“Pnrr”: pubblicata la Legge di conversione del Dl. 6 novembre 2021, n. 152

“Pnrr”: pubblicata la Legge di conversione del Dl. 6 novembre 2021, n. 152

Sulla G.U. n. 310 del 31 dicembre 2021 è stata pubblicata la Legge 29 dicembre 2021, n. 233, che converte il Dl. 6 novembre 2021, n. 152, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione del ‘Piano nazionale di ripresa e resilienza’ (‘Pnrr’) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose” (vedi Entilocalinews n. 44 del 15 novembre 2021). 

La Legge n. 233/2021 introduce misure di semplificazione capaci di velocizzare l’attuazione degli Interventi previsti dal “Pnrr”. I primi articoli si concentrano in particolar modo sullo stanziamento di risorse per l’attuazione delle misure previste dal “Pnrr”. Sono inoltre affrontati temi legati alle Gestioni commissariali, alle Imprese agricole e allo Sport e, nel Titolo IV, si descrivono le misure adottate e gli Investimenti per rafforzare il Sistema di prevenzione antimafia.

Di seguito si riporta il commento degli articoli di maggior interesse per gli Enti Locali e le loro Società pubbliche.

Artt. 1-4 – Sostegno Imprese Settore turistico

La Legge fornisce contributi per finanziare interventi strutturali e sostenere le imprese del Settore turistico per attuare gli obiettivi previsti dal “Pnrr”. È inoltre riconosciuto un contributo per la digitalizzazione di Agenzie e Tour operator.

La Legge di conversione introduce l’art. 3-bis in cui si prevede che il “Fondo per le imprese turistiche” è incrementato di Euro 40 milioni per l’anno 2022, di Euro 15 milioni per l’anno 2023, di Euro 15 milioni per l’anno 2024 e di Euro 30 milioni per l’anno 2025.

Art. 8 – “Fondo ripresa resilienza Italia

E’ autorizzata, per l’attuazione delle Linee progettuali “Piani urbani integrati – Fondo di Fondi della Bei – M5C2, intervento 2.2 b)” e “Sviluppo e resilienza delle Imprese del Settore turistico – M1C3 Intervento 4.2.3”, nell’ambito del “Piano nazionale di ripresa e resilienza”, la costituzione del “Fondo ripresa resilienza Italia”, con una dotazione pari ad Euro 772 milioni per l’anno 2021, del quale lo Stato italiano è contributore unico e la cui gestione è affidata alla Bei. I relativi oneri sono a carico del “Fondo di rotazione per l’attuazione del Next Generation EU-Italia”.

Ai fini dell’immediata operatività del “Fondo ripresa resilienza Italia”, il Mef è autorizzato a stipulare con la Bei uno o più accordi necessari a consentire la sua costituzione ed a trasferire le risorse su di un conto corrente infruttifero appositamente acceso presso la Tesoreria centrale dello Stato, intestato alla Bei. Apposito accordo di finanziamento conferirà la gestione del “Fondo” alla Bei e definirà le modalità ed i criteri di gestione delle risorse da parte della stessa Bei, nel rispetto dei principi e degli obblighi riferiti all’attuazione del “Pnrr”, ivi compreso il Principio di non arrecare danno significativo all’ambiente (“Dnsh”), le priorità e la strategia di investimento del “Fondo ripresa resilienza Italia”, i criteri di ammissibilità per i beneficiari e di selezione mediante avviso pubblico, i compiti ed i poteri del Comitato per gli investimenti (da istituirsi con Decreto Mef entro il prossimo 7 dicembre 2021), nonché i Settori target in cui investire.

Una quota del citato “Fondo”, fino ad un massimo del 5% dell’importo totale delle contribuzioni erogate ai destinatari finali in prestiti e fino ad un massimo del 7% dell’importo totale delle contribuzioni erogate ai destinatari finali in investimenti in equity e quasi-equity, può essere destinata agli oneri di gestione connessi all’attività oggetto degli accordi sopra citati.

Le risorse rinvenienti dall’attuazione del “Fondo ripresa resilienza Italia” sono reinvestite per gli stessi obiettivi e le stesse priorità strategiche, senza ulteriori oneri per la finanza pubblica.

Al fine di sostenere Investimenti coerenti con le finalità del “Pnrr” e con i Principi di Digitalizzazione, Sostenibilità ed Efficienza energetica, nell’ambito del “Fondo ripresa resilienza Italia”, è costituita una Sezione denominata “Fondo per il Turismo sostenibile”, con dotazione di Euro 500 milioni per l’attuazione della Linea progettuale “Sviluppo e resilienza delle imprese del settore turistico – M1C3 intervento 4.2.3” del “Pnrr”, con una riserva del 50% dedicata agli Interventi volti al supporto degli Investimenti di riqualificazione energetica per quanto attiene alle Linee progettuali riferite al Settore turistico.

Art. 9 – Rafforzamento ed efficienza dei processi di gestione, revisione e valutazione della spesa e miglioramento dell’efficacia dei relativi procedimenti

La norma modifica l’art. 242, comma 7, del Dl. n. 34/2020, e indica ora nel 31 dicembre 2026 la data di scadenza dei Programmi operativi complementari relativi alla “Programmazione comunitaria 2014/2020”, e che le risorse dei Programmi operativi complementari possono essere utilizzate anche per il supporto tecnico e operativo all’attuazione del “Pnrr”.

Per la tempestiva attuazione della “Riforma 1.11” del “Pnrr”), per favorire l’applicazione delle misure di garanzia per il rispetto dei tempi di pagamento dei debiti commerciali delle Pubbliche Amministrazioni, viene modificato anche l’art. 1 della Legge n. 145/2018. Si prevede quindi che, limitatamente agli esercizi 2022 e 2023, le Amministrazioni pubbliche possono elaborare l’Indicatore relativo al debito commerciale residuo sulla base dei propri dati contabili, previo invio della comunicazione alla “Pcc” dello stock di debiti commerciali residui scaduti e non pagati alla fine dell’esercizio precedente in relazione ai 2 esercizi precedenti, e verifica da parte del competente Organo di controllo di regolarità amministrativa e contabile.

Viene indicato che il “Fondo garanzia debiti commerciali” deve essere previsto e inserito in bilancio dell’Ente anche quando questo si trova in gestione provvisoria o in esercizio provvisorio.

E’ integrato anche l’elenco delle comunicazioni da effettuare alla “Pcc”, indicando anche la comunicazione dello stock di debiti commerciali residui scaduti e non pagati alla fine dell’esercizio precedente in esercizio provvisorio/gestione provvisoria, che costituiscono indicatori rilevanti ai fini della definizione del Programma delle verifiche da parte dei Servizi ispettivi di finanza pubblica Mef-RgS.

Viene poi previsto che, al fine di favorire la produzione di analisi sull’impatto su occupazione e retribuzione del lavoro dipendente e autonomo e su altri fenomeni di interesse settoriale del “Pnrr”, tramite la stipula di Convenzioni o l’avvio di Programmi di ricerca, le Amministrazioni pubbliche possono promuovere l’utilizzo a fini di ricerca di dati provenienti da archivi amministrativi e la loro integrazione con informazioni provenienti anche da fonti esterne all’Amministrazione originaria.

Al fine di consentire il tempestivo avvio ed esecuzione dei Progetti “Pnrr” finanziati a valere su autorizzazioni di spesa del bilancio dello Stato, il Mef, nell’ambito delle disponibilità del conto corrente di Tesoreria centrale “Ministero dell’Economia e delle Finanze – Attuazione del Next Generation EU-Italia – Contributi a fondo perduto”, può disporre anticipazioni da destinare ai soggetti attuatori dei Progetti, ivi compresi gli Enti territoriali, sulla base di motivate richieste presentate dalle Amministrazioni centrali titolari degli Interventi “Pnrr”.

Per i soggetti attuatori, le anticipazioni di cui al presente comma costituiscono trasferimenti di risorse per la realizzazione tempestiva degli Interventi “Pnrr”. Le risorse erogate sono tempestivamente reintegrate al predetto conto corrente di Tesoreria dalle medesime Amministrazioni titolari degli Interventi, a valere sui pertinenti stanziamenti di bilancio.

Ai fini del rafforzamento delle attività, degli strumenti di analisi e monitoraggio della spesa pubblica e dei processi di revisione e valutazione della spesa, presso il Mef-RgS è istituito il Comitato scientifico per le attività inerenti alla revisione della spesa, con funzioni di supporto alle attività di analisi e valutazione della spesa. Il Comitato opera in relazione alle Linee-guida stabilite dal Presidente del Consiglio dei Ministri e riferisce al Mef. Il Comitato indica i criteri e le metodologie per la definizione dei processi e delle attività di revisione della spesa, nonché gli obiettivi da perseguire.

Per il rafforzamento delle strutture della RgS per le attività di implementazione dei processi di redazione del bilancio di genere e del bilancio ambientale, il Mef è autorizzato per il biennio 2021-2022 a reclutare in deroga aggiuntive unità di personale.

Per lo svolgimento di tutti i compiti di cui al presente articolo attributi al Mef-RgS, il Ministero può anche avvalersi del supporto di Società a prevalente partecipazione pubblica, nonché di un contingente massimo di 10 esperti di comprovata qualificazione professionale, ed è autorizzato a stipulare convenzioni con Università, Enti e Istituti di ricerca.

Le risorse iscritte nel bilancio dello Stato espressamente finalizzate alla realizzazione degli Interventi del “Pnrr” possono essere versate sui conti correnti infruttiferi aperti presso la Tesoreria centrale dello Stato, laddove richiesto da esigenze di unitarietà e flessibilità di gestione del “Pnrr”. I fondi esistenti sui conti correnti aperti presso la Tesoreria centrale dello Stato, nonché sulle apposite contabilità speciali intestate alle Amministrazioni dello Stato per la gestione degli Interventi del “Pnrr” – non sono soggetti ad esecuzione forzata. Sui fondi ivi depositati non sono ammessi atti di sequestro o di pignoramento presso le sezioni di tesoreria dello Stato, a pena di nullità rilevabile anche d’ufficio. Gli atti di sequestro o di pignoramento eventualmente notificati non determinano obbligo di accantonamento da parte delle sezioni medesime.

Le attività connesse alla realizzazione della “Riforma 1.15” del “Pnrr”, denominata “Dotare le Pubbliche Amministrazioni italiane di un Sistema unico di contabilità economico-patrimoniale”, inserita nella Missione 1, Componente 1, dello stesso “Piano”, sono svolte dalla Struttura di governance istituita presso la RgS con Determina del Ragioniere generale dello Stato n. 35518/2020.

Al fine di favorire la partecipazione degli Enti territoriali alla definizione della “Riforma 1.15” del “Piano nazionale di ripresa e resilienza”, le proposte relative ai Principi e gli standard contabili elaborate dallo Standard Setter Board sono trasmesse, per il parere, alla Commissione Arconet.

Art. 11 – Modifiche alla Conferenza di servizi per Insediamenti Zes e Sportello unico Zes

La norma modifica gli artt. 5 e 5-bis del Dl. n. 91/2017 in materia di Zone economiche speciali (Zes), zone istituibili per favorire la creazione di condizioni favorevoli in termini economici, finanziari e amministrativi, e così consentire lo sviluppo, in alcune aree del Paese, delle Imprese già operanti, nonché l’insediamento di nuove Imprese in dette aree.

Nell’art. 5, comma 1, viene sostituita la lett. a-ter), e ora si prevede che presso ogni Commissario straordinario (soggetto per l’amministrazione dell’Area Zes), opera uno Sportello unico digitale presso il quale i soggetti interessati ad avviare una nuova attività soggetta all’Autorizzazione unica presentano il proprio Progetto. Ciascun Commissario rende noto, con avviso pubblicato sul proprio sito istituzionale, la data a partire dalla quale lo sportello è reso disponibile. Nelle more della piena operatività dello Sportello unico digitale, le domande di autorizzazione unica sono presentate al Suap territorialmente competente; gli enti titolari dei Suap si raccordano con il Commissario.

Con la modifica della lett. a-sexies), del coma 1, si proroga al 31 dicembre 2023 la scadenza delle proposte per la perimetrazione delle “Zone franche doganali intercluse” nelle Zes.

L’integrazione del comma 6, sempre dell’art. 5, prevede che l’Agenzia per la coesione affidi i servizi tecnologici per la realizzazione dello Sportello unico digitale e per la sua messa in funzione, mediante procedura di evidenza pubblica, ovvero si avvalga, mediante convenzione, di piattaforme già in uso ad altri enti o amministrazioni.

All’art. 5-bis, con l’integrazione del comma 4, si prevede modalità decisionali definite quando, in materia di Zes, le Amministrazioni preposte alla tutela ambientale, paesaggistico territoriale, dei beni culturali o alla tutela della salute e della pubblica incolumità, ovvero le Amministrazioni delle Regioni, si oppongano alla determinazione motivata di conclusione della Conferenza di servizi.

Art. 15 – Alloggi per studenti 

Sono apportate modifiche all’art. 1 della Legge n. 338/2000 con l’aggiunta di elementi finalizzati alla semplificazione del processo edilizio grazie a strumenti per la rappresentazione digitale del processo costruttivo.

Art. 16 – Risorse idriche 

Sono definiti i criteri per incentivare l’uso sostenibile dell’acqua in Agricoltura, e per sostenere l’uso del “Sistema comune di gestione delle risorse idriche” (“Sigran”). Il Piano degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico a valere sulle risorse di bilancio del Mite è adottato con uno o più Decreti del Mite stesso previa Intesa con i Presidenti delle Regioni e delle Province autonome di Trento e Bolzano interessate agli Interventi ammessi a finanziamento nei rispettivi territori.

Artt. 17 e 17-bis – Piano d’azione per la riqualificazione dei siti orfani 

Entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del Decreto, il sarà adottato un apposito “Piano d’azione per la riqualificazione dei siti orfani” al fine di ridurre l’occupazione del terreno e migliorare il risanamento urbano, conformemente alle previsioni indicate nella Misura “M2C4” del “Pnrr”.

Con uno i più Decreti da pubblicare entro l’anno di entrata in vigore della Legge, sono effettuate, inoltre, la ricognizione e la riperimetrazione dei siti contaminati attualmente classificati di interesse nazionale ai fini della bonifica, escludendo le aree e i territori che non soddisfano più i requisiti di cui all’art. 252, comma 2, del Dl. n. 152/2006. 

Art. 18 – Proposta di riduzione dei tempi del procedimento di valutazione ambientale strategica 

Il Decreto modifica il Dl. n. 152/2006 accorciando alcuni dei tempi previsti in particolare per la consultazione e per la ​​visione della proposta di Piano.

Artt. 20 e 20-bis – Interventi comunali in materia di Efficientamento energetico, Rigenerazione urbana, Mobilità sostenibile e Messa in sicurezza degli edifici e Valorizzazione del territorio 

I Comuni beneficiari di investimenti destinati ad opere pubbliche, come stabilito dagli art. 29 e 29-bis della Legge n. 160/2019, utilizzano una quota pari o superiore al 50% delle risorse assegnate nel periodo dal 2020 al 2024, per investimenti di cui alla lett. a), comma 29, della Legge n. 160/2019.

I Comuni beneficiari dei contributi rispettano ogni disposizione impartita in attuazione del “Pnrr” per la gestione, monitoraggio, controllo e valutazione della misura compresi gli obblighi in materia di comunicazione e informazione.

I fondi per la Rigenerazione urbana definiti dal comma 42 della predetta Legge sono incrementati di Euro 100 milioni per l’anno 2022 e Euro 200 milioni per ciascuno degli anni 2023 e 2024. I Comuni beneficiari delle risorse dovranno rispettare ogni disposizione impartita in attuazione del “Pnrr” per la gestione, controllo e valutazione della misura. Per le risorse predette i Comuni dovranno assicurare l’alimentazione tempestiva del Sistema di monitoraggio per la rilevazione puntuale dei dati di avanzamento dei lavori relativi agli Interventi finanziati, con particolare riferimento agli elementi anagrafici e identificativi dell’operazione, della localizzazione, dei soggetti correlati all’operazione, delle informazioni inerenti alle procedure di affidamento dei lavori, dei costi previsionali e delle relative voci di spesa, degli avanzamenti fisici, procedurali e finanziari, nonché delle milestone e dei target collegati e di ogni altro elemento necessario richiesto dalla regolamentazione attuativa del “Pnrr”.

Il nuovo art. 20-bis, inoltre, informa che le disposizioni previste dall’art. 1-sexies, comma 1, del Dl. n. 55/2018, per gli edifici interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, si applicano anche agli interventi di ricostruzione nel cratere del sisma del 6 aprile 2009. Le predette disposizioni si applicano anche ai Comuni della provincia di Campobasso e ai Comuni della Città metropolitana di Catania.

Art. 21 – Piani integrati 

Al fine di favorire una migliore inclusione sociale riducendo l’emarginazione e le situazioni di degrado sociale, promuovere la rigenerazione urbana attraverso il recupero, la ristrutturazione e la rifunzionalizzazione ecosostenibile delle strutture edilizie e delle aree pubbliche, l’efficientamento energetico e idrico degli edifici e la riduzione del consumo di suolo anche attraverso operazioni di demolizione e ricostruzione finalizzate alla riduzione dell’impermeabilizzazione del suolo già consumato con modifica di sagome e impianti urbanistici, nonché sostenere progetti legati alle smart cities, sono assegnate risorse alle Città metropolitane, in attuazione della Linea progettuale “Piani integrati – M5C2” del “Pnrr” per un ammontare complessivo pari a Euro 2.493,79 milioni per il periodo 2022-2026.

Inoltre, per rafforzare gli Interventi è costituita una Sezione con dotazione di Euro 272 milioni per l’attuazione della Linea progettuale “Piani Integrati, Bei, Fondo dei fondi – M5C2 – Intervento 2.2 b)”. Gli Enti interessati provvedono ad individuare i Progetti finanziabili all’interno della propria area urbana entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del presente Decreto. I Progetti oggetto di finanziamento, il cui costo totale non può essere inferiore a Euro 50 milioni, devono riguardare la manutenzione per il riuso e la rifunzionalizzazione ecosostenibile di aree pubbliche e di strutture edilizie pubbliche esistenti per finalità di interesse pubblico, il miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale e ambientale, con particolare riferimento allo sviluppo e potenziamento dei servizi sociali e culturali e alla promozione delle attività culturali e sportive, nonché interventi finalizzati a sostenere Progetti legati alle smart cities, con particolare riferimento ai Trasporti ed al consumo energetico. 

Gli altri elementi che devono avere i Progetti, pena l’inammissibilità, riguardano l’impatto ambientale, la percentuale di lavori affidabile a privati e il livello progettuale. 

Art. 22 – Misure per agevolare la realizzazione degli Interventi finanziati con le risorse del “Pnrr” volti a fronteggiare il rischio di alluvione e il rischio idrogeologico 

Sono assegnati e trasferiti alle Regioni e alle Province autonome di Trento e di Bolzano le risorse finanziarie di “M2C4” del “Pnrr” nella misura di Euro 800 milioni, finalizzate all’attuazione di nuovi Interventi pubblici per fronteggiare il rischio di alluvione e il rischio idrogeologico.

La ripartizione delle ulteriori risorse finanziarie della Missione 2, Componente 4, del “Pnrr”, relative a interventi già individuati nell’ambito della programmazione delle risorse finanziarie di cui all’art. 1, comma 1028, della Legge n. 145/2018, e all’art. 24-quater del Dl. n. 119/2018, finalizzate all’attuazione di interventi pubblici volti a fronteggiare il rischio di alluvione e il rischio idrogeologico, entro il limite di Euro 400 milioni, può essere rimodulata entro il 31 dicembre 2023 con appositi Decreti dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome interessate.

Art. 23 – Utilizzo risorse del “Fondo Sviluppo e Coesione” ed estensione delle procedure “Pnrr” 

All’art. 1, comma 178, lett. d), sesto periodo, della Legge n. 178/2020, relativo alla Cabina di regia del “Fondo per lo Sviluppo e la Coesione”, dopo le parole “di immediato avvio dei lavori” sono inserite le seguenti: “o il completamento di Interventi in corso, così come risultanti dai Sistemi informativi del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato, fermi restando i requisiti di addizionalità e di ammissibilità della spesa a decorrere dal 1° gennaio 2021”.

Art. 24 – Progettazione di Scuole innovative 

Il “Pnrr” prevede la costruzione di scuole innovative dal punto di vista architettonico e strutturale, altamente sostenibili e con il massimo dell’efficienza energetica, inclusive e in grado di garantire una didattica basata su metodologie innovative. Per farlo è prevista l’indizione di un concorso di progettazione a cura del Ministero dell’Istruzione per le aree geografiche e gli Enti Locali individuati a seguito della procedura selettiva per l’attuazione delle Misure “M23, Investimento 1.1”. Al termine del concorso di progettazione, i Progetti di fattibilità tecnica ed economica divengono di proprietà degli Enti locali che attuano gli interventi. 

Artt. 27 – 27-novies – Semplificazione e rafforzamento dei servizi digitali

Tale norma introduce 3 importanti novità che modificano il Dlgs. n. 82/05.

In primo luogo, si dispone la modifica dell’art 3-bis, comma 1-ter, del “Cad”, prevedendo la possibilità per le persone fisiche di dichiarare il proprio domicilio digitale oltre che in Inad (“Indice nazionale domicili digitali”) anche mediante l’accettazione di quello reso disponibile on-line dall’Anpr (Anagrafe popolazione residente), ovvero recandosi presso l’ufficio anagrafe del proprio Comune di residenza.

In secondo luogo, si dispone, in conseguenza della precedente modifica, che le basi dati di Anpr e Inad siano sempre allineate; pertanto, accanto alla disposizione che Agid provveda a trasferire i domicili digitali contenuti in Inad in Anpr si prevede che il Ministero dell’interno faccia altrettanto per i domicili dichiarati in Anpr.

Infine, si prevede che i Comuni possano accedere alle informazioni anagrafiche contenute in Anpr, nel rispetto delle disposizioni in materia di trattamento dati personali, anche con modalità automatiche, per l’erogazione dei propri servizi e lo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali.

Le Amministrazioni pubbliche, a decorrere dall’anno finanziario 2022 e fino al termine di attuazione del “Pnrr”, possono proporre, nell’ambito dei rispettivi bilanci di previsione o con i provvedimenti di assestamento dei bilanci stessi, variazioni compensative, in termini di competenza e di cassa, tra gli stanziamenti previsti, nell’ambito delle proprie dotazioni finanziarie, per gli investimenti relativi alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione in attrezzature, quali i server e altri impianti informatici, e quelli relativi all’acquisizione di servizi cloud infrastrutturali.

Inoltre, i siti web e le applicazioni mobili realizzati, alla data di pubblicazione delle Linee guida di cui all’art. 11 della Legge 29 dicembre 2021, dai soggetti erogatori di cui all’art. 3, comma 1-bis, sono adeguati alle disposizioni della stessa Legge in materia di rispetto dei requisiti di accessibilità entro il 28 giugno 2022.

Artt. 28 e 28-bis – Servizio di collegamento delle Imprese alla “Piattaforma digitale nazionale dati

Tale norma dispone che le Camere di Commercio mettano a disposizione tramite il Registro delle Imprese un servizio dedicato di collegamento telematico con la “Pdnd” di cui all’art. 50-ter del Dlgs. n. 82/2005, che consente alle Imprese di effettuare controlli automatizzati e di acquisire certificati relativi ai propri fatti, stati e qualità.

Al fine di incentivare la digitalizzazione dei pagamenti della pubblica amministrazione, di uniformare i processi di erogazione dei benefici economici concessi dalle Amministrazioni pubbliche e di consentire un più efficiente controllo della spesa pubblica, i benefici economici concessi da un’Amministrazione pubblica a favore di persone fisiche o giuridiche e destinati a specifici acquisti da effettuare attraverso terminali di pagamento (Pos) fisici o virtuali possono essere erogati, nel limite delle risorse disponibili a legislazione vigente, mediante utilizzo della piattaforma tecnologica prevista all’art. 5, comma 2, del Cad.

Art. 29 – “Fondo Repubblica digitale

Si istituisce il “Fondo per la Repubblica digitale” per gli anni 2022, 2023, 2024, 2025 e 2026, destinato alla formazione e all’inclusione digitale al fine di accrescere le competenze digitali principale ostacolo alla digitalizzazione del Paese. Le modalità di intervento, di valutazione, selezione e monitoraggio dei progetti saranno individuate da un Protocollo di intesa tra le Fondazioni che alimenteranno il “Fondo” e il Ministero dell’Innovazione e il Ministero delle Finanze.

Alle Fondazioni interessate sarà riconosciuto un credito d’imposta pari al 65% dei versamenti effettuati per gli anni 20222 e 2023 e al 75% per gli anni 2024, 2025 e 2026.

Art. 31 – Conferimento di incarichi di collaborazione per il supporto ai procedimenti amministrativi connessi all’attuazione del “Pnrr” 

Attraverso una serie di modifiche apportate al Dl. n. 80/2021, convertito con modificazioni dalla Legge n. 113/2021, viene stabilito che i professionisti assunti a tempo determinato per l’attuazione dei progetti previsti dal “Piano nazionale di ripresa e Resilienza”:

  1. non sono tenuti alla cancellazione dagli eventuali albi, collegi o ordini professionali di appartenenza; 
  2. possono mantenere l’iscrizione agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (si consente di ottenere il ricongiungimento dei periodi di contribuzione presso l’Inps (dovuti per la durata dei contratti relativi al “Pnrr”) con quelli presso la cassa previdenziale di appartenenza a titolo gratuito, o di chiedere che la contribuzione previdenziale dovuta per tali contratti sia versata, a scelta del professionista, direttamente alla cassa previdenziale di appartenenza. 

Per gli incarichi di collaborazione e a tempo determinato conferiti ai sensi del comma 5, dell’art. 1, del Dl. n. 80/2021, convertito con modificazioni dalla Legge n. 113/2021, non si applica il divieto di cui all’art. 53, comma 16-ter, del Dlgs. n. 165/2001 (cd. Pantouflage), cioè al divieto di collaborare subito dopo la cessazione dal rapporto di lavoro pubblico con società nei cui confronti hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali.

Le modalità di applicazione del presente comma sono disciplinate con Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e con il Ministro per la Pubblica amministrazione, sentiti gli Enti previdenziali di diritto privato istituiti ai sensi del Dlgs. n. 509/1994, e del Dlgs. n. 103/1996, da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione

Viene inoltre disposto che il numero massimo degli incarichi di collaborazione a professionisti ed esperti che le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano – e non anche gli Enti Locali, come finora previsto – possono attivare per il supporto ai procedimenti amministrativi connessi all’attuazione del “Pnrr”, per i quali sono stanziate determinate risorse, sia pari a 1.000. Detti professionisti saranno destinati a supportare, oltre ai predetti Enti che conferiscono gli incarichi, anche gli altri Enti Locali. 

Si prevede, infine, che anche le Province e le Città metropolitane (oltre che lo Stato, le Regioni, i Comuni e i loro enti strumentali), nei concorsi indetti dalle stesse, debbano assicurare che le relative prove scritte siano sostituite con prove maggiormente accessibili ai soggetti con disturbi specifici di apprendimento (es. prolungamento tempi, orale anziché scritti o altri strumenti compensativi a seconda della situazione specifica). 

Il comma 1-bis, introdotto dalla Legge di conversione, ha previsto per i Comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti, interessati dagli interventi previsti dal “Pnrr”, al fine di accelerarne la programmazione e l’attuazione, nell’ambito degli uffici di staff del sindaco o degli assessori, di cui all’art. 90 del Tuel, possono essere conferiti a esperti di comprovata qualificazione professionale incarichi di consulenza e collaborazione, fino al numero massimo complessivo di 15, ai sensi dell’art. 7, comma 6, lett. a), c) e d), del Dlgs. n. 165/2001, per l’importo massimo di Euro 30.000 lordi annui per singolo incarico e fino a una spesa complessiva annua di Euro 300.000. Gli incarichi hanno durata non oltre il 31 dicembre 2026, cessano comunque automaticamente con la cessazione del mandato amministrativo del conferente e non sono cumulabili con altri incarichi conferiti in base alla presente disposizione.

Gli oneri derivanti dal conferimento dei predetti incarichi restano a carico dei bilanci degli Enti, fermo restando il rispetto dell’equilibrio pluriennale di bilancio. Agli incarichi di cui al presente comma si applicano le disposizioni in materia di limiti al trattamento economico dei dipendenti della P.A.

Art. 31-bis – Potenziamento amministrativo dei Comuni e misure a supporto dei Comuni del Mezzogiorno

I Comuni, al fine attuare i progetti previsti dal “Pnrr”, in deroga all’art. 9, comma 28, del Dl. n. 78/2010, convertito con modificazioni dalla Legge n. 122/2010, e all’art. 259, comma 6, del Tuel, possono effettuare assunzioni a tempo determinato di personale con qualifica non dirigenziale in possesso di specifiche professionalità per un periodo anche superiore a 36 mesi, ma non eccedente la durata di completamento del “Pnrr” e comunque non oltre il 31 dicembre 2026, nel limite di una spesa aggiuntiva non superiore al valore dato dal prodotto della media delle entrate correnti relative agli ultimi tre rendiconti approvati, considerate al netto del fondo crediti di dubbia esigibilità stanziato nel bilancio di previsione, per la percentuale distinta per fascia demografica indicata nella tabella seguente:

Fascia demograficaPercentuale
1.500.000 abitanti e oltre0,25
250.000-1.499.999 abitanti0,30
60.000-249.999 abitanti0,50
10.000-59.999 abitanti1
5.000-9.999 abitanti1,6
3.000-4.999 abitanti1,8
2.000-2.999 abitanti2,4
1.000-1.999 abitanti2,9
Meno di 1.000 abitanti3,5

Le predette assunzioni sono subordinate all’asseverazione da parte dell’Organo di revisione del rispetto pluriennale dell’equilibrio di bilancio. La spesa di personale derivante dall’applicazione del presente comma, anche nel caso di applicazione del regime di “scavalco condiviso” previsto dalle vigenti disposizioni contrattuali, non rileva ai fini dell’art. 33 del Dl. n. 34/2019 e dell’art. 1, commi 557 e 562, della Legge n. 296/2006.

In relazione alle suddette esigenze, con specifico riferimento alle attività di supporto riferite ai progetti ivi indicati, nonché per le finalità di rafforzamento della struttura organizzativa con riferimento alle funzioni connesse al “Pnrr” (art. 9, comma 10), presso il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato del Ministero dell’Economia e delle Finanze sono istituiti n. 1 posto di funzione dirigenziale di livello generale per lo svolgimento di attività di consulenza, studio e ricerca e n. 1 posto di funzione dirigenziale di livello non generale per lo svolgimento di attività di consulenza, studio e ricerca e presso il Dipartimento del tesoro del medesimo Ministero è istituito n. 1 posto di funzione dirigenziale di livello generale per lo svolgimento di attività di consulenza, studio e ricerca.

Le suddette disposizioni trovano applicazione anche ai comuni strutturalmente deficitari o sottoposti a “Procedura di riequilibrio finanziario pluriennale” o in “Dissesto finanziario” secondo quanto previsto dagli artt. 242, 243, 243-bis, 243-ter e 244 del Tuel, previa verifica della Commissione per la stabilità finanziaria degli Enti Locali (Cosfel), da effettuare entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta inoltrata dai comuni interessati.

Alle assunzioni a tempo determinato sopra indicate i Comuni possono applicare le disposizioni previste dagli artt. 1, comma 3, 3-bis e 3-ter del Dl. n. 80/2021.

Al fine del concorso alla copertura dell’onere sostenuto dai Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti per le suddette assunzioni a tempo determinato, è istituito un apposito “Fondo” nello stato di previsione del Ministero dell’Interno, con una dotazione di Euro 30 milioni annui per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026. Le predette risorse sono ripartite tra i Comuni attuatori dei Progetti previsti dal “Pnrr” con Dpcm. sulla base del monitoraggio delle esigenze assunzionali. A tale fine i Comuni interessati comunicano al Dipartimento della Funzione pubblica, entro 30 giorno dalla data di entrata in vigore della Legge n. 233/2021 di conversione del Decreto (31 gennaio 2022), le esigenze di personale connesse alla carenza delle professionalità strettamente necessarie all’attuazione dei predetti Progetti il cui costo non è sostenibile a valere sulle risorse disponibili nel bilancio degli Enti. Il Comune beneficiario è tenuto a riversare ad apposito capitolo di entrata del bilancio dello Stato l’importo del contributo non utilizzato nell’esercizio finanziario (comma 5).

Per le medesime finalità connesse all’attuazione dei progetti “Pnrr”, nonché al fine di accelerare la definizione e l’attuazione degli interventi previsti dalla Politica di coesione dell’Unione Europea e nazionale per i cicli di programmazione 2014-2020 e 2021-2027, l’Agenzia per la Coesione territoriale può stipulare contratti di collaborazione, di durata non superiore a 36 mesi e comunque non oltre il 31 dicembre 2026, con professionisti e personale in possesso di alta specializzazione, da destinare a supporto degli Enti Locali del Mezzogiorno, nel limite di una spesa complessiva di Euro 67 milioni, a carico delle disponibilità del “Programma operativo complementare” al “Programma operativo nazionale” intitolato “Governance e capacità istituzionale 2014-2020”, di cui alla Deliberazione del Cipe n. 47/2016, integrato sul piano finanziario dalla Deliberazione del Cipe n. 36/2020. I contratti di cui al presente comma non danno in alcun caso luogo a diritti in ordine all’accesso nei ruoli dell’Agenzia. Il personale verrà selezionato secondo le modalità e le procedure di cui all’art. 1, commi 5 e seguenti, del Dl. n. 80/2021. L’Agenzia, previa ricognizione dei fabbisogni degli Enti beneficiari, avuto anche riguardo agli esiti della procedura concorsuale relativi ai 2.800 posti per gli Enti delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia di cui all’art. 1, commi 179 e ss., della Legge n. 178/2020 (“Legge di bilancio 2021”, vedi Entilocalinews n. 2 dell’8 gennaio 2021), e a quanto previsto dal comma 5 del presente articolo, individua, sentiti il Dipartimento della Funzione pubblica e la Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali, entro il 20 febbraio 2022, gli Enti cui destinare il personale selezionato dall’Agenzia e provvede alla relativa contrattualizzazione e assegnazione entro i successivi 60 giorni.

Detto personale dovrò fornire assistenza tecnica e operativa qualificata presso gli Enti di assegnazione e svolgere in particolare le seguenti funzioni:

  • supporto all’elaborazione di studi di fattibilità tecnico-economica nonché degli ulteriori livelli progettuali;
  • analisi e predisposizione delle attività necessarie alla partecipazione ai Bandi attuativi del “Pnrr”, compresi i bandi che prevedono iniziative per la valorizzazione della cultura e della tradizione dei comuni italiani, dei programmi operativi nazionali e regionali a valere sui fondi strutturali, nonché degli interventi finanziati dal “Fondo per lo Sviluppo e la Coesione”;
  • verifica, controllo e monitoraggio dell’esecuzione dei lavori al fine del rispetto degli Obiettivi intermedi e finali previsti dal Programma di finanziamento.

I Comuni con popolazione superiore a 250.000 abitanti che hanno deliberato il ricorso alla “Procedura di riequilibrio finanziario pluriennale” prevista dall’art. 243-bis del Tuel, possono procedere, con oneri a carico dei propri bilanci, all’assunzione di collaboratori con contratto a tempo determinato per le esigenze degli Uffici di staff del Sindaco o degli Assessori di cui all’art. 90 Tuel, nei limiti dell’80% della spesa sostenuta per le medesime finalità nell’ultimo rendiconto precedente alla Deliberazione della citata “Procedura di riequilibrio finanziario pluriennale”.

Art. 32 – FormezPA 

L’art. 32o modifica l’art. 1 del Dl. n. 6/2010. Le Amministrazioni dello Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, le Unioni di Comuni e le Comunità montane, le altre Amministrazioni nonché gli Enti pubblici economici possono ora entrare a far parte dell’Associazione FormezPA.

Art. 33 – Istituzione del “Nucleo ‘Pnrr’ Stato-Regioni” 

Al fine di assicurare il coordinamento delle relazioni tra Amministrazioni statali titolari di Interventi del “Pnrr” e gli Enti territoriali è istituito, presso il Dipartimento per gli Affari regionali e le Autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il “Nucleo per il coordinamento delle iniziative di ripresa e resilienza tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano”, denominato “Nucleo ‘Pnrr’ Stato-Regioni”, che sarà operativo fino al 31 dicembre 2026. 

Il Nucleo assicura al predetto Dipartimento il supporto tecnico per la realizzazione delle attività di propria competenza volte ad attuare le Riforme e gli Investimenti previsti dal “Piano” in raccordo con le altre Amministrazioni dello Stato titolari di Interventi e, in particolare, delle attività volte a: 

  • curare l’istruttoria di Tavoli tecnici di confronto settoriali con le Regioni, le Province Autonome di Trento e Bolzano e gli Enti locali; 
  • prestare loro supporto nella elaborazione, coerentemente con le Linee del “Pnrr”, di un Progetto avente particolare rilevanza strategica; 
  • prestare attività di assistenza agli Enti territoriali, con particolare riferimento ai piccoli Comuni e ai Comuni insulari e delle zone montane, anche in raccordo con le altre iniziative di supporto tecnico attivate dalle Amministrazioni competenti; 
  • condividere con le competenti strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri le informazioni raccolte e comunicare, d’intesa con le medesime strutture, le attività svolte.

Art. 39 – Inviato speciale per il cambiamento climatico

E’ introdotta una modifica relativa alla figura dell’Inviato speciale per il cambiamento climatico, istituita dall’art. 17-novies del Dl. n. 80/2021, con l’obiettivo di garantire una più efficace partecipazione italiana agli eventi e ai negoziati internazionali sui temi ambientali. In merito viene determinato che l’incarico possa essere conferito solo ai dipendenti di Amministrazioni pubbliche di livello dirigenziale e che per lo svolgimento di queste funzioni non spettano emolumenti o compensi, comunque denominati, aggiuntivi oltre a quelli già in godimento, ferma restando la corresponsione del trattamento economico di missione nei limiti spettanti conformemente all’ordinamento di appartenenza.

Art. 40 – Razionalizzazione e semplificazione del Sistema di Servizio civile universale

Si semplifica il procedimento di programmazione del Sistema del Servizio civile universale, eliminando – tra Piano triennale ed attuativi Programmi d’intervento – il momento “intermedio” dei Piani annuali, la cui previsione è ora soppressa.

I singoli Programmi d’intervento saranno inoltre approvati in forma “semplificata” (con Decreto dipartimentale), sulla base delle risorse disponibili indicate nel Documento di programmazione finanziaria.

Art. 43 – Potenziamento della struttura del Commissario unico per la bonifica delle discariche abusive 

Le funzioni e le attività del Commissario unico individuato dal Dl. n. 111/2019 sono estese, su richiesta delle singole Regioni, agli interventi di bonifica o messa in sicurezza delle discariche e dei siti contaminati di competenza regionale nonché, su richiesta del Ministero della Transizione ecologica, agli Interventi di bonifica dei siti contaminati di interesse nazionale, 

Artt. 46 e 46-bis – Fondi per il rilancio del Sistema sportivo 

Al fine di potenziare il supporto agli Organismi sportivi e consentire la ripartenza delle relative attività, per l’anno 2021 è riconosciuto un contributo di Euro 27.200.000 in favore di Sport e Salute Spa. Tali risorse sono destinate al finanziamento degli Organismi sportivi di cui all’art. 1, comma 630, terzo periodo, della Legge n. 145/2018.

Inoltre, per promuovere l’adozione di uno stile di vita sano e attivo per tutte le fasce della popolazione, una quota non inferiore al 50% delle risorse disponibili di cui all’art. 1, comma 561, della Legge n. 178/2020, è destinata agli organismi sportivi di cui al terzo periodo dell’art. 1, comma 630, della Legge n. 145/2018, per la promozione e la realizzazione dell’attività sportiva di base in tutto il territorio nazionale.

Art. 48 – 48-bis – Contraddittorio nel procedimento di rilascio dell’Interdittiva Antimafia

La norma dell’art. 48 introduce la novità del contraddittorio nel procedimento di rilascio dell’Interdittiva Antimafia. Più nel dettaglio, il Prefetto, qualora ritenga sussistenti i presupposti per l’adozione dell’Informazione Antimafia interdittiva ovvero per procedere all’applicazione delle misure di cui all’art. 94-bis del Dlgs. n. 159/2011 (come introdotto dal Decreto in commento) e non ricorrano particolari esigenze di celerità del procedimento, ne dà tempestiva comunicazione al soggetto interessato, indicando gli elementi sintomatici dei tentativi di infiltrazione mafiosa. Con tale comunicazione è assegnato un termine non superiore a 20 giorni per presentare osservazioni scritte, eventualmente corredate da documenti, nonché per richiedere l’audizione. In ogni caso, non possono formare oggetto della comunicazione elementi informativi il cui disvelamento sia idoneo a pregiudicare procedimenti amministrativi o attività processuali in corso, ovvero l’esito di altri accertamenti finalizzati alla prevenzione delle infiltrazioni mafiose. La procedura del contraddittorio si conclude entro 60 giorni dalla data di ricezione della citata comunicazione.

Al termine della procedura in contraddittorio, il Prefetto, ove non proceda al rilascio dell’Informazione Antimafia liberatoria:

a) dispone l’applicazione delle misure di cui all’art. 94-bis del Dlgs. n. 159/2011;

b) adotta l’Informazione Antimafia interdittiva.

Inoltre, al Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione sono apportate le seguenti modifiche: 

a) all’art. 83, comma 3-bis, le parole: “europei o” sono sostituite dalle seguenti: “europei per un importo superiore a Euro 25.000 o di fondi”; 

b) all’art. 91, comma 1-bis, la parola: “5.000” è sostituita dalla seguente: “25.000”.

Art. 49 –Misure amministrative di prevenzione collaborativa applicabili in caso di agevolazione occasionale

La norma introduce l’art. 94-bis al Dlgs. n. 159/2011. Vengono previste alcune misure (come, ad esempio, l’adozione di particolari misure organizzative, l’utilizzo di un conto corrente dedicato, etc.) che il Prefetto, quando accerta che i tentativi di infiltrazione mafiosa sono riconducibili a situazioni di agevolazione occasionale, può imporre all’impresa, società o associazione interessata, con provvedimento motivato, per un periodo non inferiore a 6 mesi e non superiore a 12 mesi. Alla scadenza del termine di durata delle citate misure, il Prefetto, ove accerti il venir meno dell’agevolazione occasionale e l’assenza di altri tentativi di infiltrazione mafiosa, rilascia un’informazione antimafia liberatoria ed effettua le conseguenti iscrizioni nella Banca Dati Nazionale Unica della Documentazione Antimafia.


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