Opere pubbliche per messa in sicurezza di edifici e territorio: approvato il Modello per richiedere i contributi

Opere pubbliche per messa in sicurezza di edifici e territorio: approvato il Modello per richiedere i contributi

In data 29 agosto 2018, è stato pubblicato sul sito istituzionale del Viminale – Direzione centrale della Finanza locale, il Decreto (attualmente in corso di registrazione) con il quale il Ministero dell’Interno ha approvato il Modello di certificazione che i Comuni devono utilizzare per accedere ai contributi di cui ai commi da 853 a 861 della “Legge di bilancio 2018”, volti a finanziare opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio.

L’art. 1 del Decreto precisa che i contribuiti sono riservati ai Comuni che non risultano essere beneficiari delle risorse del “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle Città metropolitane e dei Comuni capoluogo di Provincia”, di cui all’art. 1, comma 974, della Legge n. 208/15.

Ciascun Ente può fare richiesta di contributo per una o più opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio, purché complessivamente non si sfori l’importo massimo attribuibile di Euro 5.225.000 complessivi.

Gli importi che la “Manovra finanziaria 2018” ha destinato al finanziamento di questi contributi ammontano, rispettivamente, a 150 milioni di Euro per l’anno 2018, 300 milioni per il 2019 e 400 milioni per l’anno 2020. I Comuni dovranno trasmettere al Viminale le proprie richieste di contributo entro il termine perentorio del 20 settembre 2018 (entro le ore 24.00), tramite il Sistema “Certificazioni Enti Locali” (Area “Certificati Tbel”, altri certificati), accessibile dal sito internet della Direzione centrale della Finanza locale, alla pagina http://finanzalocale.interno.gov.it/apps/tbel.php/login/verify.

La certificazione di cui all’Allegato “A”, approvata con il Decreto in commento, dovrà essere sottoscritta digitalmente dal Rappresentante legale e dal Responsabile del Servizio finanziario dell’Ente richiedente.

Eventuali dati già trasmessi possono essere rettificati entro il medesimo termine procedendo prima ad annullare la certificazione inviata e poi a trasmetterne una nuova.

Le richieste di contributo devono riferirsi ad opere inserite in uno strumento programmatorio e saranno considerate esclusivamente quelle pervenute dai Comuni che, alla data di presentazione delle richieste medesime, abbiano trasmesso al “Bdap” i documenti contabili di cui all’art. 1, comma 1, lett. b) ed e), e di cui all’art. 3 del Decreto Mef 12 maggio 2016, riferiti all’ultimo rendiconto della gestione approvato. Nel caso dei Comuni per i quali sono sospesi i termini ai sensi dell’art. 44, comma 3, del Dl. n. 189/16, le informazioni sono desunte dall’ultimo certificato di conto consuntivo trasmesso al Ministero dell’Interno.

Le richieste devono contenere le informazioni riferite alla tipologia dell’opera e al Cup e ad eventuali forme di finanziamento concesse da altri soggetti sulla stessa opera. La mancanza dell’indicazione di un Cup valido o l’errata indicazione in relazione all’opera per la quale viene chiesto il contributo, comporta l’esclusione dalla procedura.

Come precisato dal Viminale attraverso il Comunicato 29 agosto 2018, che correda il Decreto in questione, la parte anagrafica del Modello risulta già precompilata. Prima di procedere a inserire i dati relativi alla richiesta del contributo, i Comuni dovranno “flaggare” (spuntare) le 2 dichiarazioni che risultano essenziali ai fini della legittimazione alla richiesta.

Nel Modello dovranno poi essere indicati:

  1. Tipologia dell’opera– sintetica descrizione dell’opera per la quale si richiede il contributo, indicando anche il “Codice edificio” Snaes (“Sistema nazionale delle Anagrafi dell’Edilizia scolastica”), qualora l’opera riguarda l’edilizia scolastica (si veda nota allegata al Comunicato in commento). Al riguardo, si rammenta che è essenziale normativamente che le opere per le quali si richiede il contributo risultino inserite in uno strumento programmatorio (come ad esempio, il Piano triennale delle opere pubbliche);
  2. Codice Cup – il Cup nel Sistema del Dipe deve essere necessariamente in stato “Attivo” e classificato come: Natura – Realizzazione di lavori pubblici (opere ed impiantistica); Settore – Infrastrutture ambientali e risorse idriche, Opere infrastrutture sociali o Infrastrutture di trasporto;
  3. Finanziamento parziale – si dovrà indicare “” o “no” nelmenu a tendina. Si rammenta che l’opera non deve essere già integralmente finanziata da altri soggetti;
  4. Enti finanziatori – riportare la denominazione dei soggetti cofinanziatori;
  5. Strumento programmatorio – in quanto normativamente previsto, è obbligatorio compilare il campo corrispondente. Diversamente, qualora l’opera non rientri in uno strumento programmatorio la richiesta è esclusa dalla procedura di assegnazione del contributo;
  6. Costo complessivo dell’opera;
  7. Quota parte finanziata – riportare l’importo complessivo del finanziamento disponibile e i finanziamenti dei singoli Enti cofinanziatori;
  8. Richiesta contributo – l’importo non può essere superiore alla differenza tra il costo complessivo dell’opera e la quota parte finanziata.

Eventuali richieste di chiarimento possono essere inoltrate all’indirizzo mail operepubbliche.fl@interno.it, indicando il numero telefonico dell’Ufficio, al fine di rendere, laddove sia necessario, ancora più rapidi i suggerimenti sulle domanda poste dai Comuni.

di Veronica Potenza


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