Pil italiano: l’Istat stima un aumento pari all’1,1 % per il 2016

Pil italiano: l’Istat stima un aumento pari all’1,1 % per il 2016

Aumento del Pil dell’1,1% in termini reali, ripresa degli investimenti (+2,7%) e miglioramenti sul fronte occupazionale (+0,8%): sono le stime elaborate dall’Istat per il 2016.
Non certo il preludio di un nuovo miracolo italiano ma una serie di indicatori con il segno “più” che comunque fanno sperare che quanto meno non si assisterà a nuovi fenomeni recessivi.

Secondo l’Istituto nazionale di statistica, a fare da traino del Pil sarà soprattutto la domanda interna (che ne spingerà la crescita per 1,3 punti percentuali). Le previsioni sull’andamento delle esportazioni e sulla variazione delle scorte fanno però presumere una contrazione che porterebbe a un risultato finale pari appunto all’1,1%.
La spesa delle famiglie in termini reali è stimata in aumento dell’1,4%, alimentata dall’incremento del reddito disponibile e dal miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro.

Gli investimenti secondo l’Istat cresceranno del 2,7%, beneficiando del rafforzamento delle attese sulla crescita dell’economia e del miglioramento delle condizioni del mercato del credito.
Quanto all’occupazione, l’Istat ha previsto un consolidamento dei recenti progressi (+0,8% in termini di unità di lavoro) e una conseguente riduzione del tasso di disoccupazione, che sarebbe destinato ad attestarsi intorno all’11,3%.


Related Articles

Rimborso spese aspettative sindacali dipendenti: il Viminale non garantisce assistenza tecnica in prossimità della scadenza

Con il Comunicato 19 aprile 2018, il Ministero dell’Interno – Direzione centrale per la Finanza locale, ha richiamato l’attenzione degli

“Mensa scolastica”: qualifica di servizio pubblico

Nella Sentenza n. 7640 del 2 dicembre 2020 del Consiglio di Stato, i Giudici si esprimono sulla natura del servizio

Armonizzazione: corretta contabilizzazione per il leasing finanziario e i contratti assimilati al “partenariato pubblico privato”

Lo scorso 6 luglio 2017, sul portale Arconet, è stata pubblicata la Faq n. 23 avente ad oggetto la corretta