia delle Entrate è autorizzata a far fronte agli eventuali oneri da queste derivanti mediante utilizzo delle risorse allo scopo accantonate sul proprio bilancio.

Comma 819 – “Fondo” per Investimenti per Regioni a Statuto ordinario

Viene incrementato il “Fondoex art. 6, comma 20, ultimo periodo, del Dl. n. 78/2010 (“Fondo finalizzato a spese di investimento”, da attribuire alle Regioni a Statuto ordinario con spesa di personale in rapporto alla spesa corrente inferiore alla media nazionale), di Euro 7 milioni per l’anno 2023 e di Euro 19 milioni per ciascuno degli anni 2024, 2025 e 2026.

Comma 820 – Incremento del “Fondo” per la legalità e per la tutela degli Amministratori locali vittime di atti intimidatori

Al fine di consentire agli Enti Locali di incrementare l’adozione di iniziative per la promozione della legalità nei loro territori, e di rinforzare le misure di ristoro del patrimonio dell’Ente o in favore degli Amministratori locali che hanno subìto episodi di intimidazione connessi all’esercizio delle funzioni istituzionali esercitate, il “Fondo” per la legalità e per la tutela degli Amministratori locali vittime di atti intimidatori, di cui all’art. 1, comma 589, della Legge n. 234/2021, è incrementato di Euro 1 milione annui a decorrere dall’anno 2023. 

Commi 822-823 – Svincolo di quota del risultato di amministrazione di Regioni e Enti Locali per spese energetiche

La norma ripropone anche per il 2023 la possibilità per le Regioni e gli Enti Locali di svincolare, in sede di approvazione del rendiconto della gestione 2022, le quote di avanzo di amministrazione vincolato riferite ad Interventi conclusi o già finanziati negli anni precedenti con risorse proprie, non gravate da obbligazioni sottostanti già contratte (con esclusione delle somme relative alle “funzioni fondamentali” e ai livelli essenziali delle prestazioni).

Le risorse svincolate devono essere utilizzate per:

a) la copertura dei maggiori costi energetici sostenuti dagli Enti territoriali oltre che dalle Aziende del Servizio sanitario regionale;

b) la copertura del disavanzo della gestione 2022 delle Aziende del Servizio sanitario regionale e derivante dai maggiori costi diretti e indiretti conseguenti al “Covid-19” e alla crescita dei costi energetici;

c) contributi per attenuare la crisi delle Imprese per i rincari delle fonti energetiche.

Tali somme svincolate e utilizzate sono comunicate anche alla RgS e con Decreto Mef sono stabilite le modalità applicative.

Comma 824 – Utilizzo quota libera dell’avanzo di amministrazione per Regioni e Province autonome per spese energetiche

La norma sostituisce il comma 6-bis dell’art. 5 del Dl. 23 settembre 2022, n. 144, ora indicando che le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, per l’anno 2023, possono utilizzare, prioritariamente per il finanziamento di spese correnti connesse con l’emergenza energetica in corso, la quota libera dell’avanzo di amministrazione dell’anno precedente dopo l’approvazione del rendiconto della gestione dell’esercizio 2022 da parte della Giunta regionale o provinciale, anche prima del giudizio di parifica della Sezione regionale di controllo della Corte dei conti e della successiva approvazione del rendiconto da parte del Consiglio regionale o provinciale.

Commi da 825 a 828 – Disposizioni in materia di Segretari comunali

Al fine di assicurare la piena funzionalità e capacità amministrativa dei Comuni nell’attuazione degli Interventi e nella realizzazione degli Obiettivi previsti dal “Pnrr” e di riequilibrare il rapporto numerico fra Segretari iscritti all’Albo e sedi di Segreteria, in deroga alla disciplina in materia, in relazione al concorso pubblico per esami per l’ammissione di 448 Borsisti al corso-concorso selettivo di formazione per il conseguimento dell’abilitazione richiesta, il Ministero dell’Interno è autorizzato ad iscrivere all’Albo dei Segretari comunali, in aggiunta a quelli previsti dal Bando, anche i Borsisti non vincitori che abbiano conseguito il punteggio minimo di idoneità al termine del citato corso-concorso selettivo di formazione.

 Comma 829 – Anticipazione di liquidità per le Regioni Lazio, Campania, Molise e Sicilia

La norma interpreta autenticamente l’art. 2, comma 46, della Legge n. 244/2007, è specifica che l’anticipazione di liquidità in favore delle Regioni Lazio, Campania, Molise e Sicilia, non costituisce indebitamento, ai sensi dell’art. 3, comma 17, della Legge n. 350/2003, e non trova applicazione l’art. 62 del Dlgs. n. 118/2011 (limiti di accesso all’indebitamento).

Commi 830 e 831 – Circoscrizione delle Città metropolitane

La disposizione autorizza la spesa di Euro 100.000 per l’anno 2023 e di Euro 300.000 per ciascuno degli anni 2024 e 2025 al fine di consentire l’istituzione di Circoscrizioni di decentramento nei Comuni capoluogo di Città metropolitana con meno di 250.000 abitanti.

Viene modificato coerentemente anche l’art. 17, comma 1, del Tuel, specificando che il limite di 250.000 abitanti non si applica al Comune capoluogo della Città metropolitana, che quindi possono articolare il loro territorio in Circoscrizioni.

Comma 832 – Oneri di servizio pubblico concernenti la Regione Friuli-Venezia Giulia

Per le compensazioni degli oneri di servizi pubblico, di cui all’art. 1, commi 953 e 954, della Legge 30 dicembre 2021, n. 234 (continuità territoriale per i servizi aerei), sono stanziati Euro 2 milioni per l’anno 2023, Euro 2,6 milioni per l’anno 2024, ed Euro 2,6 milioni per l’anno 2025.

La Regione Friuli-Venezia Giulia concorre, a titolo di cofinanziamento (con riferimento all’aeroporto di Trieste), per un importo pari ad Euro 2 milioni per l’anno 2023, ad Euro 2,6 milioni per l’anno 2024, ed a Euro 2,6 milioni per l’anno 2025.

Comma 833 – Contributo a Comuni per incremento numero di sbarchi di migranti

In considerazione dello straordinario aumento del numero di sbarchi di migranti nell’anno 2022, al Comune di Lampedusa e Linosa è concesso un contributo straordinario di Euro 850.000 per l’anno 2022, mentre a ciascuno dei Comuni di Porto Empedocle, Pozzallo, Caltanissetta, Messina, Siculiana, Augusta, Pantelleria e Trapani è concesso un contributo pari a Euro 300.000 per l’anno 2023.

Commi 834-836 – Modifica della disciplina dell’Imu a seguito della Legge n. 17/2022 della Regione Friuli Venezia-Giulia istitutiva dell’Ilia

La norma adegua la vigente normativa Imu al fine di tenere conto della Lr. n. 17/2022 con la quale la Regione Friuli Venezia-Giulia ha istituito l’Imposta locale immobiliare autonoma (Ilia) che dal 2023 sarà applicata nel territorio di tale Regione in sostituzione dell’Imu.

Inoltre, si prevede, a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2022, l’estensione all’Ilia delle vigenti disposizioni che regolano la deducibilità dell’Imu ai fini della determinazione del reddito di impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni e l’indeducibilità ai fini dell’Irap.

Comma 837 – Disposizioni in materia di prima applicazione e di semplificazione della procedura di inserimento delle fattispecie nel “Prospetto” delle aliquote Imu di cui all’art. 1, commi 756 e 757 della Legge n. 160/2019

Il comma 837 introduce alcune modifiche in materia di “Prospetto delle aliquote” Imu, e nello specifico:

  1. con Decreto Mef possono essere modificate o integrate le fattispecie individuate con il Decreto (non ancora emanato) che le ha inizialmente individuate;
  2. per quanto riguarda la pubblicazione e l’efficacia delle aliquote e del Regolamento Imu, viene integrato il comma 767, della Legge n. 160/2019, indicando che a decorrere dal primo anno di applicazione obbligatoria del Prospetto delle aliquote, in mancanza della Deliberazione di approvazione delle stesse e pubblicata sul Portale del “Federalismo Fiscale” entro il 28 ottobre, si applicano le aliquote base previste dai commi da 748 a 755, della Legge n. 160/2019.

Comma 838 – Modifica del Canone unico patrimoniale (Cup) di cui ai commi 816 e seguenti, dell’art. 1, della Legge n. 160/2019

Il comma 838 modifica la definizione di “aree comunali” valevole ai fini dell’applicazione del Canone unico patrimoniale. In particolare, si apportano modifiche al comma 818 della Legge n. 160/2019, al fine di chiarire che nelle aree comunali sono compresi i tratti di strada all’interno di Centri abitati con popolazione superiore a 10.000 abitanti, togliendo la locuzione “di Comuni” dalla definizione vigente. La nuova definizione è quindi la seguente: “Nelle aree comunali si comprendono i tratti di strada situati all’interno di Centri abitati con popolazione superiore a 10.000 abitanti, individuabili a norma dell’art. 2, comma 7, del ‘Codice della Strada‘, di cui al Dlgs. n. 285/1992”.

Comma 839 – Ripartizione “Fondo di solidarietà comunale

Il comma 839 dà un’interpretazione autentica all’art. 1, del comma 449, lett. c), Legge n. 232/2016, precisando che la quota del “Fondo di solidarietà comunale” è ripartita sulla base della differenza tra le capacità fiscali e i fabbisogni standard, indicatori entrambi da approvarsi a cura della Commissione tecnica per i fabbisogni standard entro il 30 settembre dell’anno precedente a quello di riferimento.

Comma 840 – Compensazione oneri di servizio pubblico sui servizi aerei

Sono stanziati Euro 3,7 milioni, per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025, per le compensazioni degli oneri di servizio pubblico sui servizi aerei (art. 1, commi 953 e 955, della Legge n. 234/2021).

La Regione Marche concorre, a titolo di cofinanziamento, per un importo di Euro 3,177 milioni per ciascuno degli anni 2023, 2024 e 2025.

Commi 841-845 – Interventi finanziari per il ripiano pluriennale del disavanzo della Regione Sicilia

La Regione Sicilia è autorizzata a ripianare il disavanzo di amministrazione risultante dal rendiconto della gestione 2018 e le relative quote di disavanzo non recuperate alla data del 31 dicembre 2022 in 10 quote annuali costanti a decorrere dall’esercizio 2023.

Nelle more di approvazione del rendiconto della gestione 2022, le quote costanti decennali di recupero del disavanzo da applicare al bilancio di previsione sono determinate provvisoriamente sulla base dell’ammontare del disavanzo di amministrazione accertato in sede di approvazione del rendiconto 2018. Successivamente, a seguito dell’approvazione del rendiconto 2022, la Regione è autorizzata a rideterminare le quote di disavanzo costanti di cui sopra adeguandole sulla base dell’ammontare di disavanzo 2018 definitivamente non recuperato alla data del 31 dicembre 2022.

Resta fermo l’impegnato della Regione Siciliana al rispetto delle previsioni di cui ai punti 1, 2 e 5 dell’Accordo sottoscritto con lo Stato il 14 gennaio 2021, in attuazione dei Princìpi dell’equilibrio e della sana gestione finanziaria del bilancio, della responsabilità nell’esercizio del mandato elettivo e della responsabilità intergenerazionale, ai sensi degli artt. 81 e 97 della Costituzione, garantendo il rispetto di specifici parametri di virtuosità, quali la riduzione strutturale della spesa corrente.

La mancata attuazione degli obiettivi di riduzione strutturale complessivi previsti ai punti 1 e 2 dell’Accordo di cui sopra, nonché in caso di mancata trasmissione della Certificazione prevista dal medesimo Accordo, comporterà il venir meno del regime di ripiano pluriennale del disavanzo oggetto delle disposizioni in commento.

Le riduzioni strutturali degli impegni correnti devono essere realizzate attraverso provvedimenti amministrativi o normativi che ne determinano una riduzione permanente della spesa corrente da recepire nel bilancio di previsione 2023-2025 mediante corrispondenti riduzioni pluriennali degli stanziamenti di bilancio e delle autorizzazioni di spesa.

Commi 846-851 – Commissario di Governo per l’esecuzione degli Interventi urgenti della Città di Palermo

In relazione alle criticità rilevate nella gestione dei Servizi cimiteriali nel territorio della Città di Palermo, il Sindaco è nominato Commissario di Governo per il coordinamento e l’esecuzione degli Interventi urgenti, da attuare anche mediante provvedimenti in deroga a ogni disposizione vigente, fermo restando il rispetto dei Princìpi generali dell’ordinamento giuridico e delle norme dell’Unione Europea, che siano finalizzati a:

a) definire misure semplificate per la celere conclusione delle procedure autorizzative e per la tempestiva realizzazione degli Interventi funzionali al consolidamento, alla messa in sicurezza e all’ampliamento degli insediamenti cimiteriali esistenti nel territorio del Comune di Palermo;

b) acquisire, anche temporaneamente, e mettere a disposizione dei competenti Uffici comunali strutture e apparecchiature mobili, finalizzate alla gestione dei Servizi cimiteriali, con particolare riferimento alle funzioni crematorie e di conservazione provvisoria dei cadaveri in attesa di definitiva sepoltura;

c) promuovere accordi tra il Comune di Palermo ed i Comuni della Città metropolitana di Palermo, finalizzati ad assicurare la disponibilità di ulteriori posti per la conservazione temporanea o per la definitiva sepoltura dei cadaveri.

Per le finalità di cui sopra, il Commissario di Governo è autorizzato ad avvalersi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, delle strutture del Comune di Palermo e delle Amministrazioni dello Stato territorialmente competenti, sulla base di apposita Convenzione da sottoscrivere.

Il Commissario di Governo, per l’espletamento delle attività di cui sopra, è inoltre autorizzato a conferire incarichi individuali ai sensi dell’art. 7, comma 6, del Dlgs. n. 165/2001, a stipulare contratti di lavoro a tempo determinato e a ricorrere ad altre forme di lavoro flessibile ai sensi dell’art. 36 del medesimo Decreto, in favore di soggetti di comprovata esperienza e professionalità connessa alla natura delle predette attività, nel limite massimo di 5 unità ed entro il limite di spesa complessivo di Euro 200.000 per l’anno 2023.

Commi 852-853 – Contributo per il miglioramento della capacità di riscossione delle Città metropolitane siciliane

Ai Comuni delle Città metropolitane della Regione Sicilia che presentano un’incidenza del “Fcde” accantonato nel risultato di amministrazione dell’esercizio 2021 superiore all’80% dei residui attivi del Titolo I e III iscritti in bilancio, è assegnato un contributo di parte corrente finalizzato al miglioramento della capacità di riscossione delle entrate proprie.

Il contributo, da assegnare nel limite dalla dotazione finanziaria di 40 milioni, è ripartito con Decreto Ministero dell’Interno in proporzione al disavanzo risultante dai rendiconti relativi all’esercizio 2021 inviati alla “Bdap” e non può essere superiore al disavanzo di amministrazione al 31 dicembre 2021.

A seguito dell’utilizzo del contributo, l’eventuale maggiore ripiano del disavanzo di amministrazione, applicato al primo esercizio del bilancio di previsione rispetto a quanto previsto dai Piani di rientro, può non essere applicato al bilancio degli esercizi successivi.

Commi 894-895 – Superbonus

La norma, novellando l’art. 9, comma 2, del Dl. n. 176/2022, amplia la platea dei destinatari degli Interventi rientranti nella disciplina del “Superbonus” a cui, a determinate condizioni, non viene applicata la diminuzione dal 110% al 90% della detrazione prevista a partire dal 2023.

Comma 898 – Disposizioni in materia di distacco o comando dei dipendenti delle Società a controllo pubblico

La disposizione aggiunge il comma 9-bis all’art. 19 del Dlgs. n. 175/2016 (Tusp), prevedendo l’applicazione al personale delle Società pubbliche e al personale dipendente di Enti pubblici non economici, anche per esigenze strettamente collegate all’attuazione del “Pnrr”, le disposizioni di cui all’art. 30 del Dlgs. n. 276/2003 in materia di distacco e all’art. 56 del Dpr. n. 3/1957 in materia di comando, in quanto compatibili.

Restano fermi, per le Amministrazioni riceventi, i limiti quantitativi di cui all’art. 30, comma 1-quinquies, del Dlgs. n. 165/2001.

In ogni caso, i comandi o distacchi di cui al presente articolo non possono eccedere la durata di un anno e, comunque, non possono essere utilizzati oltre il 31 dicembre 2026.

Commi 899-902 – Misure in materia di Strategia nazionale di Cybersicurezza

Sono istituiti, nello Stato di previsione del Mef, 2 “Fondi” finalizzati ad attuare la “Strategia nazionale di Cybersicurezza” ed il relativo “Piano di implementazione”. Il primo dei 2 prende il nome di “Fondo per l’attuazione della Strategia nazionale di Cybersicurezza” e ha una dotazione di Euro 70 milioni per il 2023, 90 milioni per il 2024, 110 milioni per il 2025 e 150 milioni annui dal 2026 al 2037. Il secondo è il “Fondo per la gestione della Cybersicurezza” e ha una dotazione finanziaria pari ad Euro 10 milioni per il 2023, 50 milioni per il 2024, ed Euro 70 milioni a decorrere dal 2025.


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