Notifica: disguido postale implica inesistenza dell’atto, non nullità

Notifica: disguido postale implica inesistenza dell’atto, non nullità

Nella Sentenza n. 15593 del 27 luglio 2016 della Corte di Cassazione, l’atto d’appello risultava inviato alla controparte a mezzo Servizio postale con raccomandata a/r. Però tale atto, pur essendo correttamente indirizzato alla controparte, per mero errore di spedizione (essendo stato spillato male e senza busta) non veniva recapitato al contribuente, ma erroneamente alla Ctr. La Suprema Corte rileva che, essendo stato l’atto d’appello correttamente indirizzato, la mancata costituzione in giudizio dell’appellato è da imputare ad un mero disguido postale. Conseguentemente, i Giudici dell’appello avrebbero dovuto ordinare la rinnovazione della notifica ai sensi dell’art. 291 e dell’art. 350 del Cpc. e non dichiarare l’inammissibilità del gravame.

Quindi, la Suprema Corte vede in questo vizio di notifica una causa di inesistenza e non di nullità dell’atto.


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