Piccoli Comuni: avviato confronto Anci-Viminale per ampliare la loro autonomia

by Redazione | 17/12/2015 8:41

Ridare funzionalità, flessibilità e autonomia ai piccoli Comuni: questo il dichiarato intendo del confronto tra Anci e Ministero dell’Interno, avviato ieri. Con il Comunicato diramato a margine dell’incontro, il Presidente del Consiglio nazionale Anci, nonché Sindaco di Catania, Enzo Bianco, ha evidenziato la necessità di prevedere maggiori margini di flessibilità per gli Enti di piccole dimensioni su temi come le Centrali uniche di committenza o le gestioni associate.

Per il Vice-Presidente e Sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, la questione è legata a doppio filo con la riforma avviata dalla Legge n. 56/14 (c.d. “Legge Delrio”). “Se ora parliamo di Comuni – ha detto Ricci – è giusto che si rafforzino giacché si è deciso di svuotare le vecchie Province. Se non facciamo questo rischiamo di indebolire la governance nei territori”. La proposta Anci in materia è quella di “mettere insieme tutti i Comuni, non solo i piccoli. Il 31 dicembre cade l’obbligo a mettere insieme le fusioni. Noi non chiediamo l’ennesima deroga ma un criterio differente cha parta da bacini omogenei. Stabiliamo insieme una data che può essere il 30 giugno del prossimo anno e in questo arco di tempo si lasci ai Sindaci decidere quali sono i bacini omogenei a prescindere dalle dimensioni per arrivare ad un riassetto complessivo del governo territoriale. Se non facciamo questo – ha quindi concluso – rischiamo di lasciare sole Città medie e Città metropolitane ed è provato che le Unioni funzionano dove c’è un centro grande che funge da traino e punto di riferimento”.

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