“Local Tax”: probabile il rinvio al 2016, l’Anci chiede garanzie sulle risorse per i Comuni

“Local Tax”: probabile il rinvio al 2016, l’Anci chiede garanzie sulle risorse per i Comuni

Se fino a pochi giorni fa il dubbio che aleggiava in materia di “Local Tax” era se sarebbe stata istituita dalla “Legge di stabilità” o da un Decreto apposito, adesso la domanda è se verrà introdotta, come annunciato, a partire dal 1º gennaio 2015 o se si assisterà a uno slittamento all’anno successivo.

Sebbene non ci sia traccia di pronunciamenti ufficiali dell’Esecutivo che avallino questa ipotesi di differimento, la notizia ha già suscitato diverse preoccupazioni. Prime tra tutte quelle dell’Anci, che ha diffuso, nella giornata di ieri sul proprio sito istituzionale, una Nota tecnica e un Comunicato nel quale il Presidente, Piero Fassino, invita il Governo a garantire che in ogni caso i Comuni potranno disporre nel 2015 delle stesse risorse percepite con Imu e Tasi nel 2014.

Fassino ha chiesto di poter riavviare un confronto con l’Esecutivo per poter affrontare questa e altre questioni di finanza locale ancora aperte.

Tornando al rinvio della Local Tax – ha aggiunto Piero Fassino – allo stato attuale non c’è alcuna garanzia che i Comuni percepiranno davvero le stesse risorse del 2014, non prevedendo la Legge di Stabilità in corso di esame né l’aliquota aggiuntiva dello 0,8 per mille, né il fondo compensativo di 625 milioni, introdotti nel 2014 per evitare appunto un minore gettito rispetto all’anno precedente. La mancanza di queste risorse determinerebbe una situazione finanziaria assolutamente insostenibile per i Comuni, già gravati con la Legge di Stabilità da minori risorse nel 2015 per oltre un miliardo e mezzo, alle quali aggiungere altre centinaia di milioni da accantonare per i crediti di dubbia esigibilità, a cui sarà difficile far fronte’’.

Riportiamo qui di seguito il testo della Nota tecnica Anci:

La decisione adottata nel corso del 2013, prima di sospendere e poi di abolire l’Imu sull’abitazione principale ha portato all’introduzione di un nuovo regime immobiliare  con la Tasi nel 2014. 

Si ricorda che il gettito interessato da assicurare era pari a circa 4,3 miliardi (Imu ABP + sforzo fiscale esercitato) valutato rispetto al 2013 e che il nuovo regime Tasi/Imu per effetto del vincolo del 10,6 per mille e considerata l’assenza della copertura delle detrazioni necessitava di una ulteriore integrazione rispetto a quanto previsto nella legge di stabilità per il 2014.

Così il Governo e il Parlamento hanno riconosciuto per il solo 2014 la possibilità per i Comuni di applicare una aliquota aggiuntiva pari allo 0,8 per mille finalizzata alla copertura delle detrazioni, azionabile al di fuori del vincolo generale, nonché l’attribuzione di una compensazione di 625 milioni corrispondente alla stima del gettito non recuperabile da parte di circa 1800 Comuni. Tali previsioni sono state previste al fine di agevolare il raggiungimento di obiettivi di realizzazione da parte dei Comuni di un ammontare di risorse analogo a quello ottenuto con l’Imu, come determinatosi nel 2013, nonché a favorire l’introduzione di detrazioni sull’abitazione principale.

Tale integrazione è stata riconosciuta necessaria, nonché prevista per il solo 2014 in considerazione della previsione di una aliquota Tasi più elevata a decorrere dal 2015.

La decisione assunta dal Governo di non procedere con la c.d.“Localtax” e quindi una nuova modifica del regime immobiliare richiede pertanto il ripristino delle condizioni generali come descritte con la previsione di una aliquota aggiuntiva azionabile e con il rifinanziamento immediato dello stanziamento almeno pari a 625 milioni”.


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