“#prideandprejudice” capitolo 4: il rischio di sostenibilità

“#prideandprejudice” capitolo 4: il rischio di sostenibilità

Il quarto dato diffuso il 21 novembre 2014 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nell’ambito della serie “#prideandprejudice”è relativo al rischio di sostenibilità delle economie europee, vale a dire il divario tra la posizione strutturale di bilancio ed una posizione di bilancio sostenibile.

Dall’analisi effettuata dalla Commissione europea in merito alla sostenibilità delle economie dei Paesi aderenti all’area Euro (vedi grafico), emerge che il rischio per l’Italia – sia nel breve che nel lungo periodo –è al di sotto della media dei 18 Paesi dell’Area Euro (l’analisi illustrata nel grafico riguarda 17 Paesi essendo precedente all’ingresso della Lettonia il 1° gennaio 2014) nonché dei 27 aderenti all’Unione Europea (la Croazia, entrata nella Ueil 1° luglio 2013, non rientrava in questa analisi).

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l’Italia è stata inserita tra gli Stati virtuosi, al fianco di Paesi come Francia, Germana e Danimarca. “Secondo l’analisi della Commissione – si legge nella Nota diffusa dal Mef –il debito pubblico italiano è tra i più sostenibili nel lungo periodo in Europa. L’indice S2 (lungo periodo) è pari a -2,1 a fronte di una media UE del 3 e di una media dell’Area Euro del 2,3. Per leggere correttamente gli indici è bene ricordare che maggiore è il valore maggiore è l’aggiustamento fiscale necessario a ridurre il rischio di sostenibilità. Un valore negativo dell’indice S2, come nel caso italiano, indica la sostenibilità delle finanze pubbliche negli scenari dati anche senza aggiustamenti ulteriori.Anche gli indicatori di sostenibilità di breve e medio periodo danno l’Italia tra i più sostenibili”.

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