Pnrr: Nicotra “Per rispettare la scadenza del 2026 servono procedure rapide e finanziamenti diretti ai Comuni”

by Redazione | 09/04/2021 14:10

Non ci possiamo permettere di aspettare 6 mesi per la registrazione di un Decreto dalla Corte dei conti e poi chiedere al povero Comune di realizzare in sei mesi l’opera

“Il cambio di Governo ha determinato alcuni mutamenti nell’assetto del confronto sull’utilizzo delle risorse del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, e siamo ancora in una fase di definizione dei contenuti del piano. Nell’incontro di ieri, in sede di Conferenza unificata Stato-Regioni-Province-Città, dal presidente Draghi è arrivato un messaggio di forte volontà politica”. E’ quanto sottolinea Veronica Nicotra, Segretaria generale Anci, intervenendo al primo tavolo tecnico del progetto ‘Next Generation Eu – EuroPa Comune’, organizzato dal Csel, il Centro Studi Enti Locali.

“L’incontro è stato abbastanza franco e diretto, sono anche emerse chiaramente le criticità con i nodi strutturali – riferisce Nicotra – e il capo del Governo ha chiesto di cambiare tutto il possibile, di non restare impantanati nei vincoli e negli ostacoli che il nostro Paese ha visto, ha sofferto, subìto e in qualche modo accettato”.

Come evidenziato da Veronica Nicotra, Draghi ha ribadito che le linee guida del Pnrr non saranno stravolte rispetto a quelle delineate dal precedente Esecutivo: missioni, contenuti e programmi saranno quelli. Sono però stati forniti importanti chiariti in tema di governance: “Siamo lieti che il Ministero dell’Economia e delle Finanze avrà un ruolo di coordinamento di tutto il piano, con un ruolo forte e importante”.

La Segretaria generale Veronica Nicotra ha messo l’accento sulla necessità di avere “finanziamenti diretti e non intermediati ai Comuni e alle Città. Con questo intendiamo, il più possibile, procedure snelle, accelerate e semplificate, con riduzione al minimo di passaggi burocratici formali: abbiamo un’esperienza sul campo che suggerisce come tutti i finanziamenti ripartiti direttamente, sulla base dei parametri di legge, ai Comuni, senza mediazioni soprattutto regionali, siano quelli che funzionano meglio. Su questo non ci sono dubbi, dati alla mano. La triangolazione Mef, Ministero dell’Interno e Anci è quella che funziona meglio per le misure di investimento che noi vediamo quotidianamente”:

Secca la stoccata della Segretaria generale ai tempi ministeriali e della Magistratura contabile: “Noi spesso perdiamo molti mesi in attesa di Decreti, firme dei Ministri, Decreti interministeriali o in attesa della Corte dei conti. Sono mesi che diventano veramente strategici, in questo caso, per il rispetto della scadenza del 2026. Non ci possiamo permettere di aspettare 6 mesi per la registrazione di un Decreto dalla Corte dei conti e poi chiedere al povero Comune di realizzare in sei mesi l’opera, perché purtroppo in questo Paese avviene anche questo. Proviamo a cambiare tutti insieme, con una assunzione di responsabilità collettiva”.

Veronica Nicotra ha anche messo l’accento sull’enorme deficit di organico che le Amministrazioni territoriali di portano dietro, alla luce dei vincoli assunzionali imposti negli ultimi anni, definiti “assurdi”. In termini numerici si tratta di 115.000 unità di personale perse negli ultimi 10 anni, pari a più del 20% del totale, a fronte di oneri, competenze e adempimenti che sono cresciuti negli anni.

“C’è stata – ha detto la Segretaria generale Nicotra – una schizofrenia del Legislatore a cui va posto veramente uno stop. Abbiamo trovato il Ministro Brunetta molto sensibile su questo”.

“Abbiamo circa 11 miliardi di investimenti già a legislazione vigente per i prossimi 3 anni. Siccome si tratta prevalentemente di quegli investimenti che funzionano, basati sulla triangolazione Interno, Mef e Anci, e per i quali si va rapidamente. Io credo che il meccanismo, anche per quanto riguarda il Recovery plan, sarà lo stesso. Solo così riusciremo ad andare a vanti e a spendere veramente queste risorse. Altrimenti ho paura che ci saranno parecchi problemi perché se dobbiamo aspettare, tra un anno, il bando del Ministero o addirittura la progettazione regionale che se funziona soltanto in due Regioni in questo Paese, e nelle altre 18 no – perché è così – rischiamo di arrivare in grave ritardo”.

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