Protezione civile: in G.U. il “Programma nazionale di soccorso del rischio sismico”

E’ stata pubblicata sulla G.U. n. 79 del 4 aprile 2014 la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 gennaio 2014, relativa al “Programma nazionale di soccorso per il rischio sismico”.

Il Programma è volto a creare un coordinamento e una direzione unitaria dell’intervento del Servizio nazionale della Protezione civile, “fornendo gli indirizzi per la predisposizione delle pianificazioni di emergenza, per quanto di rispettiva competenza, del Dipartimento della Protezione civile e delle componenti e delle strutture operative di cui agli artt. 6 e 11 della Legge n. 225/92 e s.m.i. [P.A. ed Enti pubblici, tra cui Comuni, Province, Regioni e Comunità montane], in particolare per il contrasto all’evento sismico”.

Il Documento fornisce inoltre le indicazioni per l’aggiornamento e la verifica della pianificazione di emergenza e individua i soggetti preposti alla promozione di percorsi formativi e di azioni finalizzate alla crescita della conoscenza di Protezione civile.

Tutte le misure previste dalla Direttiva dovranno essere attuate con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili, dunque senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Vediamo ora, brevemente, i contenuti della Direttiva di interesse per gli Enti Locali.

Pianificazione dell’emergenza di Protezione civile comunale, intercomunale e provinciale e Modello d’intervento Regionale

Tutti i soggetti a vario titolo competenti, istituzionalmente e territorialmente, devono concorrere alla pianificazione dell’emergenza di Protezione civile.

Ai livelli comunale e provinciale, le pianificazioni di emergenza devono essere redatte sulla base degli indirizzi regionali, contemplando le indicazioni operative adottate dal Dipartimento della Protezione civile con la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 dicembre 2008, relativa agli “indirizzi operativi per la gestione delle emergenze”. La pianificazione provinciale di emergenza, fatto salvo quanto stabilito dalle legislazioni regionali in materia di Protezione civile e anche sulla base di specifici accordi e Protocolli tra le Amministrazioni, è redatta, dalla Provincia e dal Prefetto.

Il Modello d’intervento regionale – si apprende ancora dal Documento – individua i criteri e le modalità di intervento del sistema regionale di Protezione civile in caso di emergenza, con particolare riferimento: alla catena del coordinamento operativo e ai relativi flussi di comunicazione; al raccordo con le Prefetture-UTG, in particolare per quanto concerne l’intervento delle risorse statuali presenti sul territorio regionale, e con le province; al modello d’intervento sanitario; alla logistica d’emergenza e alle procedure di attivazione delle colonne mobili regionali; all’impiego del volontariato regionale; alle azioni di supporto ai Comuni e agli enti locali, sempre con riferimento al principio di sussidiarietà e con particolare riguardo agli aspetti del soccorso, dell’assistenza alla popolazione e del ripristino della continuità dell’azione amministrativa”.

Tale Modello costituisce parte integrante del “Piano regionale di Protezione civile”, che può essere approvato dalle Regioni, con propria Deliberazione.

Piani di settore delle componenti e delle strutture operative

Gli Enti pubblici e le Pubbliche Amministrazioni devono predisporre delle pianificazioni di settore che consentano l’integrazione del proprio Modello organizzativo per l’intervento in caso di emergenza di Protezione civile, con le attivazioni dei livelli nazionale e territoriali, nel rispetto dell’organizzazione interna e della propria catena di comando e controllo. Per l’elaborazione di tali Piani, gli Enti dovranno tener conto del citato Dpcm. 3 dicembre 2008 e, qualora disponibili, dei Piani nazionali e delle pianificazioni dell’emergenza di Protezione civile comunali, intercomunali e provinciali e dei Modelli d’intervento regionali, o ancora – ove predisposti – dei Piani regionali di Protezione civile.

Esercitazioni, formazione e comunicazione

L’altro nodo cruciale su cui la Presidenza del Consiglio ha posto l’accento è quello dell’aggiornamento di tutti gli attori coinvolti nel contrasto agli eventi sismici. “Ogni pianificazione – si legge – deve prevedere le modalità di aggiornamento e di periodica verifica, anche per il tramite di esercitazioni e prove di soccorso […] Il Dipartimento della Protezione civile, d’intesa con le Regioni e le Province Autonome interessate, promuove periodiche esercitazioni di livello nazionale, prioritariamente per posti di comando, per la verifica delle indicazioni contenute nei Piani nazionali, con il coinvolgimento degli Enti Locali e delle Prefetture – UTG nonché delle componenti e delle strutture operative nazionali e, ai sensi dell’art. 5, comma 2, del Decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito con modificazioni dalla Legge 9 novembre 2001, n. 401”.

Esercitazioni ed appositi percorsi formativi devono essere messi in campo anche dalle Regioni e le Province autonome.

 

 


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