Omessa trasmissione telematica dei corrispettivi del 2° semestre 2019: possibile operare l’invio entro il 30 aprile 2020, senza sanzioni

Omessa trasmissione telematica dei corrispettivi del 2° semestre 2019: possibile operare l’invio entro il 30 aprile 2020, senza sanzioni

L’Agenzia delle Entrate, con la Risoluzione n. 6 del 10 febbraio 2020, ha fornito chiarimenti in ordine al 1° semestre di applicazione delle nuove disposizioni in materia di trasmissione telematica dei corrispettivi, di cui all’art. 2, comma 6-ter, del Dlgs. n. 127/2015.

Tale semestre, decorrente dal 1° luglio 2019 per i soggetti con volume di affari superiore a Euro 400.000 e dal 1° gennaio 2020 per gli altri soggetti, non prevede l’applicazione di sanzioni in caso di trasmissione telematica dei dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fermi restando i termini di liquidazione dell’Iva.

I dubbi a cui l’Agenzia ha dovuto rispondere riguardano in particolare l’applicazione delle sanzioni qualora, durante il 1° semestre di vigenza dell’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi, di fatto siano state adottate forme diverse di documentazione dei corrispettivi. Più in dettaglio, si tratta delle ipotesi in cui il contribuente con volume d’affari superiore a Euro 400.000 abbia emesso fatture in luogo della memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi ovvero, nelle more di dotarsi di registratore telematico (“Rt”) per l’effettuazione di tale adempimento, abbia emesso scontrini o ricevute fiscali secondo la precedente normativa.

La Circolare Agenzia delle Entrate n. 15/E del 29 giugno 2019 (vedi Entilocalinews n. 26 del 1° luglio 2019), fornendo indicazioni sul punto, ha già precisato che il comma 6-ter in esame fornisce risposta alle potenziali difficoltà in sede di prima applicazione dell’obbligo di memorizzazione e trasmissione dei dati dei corrispettivi giornalieri, consentendo ai contribuenti interessati, ancora privi di un “Rt”, di trasmettere i dati relativi ai corrispettivi giornalieri entro i più ampi termini previsti dal predetto comma 6-ter, ossia entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Il successivo Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate 4 luglio 2019 ha individuato le modalità di trasmissione telematica e i dati da inviare in tale caso, fermo restando, come del pari precisato nella Circolare Entrate n. 15/E del 2019, che l’obbligo di memorizzazione giornaliera dei corrispettivi, in assenza di Registro telematico, deve comunque essere assolto mediante i registratori di cassa già in uso ovvero tramite ricevute fiscali.

In sintesi, i contribuenti tenuti alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri e privi di “Rt” nel 1° semestre di vigenza dell’obbligo e fino al momento di disponibilità del “Rt”:

a) certificano i corrispettivi per mezzo di scontrini e ricevute fiscali;

b) inviano i relativi dati entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione secondo le indicazioni contenute nel citato Provvedimento 4 luglio 2019;

c) liquidano comunque correttamente e tempestivamente le imposte.

Non sussiste invece l’obbligo memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri laddove, in luogo di scontrini ovvero ricevute fiscali, le operazioni siano state documentate tramite l’emissione di fatture ex artt. 21 o 21-bis del Dpr. n. 633/1972.

L’Agenzia ha ricordato infatti che:

– le nuove disposizioni non hanno abrogato né modificato quelle in tema di fatturazione, con i relativi termini e modalità che restano quindi validi ed applicabili;

– l’emissione di una fattura, nelle ipotesi di operazioni ex art. 22 del Dpr. n. 633/1972, non solo è possibile ma, in linea generale, è obbligatoria a fronte della richiesta del cliente.

Ugualmente, nessun obbligo di memorizzazione/invio è previsto per coloro che svolgono le attività esonerate con il Decreto Mef 10 maggio 2019, come da ultimo modificato con Decreto dello stesso Ministro datato 24 dicembre 2019, tra cui gli Enti Locali, con riferimento ai servizi Iva rientranti nell’art. 22 del Dpr. n. 633/1972 e quindi anche nell’art. 2, comma 1, lett. qq), del Dpr. n. 696/1996, esonerati da qualsiasi tipo di certificazione: ad esempio, corrispettivi della “Refezione scolastica”, “Trasporto scolastico”, “Lampade votive”.

Nell’ambito della complessiva attività volta a favorire l’adempimento spontaneo, l’Agenzia delle Entrate ha inviato ai contribuenti con volume d’affari superiore a Euro 400.000, potenzialmente tenuti dal 1° luglio 2019 alla trasmissione telematica dei corrispettivi ma che non risultava effettuata, una comunicazione che segnalava la possibile anomalia.

Tali contribuenti – tra cui ricordiamo ad esempio anche alcuni Comuni, per l’attività svolta dalle Farmacie – possono fornire i chiarimenti del caso secondo quanto indicato nella lettera ricevuta e rimediare ad eventuali violazioni, con le modalità ed i benefici disciplinati dall’art. 13 del Dlgs. n. 472/1997 (“ravvedimento operoso”).

L’Agenzia ha precisato che, laddove l’unica omissione riscontrabile sia la mancata trasmissione dei dati relativi ad operazioni effettuate nel 1° semestre di vigenza dell’obbligo, la violazione, alla luce di quanto già indicato nella Circolare Entrate n. 15/E del 2019 e di quanto disposto dall’art. 10 della Legge n. 212/2000 (c.d. “Statuto del contribuente”) può essere regolarizzata senza che siano dovute sanzioni amministrative, tramite l’esecuzione dell’adempimento omesso ovvero procedendo alla trasmissione dei dati non oltre la scadenza del termine del 30 aprile 2020 previsto per la presentazione della Dichiarazione Iva relativa al periodo d’imposta 2019.

In definitiva, l’Agenzia ha ritenuto che le sanzioni indicate nell’art. 2, comma 6, del Dlgs. n. 127/2015 vadano applicate solo in caso di trasmissione telematica dei corrispettivi riferita al 2° semestre del 2019, successiva al 30 aprile 2020 ovvero omessa dopo tale data.


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