Oneri di costruzione e sede di Associazione sindacale

by Redazione | 24/07/2020 10:26

Nella Sentenza n. 4471 dell’11 luglio 2020 del Consiglio di Stato, i Giudici rilevano che l’art. 17, comma 3, lett. c), del Dpr. n. 380/2001, in forza del quale il “contributo di costruzione” non è dovuto “per gli impianti, le attrezzature, le opere pubbliche o di interesse generale realizzate dagli enti istituzionalmente competenti”, è una norma di stretta interpretazione, perché introduce un’ipotesi derogatoria alla previsione generale di cui all’art. 16, comma 1, dello stesso Dpr., che assoggetta a “contributo” tutte le opere che comportino trasformazione del territorio. Le Organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sono Associazioni private non riconosciute come persone giuridiche, che rappresentano e tutelano gli interessi delle categorie di lavoratori ad esse iscritti, senza tuttavia acquisire uno status e una qualifica pubblicistici, che presupporrebbero quanto meno l’attuazione, mai avvenuta, dell’art. 39, commi 2, 3 e 4, della Costituzione. La sede di un’Associazione sindacale non può essere qualificata come un’opera pubblica o d’interesse generale, ai fini dell’applicazione dell’esonero dal “contributo di costruzione” ai sensi dell’art. 17, comma 3, lett. c), del Dpr. n. 380/2001, ma soltanto come un bene strumentale, mediante il quale l’Associazione persegue i propri compiti statutari.

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