Responsabilità: condanna dell’Economo per spese non rientranti nelle fattispecie regolamentari

by Redazione | 02/09/2021 9:56

Corte dei conti – Sezione Seconda Giurisdizionale Centrale d’Appello – Sentenza n. 248 del 2 novembre 2020

di Antonio Tirelli

Oggetto:

Condanna dell’Economo di un Comune per aver effettuato spese (anno 2011) non rientranti nelle previsioni regolamentari: conferma, con riduzione, della Sentenza della sezione territoriale per la Calabria n. 145/2018.

Fatto

Come da prassi, nel luglio 2017 il Magistrato della Corte dei conti, relatore sui conti giudiziari di questo piccolo Comune (1.600 abitanti), rimette alla Procura la sua decisione di irregolarità del conto dell’Economo per l’anno 2011, “stante l’impossibilità di procedere agli adempimenti di rito, per il perdurante ed ingiustificato comportamento inadempiente del contabile e dell’Ente”.

Successivamente, nel mese di marzo 2018 il Comune deposita una documentazione amministrativa e contabile “seppure non corrispondente a quella richiesta”. Il Magistrato relatore conclude rilevando “gravi irregolarità contabili”, pari a circa Euro 35.000, di cui circa 25.000 per spese eccedenti, singolarmente, il limite stabilito dal Regolamento di Economato. L’Economo viene quindi citato in giudizio.

I Giudici territoriali (Sentenza n. 145/2018) hanno considerato ammissibili, e quindi ammesse al discarico, le spese eccedenti il limite del Regolamento (per un importo complessivo di circa Euro 25.000), rilevando che “pur in assenza delle singole fatture, le spese erano riferite alla gestione economale ed erano coerenti con la cura dell’interesse pubblico”. Sono invece escluse le altre, per cui l’Economo è condannato a rifondere il Comune dell’importo di Euro 8.667,67.

L’interessato presenta ricorso, che viene parzialmente accolto, riducendo l’ammontare del danno a Euro 6.153.

Sintesi della Sentenza

I Giudici di appello ritengono che “il Regolamento economale individua tassativamente le spese ammissibili a rimborso da parte dell’Economo dell’Ente. In relazione alle disposizioni regolamentari non può trovare accoglimento la prospettazione di parte appellante secondo la quale dovrebbe comunque ritenersi ammissibile tutte le spese minute ed urgenti, il cui importo non sia superiore, per ogni pagamento, a Euro 1.000,00, indipendentemente dalle ragioni sottese alla necessità della spesa”.

I Giudici condividono la Sentenza appellata, in quanto “le spese ammissibili a rimborso, ricorrendo al Fondo economale, devono presentare un rapporto di stretta inerenza rispetto agli interessi pubblici perseguiti dall’Ente ed essere funzionali al conseguimento dei predetti obbiettivi. L’Economo, in relazione ai pagamenti richiesti non conformi alle disposizioni normative vigenti, non avrebbe dovuto provvedere, avendo l’obbligo di verificare la sussistenza di tutti i presupposti di legge ivi compresa l’attinenza della spesa ai servizi di competenza dell’Economato”. Il Collegio giudicante esamina poi la documentazione che l’appellante ha versato in giudizio: “un provvedimento da ritenersi rilevante ai fini della prova della legittimità di alcune delle spese rimborsate. Si tratta della Determinazione del novembre 2010 del Responsabile dell’Area Amministrativa che ha impegnato, sul capitolo delle ‘Festività nazionali e Solennità civili’, la somma di Euro 1.500,00, necessaria per il funzionamento del ‘Servizio economale’”. Il Collegio reputa che, “a fronte della documentazione in atti, debbono ritenersi ammissibili le spese specificatamente autorizzate a mezzo del provvedimento sopra indicato, tenuto conto della previsione di cui all’art. 11 del Regolamento comunale di Economato. In sintesi, laddove le spese risultino preventivamente autorizzate a mezzo di provvedimenti presupposti adottati da diversi organi comunali, deve escludersi la responsabilità dell’economo che vi abbia dato mera esecuzione. Possono quindi ritenersi ammissibili le spese ricomprese nell’oggetto della Determinazione e specificatamente motivate con riferimento alla ricorrenza in essa indicate, riguardanti ‘Festività e Solennità civili’ e nello specifico, le seguenti spese: commemorazione defunti anno 2010 per Euro 400.000; corona di alloro per Euro 150.000; manifesti 25 aprile e Pasqua per Euro 117; manifesti Festa 150° Unità d’Italia per Euro 118; epigrafe festa 150 anni per Euro 600; manifesti per Euro 978; corona alloro per Euro 150”.

A diversa conclusione è l’esame della Deliberazione della Giunta (luglio 2011) “avente ad oggetto ‘Organizzazione sagra prodotti tipici. Determinazioni. Se è vero che con il predetto Provvedimento la Giunta comunale ha deliberato di organizzare la Sagra dei prodotti tipici, nell’ambito del Programma delle manifestazioni culturali e ricreative programmate per l’estate 2011, e di destinare la somma di Euro 4.000 quale concorso dell’Ente nell’attuazione dell’iniziativa, incaricando l’Economo dell’esecuzione dell’atto, va pertanto rilevato che“in alcun modo risultano indicati nel provvedimento la fissazione dei limiti e delle modalità di utilizzo delle predette somme, come richiesto dall’art. 11 del Regolamento comunale di Economato richiamato nello stesso atto di appello”. Il predetto atto – sostengono i Giudici – “non può …legittimare le spese sostenute dall’Economo, prevalentemente per l’acquisto di generi alimentari e bevande, in relazione all’asserita organizzazione della predetta Sagra, tenuto conto che nessuna specifica autorizzazione, in merito alla predetta finalizzazione della spesa, era contenuta nel deliberato della Giunta comunale e che la descritta tipologia di pagamenti non ricadeva tra quelli rimborsabili ai sensi delle diverse previsioni del Regolamento comunale di Economato. Né può ritenersi soccorrente, a tal fine, quale documento giustificativo, la Determinazione (del 2011) assunto dallo stesso Responsabile del Servizio, nell’ambito della quale si dà atto, a posteriori, dell’elenco delle spese sostenute e dei relativi buoni economali rimborsati, in relazione alla predetta manifestazione tenutasi in data 7 agosto 2011, per un importo complessivo di Euro 4.038,46”.

Commento

Appare evidente che il Comune ha integrato la documentazione man mano che si procedeva nel giudizio. La parte delle spese, più consistente, è quella esaminata dai Giudici di primo grado: il Regolamento comunale (che prevede il limite di Euro 1.000 per ogni singola spesa) è rispettato, sia nella forma che nella sostanza. Anche i Giudici d’appello ritengono (e ammettono al discarico) che le spese relative a “Festività nazionali e Solennità civili” sono corrette. Viene invece esclusa la spesa di oltre Euro 4.000 per l’organizzazione della Saga dei prodotti tipici locali in quanto, nella Deliberazione della Giunta, veniva sì impegnata la spesa e incaricato l’Economo a provvedere alla stessa, ma non erano dettagliati e fissati i limiti (ossia la tipologia delle spese e dei relativi pagamenti).

Sembra, comunque, che il Responsabile del “Servizio finanziario” svolgesse anche la funzione di Economo, per cui è mancato il primo controllo interno.

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