Ordinanza contingibile e urgente

Ordinanza contingibile e urgente

Nella Sentenza n. 165 del 20 gennaio 2022 del Tar Campania, i Giudici affermano che la potestà di adottare Ordinanze contingibili e urgenti ex art. 54, del Dlgs. n. 267/2000 (Tuel) è attribuita al Sindaco, quale Ufficiale di governo. Mentre al Dirigente dell’Ente Locale sono riconosciuti compiti di ordinaria gestione del patrimonio comunale, fra i quali non rientra l’adozione di provvedimenti extra ordinem a tutela dell’incolumità collettiva e della sicurezza. Inoltre, il provvedimento prescinde, in linea di principio, da qualunque accertamento di responsabilità nella produzione del fattore di pericolo e si rivolge alla proprietaria del bene, salvo l’accertamento della responsabilità risarcitoria ad opera di terzi nelle competenti sedi giudiziarie. Questa peculiare tipologia di Ordinanza, tante la sua natura contingibile e urgente, al pari di un’Ordinanza di demolizione, è legittimamente indirizzabile, in ragione della relativa responsabilità solidale, ad un solo comproprietario, autonomamente ed immediatamente chiamato ad adoperarsi per eliminare lo stato di pericolo, onde così personalmente sottrarsi alle misure coercitive adottabili dall’autorità amministrativa e all’azione penale esercitabile da quella giudiziaria, potendo, comunque, il comproprietario pretermesso autonomamente tutelarsi entro il termine decorrente dalla piena conoscenza dell’emesso provvedimento interinale. E’, altresì, legittimamente emanabile anche per rimuovere situazioni risalenti nel tempo ed in relazione alle quali non si era intervenuti in precedenza, essendo a tale riguardo sufficiente la permanenza al momento dell’emanazione dell’atto della situazione di pericolo. La circostanza che la situazione di pericolo sia protratta nel tempo non rende dunque illegittima l’Ordinanza contingibile e urgente dal momento che in determinate situazioni, al pari di quella accertata come ricorrente nella presente fattispecie (pericolo di caduta di massi sulla strada pubblica), il trascorrere del tempo non elimina il pericolo, ma può, per contro, aggravarlo. La situazione di pericolo deve essere, in definitiva, attuale rispetto al momento dell’adozione del provvedimento.


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