Processo tributario: notifiche

Processo tributario: notifiche

Nell’Ordinanza 312 del 10 gennaio 2020 della Corte di Cassazione, i Giudici di legittimità hanno chiarito che non sussiste violazione dell’art. 7 della Legge n. 890/1982, correlato all’art. 160 del Cpc., se l’avviso di ricevimento della notifica di un atto giudiziario a mezzo posta è sottoscritto con sigla, anziché con firma per esteso, dall’Agente postale, perché l’identificabilità, normalmente difficile attraverso la sigla, di solito non facilmente leggibile, di chi esegue le formalità richieste dalla norma, è irrilevante, salvo che il destinatario dell’atto dimostri, vincendo la presunzione contraria, l’assenza della necessaria qualifica del notificante. Inoltre, la Suprema Corte ha precisato che ove la notificazione dell’avviso di accertamento che abbia avuto luogo ai sensi dell’art. 139 del Cpc., l’obbligo, posto a carico del messo finanziario, di ricercare il destinatario presso il luogo indicato come sua residenza o sede del suo Ufficio o della sua Azienda nell’intestazione del provvedimento, fa presumere ragionevolmente che la notifica sia stata effettuata proprio nel predetto luogo, la cui mancata o incompleta indicazione nella relata di notifica non ne comporta di per sé la nullità, potendo quest’ultima derivare soltanto dall’esecuzione della notifica in un luogo diverso da quelli indicati dalla legge, e dalla prova che in proposito sia fornita dall’interessato al fine di superare la predetta presunzione. Nel caso poi di un accertamento tributario, i Giudici di legittimità rilevano che è valida la notificazione dell’atto impositivo eseguita dall’Ufficiale giudiziario o da altro soggetto abilitato mediante consegna dell’atto a mani proprie del destinatario, ovunque rinvenuto, anche in luogo diverso dal suo domicilio fiscale o dalla sua residenza anagrafica.

Infine, la Suprema Corte afferma che, nel Processo tributario, il termine di 30 giorni per la costituzione in giudizio del ricorrente (o dell’appellante) che si avvalga per la notificazione del “servizio postale universale”, decorre non dalla data della spedizione diretta del ricorso a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento ma dal giorno della ricezione del plico da parte del destinatario (o dall’evento che la legge considera equipollente alla ricezione). Peraltro, nel Processo tributario, non costituisce motivo d’inammissibilità del ricorso (o dell’appello) che sia stato notificato direttamente a mezzo del “servizio postale universale”, il fatto che il ricorrente (o l’appellante), al momento della costituzione entro il termine di 30 giorni dalla ricezione della raccomandata da parte del destinatario, depositi l’avviso di ricevimento del plico e non la ricevuta di spedizione, purché nell’avviso di ricevimento medesimo la data di spedizione sia asseverata dall’Ufficio postale con stampigliatura meccanografica ovvero con proprio timbro datario. Solo in tal caso, infatti, l’avviso di ricevimento è idoneo ad assolvere la medesima funzione probatoria che la legge assegna alla ricevuta di spedizione. Invece, in loro mancanza, la non idoneità della mera scritturazione manuale o comunemente dattilografica della data di spedizione sull’avviso di ricevimento può essere superata, ai fini della tempestività della notifica del ricorso (o dell’appello), unicamente se la ricezione del plico sia certificata dall’agente postale come avvenuta entro il termine di decadenza per l’impugnazione dell’atto (o della Sentenza).


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