Residui: riaccertamento

Corte dei conti Abruzzo, Delibera n. 15 del 19 gennaio 2024

Nella casistica in esame, la Sezione sostiene che è evidente la connessione fra la corretta operazione di riaccertamento dei residui, in particolare attivi, e la prevenzione di rischi per gli equilibri di bilancio.

Il Comune deve provvedere alla “revisione delle ragioni del mantenimento […] dei residui”, in particolare di quelli attivi, con la migliore diligenza, attivando le più approfondite verifiche; al fine del rispetto dell’art. 228, comma 3, del Dlgs. n. 267/2000, non sono sufficienti prese d’atto di formali riconoscimenti in ordine alla assoluta inesigibilità di crediti, qualora esse non siano conseguenza di attento e sistematico esame dell’intera mole delle poste contabili attive.

Nel caso in cui l’avanzo d’amministrazione sia composto da residui attivi non esistenti o di incerto realizzo, non adeguatamente garantiti dal “Fondo crediti di dubbia esigibilità”, la copertura per le spese sarebbe solo fittizia, costituendo il presupposto per l’emersione successiva di tensioni o insufficienze di cassa.