Riscossione: notifica alla Casa comunale

Riscossione: notifica alla Casa comunale

Nell’Ordinanza n. 12753 del 23 maggio 2018della Corte di Cassazione, la questione controversa riguarda la validità della notifica degli atti impositivi con il deposito presso la Casa comunale. La Suprema Corte in primispone in evidenza la Sentenza n. 258/12 della Corte Costituzionale, la quale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 26, del Dpr. n. 602/73, nella parte in cui stabilisce che la notificazione della cartella di pagamento, nell’ipotesi di irreperibilità meramente “relativa” del destinatario (vale a dire, nei casi previsti dall’art. 140 del Cpc., come recita l’art. 26, comma 3, del Dpr. n. 600/73), si perfeziona sempre con il deposito dell’atto in Comune, senza che il contribuente ne potesse essere a conoscenza.

La Consulta ha quindi ritenuto necessario “restringere” la sfera di applicazione del combinato disposto dell’art. 26, comma 3 del Dpr. n. 600/73, e art. 60, comma 1, lett. e), del Dpr. n. 600/73, “alla sola ipotesi di notificazione di cartelle di pagamento a destinatario ’assolutamente’ irreperibile e, quindi, escludendone l’applicazione al caso di destinatario “relativamente” irreperibile, previsto dall’art. 140 del Cpc.”,cosicché, nei casi di“irreperibilità cd. relativa” (cioè nei casi di cui all’art. 140 del Cpc.), va invece applicato, con riguardo alla notificazione delle cartelle di pagamento, il disposto dello stesso art. 26, del Dpr. n. 600/73, in forza del quale, “per quanto non è regolato dal presente articolo, si applicano le disposizioni del predetto art. 60 del Dpr. n. 600/73”, e quindi, in base all’interpretazione data a tale normativa dal diritto vivente, quelle dell’art. 140 del Cpc., cui anche rinvia l’art. 60, comma 1 del Dpr. n. 600/73.

Pertanto, le disposizioni sopra richiamate richiedono effettivamente, per la validità della notificazione della cartella di pagamento, effettuata nei casi di irreperibilità cd. “relativa” del destinatario, quali disciplinati dall’art. 140 del Cpc., l’inoltro al destinatario della raccomandata informativa del deposito dell’atto presso la casa comunale e la sua effettiva ricezione, non essendo, per tale modalità di notificazione degli atti, sufficiente la sola spedizione.

Il perfezionamento della notifica effettuata ai sensi dell’art. 140 del Cpc., necessita dunque del compimento di tutti gli adempimenti stabiliti da tale norma, con la conseguenza che, in caso di omissione di uno di essi la notificazione è da considerarsi nulla.

La notificazione, è invece inesistente quando essa manchi del tutto ovvero sia stata effettuata in modo assolutamente non previsto dalla legge, come, ad esempio, nel caso sia avvenuta in un luogo o con riguardo a persona che non abbiano attinenza alcuna (o che non presentino alcun …. riferimento o collegamento) con il destinatario della notificazione stessa, risultando a costui del tutto estranea. Orbene, nella specie non sono stati effettuati tutti gli adempimenti previsti dall’art. 140 del Cpc., per il perfezionamento del procedimento notificatorio, atteso che la Concessionaria, con il controricorso, ha affermato di aver disposto l’affissione dell’avviso alla Casa comunale e di aver inviato la raccomandata ma non già che questa è pervenuta nella sfera di conoscenza del destinatario.

In definitiva, la notifica delle intimazioni di pagamento è stata effettuata senza il rispetto di tutte le prescrizioni dettate dalla normativa operante nei casi di irreperibilità cd. “relativa” del destinatario dell’atto.

 

 


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