Note di credito su fatture emesse in “split payment” inerenti la sfera istituzionale del committente: occorre restituirgli il solo imponibile

by Redazione | 24/12/2018 19:27

L’Agenzia delle Entrate, con la Risposta all’Istanza di Interpello n. 117 del 19 dicembre 2018, ha chiarito che, in caso di rapporti di fornitura con emissione di fatture, laddove si verifichi la risoluzione del rapporto il fornitore dovrà emettere al committente una nota di credito ex art. 26, comma 2, Dpr. n. 633/1972, per documentare la parte di corrispettivo da restituire e:

L’Agenzia ha richiamato al riguardo la propria Circolare n. 15/E del 2015, ed in particolare il paragrafo 7, peraltro dove era stato già chiarito che, “nell’ipotesi in cui il fornitore, ricorrendo i presupposti di cui dell’art. 26, del Dpr. n. 633/1972, emetta una nota di variazione in aumento, torna sempre applicabile il meccanismo della ‘scissione dei pagamenti’ e, pertanto, la stessa dovrà essere numerata, indicare l’ammontare della variazione e della relativa imposta e fare esplicito riferimento alla fattura originaria emessa. Quando la nota di variazione è in diminuzione, se la stessa si riferisce ad una fattura originaria emessa in sede di ‘scissione dei pagamenti’ o ‘split payment’… trattandosi di una rettifica apportata ad un’Iva che non è confluita nella liquidazione periodica del fornitore, lo stesso non avrà diritto a portare in detrazione, ai sensi dell’art. 19 del Dpr. n. 633/1972, l’Imposta corrispondente alla variazione, ma dovrà limitarsi a procedere solo ad apposita annotazione in rettifica nel registro di cui all’art. 23, senza che si determini quindi alcun effetto nella relativa liquidazione Iva.

Conseguentemente, la P.A. committente o cessionaria:

Diversamente quando la nota di variazione in diminuzione si riferisce a fatture originarie emesse prima dell’entrata in vigore dello ‘split payment’, alla stessa si applicheranno le regole ordinarie sicché il fornitore avrà diritto a portare in detrazione, ai sensi dell’art. 19 del Dpr. n. 633/1972, l’Imposta corrispondente alla variazione, annotandola in rettifica nel registro di cui all’art. 23.

La P.A. committente o cessionaria, a sua volta:

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