“RegioStars 2018”

by Redazione | 07/06/2019 10:45

Ogni anno, la Commissione Europea premia i progetti finanziati dal Fesr che dimostrano l’eccellenza e nuovi approcci nello sviluppo regionale. L’obiettivo è quello di ispirare le altre Regioni europee e i responsabili di progetto in tutta Europa.

Il premio si chiama “RegioStars” e si divide in cinque categorie tematiche: il mondo smart, la sostenibilità, la crescita inclusiva, lo sviluppo urbano e l’argomento dell’anno.

Nel 2019 i “RegioStars” saranno sviluppati su cinque aree cruciali per il futuro della politica regionale dell’UE: promuovere la trasformazione digitale; connettere il verde, il blu e il grigio; combattere le disuguaglianze e la povertà; costruire città resilienti al clima e infine modernizzare i servizi sanitari.

I premi sono normalmente assegnati da Professori ed Accademici che valuteranno i progetti candidati e incoroneranno i vincitori. Anche il pubblico deciderà il proprio vincitore attraverso un voto online ed assegnerà il Premio a uno dei progetti.

RegioStars” da oltre dieci anni rappresenta un punto di riferimento per diverse regioni europee e l’Italia, l’anno scorso, è riuscita ad essere presente tra i cinque vincitori con il progetto “Re-Cereal” gestito da un consorzio italo-austriaco il cui capofila è la Dr. Schär Spa.

Il progetto considera il drammatico calo della varietà delle specie di colture nelle Regioni alpine avvenuto nel XX secolo, dove vaste estensioni di terreno agricolo sono oggi occupate da monocolture, utilizzate perlopiù come mangimi. “Re-Cereal” (Revitalizing Minor and Pseudocereals) mira a reintrodurre nelle regioni alpine grano saraceno, miglio e avena ad alto potere nutritivo, resilienti, ottimizzando i metodi di coltivazione ed ha anche come scopo quello di incentivare una dieta salubre e sostenibile basata su queste colture.

L’Italia non è spesso presente tra i vincitori del premio “RegioStars” e quelli dell’edizione 2019 verranno resi noti soltanto in ottobre. Seppure una sfida difficile, soprattutto tenendo conto che la percentuale di soldi pubblici spesi nelle linee Fesr regionali risulta ancora piuttosto bassa e quindi i nostri progetti scarseggiano sia per numero che spesso per qualità, ci auguriamo comunque che l’Italia possa di nuovo essere tra i cinque vincitori.

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