Personale P.A.: i chiarimenti del Sottosegretario Rughetti in materia di mobilità negli Enti Locali

by Redazione | 17/02/2015 9:25

Nel corso della seduta della Camera di venerdì 6 febbraio 2015, il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Angelo Rughetti ha risposto all’Interpellanza urgente concernente l’attuazione delle disposizioni di cui alla Legge n. 56/14 in materia di mobilità negli Enti Locali.

Disponibile qui di seguito la trascrizione dell’intervento.

Camera dei Deputati Resoconto stenografico dell’Assemblea Seduta n. 373 di venerdì 6 febbraio 2015

(Attuazione delle disposizioni di cui alla legge n. 56 del 2014 in materia di mobilità negli enti locali – n. 2-00812)

PRESIDENTE. Passiamo all’interpellanza urgente Giorgis n. 2-00812, concernente attuazione delle disposizioni di cui alla legge n. 56 del 2014 in materia di mobilità negli enti locali (Vedi l’allegato A – Interpellanze urgenti). Chiedo all’onorevole Giorgis se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.

ANDREA GIORGIS. Signor Presidente, ai sensi dei commi 421, 422 e 423 della legge di stabilità 2015 si prevede rispettivamente una riduzione della dotazione del personale delle città metropolitane e delle province; si prevede l’attivazione di procedure di mobilità; si prevede, inoltre, la ricollocazione dei soggetti collocati in mobilità verso enti locali e verso regioni e, solo successivamente, verso altre pubbliche amministrazioni. Poi si prevede, al comma 423, che il Governo emani atti contenenti i criteri sulla base dei quali individuare il personale interessato. Ora, il senso dell’interpellanza urgente che abbiamo presentato si riassume in due semplici domande. La prima: non è opportuno procedere alla individuazione dei dipendenti da collocare in mobilità solo dopo che le regioni abbiano definito se e quali funzioni delegare ai nuovi enti ? Seconda domanda: quali sono ad oggi i criteri sulla base dei quali debbono essere individuate le persone da collocare in mobilità ? Queste sono le due domande che poniamo al Governo. Sono due domande tra di loro strettamente collegate perché, da un lato, la definizione di criteri generali e astratti per individuare il personale serve a scongiurare che si consumino delle scelte irragionevoli e arbitrarie e, soprattutto, serve a fare in modo che le persone siano collocate in un ruolo che consenta loro di svolgere al meglio il proprio lavoro e, quindi, offra alla pubblica amministrazione del personale adatto ai compiti che la pubblica amministrazione è chiamata a svolgere. Dall’altro lato, però, si tratta anche di fare in modo che non si determinino dei trasferimenti che poi potrebbero, nel giro di pochissimo tempo, dimostrarsi irragionevoli e soprattutto essere smentiti, perché se le regioni ritrasferiscono le funzioni alle province o alle città metropolitane, allora è del tutto ragionevole prima di tutto sapere quali sono queste funzioni e quali sono, quindi, i compiti che vengono concretamente attribuiti alle città metropolitane e alle province.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Angelo Rughetti, ha facoltà di rispondere.

ANGELO RUGHETTI, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Signor Presidente, ringrazio gli interpellanti e l’onorevole Giorgis in particolare perché questa interpellanza ci consente anche di fare il punto sulla attuazione della legge n. 56 del 2014 sul riordino dell’amministrazione territoriale della nostra Repubblica che è il primo pezzo della riforma della Repubblica che è partito, cui seguirà poi la riforma più complessa dell’attuazione della legge di delega sulla riforma della pubblica amministrazione centrale. Venendo al tema specifico che viene sollevato dall’interpellante, noi sappiamo che l’attuazione della legge n. 56 è una riforma complessa e per questo il Governo ha deciso di sostenere e accompagnare l’attuazione di questa legge attraverso degli strumenti che sono stati inseriti appunto nella legge di stabilità, a cui l’interpellante faceva riferimento, e che hanno innanzitutto il compito di salvaguardare gli equilibri di bilancio e organizzativi sia degli enti di area vasta che delle città metropolitane per fare in modo, come primo obiettivo, che ci sia una continuità nell’erogazione Pag. 10dei servizi sul territorio e, quindi, i cittadini possano avere un livello di servizi adeguato ai loro fabbisogni. In questo senso nella legge di stabilità sono state inserite tre disposizioni particolari, la prima delle quali riguarda il personale, a cui faceva riferimento l’interpellante, e sul quale poi tornerò; un’altra disposizione riguarda la rinegoziazione dei mutui che consentirà alle aree vaste di poter dilazionare il pagamento delle rate di ammortamento e, quindi, avere maggiore disponibilità di cassa nell’anno in corso; la terza riguarda la valorizzazione degli immobili sulla quale il Governo sta proprio lavorando in questo periodo. Ma, per sostenere ulteriormente questo processo e accompagnarlo il Governo ha anche messo in atto delle linee guida che sono state recentemente firmate dai Ministri Madia e Lanzetta, e che sono state inviate a tutti gli enti, nelle quali si conferiscono delle istruzioni alle quali gli enti possono far riferimento per avere un’attuazione omogenea dello stesso dettato della legge di stabilità sul territorio. Oltre a questo sta per partire – e proprio la prossima settimana ci sarà l’insediamento del gruppo di lavoro – un progetto pilota che riguarderà, in particolare, anche le province della regione Piemonte e la città metropolitana di Torino, per sostenere questi enti nell’attuazione concreta delle norme della legge di stabilità, in modo che questa attuazione sia proprio accompagnata da un gruppo di lavoro, messo a disposizione dal Formez, che ci darà, in concreto, la prova della sostenibilità del processo di riordino e della sostenibilità del livello dei servizi. Relativamente alle due domande specifiche a cui lei faceva riferimento, nella legislazione vigente il sistema che si è delineato individua tre momenti procedurali: il primo momento è la definizione della nuova dotazione organica delle province che, come lei sa, secondo le indicazioni della legge di stabilità, dovrà essere ridotta del 50 per cento e ciò individuerà un primo contingente di spesa da destinare a quella dotazione organica e, quindi, non un elenco di persone ma un contingente di spesa; ci sarà un secondo contingente di spesa che accompagnerà il personale, che è collegato alle funzioni che sono regolate dalle regioni, e anche qui non parliamo di mobilità ma parliamo di persone che svolgeranno la stessa funzione che svolgevano prima ma con un datore di lavoro diverso; poi, abbiamo il terzo elemento della procedura, che riguarda la mobilità vera e propria, e che sarà composto, cioè, da coloro che non troveranno allocazione né nel primo contingente né nel secondo contingente e che, quindi, avranno bisogno di una ricollocazione in altri enti della pubblica amministrazione. Questa è la mobilità vera e propria, questa è la mobilità ex articolo 30 del decreto legislativo n. 165 del 2001, questa è la procedura di mobilità concreta che riguarderà una parte limitata del personale oggi in servizio presso le province. Questa mobilità dovrà essere fatta, come lei diceva, in un momento successivo all’emanazione delle leggi regionali o all’eventuale potere sostitutivo dello Stato, così come previsto dalla legge n. 56 del 2014, è verrà fatta in base a due elementi oggettivi: il primo è il decreto ministeriale contenuto nella legge di stabilità, che dovrà definire i criteri in base ai quali verranno scelte le persone da collocare in esubero, e verrà fatta in base a delle tabelle di equiparazione che consentiranno in modo automatico di definire, di stabilire ex ante qual è il livello e la qualifica, retributiva e funzionale, nella quale la persona, che sarà coinvolta da questa mobilità, sarà riallocata nel nuovo ente. Per avvantaggiare e per facilitare questo lavoro, lo Stato sta elaborando, sta producendo una mappatura di tutti i posti vacanti nell’amministrazione centrale, in modo da potere avere, regione per regione, a livello di osservatorio regionale, un tavolo nel quale sono rappresentate tutte le amministrazioni pubbliche, della Repubblica, su quel territorio, un elenco delle persone eccedentarie e un elenco dei posti vacanti, in modo che in quella sede si possa poi organizzare una procedura di mobilità che sia, diciamo, meno faticosa Pag. 11possibile per i dipendenti ma che, soprattutto, abbia come obiettivo finale il miglioramento della qualità dei servizi. Noi oggi abbiamo un’amministrazione che ha del personale eccedentario in altri enti e, invece, abbiamo tanti posti vacanti in altre amministrazioni. I tribunali e la giustizia ne rappresentano un caso e, infatti, recentemente il Ministero ha pubblicato un bando proprio per facilitare questa procedura di mobilità da altre amministrazioni, a cominciare da quella delle province, anzi privilegiando quella delle province fino ad arrivare a quella dell’amministrazione giudiziaria. Quindi, è un lavoro complesso ma mi sembra che, per rispondere alle domande che ella poneva, i criteri verranno definiti successivamente e la procedura di mobilità sarà definita successivamente.

PRESIDENTE. L’onorevole Giorgis ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatto per la risposta alla sua interpellanza, per dieci minuti.

ANDREA GIORGIS. Signor Presidente, dichiaro la mia soddisfazione e devo anche dire che sono, insieme agli altri presentatori dell’interpellanza urgente, molto contento della chiarezza della risposta del Governo, perché dalle parole del Governo emerge, mi sembra in maniera inequivoca, quale è la tempistica e, soprattutto, quali sono le fasi che devono precedere quell’eventuale procedura di mobilità che, ci auguriamo, riguarderà un numero bassissimo di persone; e, in ogni caso, quella fase sarà preceduta, così ho inteso, dall’emanazione di una serie di atti molti puntuali e sarà comunque finalizzata a fare in modo che vi sia la più efficace collocazione del personale nell’ambito della pubblica amministrazione complessivamente intesa. E questo io credo che sia l’unico criterio che debba sovrintendere all’intero processo di riforma che è stato avviato perché noi abbiamo bisogno di contemperare, da un lato, il fondamentale diritto al lavoro del personale della pubblica amministrazione insieme alla necessità che quel lavoro corrisponda ad un’esigenza sociale, perché la pubblica amministrazione, comunque, giustifica se stessa in quanto eroghi servizi capaci di corrispondere ai bisogni dei cittadini. Quindi, credo che questo criterio, che è stato or ora enunciato dal Governo, sia un criterio che debba essere nella maniera più puntuale e precisa applicato. Da questo punto di vista, esprimo anche apprezzamento per la scelta di procedere ad una sperimentazione e all’attivazione di un progetto pilota che consentirà proprio, attraverso una sperimentazione, di definire in corso d’opera eventuali correzioni e eventuali integrazioni e, di conseguenza, una più efficace realizzazione di quelli che sono gli obiettivi che sottintendono al complesso della riforma.

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