Quota 100, il bilancio: domande, spesa, età

Quota 100, il bilancio: domande, spesa, età

(Adnkronos) – Per la pensione anticipata ‘Quota 100′ sono poco meno di 380mila le domande arrivate al 31 dicembre 2021, ampiamente al di sotto di quelle attese, ipotizzate, in modo prudenziale, nella Relazione tecnica del decreto che ha introdotto il canale pensionistico. E’ quanto emerge da un’analisi congiunta Inps e Ufficio Parlamentare di bilancio (Upb), ‘Un bilancio di ‘Quota 100′ a tre anni dal suo avvio’, presentato oggi a Palazzo Wedekind a Roma.  

Anche se rispetto alle previsioni ufficiali iniziali ‘Quota 100’ ha registrato un minore numero di adesioni, questo canale di uscita è stato comunque utilizzato da un’ampia platea di lavoratori che a fine 2025 (quando saranno pressoché esauriti i potenziali aderenti) potrebbe anche superare i 450.000 soggetti, è la stima di Inps-Upb.  

La spesa effettiva di consuntivo sino al 2021 e proiettata dal 2022 al 2025 potrà attestarsi a circa 23 miliardi. Si tratta di un importo inferiore di circa 10 miliardi rispetto ai 33,5 originariamente stanziati dal decreto del 2019 e di oltre 5 miliardi se si tiene conto dei definanziamenti decisi solo pochi mesi dopo nell’ambito della Nadef 2019 e nella legge di bilancio per il 2020.  

A ricorrere a ‘Quota 100’ sono stati soprattutto gli uomini con una percentuale del 69%, emerge dall’analisi.  

Il rapporto tra anticipo effettivo e anticipo massimo (quello corrispondente all’utilizzo di ‘Quota 100’ non appena possibile) si colloca in media poco sopra il 90% per buona parte degli utilizzatori: mediamente l’anticipo rispetto al più vicino dei requisiti ordinari è di 2,3 anni. L’anticipo ha inciso in maniera significativa sul valore dell’assegno: mediamente lo ha ridotto del 4,5% per anno di anticipo per i lavoratori autonomi, del 3,8% per i dipendenti privati e del 5,2% per i dipendenti pubblici. L’età media alla decorrenza si è attestata poco al di sopra di 63 anni, mentre l’anzianità media è di 39,6 anni. 

Il pensionamento con ‘Quota 100’ è avvenuto prevalentemente a ridosso della maturazione dei requisiti: per chi ha maturato il diritto nel 2019 il take-up complessivo a fine 2021 è stato del 49%, per quanti hanno maturato i requisiti nel 2020 il tasso di adesione complessivo a fine 2021 è del 47% (suddivisibile in 41% realizzato nel 2020 e 10% nel 2021).  

Se in valore assoluto le pensioni con ‘Quota 100’ sono state più concentrate al Nord, meno al Mezzogiorno e ancor meno al Centro, in percentuale della base occupazionale o del flusso medio delle uscite per pensione anticipata (quelle più simili a ‘Quota 100’) mostrano le incidenze maggiori al Mezzogiorno e minori al Nord, con il Centro in posizione intermedia. I pensionamenti dal comparto privato sono lo 0,4% della relativa base occupazionale, con un picco dell’1,2% per il settore ‘Trasporto e magazzinaggio’, quota che diventa dell’1,3% nel comparto pubblico, con picco del 2,9% per le ‘Funzioni centrali’.  

La gestione di liquidazione di ‘Quota 100’ è stata da lavoro dipendente privato per quasi la metà dei casi, da lavoro dipendente pubblico per poco più del 30%, da lavoro autonomo per circa il 20%. Quasi l’81% dei pensionati con ‘Quota 100’ vi è transitato direttamente dal lavoro, poco meno del 9% da silente, ovvero soggetti che pur avendo in passato versato contributi non lavoravano né percepivano altre prestazioni, inoltre poco più dell’8% da una condizione di percettore di prestazioni di sostegno al reddito, circa il 2% da prosecutori volontari di contribuzione.  

“Si tratta sempre di preferenze sociali che i cittadini davanti a un’opzione possono esprimere. In realtà noi già da subito avevamo pensato che il take-up sarebbe stato inferiore e questo ha significato un risparmio rispetto al bilancio allocato”, ha affermato all’Adnkronos il presidente dell’Inps Pasquale Tridico a margine della presentazione dell’analisi congiunta con Upb.  

Quanto alla prospettiva futura di Quota 100 da qui al 2025, fino a 450mila pensionati secondo la stima dell’indagine, Tridico ha detto che “coloro che dovevano aderire hanno in gran parte aderito, si mantiene il diritto ma più andiamo avanti e più il pensionando potrebbe maturare i requisiti ordinari e quindi non è interessato a Quota 100”. L’analisi evidenzia che ad avere usufruito della misura sono stati di più gli uomini (69%) “sono più uomini, in numeri assoluti più al nord e di meno al centro sud, rispetto alla base occupazionale la percentuale del sud è importante” ha detto Tridico.  

 


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