Personale P.A.: il ricorso all’istituto della mobilità consente di derogare ai vincoli di spesa?

Nella Delibera n. 69 del 6 giugno 2018 della Corte dei conti Piemonte, un Sindaco chiede di sapere se, avviata una procedura di mobilità, la circostanza che l’unità assunta determini un aumento dell’aggregato spesa per il personale rispetto all’esercizio precedente sia o meno ostativa alla procedura stessa.

In ordine alla procedura di mobilità, la Sezione chiarisce che i rapporti tra l’istituto della mobilità e i vincoli assunzionali sono disciplinati dall’art. 1, comma 47, della Legge n. 311/04. Da tale norma deriva che la mobilità è una forma di reclutamento, consentita anche in deroga a tali vincoli, purché sia garantita la neutralità finanziaria la quale deve assicurare che, all’interno del Comparto pubblico, non si producano variazioni nella consistenza numerica dell’organico e incrementi nella spesa di personale. A tal fine,la mobilità in uscita verso un Ente sottoposto a limitazioni non è considerata dall’Ente cedente, a sua volta sottoposto a vincoli assunzionali, come cessazione utile ai fini di nuove assunzioni dall’esterno, così come l’Ente di destinazione non imputerà l’ingresso in mobilità nella quota consentita dalle norme vigenti per le assunzioni.

Fermi tali presupposti, ciascun Ente coinvolto nella procedura di mobilità dovrà comunque rispettare i vincoli di spesa dettati dalla Legge n. 296/06 (art. 1, commi 557 e seguenti). Pertanto, la risposta al quesito si rinviene nel chiaro disposto normativo, senza necessità di intervento interpretativo alcuno. Ai sensi dell’art. 1, comma 557, della Legge n. 296/06, “ai fini del concorso delle Autonomie regionali e locali al rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, gli Enti sottoposti al Patto di stabilità interno assicurano la riduzione delle spese di personale”.