Obbligo di rimessione: quando il Giudice di appello rimette al Giudice Europeo ed estensione della revisione prezzi ai cd. Settori speciali

by Redazione | 05/08/2019 12:36

Consiglio di Stato, Sezione IV, 15 luglio 2019 n. 4949

Sulla rimessione alla Corte di Giustizia dell’Ue di alcune questioni concernenti quando sussiste un obbligo di rimessione, da parte del giudice di appello, al giudice europeo e sull’estensione della revisione prezzi ai cd. “Settori speciali”.

Sono rimesse alla Corte di giustizia dell’Unione Europea, ai sensi dell’art. 267 del Trattato Fue, le seguenti questioni pregiudiziali:

a) se, ai sensi dell’art. 267 del Tfue, il Giudice nazionale, le cui decisioni non sono impugnabili con un ricorso giurisdizionale, è tenuto in linea di principio a procedere al rinvio pregiudiziale di una questione di interpretazione del diritto dell’Unione, anche nei casi in cui tale questione gli venga proposta da una delle parti del processo dopo il suo primo atto di instaurazione del giudizio o di costituzione nel medesimo, ovvero dopo che la causa sia stata trattenuta per la prima volta in decisione, ovvero anche dopo che vi sia già stato un primo rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea;

b) se – in ragione di quanto innanzi esposto – siano conformi al diritto dell’Unione Europea (in particolare agli artt. 4, comma 2, 9, 101, comma 1, lett. e), 106, 151 – ed alla Carta sociale europea firmata a Torino il 18 ottobre 1961 ed alla Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori del 1989 da esso richiamate – 152, 153, 156 Tfue; artt. 2 e 3 del Tue; nonché art. 28 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea) gli artt. 115, 206 e 217 del Dlgs. n. 163/2006, come interpretati dalla giurisprudenza amministrativa, nel senso di escludere la revisione dei prezzi nei contratti afferenti ai cd. “Settori speciali”, con particolare riguardo a quelli con oggetto diverso da quelli cui si riferisce la Direttiva 17/2004, ma legati a questi ultimi da un nesso di strumentalità;

c) se – in ragione di quanto innanzi esposto – siano conformi al diritto dell’Unione Europea (in particolare all’articolo 28 della Carta dei diritti dell’UE, al Principio di parità di trattamento sancito dagli articoli 26 e 34 TFUE, nonché al Principio di libertà di impresa riconosciuto anche dall’art. 16 Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea) gli artt. 115, 206 e 217 del Dlgs. n. 163/2006, come interpretati dalla giurisprudenza amministrativa, nel senso di escludere la revisione dei prezzi nei contratti afferenti ai cd. “Settori speciali”, con particolare riguardo a quelli con oggetto diverso da quelli cui si riferisce la Direttiva 17/2004, ma legati a questi ultimi da un nesso di strumentalità.

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