Mediazione tributaria: una Circolare delle Entrate chiarisce le novità contenute nella “Legge di stabilità”

E’ stata pubblicata in data 12 febbraio 2014 sul sito dell’Agenzia delle Entrate la Circolare n. 1/E, con la quale sono stati forniti i primi chiarimenti e le istruzioni operative sulle modifiche normative apportate dall’art. 1, comma 611, Legge n. 147/13 (“Legge di stabilità 2014”) alla mediazione tributaria disciplinata dall’art. 17-bis delDlgs. n. 546/92. In primo luogo, la Circolare n. 1/E in commento precisa che tutte le modifiche alla mediazione tributaria citate, essendo contenute nella “Legge di stabilità 2014” – come previsto dall’art. 1, comma 611, lett. b) della stessa Legge n. 147/13 – “si applicano agli atti notificati a decorrere dal sessantesimo giorno successivo all’entrata in vigore della presente Legge”, e quindi, dal 2 marzo 2014, mentre continueranno ad applicarsi le precedenti disposizioni con riferimento alle istanze presentate avverso atti notificati antecedentemente a quella data. Allo scadere dei 90 giorni – termine entro il quale deve concludersi il procedimento di mediazione – si applicano le disposizioni sui termini processuali e quindi, diversamente da quanto previsto dalla previgente disciplina, le sospensioni e le proroghe previste per i medesimi termini, quali ad esempio le regole per il computo dei termini processuali e la sospensione nel periodo feriale di cui alla Legge n. 742/69.

Il secondo capitolo della Circolare illustra le novità in merito all’improcedibilità del ricorso, precisando che la presentazione del reclamo non è più condizione di ammissibilità del ricorso, ma di procedibilità. Per tale ragione, l’improcedibilità può essere eccepita dall’Agenzia delle Entrate mediante il deposito delle controdeduzioni, entro il termine di 150 giorni dalla presentazione dell’istanza, termine che si ricostruisce sommando, ai 90 giorni per lo svolgimento del procedimento di mediazione, i 60 per la costituzione in giudizio del resistente. In caso di mancato accoglimento dell’eccezione di improcedibilità da parte della Commissione tributaria provinciale, la Sentenza emessa all’esito del giudizio può essere impugnata dall’Agenzia.

Il terzo capitolo riguarda i contributi previdenziali e assistenziali da utilizzare nel caso in cui dalla mediazione tributaria derivi un aumento della base imponibile; in particolare, la Circolare n. 1/E richiama quanto già chiarito con la Circolare n. 9/E del 2012 e riporta i codici-tributo per effettuare il versamento tramite Modello “F24”: “APMF” per la gestione artigiani, “CPMF” per la gestione commercianti, “LPMF” per la gestione separata liberi professionisti.

Il quarto capitolo chiarisce che la riscossione e il pagamento delle somme dovute in base all’atto impugnato sono sospesi automaticamente in pendenza del procedimento di mediazione, a prescindere dalla presentazione di una richiesta di parte, e per tale ragione l’Agenzia non procede all’affidamento del carico se l’atto impugnato è un accertamento esecutivo o una successiva intimazione di pagamento, oppure comunica all’Agente della riscossione la sospensione della riscossione se l’atto impugnato è un ruolo, o ancora non procede all’iscrizione a ruolo in tutti gli altri casi. Decorso il termine di 90 giorni dalla presentazione dell’istanza senza che vi sia stato accoglimento della stessa o sia stato formalizzato un accordo di mediazione e in caso di deposito del ricorso da parte del contribuente prima del decorso del termine di 90 giorni dalla presentazione dell’istanza, la sospensione viene meno e sono dovuti gli interessi previsti dalle singole leggi d’imposta, ferma restando la normativa “speciale” sulla riscossione straordinaria.

In ultimo, nel capitolo 5 vengono precisati i termini per la costituzione in giudizio che, qualora il procedimento di mediazione non si sia concluso con l’accoglimento o con la formalizzazione di un accordo, decorrono in ogni caso dal compimento dei 90 giorni dal ricevimento dell’istanza da parte dell’Agenzia. Pertanto, la notifica del provvedimento dell’Agenzia che respinge o accoglie parzialmente l’istanza non rileva più ai fini della decorrenza dei termini per la costituzione in giudizio delle parti.


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